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Discussioni riguardanti i compositori, l'armonia, l'analisi e le tecniche compositive.

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Perché seguire le leggi della musica?
Inviato da: paola90
Data: 30 gennaio 2011, 23:20

Ciao a tutti,
vorrei capire per quale ragione si devono per forza seguire le leggi della musica. Cioè, se volessi scrivere un pezzo classico perché non posso farlo di testa mia e devo per forza seguire i canoni della musica classica?
Perché non posso lasciarmi andare e scrivere ciò che voglio, sentendomi libera. Un'insegnante mi ha detto una volta che per comporre si devono seguire delle regole e che non si può fare a casaccio. Per quale ragione rispondo io, perché non posso fare semplicemente ciò che sento e seguire per forza questa rigidità.
Comporre deve essere un piacere e penso che se mi sentissi più libera lo farei con più passione. Senza seguire i libri di musica classica o contemporanea..
Sapreste darmi una risposta seria e professionale?
Grazie

Re: Perché seguire le leggi della musica?
Inviato da: adreavezzoli
Data: 31 gennaio 2011, 09:24

La risposta è abbastanza semplice nella sua complessità:

non esistono regole assolute in musica, ma regole o meglio canoni relativi alle varie epoche e ai vari stili (le "regole" che valgono per armonizzare un corale nello stile di Bach non valgono sicuramente per comporre un pezzo jazz... e vice versa).
Allo stesso tempo non possiamo analizzare Stravinsky seguendi i canoni barocchi...
ma nemmeno analizzare Beethoven secondo i canoni estetici novecenteschi...
ogni epoca ai canoni, canoni che derivano dalla pratica, cioè prima vengono usati nella pratica e poi codificati nella teoria.

Ci sono però dei punti in comune tra i canoni delle varie epoche:
per esempio il fatto di cercare una coerenza formale in ciò che si compone è comune a molti stili e epoche...

Ma se tu vuoi comporre un pezzo nello stile di Mozart o di Haydn, o un pezzo nello stile di Chopin, devi riferiti necessariamente alle "regole" di quell'epoca.
altrimenti il rischio di cadere in grossoloni errori o meglio grossolani "strafalcioni" è in agguato, prova a domandarti perchè tutti i compositori di quell'epoca seguivano certi canoni?

perchè trovano in quei canoni e "regole" la quasi "perfezione musicale" cioè hanno visto attraverso la sperimentazione pratica che quel modo di comporre attraverso quelle regole "suonava bene per il loro gusto" e quindi codificavano nei vari tratti quelle regole e qui procedimenti che ritenevano "migliori"...

Re: Perché seguire le leggi della musica?
Inviato da: Carlos
Data: 31 gennaio 2011, 10:09

Certo, ogni norma è possibile: un linguaggio non và risposto,
ché solo come sue ha le restrizioni, ma (ti pare?) sistema soprattutto
come... capirsi “di”, invece che capire “tutti i dì”.
Se riesci a comunicare questo messaggio consentito allora scrivi pure come ciao,
altrimenti studia.

Re: Perché seguire le leggi della musica?
Inviato da: geppino12575
Data: 31 gennaio 2011, 11:21

erlkgnijf lsuteh o wbliugblibuh i ilw4uthgboiuewhtbklj iwthbkuqenovuiqneroiuh kjfgvbkqurhbgfuwiefgo8ug iub15iughoiqerunoi boiqurbgvoiqurbvoiun oizduhniguhiof biuzf bniqur boaiublakjergbjantrblaijbnp ng nxzfmg òlajr5 baty

Perchè seguire le regole dell'italiano, io mi sento più libero a scrivere così......

Re: Perché seguire le leggi della musica?
Data: 31 gennaio 2011, 11:29

cacchio mi hai fregato..... volevo darla io questa risposta !!!!

Re: Perché seguire le leggi della musica?
Inviato da: adreavezzoli
Data: 31 gennaio 2011, 13:33

si potrebbere spostare il discorso ancora più alla fonte cioè se io non so che: kajdhfzi sono delle lettere non posso sapere nemmeno che quella parola non ha senso, qui capiamo come per ogni linguaggio la musica ha bisogno di codici condivisi da più persone...

Re: Perché seguire le leggi della musica?
Inviato da: cromatismo
Data: 31 gennaio 2011, 14:05

paola90 Scritto:
-------------------------------------------------------
> Sapreste darmi una risposta seria e
> professionale?
Sei libera di inventarti un nuovo linguaggio (non saresti la prima), bada bene che non ho parlato di stile; accertati solo che sia umano e che si diffonda...altrimenti ti capirai da sola ;)

Ma se decidi di parlare con quello che hanno inventato gli altri e con il quale gli altri "dialogano", studia per capirne le dinamiche ed esprimerti in modo comprensibile e coerente ...come stiamo facendo noi tramite l'italiano.

Tutto è normato: grammatica, sintassi, lessico, forma, etc. ... cambia solo il contenuto, che nel caso specifico di questo post l'ha deciso cromatismo.
Non sarà la Divina Commedia, ma oggi nessuno parla per terzine ;)

Se vuoi invece parliamo di stile, ma è un altro interessante capitolo.

Re: Perché seguire le leggi della musica?
Inviato da: dj_mauretto
Data: 31 gennaio 2011, 15:28

La musica non porta con se' nessuna legge, le leggi c'e l'ha infilate
l'uomo, l'unica legge che porta con se' la musica e' scientifica
e si basa sulla serie degli armonici, tra l'altro il nostro sistema
temperato per varie vicissitudini intelettuali e pratiche neanche
corrisponde alla serie naturale degli armonici.
Per il resto se ti riferisci alla codificazione che e' stata data
alla muisica ( Pentagramma, nomi delle note etc..) e' un sistema
nato per permettere alle persone di condividire un linguaggio,
ma se con le leggi ti riferisci a regole, basta che ti rivolgi a qualsiasi altro
sistema musicale, tipo quello indiano ( il primo che mi e' venuto in mente)
per notare come la musica non conosce regole, le loro scale sono piu' sensibili,
22 note, i musicisti indiani colgono delle sfumature in piu' rispetto a noi,
o se vogliamo applicare la non legge al nostro sistema occidentale,
ci sono molti grandi compositori, o semplicemente anche dei semplici
gruppi Pop che hanno dimostrato che si puo' comunicare attaraverso la musica
in maniera differente dalle regole o leggi.
La lingua e' uno strumento utile per comunicare,
la musica non e' un linguaggio, posso ascoltare benissimo
musica indiana senza conoscere i loro piccolissimi intervalli chiamati shruti
e ricavarne emozioni. ( e ridaglie co' sti indiani me sa' che ce l'ho con loro :-)
Ma cosa intendi per leggi esattamente ?

Re: Perché seguire le leggi della musica?
Inviato da: cromatismo
Data: 31 gennaio 2011, 15:39

dj_mauretto Scritto:
-------------------------------------------------------
> quello indiano ( il primo
> che mi e' venuto in mente)
> per notare come la musica non conosce regole, le
> loro scale sono piu' sensibili,
> 22 note, i musicisti indiani colgono delle
> sfumature in piu' rispetto a noi,
> o se vogliamo applicare la non legge al nostro
> sistema occidentale,
> ci sono molti grandi compositori, o semplicemente
> anche dei semplici
> gruppi Pop che hanno dimostrato che si puo'
> comunicare attaraverso la musica
> in maniera differente dalle regole o leggi.
E sono solo 22 non 44. ergo nei sistemi occidentali sono solo 12 ... ma neanche 6.
Solo 22 e non 23...fine della libertà; c'è ad un compositore molto noto che non servivano note per scrivere un brano ...una consistente manciata di "secondi" di silenzio.

...certo, qualcuno dirà che con migliaia di ragas, c'è più scelta.

> La lingua e' uno strumento utile per comunicare,
> la musica non e' un linguaggio, posso ascoltare
> benissimo
> musica indiana senza conoscere i loro piccolissimi
> intervalli chiamati shruti
> e ricavarne emozioni. ( e ridaglie co' sti indiani
> me sa' che ce l'ho con loro :-)

... e non capirci una mazza e sorridere ad un funerale o piangere ad un matrimonio (magari ci può stare, dipende dai punti di vista).

Parliamo delle limitazioni in relazione al prâna

> Ma cosa intendi per leggi esattamente ?
Ecco, questa domanda me piace



Messaggio modificato il giorno 31/01/2011, 15:40

Re: Perché seguire le leggi della musica?
Inviato da: dj_mauretto
Data: 31 gennaio 2011, 15:53

Cromatismo mi stai seguendo come un'ombra, ma che mi hai puntato ?
Il paragone con la lingua italiana non e' calzante, perche' la musica non e' un linguaggio,
inteso come una cosa che bisogna conoscere per capirla,apprezzare e comunicare, la musica tocca l'anima delle persone, l'anima non parla nessun lingua conosciuta, e' fatta di un'altra materia, non di stupidi neuroni....
altrimenti come ti spieghi il tanto successo della musica, e non mi sembra che tutti sono
andati al conservatorio, che possono apprezzare ( a livello intellettuale ) modulazioni cromatismi e accordi calati :-)



Messaggio modificato il giorno 31/01/2011, 16:02

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