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Discussioni riguardanti i compositori, l'armonia, l'analisi e le tecniche compositive.

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Re: Musica c.c.
Inviato da: dr.jellyfish
Data: 24 settembre 2011, 12:03

... in definitiva potremmo dire che Allevi sta a Stockhausen come Centovetrine sta a Quarto Potere.

Re: Musica c.c.
Inviato da: fogliaverde
Data: 24 settembre 2011, 12:35

dr.jellyfish Scritto:
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> ... in definitiva potremmo dire che Allevi sta a
> Stockhausen come Centovetrine sta a Quarto Potere.


Si, in un certo senso è così, solo che, come credo che saprai perché l'hai vista (mentre io mai), Cento Vetrine è una fiction che parla di banalità. Allevi è invece un compositore molto scomodo. Il suo Classico Ribelle sta scatenando le prime reazioni negative sulle pagine del Corriere: qualche giorno fa da parte di Aldo Grasso, oggi da parte di Francesconi. L'establishment sta mostrando i muscoli (o la propria debolezza?)

Re: Musica c.c.
Inviato da: dr.jellyfish
Data: 24 settembre 2011, 13:07

Certo che ho visto Centovetrine, come ho ascoltato Allevi. Io non parlo di cose che non conosco, tantomeno mi permetterei di criticarle. E mettiamo in chiaro una cosa una volta per tutte:
la musica del ricciolone è banale. Il re è nudo.
Le sue affermazioni sulla "musica classica contemporanea" (sul contemporaneo ci siamo, ma nel terzo millennio parla ancora di "musica classica"? Jurassic Park) sono semplicemente deliranti, oltre che, ovviamente, autocelebrative.
Detto papale papale, se la suona e se la canta.

P.S. sarei interessato a una tua definizione di "musica classica".

Re: Musica c.c.
Inviato da: dr.jellyfish
Data: 24 settembre 2011, 13:09

P.P.S. Sveglia! Allevi è l'establishment! Ci sei cascato anche tu (o meglio, da queste parti, solo tu).

Re: Musica c.c.
Inviato da: Carlos
Data: 24 settembre 2011, 15:17

fogliaverde Scritto:
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> Il suo Classico Ribelle sta scatenando le prime reazioni negative sulle pagine del Corriere:
> qualche giorno fa da parte di Aldo Grasso, oggi da parte di Francesconi.

Faresti bene a contestualizzare. Nessuno dei due, né Grasso né Francesconi, hanno parlato del
nuovo libro. Grasso ha scritto una recensione su "Sostiene Bollani" e ha detto che Bollani vale
venti Allevi, Francesconi (nel 2008, l'intervento di oggi non so dove l'hai trovato) ha fatto un
intervento sulla musica contemporanea, nel quale, alla fine, ha menzionato anche A. e Einaudi
tra gli altri.
Un musicista si misura dalla musica che fa e non sono mica tutti lì a studiare i suoi libri, che
continuano a vendere moltissimo presso il pubblico che di musica non sa nulla.

P.S. cito integralmente l'intervento di Francesconi perché penso ne valga la pena:
30 set 2008 - “La musica contemporanea non esiste”, ha dichiarato Luca Francesconi, compositore milanese
neo responsabile della Biennale Musica di Venezia che prenderà il via giovedì 2 ottobre: “Il rock è morto insieme
a Jimi Hendrix, dopo l’unica eccezione è stato Frank Zappa. Tutti gli altri sono finiti dentro al mercato, il nuovo rock
è noioso: è da quarant'anni che si usano gli stessi suoni”.
“I veri maestri sono Miles Davis, Stravinsky, Stockhausen, o per esempio i Beatles, che sono molto più colti del 90
per cento dei compositori italiani. Forse il primo Paolo Conte era uno dei pochi che sapeva concentrare una storia in
due minuti e mezzo. Ma non bisogna creare falsi miti: come si fa a paragonare Eugenio Montale a Fabrizio De André
o a Francesco De Gregori? Si è fatta molta confusione. Come per Giovanni Allevi e Ludovico Einaudi, è finta ‘classica’
che arrangia il già noto ed è fatta solo per vendere”. (Fonte: Corriere della Sera)

Re: Musica c.c.
Inviato da: fogliaverde
Data: 24 settembre 2011, 15:35

dr.jellyfish Scritto:
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> Certo che ho visto Centovetrine, come ho ascoltato
> Allevi. Io non parlo di cose che non conosco,
> tantomeno mi permetterei di criticarle. E mettiamo
> in chiaro una cosa una volta per tutte:
> la musica del ricciolone è banale. Il re è nudo.
> Le sue affermazioni sulla "musica classica
> contemporanea" (sul contemporaneo ci siamo, ma nel
> terzo millennio parla ancora di "musica classica"?
> Jurassic Park) sono semplicemente deliranti, oltre
> che, ovviamente, autocelebrative.
> Detto papale papale, se la suona e se la canta.
>
> P.S. sarei interessato a una tua definizione di
> "musica classica".


Semplice: è una musica che si esprime attraverso le forme della tradizione. Allevi, ti assicuro, nel suo testo non è per niente autocelebrativo e fa un discorso distaccato e chiaro. Perdonami ma Allevi non può essere l'establishment: non suona alla Scala, non riveste cariche istituzionali né accademiche, non è amato dalla critica né dai colleghi. È il ribelle nel senso autentico e positivo del termine.

Re: Musica c.c.
Inviato da: Carlos
Data: 24 settembre 2011, 15:50

Che tenerezza... scrivi così tante cavolate che non ti rispondo per non farti male ;)))

fogliaverde Scritto:
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> Semplice:
> è una musica che si esprime attraverso le forme della tradizione.
> Allevi, ti assicuro, nel suo testo non è per niente autocelebrativo
> e fa un discorso distaccato e chiaro.
> Perdonami ma Allevi non può essere l'establishment:
> non suona alla Scala,
> non riveste cariche istituzionali né accademiche,
> non è amato dalla critica né dai colleghi.
> È il ribelle nel senso autentico e positivo del termine.

Re: Musica c.c.
Inviato da: dr.jellyfish
Data: 24 settembre 2011, 17:44

fogliaverde Scritto:
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> Semplice: è una musica che si esprime attraverso
> le forme della tradizione.

quindi un ragtime è musica classica, Hout di Andriessen no. ok.

> Allevi, ti assicuro,
> nel suo testo non è per niente autocelebrativo e
> fa un discorso distaccato e chiaro.

uno che parla di se stesso come del ribelle che rivoluziona la musica classica contemporanea...

> Perdonami ma
> Allevi non può essere l'establishment: non suona
> alla Scala,

solo alla Camera, famigerato luogo di asilo per ribelli...

> non riveste cariche istituzionali né
> accademiche,

vero, chissà perché...

> non è amato dalla critica

ma scherzi? sei il primo a citare recensioni e quant'altro che incensano il ricciolone

> né dai colleghi.

colleghi? parla per te.

Re: Musica c.c.
Inviato da: ekoc29s
Data: 24 settembre 2011, 20:27

dr.jellyfish Scritto:
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onititu<i> > non riveste cariche istituzionali né
> > accademiche,
>
> vero, chissà perché...

Perché le riveste lo stesso, in un tempo in cui ci sono dei pesanti tagli alla cultura e un Muti si mette a discutere con Tremonti; Alevi è il pupazzetto che, nell'idea di chi crede che la cultura sia inutile, si presta allo sberleffo della politica verso le istituzioni musicali che garantiscono l'accesso e lo sviluppo della musica a tutti. Serve solo a far credere al popolo bue che la cultura non serva e che basti lui a dar lustro a tutto; è lo strofinaccio del potere.
E' in gioco la funzione sociale della musica, quella cui ciascun cittadino avrebbe diritto di essere orientato secondo gusti ed eventuali capacità, visto che siamo in un paese di enormi tradizioni e non, con tutto il rispetto per gle altre, in un deserto in cui si debba partire da zero.
Ecco perché Allevi è un servo, e chi lo serve è solo il servo di un servo.
Non attacca affatto le "caste", come vuole far credere, ma soprattutto quel po' che rimane di un sistema dove si cerca disperatamente di tenere in vita una cultura musicale accessibile a tutti. Cultura che passa per le bande di paese, per i licei, per le scuole di musica popolare (e ce ne sono di storiche) e quant'altro.
Tutte realtà martoriate dalle ultime finanziarie, brandendo il pupazzetto Allevi.

Secondo lui, dovremmo buttare tutto a mare, ogni studente dovrebbe contestare da fan di Allevi, non studiare più nulla e lasciar perdere, per seguire "QUELO" (per dirla alla Guzzanti...).



Messaggio modificato il giorno 24/09/2011, 20:35

Re: Musica c.c.
Inviato da: fogliaverde
Data: 25 settembre 2011, 00:55

Eko, hai completamente sbagliato e travisato il discorso di Allevi, completamente! Sono appena tornato da Reggio Emilia dove Allevi ha fatto un concerto pazzesco, di piano solo davanti ad oltre 50mila persone, in delirio! Allevi scatena nella gente un amore incredibile per la musica, incredibile. Nelle sue interviste ribadisce sempre che lo studio è importante, che lui stesso ha più titoli dei musicisti famosi che lo attaccano, e che se non fosse per lo studio non sarebbe arrivato dov'è ora. Allevi è servo della musica, pensa solo alle note e mai ho visto uno spirito libero così limpido.

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