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Edumus Forum » Compositori
Discussioni riguardanti i compositori, l'armonia, l'analisi e le tecniche compositive.
Re: Qui i commenti alle nostre composizioni.
Inviato da:
ekoc29s
Data: 30 ottobre 2010, 23:31
fabio.m Scritto:
-------------------------------------------------------
> Vedo che, pur nella varietà di opinioni, proprio
> tutti consigliate di analizzare molta musica, e
> quindi i suggerimenti sono tutti registrati e
> tenuti nella massima considerazione (grazie anche
> ad Andrea Vezzoli e ad ekoc!).
>
> Ma secondo voi qual è la preparazione teorica
> indispensabile per far sì che l'analisi dei brani
> sia realmente utile?
Io sono convinto che, premessa la dote della musicalità (che, magari, molti studiosi "regolari" non hanno, docente o meno...), si possa arrivare a buon punto anche da soli; non nel suonare, certo, ma senz'altro nello scrivere.
I maestri sono lì, non resta che "leggerli". Se tu volessi fare il giornalista, o lo scrittore, cosa faresti? Innanzitutto, studieresti la grammatica, per evitare errori ed orrori; poi, studieresti la sintassi, per la consecutio e la giusta declinazione dei verbi; infine, studieresti l'analisi del periodo, per saper costruire il discorso.
Insomma: c'è la grammatica della musica, l'armonia, poi lo studio della forma. L'analisi è sempre utile (anzi imprescindibile), ma dipende dagli strumenti di cui si dispone per condurla. L'analisi di un testo condotta da un analfabeta non ha senso. Anche se io, per una mia personalissima opinione, penso che un Leopardi possa capirlo molto meglio un contadino con una cultura letteraria "intuitiva", anziché un coltissimo docente di lettere che però, magari, non saprebbe scrivere neanche l'incartino dei Baci Perugina.
Anche l'animo, il cuore, l'ìntelligenza, la fantasia... Sono qualità essenziali, nella musica.
Comunque, è lo stesso che per le lettere: tu devi analizzare una poesia del Pascoli: di quali strumenti ti doti? Grammatica, sintassi... ma anche storia, cultura generale...
Io sono un tantino "libertario" negli studi, oltre che autodidatta da molti anni, e non mi dispiace: penso di avere delle lacune, certo, ma anche una dimestichezza che non mi fa mai perdere di mira il fatto che la musica è fatta per essere ascoltata e compresa anche da chi non la fa.
Ciao.
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> Vedo che, pur nella varietà di opinioni, proprio
> tutti consigliate di analizzare molta musica, e
> quindi i suggerimenti sono tutti registrati e
> tenuti nella massima considerazione (grazie anche
> ad Andrea Vezzoli e ad ekoc!).
>
> Ma secondo voi qual è la preparazione teorica
> indispensabile per far sì che l'analisi dei brani
> sia realmente utile?
Io sono convinto che, premessa la dote della musicalità (che, magari, molti studiosi "regolari" non hanno, docente o meno...), si possa arrivare a buon punto anche da soli; non nel suonare, certo, ma senz'altro nello scrivere.
I maestri sono lì, non resta che "leggerli". Se tu volessi fare il giornalista, o lo scrittore, cosa faresti? Innanzitutto, studieresti la grammatica, per evitare errori ed orrori; poi, studieresti la sintassi, per la consecutio e la giusta declinazione dei verbi; infine, studieresti l'analisi del periodo, per saper costruire il discorso.
Insomma: c'è la grammatica della musica, l'armonia, poi lo studio della forma. L'analisi è sempre utile (anzi imprescindibile), ma dipende dagli strumenti di cui si dispone per condurla. L'analisi di un testo condotta da un analfabeta non ha senso. Anche se io, per una mia personalissima opinione, penso che un Leopardi possa capirlo molto meglio un contadino con una cultura letteraria "intuitiva", anziché un coltissimo docente di lettere che però, magari, non saprebbe scrivere neanche l'incartino dei Baci Perugina.
Anche l'animo, il cuore, l'ìntelligenza, la fantasia... Sono qualità essenziali, nella musica.
Comunque, è lo stesso che per le lettere: tu devi analizzare una poesia del Pascoli: di quali strumenti ti doti? Grammatica, sintassi... ma anche storia, cultura generale...
Io sono un tantino "libertario" negli studi, oltre che autodidatta da molti anni, e non mi dispiace: penso di avere delle lacune, certo, ma anche una dimestichezza che non mi fa mai perdere di mira il fatto che la musica è fatta per essere ascoltata e compresa anche da chi non la fa.
Ciao.
Re: Qui i commenti alle nostre composizioni.
Inviato da:
ekoc29s
Data: 30 ottobre 2010, 23:46
Scusa, dimenticavo la cosa più importante!!!
Cioè: per fare o scrittore, bisogna leggere... leggere... leggere... leggere... Respirare la costruzione delle frasi dei Maestri dell'arte fino a farle proprie. Questo, secondo me, è il vero segreto. E non è sempre una questione di "grammatica", visto che parliano di arte.
Cioè: per fare o scrittore, bisogna leggere... leggere... leggere... leggere... Respirare la costruzione delle frasi dei Maestri dell'arte fino a farle proprie. Questo, secondo me, è il vero segreto. E non è sempre una questione di "grammatica", visto che parliano di arte.
Re: Qui i commenti alle nostre composizioni.
Inviato da:
fabio.m
Data: 31 ottobre 2010, 00:12
ekoc29s Scritto:
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> Insomma: c'è la grammatica della musica,
> l'armonia, poi lo studio della forma. L'analisi è
> sempre utile (anzi imprescindibile), ma dipende
> dagli strumenti di cui si dispone per condurla.
> L'analisi di un testo condotta da un analfabeta
> non ha senso.
Ecco, io intendevo proprio questo. Del resto pretendere di imparare tutto dalla sola lettura, senza testi, significherebbe imbarcarsi nello stesso lavoro dei musicologi che hanno prodotto i manuali!
Io, in questo primo periodo, mi accorgo che più vado avanti nella teoria e, soprattutto, negli esercizi, più mi rendo conto di cosa andare a guardare negli esempi dei maestri.
Diciamo che c'è una sorta di filtraggio delle informazioni...
Quanto all'essere autodidatti, il problema nel mio caso è accentuato dal fatto che (purtroppo) non ho praticato la musica in alcun modo.
Non avere esperienza pratica ed essere pure autodidatti forse è un po' troppo.
Ma recenti apologie della musica in astratto (il maestro Carlos che nega che sia necessario suonare l'opera per analizzarla... che si deve potere comporre sotto un albero, Geppino che pure dice che non c'è bisogno dello strumento) mi incoraggiano. :D
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> Insomma: c'è la grammatica della musica,
> l'armonia, poi lo studio della forma. L'analisi è
> sempre utile (anzi imprescindibile), ma dipende
> dagli strumenti di cui si dispone per condurla.
> L'analisi di un testo condotta da un analfabeta
> non ha senso.
Ecco, io intendevo proprio questo. Del resto pretendere di imparare tutto dalla sola lettura, senza testi, significherebbe imbarcarsi nello stesso lavoro dei musicologi che hanno prodotto i manuali!
Io, in questo primo periodo, mi accorgo che più vado avanti nella teoria e, soprattutto, negli esercizi, più mi rendo conto di cosa andare a guardare negli esempi dei maestri.
Diciamo che c'è una sorta di filtraggio delle informazioni...
Quanto all'essere autodidatti, il problema nel mio caso è accentuato dal fatto che (purtroppo) non ho praticato la musica in alcun modo.
Non avere esperienza pratica ed essere pure autodidatti forse è un po' troppo.
Ma recenti apologie della musica in astratto (il maestro Carlos che nega che sia necessario suonare l'opera per analizzarla... che si deve potere comporre sotto un albero, Geppino che pure dice che non c'è bisogno dello strumento) mi incoraggiano. :D
Re: Qui i commenti alle nostre composizioni.
Inviato da:
ekoc29s
Data: 31 ottobre 2010, 00:49
fabio.m Scritto:
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> Del resto
> pretendere di imparare tutto dalla sola lettura,
> senza testi, significherebbe imbarcarsi nello
> stesso lavoro dei musicologi che hanno prodotto i
> manuali!
Qui, veramente, non ho capito; i musicologi non hanno prodotto "manuali"... così come (stando all'esempio che ho precedentemente sostenuto) gli storiografi della letteratura non hanno scritto libri di grammatica.
> Io, in questo primo periodo, mi accorgo che più
> vado avanti nella teoria e, soprattutto, negli
> esercizi, più mi rendo conto di cosa andare a
> guardare negli esempi dei maestri.
> Diciamo che c'è una sorta di filtraggio delle
> informazioni...
Beh, ma questo è ottimo! E' così, che si fa!
> Quanto all'essere autodidatti, il problema nel mio
> caso è accentuato dal fatto che (purtroppo) non ho
> praticato la musica in alcun modo.
> Non avere esperienza pratica ed essere pure
> autodidatti forse è un po' troppo.
Uhm... sì... nì... dipende... Certo, più sì che no. Berliotz strimpellava un po' di chitarra, ma è stato uno dei massimi maestri dell'orchestrazione e della strumentazione, oltre che un compositore ben piantato nella storia della musica. Ma sono eccezioni che confermano la regola, direi.
> Ma recenti apologie della musica in astratto (il
> maestro Carlos che nega che sia necessario suonare
> l'opera per analizzarla... che si deve potere
> comporre sotto un albero, Geppino che pure dice
> che non c'è bisogno dello strumento) mi
> incoraggiano. :D
E' giusto dire che bisogna saper scrivere senza stare con le dita sullo strumento. Io, in realtà, non sono d'accordo, perché gli strumenti di cui oggi si dispone hanno "superato" quest'idea. Mi sembra un po' come dire che un matematico, per essere tale, debba saper temperare una matita... Forse esagero un pochino, ma spero di rendere l'idea.
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> Del resto
> pretendere di imparare tutto dalla sola lettura,
> senza testi, significherebbe imbarcarsi nello
> stesso lavoro dei musicologi che hanno prodotto i
> manuali!
Qui, veramente, non ho capito; i musicologi non hanno prodotto "manuali"... così come (stando all'esempio che ho precedentemente sostenuto) gli storiografi della letteratura non hanno scritto libri di grammatica.
> Io, in questo primo periodo, mi accorgo che più
> vado avanti nella teoria e, soprattutto, negli
> esercizi, più mi rendo conto di cosa andare a
> guardare negli esempi dei maestri.
> Diciamo che c'è una sorta di filtraggio delle
> informazioni...
Beh, ma questo è ottimo! E' così, che si fa!
> Quanto all'essere autodidatti, il problema nel mio
> caso è accentuato dal fatto che (purtroppo) non ho
> praticato la musica in alcun modo.
> Non avere esperienza pratica ed essere pure
> autodidatti forse è un po' troppo.
Uhm... sì... nì... dipende... Certo, più sì che no. Berliotz strimpellava un po' di chitarra, ma è stato uno dei massimi maestri dell'orchestrazione e della strumentazione, oltre che un compositore ben piantato nella storia della musica. Ma sono eccezioni che confermano la regola, direi.
> Ma recenti apologie della musica in astratto (il
> maestro Carlos che nega che sia necessario suonare
> l'opera per analizzarla... che si deve potere
> comporre sotto un albero, Geppino che pure dice
> che non c'è bisogno dello strumento) mi
> incoraggiano. :D
E' giusto dire che bisogna saper scrivere senza stare con le dita sullo strumento. Io, in realtà, non sono d'accordo, perché gli strumenti di cui oggi si dispone hanno "superato" quest'idea. Mi sembra un po' come dire che un matematico, per essere tale, debba saper temperare una matita... Forse esagero un pochino, ma spero di rendere l'idea.
Re: Qui i commenti alle nostre composizioni.
Inviato da:
fabio.m
Data: 31 ottobre 2010, 01:35
ekoc29s Scritto:
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> fabio.m Scritto:
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> -----
> > Del resto
> > pretendere di imparare tutto dalla sola
> lettura,
> > senza testi, significherebbe imbarcarsi nello
> > stesso lavoro dei musicologi che hanno prodotto
> i
> > manuali!
>
> Qui, veramente, non ho capito; i musicologi non
> hanno prodotto "manuali"... così come (stando
> all'esempio che ho precedentemente sostenuto) gli
> storiografi della letteratura non hanno scritto
> libri di grammatica.
Forse ho usato dei termini impropri.
Riformulo: le nozioni e le regole che troviamo sui manuali sono frutto dell'analisi di secoli di prassi della musica tonale, o sbaglio?
Se è così, una parte di ciò che si può imparare dalle partiture lo troviamo ben formalizzato ed organizzato nei suddetti manuali. Se invece avessi dovuto io stesso inferire tutta la scienza dell'armonia dalle opere dei maestri probabilmente non sarei mai venuto a capo di nulla...
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> fabio.m Scritto:
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> -----
> > Del resto
> > pretendere di imparare tutto dalla sola
> lettura,
> > senza testi, significherebbe imbarcarsi nello
> > stesso lavoro dei musicologi che hanno prodotto
> i
> > manuali!
>
> Qui, veramente, non ho capito; i musicologi non
> hanno prodotto "manuali"... così come (stando
> all'esempio che ho precedentemente sostenuto) gli
> storiografi della letteratura non hanno scritto
> libri di grammatica.
Forse ho usato dei termini impropri.
Riformulo: le nozioni e le regole che troviamo sui manuali sono frutto dell'analisi di secoli di prassi della musica tonale, o sbaglio?
Se è così, una parte di ciò che si può imparare dalle partiture lo troviamo ben formalizzato ed organizzato nei suddetti manuali. Se invece avessi dovuto io stesso inferire tutta la scienza dell'armonia dalle opere dei maestri probabilmente non sarei mai venuto a capo di nulla...
Re: Qui i commenti alle nostre composizioni.
Inviato da:
adreavezzoli
Data: 31 ottobre 2010, 11:31
rispondo ad ekoc29s:
io non dico che non si possa imparare da autodidatta, ma che da autodidatta alcune cose non possono essere imparate (specie nel contrappunto...).
Ritengo altresi che i manuali da soli non servano a niente se non utilizzati assieme a partiture da analizzare, prime comporre una fuga si dovrà aver letto almeno qualche fuga di Bach?
io non dico che non si possa imparare da autodidatta, ma che da autodidatta alcune cose non possono essere imparate (specie nel contrappunto...).
Ritengo altresi che i manuali da soli non servano a niente se non utilizzati assieme a partiture da analizzare, prime comporre una fuga si dovrà aver letto almeno qualche fuga di Bach?
Re: Qui i commenti alle nostre composizioni.
Inviato da:
ekoc29s
Data: 02 novembre 2010, 00:24
fabio.m Scritto:
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> ekoc29s Scritto:
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> -----
> > fabio.m Scritto:
> le nozioni e le regole che troviamo sui
> manuali sono frutto dell'analisi di secoli di
> prassi della musica tonale, o sbaglio?
> Se è così, una parte di ciò che si può imparare
> dalle partiture lo troviamo ben formalizzato ed
> organizzato nei suddetti manuali. Se invece avessi
> dovuto io stesso inferire tutta la scienza
> dell'armonia dalle opere dei maestri probabilmente
> non sarei mai venuto a capo di nulla...
Giusto.
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> ekoc29s Scritto:
> --------------------------------------------------
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> > fabio.m Scritto:
> le nozioni e le regole che troviamo sui
> manuali sono frutto dell'analisi di secoli di
> prassi della musica tonale, o sbaglio?
> Se è così, una parte di ciò che si può imparare
> dalle partiture lo troviamo ben formalizzato ed
> organizzato nei suddetti manuali. Se invece avessi
> dovuto io stesso inferire tutta la scienza
> dell'armonia dalle opere dei maestri probabilmente
> non sarei mai venuto a capo di nulla...
Giusto.
Re: Qui i commenti alle nostre composizioni.
Inviato da:
ekoc29s
Data: 02 novembre 2010, 00:30
adreavezzoli Scritto:
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> rispondo ad ekoc29s:
>
> io non dico che non si possa imparare da
> autodidatta, ma che da autodidatta alcune cose non
> possono essere imparate (specie nel
> contrappunto...).
Naturalmente, visto che cerco di fare da solo a mia volta, spero che ti sbagli... :-)
Comunque, suppongo sia difficile, ma non impossibile. Del resto, Schonberg ha scritto trattati di armonia (e l'ha insegnata a molti), pur essendo competamente autididatta.
> Ritengo altresi che i manuali da soli non servano
> a niente se non utilizzati assieme a partiture da
> analizzare, prime comporre una fuga si dovrà aver
> letto almeno qualche fuga di Bach?
Infatti, è quello che ho sostenuto!
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> rispondo ad ekoc29s:
>
> io non dico che non si possa imparare da
> autodidatta, ma che da autodidatta alcune cose non
> possono essere imparate (specie nel
> contrappunto...).
Naturalmente, visto che cerco di fare da solo a mia volta, spero che ti sbagli... :-)
Comunque, suppongo sia difficile, ma non impossibile. Del resto, Schonberg ha scritto trattati di armonia (e l'ha insegnata a molti), pur essendo competamente autididatta.
> Ritengo altresi che i manuali da soli non servano
> a niente se non utilizzati assieme a partiture da
> analizzare, prime comporre una fuga si dovrà aver
> letto almeno qualche fuga di Bach?
Infatti, è quello che ho sostenuto!
Re: Qui i commenti alle nostre composizioni.
Inviato da:
adreavezzoli
Data: 02 novembre 2010, 14:11
ekoc29s Scritto:
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> adreavezzoli Scritto:
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> > rispondo ad ekoc29s:
> >
> > io non dico che non si possa imparare da
> > autodidatta, ma che da autodidatta alcune cose
> non
> > possono essere imparate (specie nel
> > contrappunto...).
>
> Naturalmente, visto che cerco di fare da solo a
> mia volta, spero che ti sbagli... :-)
> Comunque, suppongo sia difficile, ma non
> impossibile. Del resto, Schonberg ha scritto
> trattati di armonia (e l'ha insegnata a molti),
> pur essendo competamente autididatta.
>
> > Ritengo altresi che i manuali da soli non
> servano
> > a niente se non utilizzati assieme a partiture
> da
> > analizzare, prime comporre una fuga si dovrà
> aver
> > letto almeno qualche fuga di Bach?
>
> Infatti, è quello che ho sostenuto!
infatti il trattato di Armonia di Schonberg non è sicuramente tra i più usati a livello accademico...
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> adreavezzoli Scritto:
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> > rispondo ad ekoc29s:
> >
> > io non dico che non si possa imparare da
> > autodidatta, ma che da autodidatta alcune cose
> non
> > possono essere imparate (specie nel
> > contrappunto...).
>
> Naturalmente, visto che cerco di fare da solo a
> mia volta, spero che ti sbagli... :-)
> Comunque, suppongo sia difficile, ma non
> impossibile. Del resto, Schonberg ha scritto
> trattati di armonia (e l'ha insegnata a molti),
> pur essendo competamente autididatta.
>
> > Ritengo altresi che i manuali da soli non
> servano
> > a niente se non utilizzati assieme a partiture
> da
> > analizzare, prime comporre una fuga si dovrà
> aver
> > letto almeno qualche fuga di Bach?
>
> Infatti, è quello che ho sostenuto!
infatti il trattato di Armonia di Schonberg non è sicuramente tra i più usati a livello accademico...
Re: Qui i commenti alle nostre composizioni.
Inviato da:
fkt
Data: 02 novembre 2010, 15:53
ekoc29s Scritto:
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> fkt Scritto:
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> -----
> > adreavezzoli Scritto:
> >
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>
> > -----
> > > Un ultimo consiglio analizza le sonatine di
> > > clementi come punto di partenza per la forma
> > ... perchè no da Scarlatti ;)?
> >
> > Frank
>
> Scarlatti Domenico non ha MAI adottato la forma
> sonata. Al limite, quella tripartita. Del resto,
> era contemporaneo di J.S.Bach.
La mia era una rispsota ad Andrea che suggeriva le sonatINE di Clementi, che hanno attinto molto dalla sonata antica usata da Scarlatti.
Se uno volesse andare alla "radice", meglio partire da Scarlatti...tuttto qui.
> Perché, invece, non pensare ad Haydn? E' lui ad
> aver costruito la forma sonata!
Certo, questo è un altro degli affascinanti capitoli
Frank
-------------------------------------------------------
> fkt Scritto:
> --------------------------------------------------
> -----
> > adreavezzoli Scritto:
> >
> --------------------------------------------------
>
> > -----
> > > Un ultimo consiglio analizza le sonatine di
> > > clementi come punto di partenza per la forma
> > ... perchè no da Scarlatti ;)?
> >
> > Frank
>
> Scarlatti Domenico non ha MAI adottato la forma
> sonata. Al limite, quella tripartita. Del resto,
> era contemporaneo di J.S.Bach.
La mia era una rispsota ad Andrea che suggeriva le sonatINE di Clementi, che hanno attinto molto dalla sonata antica usata da Scarlatti.
Se uno volesse andare alla "radice", meglio partire da Scarlatti...tuttto qui.
> Perché, invece, non pensare ad Haydn? E' lui ad
> aver costruito la forma sonata!
Certo, questo è un altro degli affascinanti capitoli
Frank