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Discussioni riguardanti i compositori, l'armonia, l'analisi e le tecniche compositive.

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Come evolve la musica
Data: 01 ottobre 2010, 18:21

Osservando i cambiamenti avvenuti nella musica nel corso della storia, ho notato che i generi e le forme che durano di più, sono quelli che si sono modificati con relativa lentezza rispetto ad altri, come esigenza del musicista e della musica stessa e del periodo storico.

La musica inventata a tavolino (per es. dodecafonica) non ha avuto molti proseliti e seguaci.

E allora perché il Pierrot Lunaire è in grado di esprimere sensazioni altrimenti inesprimibili, mi rivela orrendi pensieri che non ho il coraggio o la capacità di esprimere altrimenti e mi fa venire i brividi?

E perché Mahler (lui non ha "inventato" a tavolino, ma è stato sicuramente la testa di ponte verso la dodecafonia) riesce così bene a dare l'idea dell'infinita potenzialità e duttilità dei suoni per raccontare ciò che ci si accorge e ciò che non ci si accorge di provare?

Sono arrivata alla conclusione che il genio è tale sia che inventi a tavolino, sia che si chiami Mozart, che è tale nonostante la musica "galante".

Questo argomento mi affascina; credo che approfondire troppo sull'argomento musica, possa portare non difficilmente alla follia.

Re: Come evolve la musica
Inviato da: raffaeleb
Data: 01 ottobre 2010, 18:57

Molto tempo fa (dieci anni) mi sono chiesto cosa fosse l'evoluzione.
Con un po di filosofia ho capito che l'evoluzione veloce porta alla scomparsa della specie
Mentre la lenta evoluzione corrisponde alla Prosecuzione della specie.

Pensa ad esempio alla biologia di oggi che ci porta subito ad un pomodoro nuovo ma che non si riesce a digerire...
Mentre in realtà un pomodoro che fa parte della catena alimentare da anni viene digerito proprio perchè il nostro organismo lo riconosce e sa come scomporlo.

L'evoluzione della musica dodecafonica che in un libro viene detta (adiabatica) Non viene compresa se non dai pochi che sanno quali sono i criteri di ascolto e dunque di fruizione.

Mentre mozart diciamo che ci ha ormai convinto perchè risulta vicina forse alla natura godibile della musica.

Facendo un esempio culinario tutti sanno leggere le ricette, ma non tutti sanno cucinare ad arte. Mozart secondo me sapeva comporre con la sua anima e dunque pur utilizzano le stesse note usate da bach o da tanti altri del suo periodo riusciva a comporre musica in maniera personalissima.


ora non so Schoenberg se avesse problemi psichici. Comunque Mahler ne ha avuti parecchi e questi si traspongono nella sua musica.le sue emozioni tragiche strazianti della sua quinta o tristi...insomma Non solo musica .

Re: Come evolve la musica
Inviato da: raffaeleb
Data: 01 ottobre 2010, 20:04

http://www.youtube.com/watch?v=jE5Q8tyEt64&feature=related

Guarda ad un minuto e 50 e vedrai questa curiosa teoria
:)

Re: Come evolve la musica
Inviato da: adreavezzoli
Data: 01 ottobre 2010, 20:04

i fattori che fanno evolvere la musica sono molteplici:

dipende dalla zona geografica

dipende dalle condizione socio culturali del luogo

dipende da ciò che è stato fatto prima a livello musicale
cioè tutto quello che si fa oggi porta in se la memoria storica del passato
perchè è il passato che ha permesso di essitere al presente e permetterà di esistere al futuro

dipende anche cosa s'intende per musica

e cosa s'intende per evoluzione

L'evoluzione della musica non è una cosa che avviene univocamente dappertutto:
per esempio nel barocco la zona anglossassone era molto arettrata musicalmente rispetto alla Geramania e all'Italia... per ragioni culturali e anche geografiche...

Non tutti acettano un tipo di evoluzione: per esempio la dodecafonia non è da tutti considerata allo stesso modo...

allora c'è da domandarsi:
è il musicista che subisce l'evoluzione della musica o è la musica che subisce il musicista?

Re: Come evolve la musica
Inviato da: thallo
Data: 01 ottobre 2010, 21:31

Prima risposta:
è sconcertante vedere quanto la storia della musica sia poco conosciuta...

Re: Come evolve la musica
Inviato da: thallo
Data: 01 ottobre 2010, 21:48

Seconda risposta...

Marcella Lenarduzzi Scritto:
-------------------------------------------------------
> Osservando i cambiamenti avvenuti nella musica nel
> corso della storia, ho notato che i generi e le
> forme che durano di più, sono quelli che si sono
> modificati con relativa lentezza rispetto ad
> altri, come esigenza del musicista e della musica
> stessa e del periodo storico.

questa frase è davvero poco chiara... dici che le forme che "durano" di più sono quelle che si sono modificate con lentezza. Ed intanto questa frase non può essere detta così senza esempi specifici

> La musica inventata a tavolino (per es.
> dodecafonica) non ha avuto molti proseliti e
> seguaci.

e la ragione per cui ho scritto il commento prima sta nel fatto che quello che secondo te è un esempio, ovvero la dodecafonia, non corrisponde al concetto di forma.
La dodecafonia è una tecnica, non una forma.
Per "forma" in musica si intende la struttura formale di un brano. Esempio, la sonata è una forma, il concerto è una forma, la canzone è una forma.
La dodecafonia è una tecnica compositiva inventata da Schoenberg che ha sconfinato in un linguaggio. E' complesso da spiegare in termini semplici, ma essenzialmente Schoenberg ha inventato la tecnica dodecafonica (ovvero l'utilizzo di una serie di dodici suoni diversi come materiale compositivo) per negare il linguaggio tonale (ovvero il sistema di riferimento che mette al centro di una composizione una nota, la tonica, e la rende punto di riferimento di una serie di relazioni di forza con tutti gli altri suoni).
Quella che era una tecnica è diventato un anti-linguaggio, ovvero un nuovo linguaggio, secondo cui tutti i suoni hanno uguale importanza gerarchica.

> E allora perché il Pierrot Lunaire è in grado di
> esprimere sensazioni altrimenti inesprimibili, mi
> rivela orrendi pensieri che non ho il coraggio o
> la capacità di esprimere altrimenti e mi fa venire
> i brividi?

questa frase non ha collegamento con le precedenti... hai iniziato dicendo che esistono delle forme che durano di più nella storia ma non hai detto che sono forme più belle.
Per altro il Pierrot Lunaire è un ciclo di canzoni, la canzone nasce probabilmente nel basso medioevo, se non prima, quindi è una delle forme più resistenti nella storia.

> E perché Mahler (lui non ha "inventato" a
> tavolino, ma è stato sicuramente la testa di ponte
> verso la dodecafonia) riesce così bene a dare
> l'idea dell'infinita potenzialità e duttilità dei
> suoni per raccontare ciò che ci si accorge e ciò
> che non ci si accorge di provare?

perchè, come ho accennato prima, la bellezza non ha niente a che vedere con la tradizionalità o la non tradizionalità, delle forme, dei linguaggi e delle tecniche.


> Sono arrivata alla conclusione che il genio è tale
> sia che inventi a tavolino, sia che si chiami
> Mozart, che è tale nonostante la musica
> "galante".

io parlerei di musica piuttosto che di genio... ma vedi tu :-)

> Questo argomento mi affascina; credo che
> approfondire troppo sull'argomento musica, possa
> portare non difficilmente alla follia.

usare il proprio cervello rende sapienti non folli

Re: Come evolve la musica
Inviato da: thallo
Data: 01 ottobre 2010, 22:02

terza risposta, non richiesta...

raffaeleb Scritto:
-------------------------------------------------------
> Molto tempo fa (dieci anni) mi sono chiesto cosa
> fosse l'evoluzione.
> Con un po di filosofia ho capito che l'evoluzione
> veloce porta alla scomparsa della specie
> Mentre la lenta evoluzione corrisponde alla
> Prosecuzione della specie.

e anche qui iniziamo con una frase di cui non capisco assolutamente il significato...

> Pensa ad esempio alla biologia di oggi che ci
> porta subito ad un pomodoro nuovo ma che non si
> riesce a digerire...

...?

> Mentre in realtà un pomodoro che fa parte della
> catena alimentare da anni viene digerito proprio
> perchè il nostro organismo lo riconosce e sa come
> scomporlo.

questa è una stupidaggine bella e buona. Gli indiani d'america non mangiavano pomodori, il pomodoro si è iniziato a mangiare molto tardi in termini di "evoluzione" umana, se non sbaglio si parla di XVII secolo, visto che veniva creduto un ortaggio velenoso.
Qualsiasi tipo di pomodoro se non cotto tende ad essere indigesto, è dovuto alla sua acidità, non alla biologia di oggi...


> L'evoluzione della musica dodecafonica che in un
> libro viene detta (adiabatica)

in un libro ho letto che i libri si citano col titolo e magari il nome dell'autore.
Io ti dico il mio se tu mi dici il tuo.

> Non viene compresa
> se non dai pochi che sanno quali sono i criteri di
> ascolto e dunque di fruizione.

quindi quando Marcella parla del Pierrot Lunaire come di una musica comunicativa dobbiamo presupporre che lei faccia parte di quei pochi?
Io continuo a pensare che il primo approccio, e spesso il più utile, alla musica non sia di comprensione ma sia di apprezzamento e basta. Quello che io chiamo esperienza estetica.
Ti siedi e ascolti.

> Mentre mozart diciamo che ci ha ormai convinto
> perchè risulta vicina forse alla natura godibile
> della musica.

questione di gusti... conosco persone che odiano mozart e amano il rock

> Facendo un esempio culinario tutti sanno leggere
> le ricette, ma non tutti sanno cucinare ad arte.

?

> Mozart secondo me sapeva comporre con la sua anima
> e dunque pur utilizzano le stesse note usate da
> bach o da tanti altri del suo periodo riusciva a
> comporre musica in maniera personalissima.

e Bach no?
Ora, se a te non piace Bach questo non vuol dire che Bach usasse meno "anima" di Mozart. Forse è semplicemente una questione di gusti...

> ora non so Schoenberg se avesse problemi psichici.

cosa??!!

> Comunque Mahler ne ha avuti parecchi e questi si
> traspongono nella sua musica.

Mahler ha avuto parecchi problemi psichici?? Scusa, ma dove lo hai letto, su quel libro di prima??

> le sue emozioni
> tragiche strazianti della sua quinta o
> tristi...insomma Non solo musica .

e poi dimmi, tu spieghi la tragicità di un'opera d'arte con i problemi psichici del suo autore? Allora mi diresti di cosa soffrivano Eschilo, Sofocle, Euripide e Seneca?

Re: Come evolve la musica
Inviato da: thallo
Data: 01 ottobre 2010, 22:17

Quarta risposta, non richiesta...


> dipende anche cosa s'intende per musica
>
> e cosa s'intende per evoluzione
>
> L'evoluzione della musica non è una cosa che
> avviene univocamente dappertutto:
> per esempio nel barocco la zona anglossassone era
> molto arettrata musicalmente rispetto alla
> Geramania e all'Italia... per ragioni culturali e
> anche geografiche...

e questa cosa non è vera. E' un semplice problema storiografico.
C'è molto materiale musicale inglese del barocco, semplicemente questo materiale ha poco successo oggi.
Il rinascimento conosce molti musicisti inglesi, come Fox, Dunstable, Byrd, Dowland. Nel barocco c'è Purcell, John Blow, molti virginalisti ed Haendel.
Il vero problema è l'800, di cui si conosce ancora troppo poco. Ma l'Inghilterra rimane una piazza in cui si ascolta assolutamente tutto, da Haydn a Mendelssohn a Wagner.

Re: Come evolve la musica
Inviato da: ekoc29s
Data: 01 ottobre 2010, 22:27

thallo Scritto:
-------------------------------------------------------
> Ma l'Inghilterra rimane una piazza in
> cui si ascolta assolutamente tutto, da Haydn a
> Mendelssohn a Wagner.

...e, se posso aggiungere una postilla, pochi paesi come l'Inghilterra hanno saputo accogliere con tutti gli onori, il tributo e l'affetto che meritavano, anche i musicisti "stranieri": penso, oltre ad Haendel, anche a Clementi e a Haydn.

Re: Come evolve la musica
Inviato da: ekoc29s
Data: 01 ottobre 2010, 22:43

Penso che l'Inghilterra costituisca un discorso a sé stante principalmente per un motivo, e cioé: è rimasta sostanzialmente estranea al terremoto della Rivoluzione Francese e la borghesia ha semplicemente convissuto con la cultura monarchica senza entrarvi in collisione. La Rivoluzione Industriale, nata lì, non ha avuto bisogno di usare la ghigliottina, anzi. E questo, per la musica e i musicisti, non è stata una cosa da poco; ha consentito a un Haydn di non fare la fine di Mozart, ma di morire colmo di onori e di lavorare fino all'ultimo come libero artista, gratificato in tutto.

Ma mi sa che sono Ot, scusate.

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