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Discussioni riguardanti i compositori, l'armonia, l'analisi e le tecniche compositive.

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Re: Perché seguire le leggi della musica?
Inviato da: albanb.
Data: 04 giugno 2012, 15:06

adreavezzoli Scritto:
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> oppure un tema e variazioni in cui il tema è
> formato dal suono bianco mammano elaborato...

... in realtà è esistito pure il tema con variazioni ... senza tema ;)

Re: Perché seguire le leggi della musica?
Inviato da: adreavezzoli
Data: 04 giugno 2012, 15:16

questo dimostra come tutto si possa ricondurre a forme e a procedimenti già conosciuti, quello che cambia è il contenuto, o a volte il "non contenuto".

Re: Perché seguire le leggi della musica?
Inviato da: albanb.
Data: 04 giugno 2012, 15:21

adreavezzoli Scritto:
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> o a volte il "non contenuto".

Dico, ma tu sai di quale opera stiamo parlando?

... il contenuto c'è ;)

Re: Perché seguire le leggi della musica?
Inviato da: adreavezzoli
Data: 04 giugno 2012, 15:31

io parlavo di certe composizioni senza contenuto non di una composizione specifica.

ed il fatto che non esista il contenuto non è di per se negativo, se il procedimento riesce a far diventare "contenuto" ciò che è solo un frammento di esso, come nella suite lirca di Berg in cui tutto viene costruito su "un non contenuto" e poi si dissolve nel nulla.. in maniera incredibilmente interessante

Re: Perché seguire le leggi della musica?
Inviato da: albanb.
Data: 04 giugno 2012, 15:44

In realtà nella Lyrische Suite, Berg usa ad esempio una serie simmetrica. Effettivamente la serie non è un contenuto ma una "serie" di criteri...



Messaggio modificato il giorno 04/06/2012, 15:44

Re: Perché seguire le leggi della musica?
Inviato da: adreavezzoli
Data: 04 giugno 2012, 15:48

ma la serie di per se viene costruita partendo da frammenti molto più piccoli quindi non è il contenuto ma è il risultato di un procedimento che porta alla serie per poi variarla

Re: Perché seguire le leggi della musica?
Inviato da: albanb.
Data: 04 giugno 2012, 15:55

adreavezzoli Scritto:
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> ma la serie di per se viene costruita partendo da
> frammenti molto più piccoli quindi non è il
> contenuto ma è il risultato di un procedimento che
> porta alla serie per poi variarla

Non ho capito quello che vuoi dire ma a naso hai invertito l'odine dei fattori...dato che non è una moltiplicazione ...

Re: Perché seguire le leggi della musica?
Inviato da: adreavezzoli
Data: 04 giugno 2012, 16:24

allora se non è una moltipiclazione non sono fattori ...

ma secondo me già la serie è una derivazione di elementi più piccoli intervalli, non è presentata come un elemento unico, ma è di per se già il risultato di un processo di elaborazione, il fatto che sia simmetrica fa si che la si possa dividere in 2 parti, e quindi è il risultato della somma di 2 serie di 6 note ciascuna.

ma tutto questo è il risultato di un procedimento di allargamento dell'intervallo di seconda minora, nella seconda battuta il primo violino presenta in maniera chiara questo procedimento intervallo di seconda minore, poi una terza minore ed infine una quarta che formano la metà della serie.

quindi la serie risulta essere il risultato del procedimento di allargamento degli intervalli.
poi il procedimento del "resto" viene uitlizzato per condurre la serie nelle variazioni o meglio nella forma sonata che pare un tema con variazioni.

Re: Perché seguire le leggi della musica?
Inviato da: porfirio
Data: 06 giugno 2012, 18:13

adreavezzoli Scritto:
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> il procedimento crea di per se una forma più o
> meno complessa.
>
> il procedimento della variazione è di per se una
> forma: A,A',A'',A'''...
>
> il procedimento della ripetinzione di per se porta
> ad una forma...
>
> quindi in fin dei conti le forme sono sempre le
> stesse, cambiano i contenuti.
>
> Può esistere una forma sonata anche utilizzando
> clusters... alternati ad accordi "tonali" o a
> rumori ...
>
> può esistere un rondò in cui il "ritornello" è
> formato da 4 battute di pausa...
>
> oppure un tema e variazioni in cui il tema è
> formato dal suono bianco mammano elaborato...
>
>
> Anche quando si pensa di trovarsi di fronte a
> nuove forme, di perse siamo di fronte ad una delle
> vecchie forme in cui è stato cambiato il
> contenuto.
> Anche le composizioni minimaliste si basano sulle
> solite forme, solo che i materiali di base, i
> tempi di elaborazione e la sovvraposizione dei
> materiali sono diversi da quelli che venivano
> utilizzati nel classicismo...
>
> Per esempio in C di Reley si basa su una forma
> tradizionale: il tema con variazioni (i pattern
> sovvrapposti non sono altro che variazioni del do
> ripetuto all'infinito che non è altro che il
> tema).
>
> quindi non sono le forme a cambiare ma i
> contenuti, le proporzioni...


Con questa modalita' di pensiero dove tutto e' uguale a tutto non mi meraviglierei sentirti dire che non c'e' differenza tra mammiferi ed insetti perche' comunque entrambi si muovono. Non mi soffermo nemmeno a rispondere ai punti qui sopra perche' dire che son corbellerie e' dir poco. Attendo la tua sonata con il primo tema "rumore" bianco...secondo tema cosa farai un bel rumore rosa ? In C di Riley (si scrive Riley non reley) tema con variazioni ???! Ma ti rendi conto solo di quest' ultima fesseria ? lasciam perdere...pensa pure che tutto sia uguale a tutto tra l'altro un tipico modo di "computare" degli insetti A=B=C=D=E >>>>>>>>> Non e' che sei Gregor Samsa redivivo ?
Ad maiora
prf

Re: Perché seguire le leggi della musica?
Inviato da: adreavezzoli
Data: 06 giugno 2012, 22:28

non ho detto che tutto è uguale...

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