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BRANO 3
Inviato da:
r.strauss
Data: 21 ottobre 2010, 17:23
Che dire ... nulla o quasi ... decisamente il brano migliore del lotto.
divertente (e abbastanza impegnativo) da suonare e da ascoltare e molto più
jazzistico della romanza.
Mi piace particolarmente da 16 a 26 sul pedale e anche la coda finale, ma comunque
un ottimo pezzo.
Se proprio dovessi dire qualcosa, a livello pianistico le batt. da 84(dalla metà) a 87 (la prima metà) sono di difficile resa, perchè nel fortissimo gli accordi di sedicesimi sono
difficile da fare puliti e con energia.
A parte questo,
vivissimi complimenti a Geppino.
divertente (e abbastanza impegnativo) da suonare e da ascoltare e molto più
jazzistico della romanza.
Mi piace particolarmente da 16 a 26 sul pedale e anche la coda finale, ma comunque
un ottimo pezzo.
Se proprio dovessi dire qualcosa, a livello pianistico le batt. da 84(dalla metà) a 87 (la prima metà) sono di difficile resa, perchè nel fortissimo gli accordi di sedicesimi sono
difficile da fare puliti e con energia.
A parte questo,
vivissimi complimenti a Geppino.
Re: BRANO 3
Inviato da:
geppino12575
Data: 21 ottobre 2010, 19:28
r.strauss Scritto:
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> Se proprio dovessi dire qualcosa, a livello
> pianistico le batt. da 84(dalla metà) a 87 (la
> prima metà) sono di difficile resa, perchè nel
> fortissimo gli accordi di sedicesimi sono
> difficile da fare puliti e con energia.
Secondo me non è un passaggio così difficile, perchè la mano destra va in automatico su quelle biscrome cromatiche e non c'è bisogno di guardare la tastiera quindi il cervello ha la possibilità di concentrarsi sulla sinistra e anche la sinistra è scritta in modo tale che il basso cambia ogni volta ma l'accordo no, ci sono delle enarmonie ma le note dell'accordo rimangono per due bassi, non cambiano ad ogni basso, dando la possibilità al cervello di "riposarsi" per una frazione di secondo. Ad esempio, le due note lab - re (settima e terza di sib, batt. 84) valgono, fatta salva l'enarmonia del lab a sol#, anche per il basso mi e così via anche per gli altri bassi.
Questo è un principio ben noto nel jazz ed è quello in base al quale trova la sua ragione d'essere la sostituzione del tritono: nel jazz, e non solo, è possibile sostituire un accordo di dominante con un altro dello stesso tipo costruito a distanza di tre toni, cioè invece di G7 posso usare C#7, nel brano uso alternativamente Bb7 e E7.
Perchè ciò è possibile? perchè nei due accordi a distanza di tritono le due note jazzisticamente caratteristiche (terza e settima) si interscambiano, la terza di sol (si) è anche settima di C# e la terza di C# (mi#, enarmonizzato a fa) è anche settima di sol.
Poi c'è da dire che quel passaggio è il culmine del brano, quindi un po' di bravura esecutiva ce la vogliamo mettere, o no.....? E cmq un jazzista medio è già abituato a ragionare per tritoni, per cui potrebbe esserci una difficoltà esecutiva, ma non di decifrazione delle funzioni armoniche.
Cmq grazie per i complimenti e mi scuso per l'errore sul libro di Gazzani, che tra l'altro ho quindi è stato proprio un refuso...
Messaggio modificato il giorno 21/10/2010, 19:31
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> Se proprio dovessi dire qualcosa, a livello
> pianistico le batt. da 84(dalla metà) a 87 (la
> prima metà) sono di difficile resa, perchè nel
> fortissimo gli accordi di sedicesimi sono
> difficile da fare puliti e con energia.
Secondo me non è un passaggio così difficile, perchè la mano destra va in automatico su quelle biscrome cromatiche e non c'è bisogno di guardare la tastiera quindi il cervello ha la possibilità di concentrarsi sulla sinistra e anche la sinistra è scritta in modo tale che il basso cambia ogni volta ma l'accordo no, ci sono delle enarmonie ma le note dell'accordo rimangono per due bassi, non cambiano ad ogni basso, dando la possibilità al cervello di "riposarsi" per una frazione di secondo. Ad esempio, le due note lab - re (settima e terza di sib, batt. 84) valgono, fatta salva l'enarmonia del lab a sol#, anche per il basso mi e così via anche per gli altri bassi.
Questo è un principio ben noto nel jazz ed è quello in base al quale trova la sua ragione d'essere la sostituzione del tritono: nel jazz, e non solo, è possibile sostituire un accordo di dominante con un altro dello stesso tipo costruito a distanza di tre toni, cioè invece di G7 posso usare C#7, nel brano uso alternativamente Bb7 e E7.
Perchè ciò è possibile? perchè nei due accordi a distanza di tritono le due note jazzisticamente caratteristiche (terza e settima) si interscambiano, la terza di sol (si) è anche settima di C# e la terza di C# (mi#, enarmonizzato a fa) è anche settima di sol.
Poi c'è da dire che quel passaggio è il culmine del brano, quindi un po' di bravura esecutiva ce la vogliamo mettere, o no.....? E cmq un jazzista medio è già abituato a ragionare per tritoni, per cui potrebbe esserci una difficoltà esecutiva, ma non di decifrazione delle funzioni armoniche.
Cmq grazie per i complimenti e mi scuso per l'errore sul libro di Gazzani, che tra l'altro ho quindi è stato proprio un refuso...
Messaggio modificato il giorno 21/10/2010, 19:31
Re: BRANO 3
Inviato da:
raffaeleb
Data: 21 ottobre 2010, 19:51
Complimenti a geppino per la sua versione jazz
Mi piace molto la frase ad 1.00 minuto (molto struggente)
Poi l'improvvisazione su passaggio armonico (Simile ad autumn leaves)
Poi a 2.10 minuti mi piace quella piccola frase frigia di ritocco.in lontananza.
Poi il II V I che pervade il pezzo come struttura portante.
poi (io non sono un pianista) ma vedo che a 3 minuti ci siano troppe note da fare con due mani :) non so mi sembra.....poi la butto li :)
Poi mi piace la poli ritmia a 4 minuti
poi la frase con le seste parallele
Comunque molti riferimenti armonici ai tourneraund jazz.
Mi piacerebbe suonarci con Jezpino :)
Mi piace molto la frase ad 1.00 minuto (molto struggente)
Poi l'improvvisazione su passaggio armonico (Simile ad autumn leaves)
Poi a 2.10 minuti mi piace quella piccola frase frigia di ritocco.in lontananza.
Poi il II V I che pervade il pezzo come struttura portante.
poi (io non sono un pianista) ma vedo che a 3 minuti ci siano troppe note da fare con due mani :) non so mi sembra.....poi la butto li :)
Poi mi piace la poli ritmia a 4 minuti
poi la frase con le seste parallele
Comunque molti riferimenti armonici ai tourneraund jazz.
Mi piacerebbe suonarci con Jezpino :)
Re: BRANO 3
Inviato da:
adreavezzoli
Data: 21 ottobre 2010, 19:51
si tratta della semplicissima sostituzione di tritono
Re: Brano 1
Inviato da:
alessandrogozzo
Data: 21 ottobre 2010, 20:10
ciao strauss e grazie dei commenti :)
avrete tutti capito che con "la forma" non ho un buon rapporto (io l'amo molto ma lei non mi caga.....)
se dovessi inquadrare il mio pezzo lo definirei una forma ibrida di tema con variazioni, in cui tutto è derivato ma con uno schema a tendenza sonata:
intro / tema / tema 2 (batt 28-47) / sviluppo (48-73) / ripresa "ingannevole" (74-83) / tema usato come coda.
> L'introduzione mi sembra un pò troppo lunga
ho avuto anch'io questo dubbio, ma l'ho lasciata così xè non mi dispiace e poi mi crea una zona statica che permette di rendere + mossa l'esposizione del tema.
----------------------------
> e si potrebbe scambiare per il primo tema
> complice anche il tempo binario che contrasta con
> il tema principale.
anche questo è vero ma non lo considero un problema, se il flusso fila non importa se l'ascoltatore non sa cosa è derivato da cosa.
------------------------------------
> Da batt. 48 in poi forse ci sarebbe stato bisogno
> di una citazione del tema, variato
> ma secondo me doveva esserci
una cosa simile me l'ha detta anche l'esimio frank, probabilmente avrebbe anche aiutato a rendere meno schizofrenica la forma.
-------------------------------------
> poi potevi tranquillamente proseguire con la transizione
> all'allegretto, che però mi sembra un pò troppo
> lunga. Anche qui, magari ce lo dici, sembra
> che la transizione sia una nuova idea tematica,
> che poi non sviluppi più.
l'avevo pensata come pseudo-sviluppo, probabilmente xò c'è poca attinenza col tema e quindi sembra un'idea nuova (l'allegretto invece penso si capisca che si riferisce al 2° tema)
---------------------------
> a batt. 74 ricompare il tema principale in tempo più
> lento e poi riprende subitio l'allegretto e poi
> subito dopo di nuovo l'andante : un pò troppo
> destabilizzante e sembra che
> a questo punto tu non sappia dove andare. Troppo
> repentini i cambi di tempo.
quoto ;)
avrete tutti capito che con "la forma" non ho un buon rapporto (io l'amo molto ma lei non mi caga.....)
se dovessi inquadrare il mio pezzo lo definirei una forma ibrida di tema con variazioni, in cui tutto è derivato ma con uno schema a tendenza sonata:
intro / tema / tema 2 (batt 28-47) / sviluppo (48-73) / ripresa "ingannevole" (74-83) / tema usato come coda.
> L'introduzione mi sembra un pò troppo lunga
ho avuto anch'io questo dubbio, ma l'ho lasciata così xè non mi dispiace e poi mi crea una zona statica che permette di rendere + mossa l'esposizione del tema.
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> e si potrebbe scambiare per il primo tema
> complice anche il tempo binario che contrasta con
> il tema principale.
anche questo è vero ma non lo considero un problema, se il flusso fila non importa se l'ascoltatore non sa cosa è derivato da cosa.
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> Da batt. 48 in poi forse ci sarebbe stato bisogno
> di una citazione del tema, variato
> ma secondo me doveva esserci
una cosa simile me l'ha detta anche l'esimio frank, probabilmente avrebbe anche aiutato a rendere meno schizofrenica la forma.
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> poi potevi tranquillamente proseguire con la transizione
> all'allegretto, che però mi sembra un pò troppo
> lunga. Anche qui, magari ce lo dici, sembra
> che la transizione sia una nuova idea tematica,
> che poi non sviluppi più.
l'avevo pensata come pseudo-sviluppo, probabilmente xò c'è poca attinenza col tema e quindi sembra un'idea nuova (l'allegretto invece penso si capisca che si riferisce al 2° tema)
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> a batt. 74 ricompare il tema principale in tempo più
> lento e poi riprende subitio l'allegretto e poi
> subito dopo di nuovo l'andante : un pò troppo
> destabilizzante e sembra che
> a questo punto tu non sappia dove andare. Troppo
> repentini i cambi di tempo.
quoto ;)
BRANO 7
Inviato da:
alessandrogozzo
Data: 21 ottobre 2010, 22:34
un pezzo dalla scrittura molto semplice che xò non trovo affatto brutto, anzi.
mi è piaciuta molto la sezione un pò "walzer musette" ma anche il resto si lascia ben ascoltare.
più che altro mi sembra che il brano soffra x la mancanza di quella ricchezza e colore che una scrittura x piano + avanzata potrebbe dargli.
la fine invece non mi è piaciuta, non è preparata bene e il pezzo sembra + troncato che finito.
mi è piaciuta molto la sezione un pò "walzer musette" ma anche il resto si lascia ben ascoltare.
più che altro mi sembra che il brano soffra x la mancanza di quella ricchezza e colore che una scrittura x piano + avanzata potrebbe dargli.
la fine invece non mi è piaciuta, non è preparata bene e il pezzo sembra + troncato che finito.
Re: BRANO 1
Inviato da:
raffaeleb
Data: 22 ottobre 2010, 09:47
L'introduzione ancche a me risulta lunghetta
Poi noto che il tema viene abbastanza dissolto e cambiato.
a 2'38 si vede una piccola elaborazione del tema diviso in due.
La prima frase è stata sviluppata separata dalla seconda
Secondo me dunque prevale lo sviluppo della seconda idea sulla prima.
Comunque c'è stato tanto lavoro di trasformazione che sembra secondo me un molto tecnico.
Come emozioni mi suscita un po di tristezza o nostalgia che secondo me è comunque insita nella cellula data all'inizio.
Non è un caso poi secondo me se ad 1 minuto c'è una frase che riconosco in (Via del campo) o in joachin rodrigo.
A 2 minuti vedo uno sviluppo sempre tecnico.
Insomma questo carattere triste che pervade fino ad arrivare ad un finale magico.
Poi noto che il tema viene abbastanza dissolto e cambiato.
a 2'38 si vede una piccola elaborazione del tema diviso in due.
La prima frase è stata sviluppata separata dalla seconda
Secondo me dunque prevale lo sviluppo della seconda idea sulla prima.
Comunque c'è stato tanto lavoro di trasformazione che sembra secondo me un molto tecnico.
Come emozioni mi suscita un po di tristezza o nostalgia che secondo me è comunque insita nella cellula data all'inizio.
Non è un caso poi secondo me se ad 1 minuto c'è una frase che riconosco in (Via del campo) o in joachin rodrigo.
A 2 minuti vedo uno sviluppo sempre tecnico.
Insomma questo carattere triste che pervade fino ad arrivare ad un finale magico.
Re: BRANO 3
Inviato da:
r.strauss
Data: 22 ottobre 2010, 09:48
geppino12575 Scritto:
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> Poi c'è da dire che quel passaggio è il culmine
> del brano, quindi un po' di bravura esecutiva ce
> la vogliamo mettere, o no.....? E cmq un jazzista
> medio è già abituato a ragionare per tritoni, per
> cui potrebbe esserci una difficoltà esecutiva, ma
> non di decifrazione delle funzioni armoniche.
mi sa che inizierò a studarmi un pò di jazz ... probabilmente mi farebbe bene !
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> Poi c'è da dire che quel passaggio è il culmine
> del brano, quindi un po' di bravura esecutiva ce
> la vogliamo mettere, o no.....? E cmq un jazzista
> medio è già abituato a ragionare per tritoni, per
> cui potrebbe esserci una difficoltà esecutiva, ma
> non di decifrazione delle funzioni armoniche.
mi sa che inizierò a studarmi un pò di jazz ... probabilmente mi farebbe bene !
Re: BRANO 1
Inviato da:
fkt
Data: 22 ottobre 2010, 10:36
raffaeleb Scritto:
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> Come emozioni mi suscita un po di tristezza o
> nostalgia che secondo me è comunque insita nella
> cellula data all'inizio.
"Colpito ed affondato".
... al prossimo giro un brano in tonalità maggiore ;), anche se già nella messa il modo è a piacimento :D
Frank
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> Come emozioni mi suscita un po di tristezza o
> nostalgia che secondo me è comunque insita nella
> cellula data all'inizio.
"Colpito ed affondato".
... al prossimo giro un brano in tonalità maggiore ;), anche se già nella messa il modo è a piacimento :D
Frank
Re: BRANO 3
Inviato da:
fkt
Data: 22 ottobre 2010, 10:38
r.strauss Scritto:
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> mi sa che inizierò a studarmi un pò di jazz ...
> probabilmente mi farebbe bene !
Incomincio ad avere il sospetto che questo tipo di iniziative stia dando più frutti del previsto.
Bene...bene...e spero che non sia solo la mia impressione.
Frank
Messaggio modificato il giorno 22/10/2010, 10:39
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> mi sa che inizierò a studarmi un pò di jazz ...
> probabilmente mi farebbe bene !
Incomincio ad avere il sospetto che questo tipo di iniziative stia dando più frutti del previsto.
Bene...bene...e spero che non sia solo la mia impressione.
Frank
Messaggio modificato il giorno 22/10/2010, 10:39