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Discussioni riguardanti i compositori, l'armonia, l'analisi e le tecniche compositive.

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Un pensiero sulla dodecafonia
Inviato da: Gianmaria
Data: 10 febbraio 2006, 08:47

Vorrei segnalare questo articolo sulla musica dodecafonica e su alcune riflessioni fatte circa il suo rapporto con il mondo attuale:

www.classicaviva.net/approfondimenti.htm

Sarebbe interessante aprire un dibattito sull'argomento, qui o direttamente su classicaviva.net

Re: Un pensiero sulla dodecafonia
Inviato da: albrecht
Data: 10 febbraio 2006, 14:38

Ciao Gianmaria,io appoggio senza indugio ciò che esponi nel tuo articolo.
Ciò che tu chiami subcultura,mi sembra,sia abbastanza riconoscibile da chi la "contrasta";possiamo a grandi linee capire sotto quale forma si presenta.
Vorrei però porre l'attenzione su un'altro aspetto.Se sappiamo che la subcultura è qualcosa di degradato,di degenerato,di falso,quindi possiamo giustificare la nostra diffidenza nei suoi confronti,siamo altrettanto sicuri che la cultura con la C maiuscola sia esente da critiche?
Io ho un'impressione:che anche la cultura sia comandata da oligarchie (tutt'altro che democratiche) ben affiatate con la politica e tutto ciò che ne consegue.
Ho sott'occhio un'articolo di Nono,in cui egli afferma che la sua musica è stata osteggiata,per non dire bandita,dai paesi europei(perciò anche della cultura di quei paesi) per motivi musicali,estetici e,udite udite,politici;era un'individuo "scomodo".In sostanza quello fu l'inizio dell'isolamento di Nono.
Ergo:Nono,compositore che sto imparando ad appreazzare,non faceva parte né della subcultura,né della cultura;entrambe,e non solo questa volta,sono state le due faccie della stessa medaglia.
Tu come la pensi?
Ciao.

Re: Un pensiero sulla dodecafonia
Inviato da: Gianmaria
Data: 13 febbraio 2006, 08:41

Certo, ma ritorna tutto ello stesso punto: Nono come personaggio scomodo venne osteggiato: il che significa che non venne data la possibilità a tutti di godere del suo pensiero. Sta di fatto però che il pensiero c'era. Quelo che volevo sottolineare nell'articolo è proprio l'atteggiamento di personaggi come Nono, che non si accontentano di stare al gioco delle parti, facendo ciò che ci si aspetta da loro, ma scavano alla ricerca di qualcosa di meno superficiale di quel che potrebbe essere una soubrette d'avanspettacolo. D'altro canto, anche chi foraggia questo tipo di subcultura di cui si andava parlando, non può non concordare con il fatto che essa domani sarà già vecchia. Mozart invece non invecchierà mai. Nono non apparteneva alla subcultura, ma alla cultura si. Non quella strumentalizzata e sbandierata dalla società però; quella, anzi, più sincera, che non necessita di partitismi che la guidino o le aprano le porte, perchè prima o poi fa tutto da sola.

Re: Un pensiero sulla dodecafonia
Inviato da: DoctorMusic
Data: 15 febbraio 2006, 00:36

Scusate passavo di qui per caso.....un attimo....NONO osteggiato?? Senza partitismi!!!!!Ma sepete quello che state dicendo???

Ma se il partito comunista dell'epoca gli ha fatto ponti d'oro!!! Questo qui era un politico sopratutto!! Altrimenti non si spiegano gli allestimenti pinkfloidiani del PROMETEO (1984 studiavo composizione), con un "baraccone" (spazi sonoro) allestito da Renzo Piano e l'intervento dello studio di sonologia di Darmstadt (400 milioni dell'epoca)......Questi cavolo di pseudo intelletuali!!..Ci hanno propinato per anni le loro stonature contorte al pari di altri artisti millantatori pittori e scultori....Sono proprio contento che il loro momento sia passato.

Re: Un pensiero sulla dodecafonia
Inviato da: Gianmaria
Data: 15 febbraio 2006, 08:44

Egregio DoctorMusic, credo che forse Lei dovrebbe passare, sempre per caso, dal link del primo post, leggere l'articolo intero e vedere di cosa stiamo parlando. Il discorso è molto più ampio di una pura e sterile partigianeria, quale Lei l'ha ridotto nel suo commento. Grazie.

Re: Un pensiero sulla dodecafonia
Inviato da: DoctorMusic
Data: 15 febbraio 2006, 15:02

Credo che su una tecnica compositiva obsoleta come la dodecafonia visto che mi anno fatto due "scatole" tante per tutto il corso di composizione, posso tenervi una bella lezione.......In merito a tutti i millantatori artisti (pittori e compagnia) e compositori del periodo NONO e compagnia belle (sono tanti....) rimane il mio giudizio lapidario, sono stati pericolosi per la musica dietro il loro "baluardo" politico e pseudo intellettuale..........

Distinti saluti fischiettando un allegro motivetto di NONO....................


Re: Un pensiero sulla dodecafonia
Inviato da: leporello
Data: 15 febbraio 2006, 15:55

ciao a tutti,

interessante l'articolo;
non condivido alcune posizioni di fondo, che mi sembra di intravedere in materia di estetica evolutiva e relazione diretta (non mediata) arte-vita (politica, sociale, ecomomica, etc. ) ;
mi sembra che ci siano "molti" spunti di riflessione: da quale vogliamo partire?
ad una prima lettura, anche a causa dei molti spunti, non mi è chiara quale sia la tesi che l'articolo sostiene, o, detto in altri termini, mi sembra di individuare almeno tre tesi diverse.... (per questo dico "da quale vogliamo partire?) ;

P.S. rivolto a DoctorMusic: cosa dobbiamo intendere con l'espressione "artisti millantatori pittori e scultori...." e "millantatori artisti (pittori e compagnia) e compositori" ??? qualche nome...? giusto per intenderci...

ciao ciao alessandro

Re: Un pensiero sulla dodecafonia
Inviato da: DoctorMusic
Data: 15 febbraio 2006, 21:48

Salve a tutti


So che con questo argomento non mi faccio degli amici, ma è meglio chirugici a questo proposito:

Archetipo di artista "millatatore":

io sono il "pittore" sessantottino con la tessera del PCI, coni genitori pieni di soldi lo studio affittato in via Margutta, sguardo assente, fare snob, qualche droga leggera, testa fondamentalmente vuota, qualche slogan, due citazioni tanto per fare impressioni, pochi libri e pochissime idee, talento prossimo allo zero assoluto. Un bel giono "BAMMMM"" intuizione geniale!!!!
...Azz!!! Nnon so dipingere un cacchio non so usare il colore le tele niente di niente, ma sai che faccio prendo un rasoio e ZAC!!! un bel taglio sulla tela!!
MIRACOLO!!! Oh MIracolo!! Gridano in coro quattro critici d'arte dei più autorevoli giornali di sinistra, Miracolo!!! miracolo!! Gridano (per non essere meno degli altri non capendo un tubo di niente figuriamoci d'arte..) gli altri sparuti critici d'arte di centro e via andare. Risultato quotazione di questa opera d'arte 70.000.000 (settantamilioni) di lire dell'epoca.
Bene! Benissimo! Idea geniale! Largo al factotum!! Al rinnovatore dell'arte al vate! Onore al merito certo per l'unica idea della tua vita, ma a questa sono seguiti non so quante altre tele tagliate con il rasoio.....
Allora???

Trasportate tutto questo nel campo musicale e otterrete gli (ex) compositori contemporanei. Specie un tempo protetta ora per fortuna quasi estinta...

Un saluto a tutto non me ne volete era solo lo sfogo di un (quasi) vecchio....

Doc









Re: Un pensiero sulla dodecafonia
Inviato da: leporello
Data: 15 febbraio 2006, 23:22


ciao a tutti.

beh... non è detto che per essere amici bisogna essere necessariamente in accordo! ...nè era mia intenzione minare le basi delle amicizie, ma era giusto per discutere accademicamente, con l'animo da salotto illuminista più che da forum, di qualcosa che avevo già intuito. Questo pensiero sull'artista in questione mi ricorda molto un film di cui purtroppo non ricordo il titolo... veniamo a noi.

L' arte è eterna, ma non può essere immortale. E' eterna in quanto un suo gesto, come qualunque altro gesto compiuto, non può non continuare a permanere nello spirito dell'uomo come razza perpetuata. Così paganesimo, cristianesimo, e tutto quanto è stato dello spirito, sono gesti compiuti ed eterni che permangono e permarranno sempre nello spirito dell'uomo. Ma l'essere eterna non significa per nulla che sia immortale. Anzi essa non è mai immortale. Potrà vivere un anno o millenni, ma l' ora verrà sempre, della sua distruzione materiale. Rimarrà eterna come gesto, ma morrà come materia. Ora noi siamo arrivati alla conclusione che sino ad oggi gli artisti, coscienti o incoscienti; hanno semprere confuso i termini di eternità e di immortalità, cercando di conseguenza per ogni arte la materia più adatta a farla lungamente perdurare, sono cioè rimasti vittime coscienti o incoscienti della materia, hanno fatto decadere il gesto puro eterno in quello duraturo nella speranza im-possibile della immortalità. Noi pensiamo di svincolare l'arte dalla materia, di svincolare il senso dell'eterno dalla preoccupazione dell'immortae. E non ci interessa che un gesto, compiuto, viva un attimo o un millennio, perche siamo veramente convinti che, compiutolo, esso è eterno. Oggi lo spirito umano tende, in una realtà trascendente, a trascendere il particolare per arrivare all'Unito, all'Universale attraverso un atto dello spirito svincolato da ogni materia. Ci rifiutiamo di pensare che scienza ed arte siano due fatti distinti, cioè che i gesti compiuti da una delle due attività possano non ap- partenere anche all'altra. Gli artisti anticipano gesti scientifici, i gesti scientifici provocano sempre gesti artistici. Nè radio nè televisione possono essere scaturite dallo spirito dell'uomo senza un'urgenza che dalla scienza va all'arte. È impossibile che l'uomo dalla tela, dal bronzo, dal gesso, dalla plastilina non passi alla pura immagine aerea, universale, so- spesa, come fu impossibile che dalla grafite non passasse alla tela, al bronzo, al gesso, alla plastilina; senza per nulla negare la validità eterna delle immagini create attraverso grafitite, bronzo, tela, gesso, plastilina. Non sarà possibile adattare a queste nuove esigenze lmmagini già ferme nelle esigenze del passato. Siamo convinti che, dopo questo fatto, nulla verrà distrutto del passato, nè mezzi nè fini, siamo convinti che si continuerà a dipingere e a scolpire anche attraverso le materie del passato, ma siamo altrettanto convinti che queste materie, dopo questo fatto, saranno affrontate e quardate con altre mani e altri occhi e saranno pervase di sensibilità più affinata.


ciao ciao

Re: Un pensiero sulla dodecafonia
Inviato da: Gianmaria
Data: 16 febbraio 2006, 08:47

Per Leporello: si può partire dal punti che si vuole. A me interesserebbe partire dal parallelismo con il trattamento dell'arte nel mondo odierno, che mi sembra molto simile a quello del ventennio fascista (mi riferisco all'Italia solamente).

Per DoctorMusic: sono d'accordo sul fatto che ci siano e ci siano stati dei millantatori. Quelli d'altronde non mancheranno mai, e non soolo in campo artistico. Ad ogni modo, non mi sembra giusto fare di ogni erba un fascio. Se qualcuno sputa su una tela non significa che sia Picasso, ma non significa nemmeno che Picasso non abbia rivoluzionato il modus operandi della pittura del ventesimo secolo. Così, se qualcuno butta le note su un pentagramma seguendo delle direttive matematiche, egli non è necessariamente un novello Mozart. Cionondimeno, non si può negare che la dodecafonia abbia rivoluzionato il modo di comporre del ventesimo secolo. Rivoluzione che in certa misura, seppur minima, dura ancora oggi.
Non credo sia così importante dare un giudizio estetico sulla dodecafonia, ma solo prenderla in considerazione: per il suo valore storico innegabile. Innegabile anche per Lei, dato che, evidentemente, suscita ancora reazioni così veementi da parte Sua.

saluti

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