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Discussioni riguardanti i compositori, l'armonia, l'analisi e le tecniche compositive.

armonia funzionale
Inviato da: aliriva
Data: 20 maggio 2010, 20:34

ciao a tutti, sto preparando l esame di armonia e non riesco a capire bene cosa sia un contraccordo...ho capito che e' un accordo che nn e' accordo parallelo ma allora perche' tg e' anche dp?????mi chiarite questo dubbio ...grazie!!

Re: armonia funzionale
Inviato da: solmaggiore
Data: 21 maggio 2010, 10:55

Scusa ma è la primavolta che sento il termine contraccordo. Su tanti libri e manuali che ho letto non ho mai trovato questo termine. Puoi fare un esempio?



Messaggio modificato il giorno 21/05/2010, 10:56

Re: armonia funzionale
Inviato da: geppino12575
Data: 21 maggio 2010, 14:05

Sarà, ma io ho sempre nutrito forti dubbi sull'utilità dell'armonia funzionale....

Re: armonia funzionale
Inviato da: fkt
Data: 21 maggio 2010, 17:23

aliriva Scritto:
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> non riesco a capire bene cosa sia un
> contraccordo...

Praticamente è un accordo che viene denomicanto di tonica di sensibile, di solito trovi la “l” posposta alla “T” (tonica) che deriva dal tedesco “leitton” (che vuol dire sensibile), indicando così il rapporto melodico semitonale che si ha tra la nota do dell’accordo di tonica e la nota si dell’accordo di tonica di sensibile, ovvero accordo del III grado

Per capirci esempino considerando come tono di riferimento Do:
- accordo di tonica: do mi sol (T)
- accordo di tonica parallelo, ovvero accordo del VI grado: do mi la (Tp)
- accordo di tonica di sensibile, ovvero accordo del III grado: si mi sol (Tl)

che analogamente per il modo minore:

- accordo di tonica minore: la do mi (°T)
- accordo di tonica minore parallelo, ovvero accordo del III grado della scala naturale: sol do mi (°Tp)
- accordo di tonica minore di sensibile, ovvero accordo del VI grado: la do fa (°Tl)

Vedi il saggio di Ernst Kirsch: "Natura e struttura della teoria delle funzioni armoniche"

In alcuni testi puoi trovare convenzioni differenti, come la lettera “g” al posto della “l”, denominando i rispettivi accordi non come accordi di sensibile, bensì “contraccordi” (vedi il Manuale di Armonia di Diether de la Motte).

Direi che il discorso è molto intricato ed è un po' complesso da trattare con un post.

Frank



Messaggio modificato il giorno 21/05/2010, 17:25

Re: armonia funzionale
Inviato da: porfirio
Data: 21 maggio 2010, 17:50

http://docs.google.com/viewer?a=v&q=cache:7ZHuHHVGLQgJ:fabio734.interfree.it/Teoria%2520funzionale.PDF+armonia+funzionale+di+hugo+reiman&hl=it&pid=bl&srcid=ADGEESiefI4Ykyu6AwEbCIYwU_MgFxin3dVi2pFeB5Rl4SNfzBkt9ULD9vAaJ_IQXuOUB6Pfn1TAUe3XzKFb2IdFKclDPstBGdk7YuVkSs12wiOuJ8zkgbzjwkW84K9Oh6CeS0b_Foc0&sig=AHIEtbTNuyvRG--kfp4yn4gzQ1N59gqHLg

buon divertimento.
All' origine di questa teoria c'e' Hugo Riemann.
C'e' sicuramente un'aspetto molto affascinante nelle sue teorie
(Riemann credeva fermamente nell'esistenza fisica dei subarmonici....cosa che gia' quando lui era in vita fu smentita).

Re: armonia funzionale
Data: 21 maggio 2010, 23:32

Frank, la tua risposta è molto chiara (magari il de la motte lo fosse altrettanto...) ma mi sfugge una cosa:

nel °TI la sensibile non c'è, come mai?

ciao, ale

Re: armonia funzionale
Inviato da: fkt
Data: 25 maggio 2010, 11:42

ALEX!... non ti sfugge proprio niente ;)

Nel modo maggiore in realtà esiste anche l'accordo di sottodominante di sensibile, ovvero accordo del VI grado: mi la do (Sl)

Andando avanti nell'esempio del modo minore:

- accordo di sottodominante minore: re fa la (°S)
- accordo di sottodominante minore parallela, ovvero accordo del VI grado: do fa la (°Sp)
- accordo di sottodominante minore di sensibile, ovvero accordo del II grado abbassato (scala napoletana): re fa sib (°Sl)
- accordo di dominante minore: mi sol si (°D)
- accordo di dominante minore parallela, ovvero accordo del VII grado della scala naturale: re sol si (°Dp)
- accordo di dominante minore di sensibile, ovvero accordo del III grado della scala naturale: mi sol do (°Dl)


Nel modo minore la "l" compare:
- accordo di tonica minore di sensibile, ovvero accordo del VI grado
- accordo di sottodominante minore di sensibile, ovvero accordo del II grado abbassato (scala napoletana)
- accordo di dominante minore di sensibile, ovvero accordo del III grado della scala naturale


La teoria funzionale deve la sua nascita a Hugo Riemann (come diceva porfirio), studioso della seconda metà del XIX secolo; io sto proponendo considerazioni in relazione alle revisioni successive, che hanno corretto alcune impostazioni rigide della formulazione originaria, adeguandola in modo più efficace alla pratica musicale e alle caratteristiche effettive ed evidenti dei brani musicali della letteratura tonale.

Quello che conta è la funzione che un accordo rappresentata all’interno di una tonalità, sia a livello principale che a livello secondario:
1. la funzione di tonica è rappresentata a livello principale dall’armonia del I grado, e a livello secondario dalle armonie di III e VI grado;
2. la funzione di sottodominante viene rappresentata invece principalmente dall’armonia di IV grado, e secondariamente dalle armonie di II e VI grado;
3. la funzione di dominante viene rappresentata a livello principale dall’armonia di V grado e a livello secondario da quella di III grado

Come noti..."sensibile o non sensibile", gli accordi sono accomunati da una determinata funzione e tornando a Riemann (nel suo saggio utilizza i numeri romani per indicare gli accordi), lo stesso afferma che tutte le successioni armoniche sono riconducibili a ben definiti modelli:
T-S-D-T
T-S-T-D-T
e ogni successione può essere variata e/o ampliata attraverso alcuni procedimenti, fra i quali la "Replica".

Adesso il "casino":

definendo che S-T come “antitesi” e D-T come “sintesi”, la replica di antitesi e/o sintesi consiste nel duplicare le rispettive coppie di armonie con altrettante coppie di corrispondenti armonie secondarie, da anteporre alla coppia principale o da farle seguire in successione

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Esempino:

in T-S-T-D-T si avrà T-S-T-Sp-Tp-Dp-Tp-D-T

Sp-Tp rappresenta la coppia secondaria di S-T (ovvero Sp : S = Tp : T), quindi la replica dell’antitesi, successiva ad essa

Dp-Tp rappresenta la coppia secondaria di D-T (ovvero Dp : D = Tp : T), che in questo caso precede la coppia principale.

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Ovviamente non è necessario che le armonie secondarie siano tutte parallele, potendo essere indifferentemente parallele o di sensibile (eccola!!!), purché la successione abbia senso musicale e armonico.


Non so se ti ho risposto Alex, già è un "casino", penso che siamo al limite ... almeno via post ;)

Frank



Messaggio modificato il giorno 25/05/2010, 11:43

Re: armonia funzionale
Data: 25 maggio 2010, 15:38

grazie frank,

ti devo un mal di testa......


bye :)

Re: armonia funzionale
Inviato da: mnstudio
Data: 10 settembre 2010, 11:53

>Per capirci esempino considerando come tono di riferimento Do:
>- accordo di tonica: do mi sol (T)
>- accordo di tonica parallelo, ovvero accordo del VI grado: do mi la (Tp)
>- accordo di tonica di sensibile, ovvero accordo del III grado: si mi sol (Tl)

>che analogamente per il modo minore:

>- accordo di tonica minore: la do mi (°T)
>- accordo di tonica minore parallelo, ovvero accordo del III grado della scala naturale: sol do mi (°Tp)
>- accordo di tonica minore di sensibile, ovvero accordo del VI grado: la do fa (°Tl)

Ciao, scusa ma come mai nel minore il III e il VI grado sono invertiti rispetto al maggiore?