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la forma del capriccio
Inviato da: janeausten
Data: 18 luglio 2012, 10:56

Qualcuno di voi potrebbe segnalarmi dei contributi incentrati su questa forma?
Qualche testo che fa l'analisi del capriccio e spiega la sua evoluzione attraverso i secoli

Re: la forma del capriccio
Inviato da: Carlos
Data: 18 luglio 2012, 13:30

janeausten Scritto:
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> Qualcuno di voi potrebbe segnalarmi dei contributi incentrati su questa forma?

Io ti posso solo dire che il capriccio non è una forma.
Per il resto buon lavoro.

Re: la forma del capriccio
Inviato da: janeausten
Data: 18 luglio 2012, 17:30

Carlos Scritto:
-------------------------------------------------------
> janeausten Scritto:
> --------------------------------------------------
> -----
> > Qualcuno di voi potrebbe segnalarmi dei
> contributi incentrati su questa forma?
>
> Io ti posso solo dire che il capriccio non è una
> forma.
> Per il resto buon lavoro.


Non per precisare ma per arricchire la tua cultura sappi che nei Quaderni del Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano l'articolo di Maria Grazia Sità la definisce forma musicale bizzarra
e comunque ha una struttura del tipo ABA e quindi non è sbagliato parlare di forma
Comunque non mi hai dato alcuno aiuto

Re: la forma del capriccio
Inviato da: ekoc29s
Data: 18 luglio 2012, 18:35

janeausten Scritto:
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> Non per precisare ma per arricchire la tua cultura
> sappi che nei Quaderni del Conservatorio Giuseppe
> Verdi di Milano l'articolo di Maria Grazia Sità la
> definisce forma musicale bizzarra
> e comunque ha una struttura del tipo ABA e quindi
> non è sbagliato parlare di forma

E' sbagliato invece perché, vedi, ti sei risposto da solo: se, per definirla, devi ricorrere ad un'altra forma (ABA sì che lo è, invece!!! E si chiama Forma Tripartita), vuol dire che non è una forma; ma che è solo un genere che (di norma) adotta una forma (ma non coincide con essa). Chiaro? Esattamente come il concerto di cui si parla altrove.
La forma non va confusa né con il genere né con la struttura: sono categorie diverse fra loro.



Messaggio modificato il giorno 18/07/2012, 18:44

Re: la forma del capriccio
Inviato da: ekoc29s
Data: 18 luglio 2012, 18:54

P.S. Leggo ora che M.G. Sità è autrice di un testo sulla forma. Tuttavia, nel testo che ho studiato finora (Bas), il capriccio non è assolutamente considerato una forma (come non lo sono il notturno, l'improvviso e altri generi del Romanticismo).
Evidentemente, ci sono scuole di pensiero diverse. Certo è che non può essere considerata una forma qualcosa che adotti a sua volta (spesso solo di norma, poi, mica sempre) altre forme; mi pare ovvio.



Messaggio modificato il giorno 18/07/2012, 18:56

Re: la forma del capriccio
Inviato da: Carlos
Data: 18 luglio 2012, 20:47

janeausten Scritto:
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> Non per precisare ma per arricchire la tua cultura sappi che nei Quaderni del Conservatorio
> Giuseppe Verdi di Milano l'articolo di Maria Grazia Sità la definisce forma musicale bizzarra [...]

Se citi testuale mi spiace per Maria Grazia Sità, ma è sbagliato. Al massimo si può dire del capriccio
che è un «genere musicale» dalla forma musicale non definibile (bizzarra, se vuoi), ma non si può
dire che il capriccio «è» una forma musicale bizzarra. Questo, ovviamente, non per precisare ma per
arricchire la tua cultura. Se invece la citazione non è testuale, probabilmente hai sbagliato tu.

> e comunque ha una struttura del tipo ABA e quindi non è sbagliato parlare di forma

Quale capriccio ha la struttura ABA? Il capriccio frescobaldiano? Il capriccio bachiano (ad es. quello
«Sopra la lontananza del fratello dilettissimo»)? Il capriccio paganiniano (li hai analizzati? sono tutti
uguali?). Il capriccio ottocentesco (Beethoven, Mendelssohn)?
Inoltre, come ti è già stato detto, se un genere musicale utilizza (per altro non sempre, ma in maniera
discontinua) una forma già esistente (come tu dici, ABA, la classica «forma tripartita») non si può dire
che quel genere «è» una forma, ma che semmai ne utilizza una. Ad esempio, la forma tripartita (ce ne
sono varie tipologie) è anche detta «col da capo» ed è quella del minuetto. Vogliamo dire che il minuetto
è una forma? Spero di no. Questo sempre non per precisare ma per arricchire la tua cultura.

> Comunque non mi hai dato alcuno aiuto [...]

Mi dispiace. Pensavo di sì. In genere chiamare le cose con la terminologia corretta è già un passo per fare
chiarezza.

Re: la forma del capriccio
Inviato da: ekoc29s
Data: 18 luglio 2012, 22:00

Beh, in effetti... chiedere è lecito, rispondere è cortesia. Sono spesso il primo a dimenticarmene, ma bisognerebbe sempre tenerlo bene a mente: quando uno ti risponde, innanzitutto si ringrazia. Poi viene il resto.

Re: la forma del capriccio
Inviato da: adreavezzoli
Data: 19 luglio 2012, 07:44

infatti analizzando i capricci per violino solo di Paganini li troviamo composti in varie forme,
alcuni sono in forma molto libera , mentre altri hanno una struttura ben articolata che può essere quella tripartita del lied: A,B,A' alcuni aggiungono una breve coda o un'introduzione, altri hanno pure una sezione C...

quindi il capriccio non è una forma ma un tipo di composizione, nei secoli questo termine ha assunto significati diversi ma affini tra loro ...

Re: la forma del capriccio
Inviato da: bestellen
Data: 19 luglio 2012, 08:32

Osservando il Capriccio op.76 di Brahms, che anche suono, vedo che una forma ce l'ha.
Però la chiamerei piuttosto una formula, più che una forma semplice e definita. Cioè, ha
la sua struttura, che però non segue una forma codificata. Sempre più spesso, nella storia
della musica, si assiste a formule più che a forme ripetute.

Re: la forma del capriccio
Inviato da: adreavezzoli
Data: 19 luglio 2012, 09:38

di per se ogni brano ha la sua forma specifica, anche se spesso possiamo "sintetizzarla" in una delle forme codificate dalla storia, per esempio ogni movimento dalle sonate di Mozart ha la sua forma che più o meno è confrontabile alle forme poi codificate nei trattati, però in molti casi si discosta dallo schema classico aggiungendo elementi o togliendoli, magari avendo 3 temi anzichè 2, oppure avendone solo 1...
oppure omettendo la sezione di sviluppo o riducendola ad una sorta di transizione verso la ripresa...

Nelle sonate di Beethoven le tonalità dei temi sono diverse da quelle della forma sonata "codificata" per esempio nella sonata detta "l'aurora" in do maggiore il secondo tema è a distanza di terza dalla tonica.

quindi ciò per spiegare come la forma non deve essere vista come un qualcosa di "dogmatico" (molti detrattori di Chopin criticarono le sue sonate solamente perchè non rispettavano lo schema tradizionale...).
ma come un qualcosa di "plasmabile" come è plasmabile la ceramica prima di essere cotta nel forno.

quindi ciò ci fa capire meglio come il capriccio, il minuetto, l'intermezzo... non sono forme ma sono termini indicano il "carattere" della composizione, o la loro origine come nel caso della Mazurka o della Polacca.

Quindi, come nel caso della disussione sul concerto per violino, che taluni erroneamente considerano una forma, c'è da capire che non va confusa la forma con il tipo di composizione.

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