Edumus Forum » Compositori
Discussioni riguardanti i compositori, l'armonia, l'analisi e le tecniche compositive.
Re: cos'è la forma?
Inviato da:
adreavezzoli
Data: 18 agosto 2012, 19:15
Mozart non può essere un esempio in quanto GENIO e quindi come genio non è ne imitabile ne tantomeno può essere preso come esempio, possiamo imparare molto dalla sua musica, non si può prendere esempio da un genio... ma imparare da quello che ha fatto...
già qualcuno a sproposito è stato definito il nuovo Mozart...
già qualcuno a sproposito è stato definito il nuovo Mozart...
Re: cos'è la forma?
Inviato da:
bachmeinbach
Data: 18 agosto 2012, 20:14
adreavezzoli Scritto:
-------------------------------------------------------
> Mozart non può essere un esempio in quanto GENIO e
> quindi come genio non è ne imitabile ne tantomeno
> può essere preso come esempio, possiamo imparare
> molto dalla sua musica, non si può prendere
> esempio da un genio... ma imparare da quello che
> ha fatto...
Certo, il genio si può solo "ammirare", anche perché le doti di genio o ce le hai o non ce le hai. MA...Questo è un deterrente? O uno sprone?
Ps Sarebbe interessante dare anche una definizione di genio.
>
> già qualcuno a sproposito è stato definito il
> nuovo Mozart...
Ahahahahahahahahahahaahahah
-------------------------------------------------------
> Mozart non può essere un esempio in quanto GENIO e
> quindi come genio non è ne imitabile ne tantomeno
> può essere preso come esempio, possiamo imparare
> molto dalla sua musica, non si può prendere
> esempio da un genio... ma imparare da quello che
> ha fatto...
Certo, il genio si può solo "ammirare", anche perché le doti di genio o ce le hai o non ce le hai. MA...Questo è un deterrente? O uno sprone?
Ps Sarebbe interessante dare anche una definizione di genio.
>
> già qualcuno a sproposito è stato definito il
> nuovo Mozart...
Ahahahahahahahahahahaahahah
Re: cos'è la forma?
Inviato da:
adreavezzoli
Data: 18 agosto 2012, 21:00
non è un deterrente... ma bisogna diffidare da chi pensa di prendere esempio dai grandi...
si può imparare ma mai pensare di imitare... ognuno è unico
si può imparare ma mai pensare di imitare... ognuno è unico
Re: cos'è la forma?
Inviato da:
bachmeinbach
Data: 18 agosto 2012, 21:38
Giusto, non bisogna imitare. Ognuno deve mettere in risalto la propria unicità. Poi ovviamente quest'unicità sarà messa di fronte al pubblico.
Re: cos'è la forma?
Inviato da:
adreavezzoli
Data: 19 agosto 2012, 16:26
Bach quando mai in vita si è messo di fronte ad un pubblico, se per pubblico intendiamo il pubblico di mass? mai, era organista,direttore del coro... doveva comporre come obbligo di contratto, il clavicembalo ben temperato l'ha composto come opera didattica... i brandeburghesi come omaggio al principe di brandeburgo...
non scriveva per il pubblico.
Solo dopo molti decenni è stato messo di fronte ad un pubblico, quando ormai era morto e sepolto, basterebbe questo esempio per capire come il pubblico non sia il vero giudice, specie quando il compositore è in vita: le mode, i costumi,gli usi... possono far si che un compositore mediocre venga osannato a discapito del Bach della situazione....
non scriveva per il pubblico.
Solo dopo molti decenni è stato messo di fronte ad un pubblico, quando ormai era morto e sepolto, basterebbe questo esempio per capire come il pubblico non sia il vero giudice, specie quando il compositore è in vita: le mode, i costumi,gli usi... possono far si che un compositore mediocre venga osannato a discapito del Bach della situazione....
Re: cos'è la forma?
Inviato da:
bachmeinbach
Data: 19 agosto 2012, 16:36
adreavezzoli Scritto:
-------------------------------------------------------
> Bach quando mai in vita si è messo di fronte ad un
> pubblico, se per pubblico intendiamo il pubblico
> di mass? mai, era organista,direttore del coro...
> doveva comporre come obbligo di contratto, il
> clavicembalo ben temperato l'ha composto come
> opera didattica... i brandeburghesi come omaggio
> al principe di brandeburgo...
> non scriveva per il pubblico.
>
> Solo dopo molti decenni è stato messo di fronte ad
> un pubblico, quando ormai era morto e sepolto,
> basterebbe questo esempio per capire come il
> pubblico non sia il vero giudice, specie quando il
> compositore è in vita: le mode, i costumi,gli
> usi... possono far si che un compositore mediocre
> venga osannato a discapito del Bach della
> situazione....
Non c'entra che sia morto. Dopo decenni, soprattutto con Mendelssohn, c'è stata la riscoperta di Bach, che,come dici tu, è stato proposto al pubblico ed ha avuto il suo successo. E comunque, con pubblico non s'intendono solo le masse, ma anche individui di un livello culturale più elevato. L'ideale sarebbe scrivere musiche che soddisfi tutti, ardua impresa! ;)
A proposito di Bach e di "forma-genere", se ti va puoi ascoltare la fuga che ho appena pubblicato su "i link delle nostre composizioni".
-------------------------------------------------------
> Bach quando mai in vita si è messo di fronte ad un
> pubblico, se per pubblico intendiamo il pubblico
> di mass? mai, era organista,direttore del coro...
> doveva comporre come obbligo di contratto, il
> clavicembalo ben temperato l'ha composto come
> opera didattica... i brandeburghesi come omaggio
> al principe di brandeburgo...
> non scriveva per il pubblico.
>
> Solo dopo molti decenni è stato messo di fronte ad
> un pubblico, quando ormai era morto e sepolto,
> basterebbe questo esempio per capire come il
> pubblico non sia il vero giudice, specie quando il
> compositore è in vita: le mode, i costumi,gli
> usi... possono far si che un compositore mediocre
> venga osannato a discapito del Bach della
> situazione....
Non c'entra che sia morto. Dopo decenni, soprattutto con Mendelssohn, c'è stata la riscoperta di Bach, che,come dici tu, è stato proposto al pubblico ed ha avuto il suo successo. E comunque, con pubblico non s'intendono solo le masse, ma anche individui di un livello culturale più elevato. L'ideale sarebbe scrivere musiche che soddisfi tutti, ardua impresa! ;)
A proposito di Bach e di "forma-genere", se ti va puoi ascoltare la fuga che ho appena pubblicato su "i link delle nostre composizioni".
Re: cos'è la forma?
Inviato da:
reds
Data: 24 agosto 2012, 00:12
bachmeinbach Scritto:
-------------------------------------------------------
> Il pubblico viene
> considerato come un oggetto da sfruttare. Troppa
> elitarietà, è questa la rovina. L'arte deve
> tornare ad essere popolare. Deve dilettare ma al
> tempo stesso riflettere su temi importanti, anche
> di attualità, implicitamente o meno.
> Il pubblico formato da persone intelligenti poi
> "nu se po sentì": questa è una giustificazione
> assurda. Quindi solo le persone intelligenti danno
> soddisfazioni? Secondo te una persona non
> intelligente (mi sa che volevi dire "ignorante")
> se applaude ad un tuo brano diventa intelligente?
> Mah...
Ciao bachmeinbach. Leggendo i vari post, in generale comprendo le tue idee (anche se non le condivido affatto).
Però questo argomento dello "scrivere per il pubblico" è un po' un luogo comune.
Tutti "scrivono per un pubblico", anche Sciarrino e Lachenmann. Certo il pubblico di Sciarrino e Lachenmann è numericamente non paragonabile al pubblico di Vasco Rossi, ma questo non legittima gli uni a sfavore dell'altro, né viceversa: le musiche possono tranquillamente convivere le une a fianco delle altre.
Al massimo, si può fare qualche considerazione socio-culturale, se proprio vogliamo... ad esempio: il pubblico che ascolta Sciarrino e Lachenmann di solito ascolta anche Mozart e Beethoven , mentre non è vero il contrario. Oppure: in linea di massima, i luoghi in cui si ascoltano Sciarrino Lachenmann Mozart e Beethoven sono diversi dai luoghi in cui si ascolta Vasco...
Tutto questo ha a che fare con la DIVERSITà delle musiche, non con il MEGLIO e il PEGGIO
-------------------------------------------------------
> Il pubblico viene
> considerato come un oggetto da sfruttare. Troppa
> elitarietà, è questa la rovina. L'arte deve
> tornare ad essere popolare. Deve dilettare ma al
> tempo stesso riflettere su temi importanti, anche
> di attualità, implicitamente o meno.
> Il pubblico formato da persone intelligenti poi
> "nu se po sentì": questa è una giustificazione
> assurda. Quindi solo le persone intelligenti danno
> soddisfazioni? Secondo te una persona non
> intelligente (mi sa che volevi dire "ignorante")
> se applaude ad un tuo brano diventa intelligente?
> Mah...
Ciao bachmeinbach. Leggendo i vari post, in generale comprendo le tue idee (anche se non le condivido affatto).
Però questo argomento dello "scrivere per il pubblico" è un po' un luogo comune.
Tutti "scrivono per un pubblico", anche Sciarrino e Lachenmann. Certo il pubblico di Sciarrino e Lachenmann è numericamente non paragonabile al pubblico di Vasco Rossi, ma questo non legittima gli uni a sfavore dell'altro, né viceversa: le musiche possono tranquillamente convivere le une a fianco delle altre.
Al massimo, si può fare qualche considerazione socio-culturale, se proprio vogliamo... ad esempio: il pubblico che ascolta Sciarrino e Lachenmann di solito ascolta anche Mozart e Beethoven , mentre non è vero il contrario. Oppure: in linea di massima, i luoghi in cui si ascoltano Sciarrino Lachenmann Mozart e Beethoven sono diversi dai luoghi in cui si ascolta Vasco...
Tutto questo ha a che fare con la DIVERSITà delle musiche, non con il MEGLIO e il PEGGIO
Re: cos'è la forma?
Inviato da:
adreavezzoli
Data: 24 agosto 2012, 07:26
forse è proprio la forma che crea questo fatto, cioè che il pubblico che è abituato ad ascoltare
canzoni strofa-ritornello difficilmente poi riesce a comporendere le ampie forme della musica colta, e nemmeno riesce a cogliere la maggiore complessità ....
Nella musia POP le varie strofe vengono proposte uguali a livelli musicale solo con un nuovo testo, qualche volta con qualche variazione...
Mentre nelle forme colte esiste anche il procedimento di "sviluppo" che richiede all'ascoltatore un ascolto attivo non passivo, non basta memorizzare strofa-e ritornello (in questo caso memorizzare i temi) ma bisogna anche ascoltare come vengono trasformati e sviluppati nel corso della forma:
questa è la differenza sostanziale
canzoni strofa-ritornello difficilmente poi riesce a comporendere le ampie forme della musica colta, e nemmeno riesce a cogliere la maggiore complessità ....
Nella musia POP le varie strofe vengono proposte uguali a livelli musicale solo con un nuovo testo, qualche volta con qualche variazione...
Mentre nelle forme colte esiste anche il procedimento di "sviluppo" che richiede all'ascoltatore un ascolto attivo non passivo, non basta memorizzare strofa-e ritornello (in questo caso memorizzare i temi) ma bisogna anche ascoltare come vengono trasformati e sviluppati nel corso della forma:
questa è la differenza sostanziale
Re: cos'è la forma?
Inviato da:
bachmeinbach
Data: 24 agosto 2012, 13:15
Queste sono le discussioni che mi piacciono. Dunque, per rispondere a reds, volevo dire che per me l'arte deve ritornare ad essere popolare. Io, per mia natura, scrivo per un pubblico di estrazione medio-bassa, e comunque (non lo dico per vantarmi, non è da me) la mia musica è stata apprezzata anche da docenti di conservatorio. Anch'io ascolto Sciarrino per dirti, cerco di capire la sua musica e APPREZZO il modo in cui la realizza (pur nella sua complessità)...Però poi il risultato va contro i miei principi, contro quello che secondo me è il fine dell'arte: dilettare ed educare, come per Manzoni.
Invece, Andrea, è vero, al pubblico di cui parlo io, ignorante NON per sua colpa, piacciono le cose semplici. L'ideale sarebbe creare qualcosa in mezzo fra le forme più complesse e la tipica forma della canzone, che è una di quelle che rimane di più nell'ascoltatore. Ma appunto, c'è pubblico è pubblico. Bisogna fare cose semplici ma curate, lo strafare non porta a nulla. Così credo che tutto il pubblico (proprio TUTTO) possa rimanere soddisfatto. Come si dice, "in medio stat virtus"
Voi che ne pensate?
Messaggio modificato il giorno 24/08/2012, 13:16
Invece, Andrea, è vero, al pubblico di cui parlo io, ignorante NON per sua colpa, piacciono le cose semplici. L'ideale sarebbe creare qualcosa in mezzo fra le forme più complesse e la tipica forma della canzone, che è una di quelle che rimane di più nell'ascoltatore. Ma appunto, c'è pubblico è pubblico. Bisogna fare cose semplici ma curate, lo strafare non porta a nulla. Così credo che tutto il pubblico (proprio TUTTO) possa rimanere soddisfatto. Come si dice, "in medio stat virtus"
Voi che ne pensate?
Messaggio modificato il giorno 24/08/2012, 13:16
Re: cos'è la forma?
Inviato da:
reds
Data: 25 agosto 2012, 00:02
adreavezzoli Scritto:
-------------------------------------------------------
> forse è proprio la forma che crea questo fatto,
> cioè che il pubblico che è abituato ad ascoltare
> canzoni strofa-ritornello difficilmente poi riesce
> a comporendere le ampie forme della musica colta,
> e nemmeno riesce a cogliere la maggiore
> complessità ....
>
> Nella musia POP le varie strofe vengono proposte
> uguali a livelli musicale solo con un nuovo testo,
> qualche volta con qualche variazione...
>
> Mentre nelle forme colte esiste anche il
> procedimento di "sviluppo" che richiede
> all'ascoltatore un ascolto attivo non passivo, non
> basta memorizzare strofa-e ritornello (in questo
> caso memorizzare i temi) ma bisogna anche
> ascoltare come vengono trasformati e sviluppati
> nel corso della forma:
>
> questa è la differenza sostanziale
Francamente ... non credo.
Dal punto di vista "socio-culturale" non credo che il pubblico sia influenzato in modo determinante dalle forme di riferimento.
Penso a un esempio concreto: un concerto di musica classica nella città in cui vivo. Prendiamo un super-classico. Il Quintetto per clarinetto di Mozart. Delle trecento persone che ascoltano, tutte si beano della sublime prima frase, e tutte si godono la estatica transizione ... ma di queste trecento persone, quante comprendono quello che succede nello sviluppo?
(e qui, se dovessimo metterci d'accordo sul concetto di comprensione credo che non ne usciremmo più... diciamo molto semplicemente che per comprensione intendo la capacità di verbalizzare ciò che sta succedendo nella musica)
Ebbene, credo che durante lo sviluppo l'anziana signora ingioiellata (che certo è un luogo comune ... che però comprende una buona fetta del pubblico) non comprende precisamente cosa sta succedendo, quale parte della forma sta venendo elaborata e come, e forse un poco pure si distrae. Ma questo non ha grande importanza, perché poco dopo ricompare la sublime prima frase, e quindi tutti sono felici.
Ergo, la comprensione della forma non è un parametro determinante per l'identità di un pubblico.
-------------------------------------------------------
> forse è proprio la forma che crea questo fatto,
> cioè che il pubblico che è abituato ad ascoltare
> canzoni strofa-ritornello difficilmente poi riesce
> a comporendere le ampie forme della musica colta,
> e nemmeno riesce a cogliere la maggiore
> complessità ....
>
> Nella musia POP le varie strofe vengono proposte
> uguali a livelli musicale solo con un nuovo testo,
> qualche volta con qualche variazione...
>
> Mentre nelle forme colte esiste anche il
> procedimento di "sviluppo" che richiede
> all'ascoltatore un ascolto attivo non passivo, non
> basta memorizzare strofa-e ritornello (in questo
> caso memorizzare i temi) ma bisogna anche
> ascoltare come vengono trasformati e sviluppati
> nel corso della forma:
>
> questa è la differenza sostanziale
Francamente ... non credo.
Dal punto di vista "socio-culturale" non credo che il pubblico sia influenzato in modo determinante dalle forme di riferimento.
Penso a un esempio concreto: un concerto di musica classica nella città in cui vivo. Prendiamo un super-classico. Il Quintetto per clarinetto di Mozart. Delle trecento persone che ascoltano, tutte si beano della sublime prima frase, e tutte si godono la estatica transizione ... ma di queste trecento persone, quante comprendono quello che succede nello sviluppo?
(e qui, se dovessimo metterci d'accordo sul concetto di comprensione credo che non ne usciremmo più... diciamo molto semplicemente che per comprensione intendo la capacità di verbalizzare ciò che sta succedendo nella musica)
Ebbene, credo che durante lo sviluppo l'anziana signora ingioiellata (che certo è un luogo comune ... che però comprende una buona fetta del pubblico) non comprende precisamente cosa sta succedendo, quale parte della forma sta venendo elaborata e come, e forse un poco pure si distrae. Ma questo non ha grande importanza, perché poco dopo ricompare la sublime prima frase, e quindi tutti sono felici.
Ergo, la comprensione della forma non è un parametro determinante per l'identità di un pubblico.