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Discussioni riguardanti i compositori, l'armonia, l'analisi e le tecniche compositive.

Intervalli particolari...
Inviato da: gastone
Data: 09 giugno 2011, 09:00

Come classificare l'intervallo SI##-FAbb e il suo rivolto FAbb-SI## ?? Tra i vari manuali di armonia che mi son passati tra le mani, l'unico che permette di classificarli in maniera univoca è il Trattato di Armonia di De Ninno. Il primo intervallo è individuato come "ultra deficiente", il secondo come "ultra eccedente".
Sono intervalli strani che molto sicuramente non si incontreranno mai in una partitura, però sono costituiti da note con alterazioni convenzionali e quindi, almeno a livello teorico, dovrebbero poter essere classificabili. Vi è capitato tra le mani qualche altro libro di armonia o teoria che abbia trovato la maniera per classificarli?

Re: Intervalli particolari...
Inviato da: art tatum?
Data: 09 giugno 2011, 09:42

No e aggiungo: qual è l'utilità?

Re: Intervalli particolari...
Inviato da: dr.jellyfish
Data: 09 giugno 2011, 16:21

Dai un'occhiata a questa classificazione:

http://www.ludovico.net/download/papers/RT_001.pdf

Qui oltre gli intervalli più che aumentati o più che diminuiti si parla di intervalli triplamente aumentati, quadruplamente aumentati etc... e vengono indicati con 3A, 4A etc.
Questa classificazione consente di aumentare o diminuire all'infinito un intervallo senza dover utilizzare denominazioni poco logiche e di difficile memorizzazione.
Gli intervalli in questione, se non erro, dovrebbero essere classificati come quinta 5A e quarta 5D.

Mi pare che anche in un testo di L.Rossi si classifichino intervalli superiori alla quarta aumentata etc. ma al momento non ce l'ho a portata di mano.

In alcuni testi i termini "aumentato" ed "eccedente" hanno un'accezione differente.

Comunque al di là della pura teoria non vedo un'applicazione concreta di queste classificazioni.



Messaggio modificato il giorno 09/06/2011, 16:24

Re: Intervalli particolari...
Inviato da: thallo
Data: 09 giugno 2011, 17:10

personalissima opinione: qualsiasi libro prenda in considerazione intervalli di questo tipo non merita particolare stima...
Le doppie alterazioni hanno senso perchè veicolano un significato particolare, ovvero permettono di individuare un grado preciso senza usare enarmonie. Quindi, per esempio, nella tonalità di Re# minore, il fatto che la sensibile sia segnata come Do## "ha senso" perchè Do## significa VII #, ed invece Re naturale significherebbe I b. Questo ci riporta alla logica per cui un intervallo "ha senso" se può essere riconosciuto in una scala di riferimento o in una funzione armonica o in un movimento melodico. Che poi è anche la ragione per cui sono in uso solo il doppio bemolle ed il doppio diesis, ovvero perchè le note del sistema tonale stanno al massimo a distanza di un tono.
Chi si occupa di teoria (quelli che si occupano davvero di teoria) quando leggono Si## non pensano al sistema tonale temperato ma ad altri sistemi di intonazione, tipo quello degli spettralisti o quello della just intonation. Se io avessi uno strumento in grado di intonare con facilità semitoni di grandezze diverse, e metti che mi trovassi a scrivere un brano che a un certo punto va in Do# maggiore e che volessi intonare la sensibile, Si#, in modo crescente, proprio per rendere al meglio la sua funzione di sensibile, allora in teoria potrei decidere di scrivere "Si##", distinguendolo da "Do#". Il problema è che questa cosa non sarebbe riferita al sistema tonale attuale, sarebbe un azzardo e non verrebbe capita da nessuno.

Se parliamo di intervalli, poi, dobbiamo ricordare che nella nostra pratica di distinzione dei diversi intervalli noi istituiamo implicitamente una relazione di modo, quindi una scala ipotetica. La ragione per cui Do Fa è una quarta giusta è perchè nel sistema bimodale tonale l'intervallo Do Fa è uguale in Do maggiore e in Do minore. Stessa cosa con la quinta. In questo senso, se calcoliamo l'intervallo Si##-Fabb dovremmo supporre l'esistenza di una scala che parta da Si## e questa scala nel sistema tonale non esiste...

Re: Intervalli particolari...
Inviato da: dr.jellyfish
Data: 09 giugno 2011, 17:17

condivido...

Re: Intervalli particolari...
Inviato da: Carlos
Data: 09 giugno 2011, 17:49

A me "ultra deficiente" piace moltissimo... come siete snob :-DDD

Re: Intervalli particolari...
Inviato da: gastone
Data: 09 giugno 2011, 20:29

dr.jellyfish Scritto:
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> Gli intervalli in questione, se non erro,
> dovrebbero essere classificati come quinta 5A e
> quarta 5D.

sono d'accordo. Lo scritto che hai suggerito però, riporta nel grafico fino a 4A e 4D. Molto probabilmente la combinazione SI##-FAbb e rivolto non è stata presa in considerazione. Il motivo per cui questi intervalli si estendono al di là dei normali Dim. e Aum. è perchè, già senza alterazioni, SI-FA e FA-SI sono intervalli diminuiti o aumentati. Non è possibile ottenere lo stesso intervallo con altre note.

> In alcuni testi i termini "aumentato" ed
> "eccedente" hanno un'accezione differente.

vero, la scuola napoletana di armonia (Gennaro Napoli per esempio) chiama l'intervallo Do-Sol# 5a eccedente. Di conseguenza Do-Mi-Sol# è una triade eccedente.

> Comunque al di là della pura teoria non vedo
> un'applicazione concreta di queste
> classificazioni.

sì, come ha giustamente puntualizzato Thallo, sono intervalli inesistenti all'interno di un sistema tonale. Si tratta di una pura curiosità teorica che mi è stata stimolata tempo fa da ragazzo molto sveglio che durante una lezione privata di solfeggio mi chiese appunto come classificare l'intervallo SI##-FAbb.

Re: Intervalli particolari...
Inviato da: dr.jellyfish
Data: 10 giugno 2011, 14:45

Carlos Scritto:
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> A me "ultra deficiente" piace moltissimo... come
> siete snob :-DDD

mi hai anticipato di un soffio... :-)
e vuoi mettere il gusto di dare a qualcuno del SI##-FAbb?



Messaggio modificato il giorno 10/06/2011, 14:49

Re: Intervalli particolari...
Inviato da: dr.jellyfish
Data: 10 giugno 2011, 14:48

gastone Scritto:
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> sono d'accordo. Lo scritto che hai suggerito però,
> riporta nel grafico fino a 4A e 4D.

Certo, ma immagino che trattandosi di una classificazione basata sui numeri progressivi si possa andare avanti all'infinito.