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Re: Il mio percorso da profano - richieste di aiut
Inviato da:
art tatum?
Data: 14 gennaio 2010, 17:31
Prova a leggere la partitura del primo preludio di Bach e a individuare i vari tipi di accordi. Ti faccio un esempio, i primi tre accordi sono : un Do maggiore, una settima di seconda specie e un accordo di Sol maggiore. Ma non sono tutti con la fondamentale al basso, solo il primo. Il secondo, che ha un do come settima, mantiene il Do(prima era tonica di Do maggiore) al basso. a questo punto il Do scende al Si, e abbiamo il I rivolto di Sol maggiore. Spero di essermi spiegato ora vado di fretta.
Per il secondo punto: sì, era giusto come dicevi.
I arpeggio : Sol si re sol re si
II arpeggio : Do mi sol do sol mi
è più stabile, perchè in questa maniera creo una cadenza perfetta, il V grado che scende al I, generalmente questo movimento è conclusivo in un brano musicale. Passando invece al I grado in I rivolto ( quindi creando DO maggiore con un Mi al basso) non rendo lo stesso tipo di sensazione. Spero sia un po' più chiaro. Se lo provi su una tastiera comunque capisci più facilmente ciò che intendo dire.
Per l'ultimo punto, la distanza di ottava
Do2 Sol2 Mi3 Do4, beh, da Sol2 a Do4 c'è più di un'ottava, in mezzo c'è il Do3!
Cia
Per il secondo punto: sì, era giusto come dicevi.
I arpeggio : Sol si re sol re si
II arpeggio : Do mi sol do sol mi
è più stabile, perchè in questa maniera creo una cadenza perfetta, il V grado che scende al I, generalmente questo movimento è conclusivo in un brano musicale. Passando invece al I grado in I rivolto ( quindi creando DO maggiore con un Mi al basso) non rendo lo stesso tipo di sensazione. Spero sia un po' più chiaro. Se lo provi su una tastiera comunque capisci più facilmente ciò che intendo dire.
Per l'ultimo punto, la distanza di ottava
Do2 Sol2 Mi3 Do4, beh, da Sol2 a Do4 c'è più di un'ottava, in mezzo c'è il Do3!
Cia
Re: Il mio percorso da profano - richieste di aiut
Inviato da:
fabio.m
Data: 14 gennaio 2010, 17:49
art tatum? Scritto:
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> Prova a leggere la partitura del primo preludio di
> Bach e a individuare i vari tipi di accordi. Ti
> faccio un esempio, i primi tre accordi sono : un
> Do maggiore, una settima di seconda specie e un
> accordo di Sol maggiore. Ma non sono tutti con la
> fondamentale al basso, solo il primo. Il secondo,
> che ha un do come settima, mantiene il Do(prima
> era tonica di Do maggiore) al basso. a questo
> punto il Do scende al Si, e abbiamo il I rivolto
> di Sol maggiore. Spero di essermi spiegato ora
> vado di fretta.
Ti sei spiegato bene, anche perché avevo fatto proprio questo... ^^
> I arpeggio : Sol si re sol re si
>
> II arpeggio : Do mi sol do sol mi
> è più stabile, perchè in questa maniera creo una
> cadenza perfetta, il V grado che scende al I,
> generalmente questo movimento è conclusivo in un
> brano musicale.
Tu qui usi il termine cadenza perfetta riferendoti alla sola parte di basso, se non ho capito male...
> Passando invece al I grado in I
> rivolto ( quindi creando DO maggiore con un Mi al
> basso) non rendo lo stesso tipo di sensazione.
> Spero sia un po' più chiaro
Volevo scriverlo prima (non l'ho fatto per brevità) ma proprio per gli accodi di tonica mi sono accorto che la sensazione restituita dai vari rivolti è alquanto diversa, e che solo la posizione fondamentale è pienamente "conclusiva".
A proposito: ma è possibile assegnare un "carattere" alle varie triadi di una scala - ed eventualmente delle sfumature ai loro rivolti - oppure sotto questo aspetto (ossia quello comunicativo) dobbiamo procedere sempre per cadenze, e quindi per collegamenti?
Ha senso, insomma, chiedere quale sensazione comunica il VI grado in sé, o il III, e così via...
> Per l'ultimo punto, la distanza di ottava
>
> Do2 Sol2 Mi3 Do4, beh, da Sol2 a Do4 c'è più di
> un'ottava, in mezzo c'è il Do3!
>
> Cia
Sì, ma io non dico dal Sol2 al Do4. ^^
Io mi riferisco a questo passaggio del mio testo: "generalmente si evita, se possibile, di lasciare fra le voci di tenore e contralto, e di contralto e soprano, uno spazio che superi l'ottava, mentre intervalli più ampi di un'ottava sono di uso comune tra basso e tenore".
Entrambi i tuoi esempi rispettano questa regola. Ma io domandavo appunto se esistessero altre regole di "buona dispozione", perché mi è capitato di disporre accordi penso corretti ma abbastanza "brutti".
Ciao, grazie ancora per il tuo tempo : )
Fabio
Messaggio modificato il giorno 14/01/2010, 17:54
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> Prova a leggere la partitura del primo preludio di
> Bach e a individuare i vari tipi di accordi. Ti
> faccio un esempio, i primi tre accordi sono : un
> Do maggiore, una settima di seconda specie e un
> accordo di Sol maggiore. Ma non sono tutti con la
> fondamentale al basso, solo il primo. Il secondo,
> che ha un do come settima, mantiene il Do(prima
> era tonica di Do maggiore) al basso. a questo
> punto il Do scende al Si, e abbiamo il I rivolto
> di Sol maggiore. Spero di essermi spiegato ora
> vado di fretta.
Ti sei spiegato bene, anche perché avevo fatto proprio questo... ^^
> I arpeggio : Sol si re sol re si
>
> II arpeggio : Do mi sol do sol mi
> è più stabile, perchè in questa maniera creo una
> cadenza perfetta, il V grado che scende al I,
> generalmente questo movimento è conclusivo in un
> brano musicale.
Tu qui usi il termine cadenza perfetta riferendoti alla sola parte di basso, se non ho capito male...
> Passando invece al I grado in I
> rivolto ( quindi creando DO maggiore con un Mi al
> basso) non rendo lo stesso tipo di sensazione.
> Spero sia un po' più chiaro
Volevo scriverlo prima (non l'ho fatto per brevità) ma proprio per gli accodi di tonica mi sono accorto che la sensazione restituita dai vari rivolti è alquanto diversa, e che solo la posizione fondamentale è pienamente "conclusiva".
A proposito: ma è possibile assegnare un "carattere" alle varie triadi di una scala - ed eventualmente delle sfumature ai loro rivolti - oppure sotto questo aspetto (ossia quello comunicativo) dobbiamo procedere sempre per cadenze, e quindi per collegamenti?
Ha senso, insomma, chiedere quale sensazione comunica il VI grado in sé, o il III, e così via...
> Per l'ultimo punto, la distanza di ottava
>
> Do2 Sol2 Mi3 Do4, beh, da Sol2 a Do4 c'è più di
> un'ottava, in mezzo c'è il Do3!
>
> Cia
Sì, ma io non dico dal Sol2 al Do4. ^^
Io mi riferisco a questo passaggio del mio testo: "generalmente si evita, se possibile, di lasciare fra le voci di tenore e contralto, e di contralto e soprano, uno spazio che superi l'ottava, mentre intervalli più ampi di un'ottava sono di uso comune tra basso e tenore".
Entrambi i tuoi esempi rispettano questa regola. Ma io domandavo appunto se esistessero altre regole di "buona dispozione", perché mi è capitato di disporre accordi penso corretti ma abbastanza "brutti".
Ciao, grazie ancora per il tuo tempo : )
Fabio
Messaggio modificato il giorno 14/01/2010, 17:54
Re: Il mio percorso da profano - richieste di aiut
Inviato da:
art tatum?
Data: 15 gennaio 2010, 15:33
Se armonizzi a parti late come ti ho detto ti ritrovi con Do2 Sol2 Mi3 Do4, qui la distanza fra Basso e Tenore è di quinta, ma fra le 3 voci superiori supera l'ottava. Si può armonizzare un basso anche in questa maniera, prova a suonarlo Non è affatto male!
Re: Il mio percorso da profano - richieste di aiut
Inviato da:
fabio.m
Data: 15 gennaio 2010, 17:31
art tatum? Scritto:
-------------------------------------------------------
> Se armonizzi a parti late come ti ho detto ti
> ritrovi con Do2 Sol2 Mi3 Do4, qui la distanza fra
> Basso e Tenore è di quinta, ma fra le 3 voci
> superiori supera l'ottava. Si può armonizzare un
> basso anche in questa maniera, prova a suonarlo
> Non è affatto male!
Stiamo dicendo due cose diverse (in realtà non so nemmeno come ci siamo infilati in questo cul-de-sac...).
Tu ti riferisci al concetto di armonia a parti late (mentre io davo per assunto che ci stessimo riferendo a quella, anche perché nel mio testo tutti gli esempi di armonia sono a parti late). Io invece mi riferivo ad una prescrizione del mio libro, che raccomanda di non far distare le parti di tenore e contralto, e contralto e soprano (distare tra di loro, prese due a due) più di un'ottava. E' una cosa diversa, l'ho scritta pure sopra.
Ma la domanda non verteva su questo - per questo mi chiedo come ci siamo finiti ^^ - .
Io chiedevo: oltre a questa prescrizione e a quella di non raddoppiare la terza esistono altre regole per la buona disposizione di un accordo (collegamenti e risoluzioni a parte)?
Ad ogni modo, è una domanda marginale. Di certo è più importante la faccenda delle quinte parallele della pagina precedente.
Forse dovrei cominciare ad aprire dei topic appositi per questioni così circoscritte. Spero che i musicisti seri non si secchino se gli invado la sezione per una domanda sull'armonia... ^^
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> Se armonizzi a parti late come ti ho detto ti
> ritrovi con Do2 Sol2 Mi3 Do4, qui la distanza fra
> Basso e Tenore è di quinta, ma fra le 3 voci
> superiori supera l'ottava. Si può armonizzare un
> basso anche in questa maniera, prova a suonarlo
> Non è affatto male!
Stiamo dicendo due cose diverse (in realtà non so nemmeno come ci siamo infilati in questo cul-de-sac...).
Tu ti riferisci al concetto di armonia a parti late (mentre io davo per assunto che ci stessimo riferendo a quella, anche perché nel mio testo tutti gli esempi di armonia sono a parti late). Io invece mi riferivo ad una prescrizione del mio libro, che raccomanda di non far distare le parti di tenore e contralto, e contralto e soprano (distare tra di loro, prese due a due) più di un'ottava. E' una cosa diversa, l'ho scritta pure sopra.
Ma la domanda non verteva su questo - per questo mi chiedo come ci siamo finiti ^^ - .
Io chiedevo: oltre a questa prescrizione e a quella di non raddoppiare la terza esistono altre regole per la buona disposizione di un accordo (collegamenti e risoluzioni a parte)?
Ad ogni modo, è una domanda marginale. Di certo è più importante la faccenda delle quinte parallele della pagina precedente.
Forse dovrei cominciare ad aprire dei topic appositi per questioni così circoscritte. Spero che i musicisti seri non si secchino se gli invado la sezione per una domanda sull'armonia... ^^
Re: Il mio percorso da profano - richieste di aiut
Inviato da:
art tatum?
Data: 15 gennaio 2010, 20:47
Le quinte parallele sono permesse nel caso in cui la seconda sia diminuita, esempio classico:
Tonalità di Do maggiore
Al basso : Mi - Re - Do
Sul Mi costruisci l'accordo di Do maggiore, sul Re una settima di dominante, su Do.....Do Maggiore!
BTCS: Mi Sol Do Sol / Re Sol Si Fa / Do Sol Do Mi
Do Sol e Si fa sono quinte, ma Si fa è diminuita.
Ciao
Tonalità di Do maggiore
Al basso : Mi - Re - Do
Sul Mi costruisci l'accordo di Do maggiore, sul Re una settima di dominante, su Do.....Do Maggiore!
BTCS: Mi Sol Do Sol / Re Sol Si Fa / Do Sol Do Mi
Do Sol e Si fa sono quinte, ma Si fa è diminuita.
Ciao
Re: Il mio percorso da profano - richieste di aiut
Inviato da:
fabio.m
Data: 15 gennaio 2010, 22:30
art tatum? Scritto:
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> Le quinte parallele sono permesse nel caso in cui
> la seconda sia diminuita, esempio classico:
>
> CUT
Perfetto, tutto chiaro. : )
Grazie mille, un saluto.
Fabio
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> Le quinte parallele sono permesse nel caso in cui
> la seconda sia diminuita, esempio classico:
>
> CUT
Perfetto, tutto chiaro. : )
Grazie mille, un saluto.
Fabio
Re: Il mio percorso da profano - richieste di aiut
Inviato da:
fabio.m
Data: 09 marzo 2010, 19:06
Dopo tanto tempo eccomi di ritorno. Non ho del tutto interrotto il mio percorso, ma altri impegni, l'aver intravisto la profondità della materia, nonché il non avere uno strumento musicale a disposizione (!), mi ha un po' allontanato.
Torno con una domanda sulle figurazioni: non sono certo di aver ben capito il loro uso pratico.
Prendiamo la tipica figurazione che prende l'accordo e lo spezza in quattro parti del tipo: do-sol-mi-sol.
Ora, quando passo all'accordo successivo (ad esempio il IV do-fa-la) come devo spezzarlo? Sempre con lo stesso andamento "do-la-fa-la", trascurando quali delle noti siano le terze, le quinte o le fondamentali?
(io ho fatto così)
Ma, domanda numero due, così facendo non si incorre nel rischio di finire per mettere sul tempo forte una nota che è la terza ottenendo un effetto sgradevole?
Diventa un bel grattacapo a questo punto evitare ottave e quinte parallele, se devo pure scansare la terza al basso.
Cosa mi dite? (spero si sia capito qualcosa)
Fabio
Sto tentanto di scrivere un pezzo di musica a scopo didattico, per trovare l'applicazione di ciò che ho studiato. Se trovo sufficiente faccia tosta poi ve lo faccio sentire...
Torno con una domanda sulle figurazioni: non sono certo di aver ben capito il loro uso pratico.
Prendiamo la tipica figurazione che prende l'accordo e lo spezza in quattro parti del tipo: do-sol-mi-sol.
Ora, quando passo all'accordo successivo (ad esempio il IV do-fa-la) come devo spezzarlo? Sempre con lo stesso andamento "do-la-fa-la", trascurando quali delle noti siano le terze, le quinte o le fondamentali?
(io ho fatto così)
Ma, domanda numero due, così facendo non si incorre nel rischio di finire per mettere sul tempo forte una nota che è la terza ottenendo un effetto sgradevole?
Diventa un bel grattacapo a questo punto evitare ottave e quinte parallele, se devo pure scansare la terza al basso.
Cosa mi dite? (spero si sia capito qualcosa)
Fabio
Sto tentanto di scrivere un pezzo di musica a scopo didattico, per trovare l'applicazione di ciò che ho studiato. Se trovo sufficiente faccia tosta poi ve lo faccio sentire...
Re: Il mio percorso da profano - richieste di aiut
Inviato da:
Marco Berardi
Data: 10 marzo 2010, 11:06
fabio.m Scritto:
-------------------------------------------------------
> Torno con una domanda sulle figurazioni: non sono
> certo di aver ben capito il loro uso pratico.
> Prendiamo la tipica figurazione che prende
> l'accordo e lo spezza in quattro parti del tipo:
> do-sol-mi-sol.
Il basso albertino. In uso nel '700 sugli strumenti a tastiera, serviva a dare il ritmo mantenendo il corrretto andamento armonico.
> Ora, quando passo all'accordo successivo (ad
> esempio il IV do-fa-la) come devo spezzarlo?
> Sempre con lo stesso andamento "do-la-fa-la",
> trascurando quali delle noti siano le terze, le
> quinte o le fondamentali?
>
> (io ho fatto così)
Non devi trascurare. Devi seguire la progressione degli accordi secondo le regole dell'armonia.
> Ma, domanda numero due, così facendo non si
> incorre nel rischio di finire per mettere sul
> tempo forte una nota che è la terza ottenendo un
> effetto sgradevole?
La terza non capita sul tempo forte; in 4/4, il basso albertino si scrive in ottavi (o in sedicesimi). Comunque, la cosa non è vietata in assoluto; basta che abbia un senso. Per esempio, con questa figurazione, la terza al basso sul tempo forte si usa molto spesso sul V grado, per tornare all'accordo fondamentale di tonica.
Se conosci qualcuno che studia il piano, fatti prestare le Sonatine di Clementi (le ha senz'altro). Vi trovi molti esempi semplici e chiari su questo argomento.
> Sto tentanto di scrivere un pezzo di musica a
> scopo didattico, per trovare l'applicazione di ciò
> che ho studiato. Se trovo sufficiente faccia tosta
> poi ve lo faccio sentire...
Bene!
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> Torno con una domanda sulle figurazioni: non sono
> certo di aver ben capito il loro uso pratico.
> Prendiamo la tipica figurazione che prende
> l'accordo e lo spezza in quattro parti del tipo:
> do-sol-mi-sol.
Il basso albertino. In uso nel '700 sugli strumenti a tastiera, serviva a dare il ritmo mantenendo il corrretto andamento armonico.
> Ora, quando passo all'accordo successivo (ad
> esempio il IV do-fa-la) come devo spezzarlo?
> Sempre con lo stesso andamento "do-la-fa-la",
> trascurando quali delle noti siano le terze, le
> quinte o le fondamentali?
>
> (io ho fatto così)
Non devi trascurare. Devi seguire la progressione degli accordi secondo le regole dell'armonia.
> Ma, domanda numero due, così facendo non si
> incorre nel rischio di finire per mettere sul
> tempo forte una nota che è la terza ottenendo un
> effetto sgradevole?
La terza non capita sul tempo forte; in 4/4, il basso albertino si scrive in ottavi (o in sedicesimi). Comunque, la cosa non è vietata in assoluto; basta che abbia un senso. Per esempio, con questa figurazione, la terza al basso sul tempo forte si usa molto spesso sul V grado, per tornare all'accordo fondamentale di tonica.
Se conosci qualcuno che studia il piano, fatti prestare le Sonatine di Clementi (le ha senz'altro). Vi trovi molti esempi semplici e chiari su questo argomento.
> Sto tentanto di scrivere un pezzo di musica a
> scopo didattico, per trovare l'applicazione di ciò
> che ho studiato. Se trovo sufficiente faccia tosta
> poi ve lo faccio sentire...
Bene!
Re: Il mio percorso da profano - richieste di aiut
Inviato da:
fabio.m
Data: 10 marzo 2010, 12:08
> Il basso albertino. In uso nel '700 sugli
> strumenti a tastiera, serviva a dare il ritmo
> mantenendo il corrretto andamento armonico.
> Non devi trascurare. Devi seguire la progressione
> degli accordi secondo le regole dell'armonia.
Oh, perfetto, è il basso albertino (ricordavo giusto).
Il mio messaggio di sopra è un po' delirante... ma il mio dubbio è molto banale: praticamente io mi chiedo se sia obbligatorio mantenere i movimenti (ascendente, discendente, ascendente).
In altre parole, chi mi presenta l'esempio do-sol-mi-sol mi sta dicendo che lo schema è "basso-tenore-baritono-tenore"; non mi sta dicendo "fondamentale-quinta-terza-quinta". Ed è il primo schema che devo seguire (non dimenticando tutte le altre regole armoniche).
Così quando passo ad un successivo accordo di fa secondo rivolto mi ritrovo a scrivere: do-la-fa-la (diversamente non sarebbe il basso albertino).
> La terza non capita sul tempo forte; in 4/4, il
> basso albertino si scrive in ottavi (o in
> sedicesimi).
Quindi è così "veloce" che non si fa in tempo a sentire l'eventuale terza "isolata".
E in tempo ternario? Si può usare il basso albertino con le quartine?
> Comunque, la cosa non è vietata in
> assoluto; basta che abbia un senso. Per esempio,
> con questa figurazione, la terza al basso sul
> tempo forte si usa molto spesso sul V grado, per
> tornare all'accordo fondamentale di tonica.
> Se conosci qualcuno che studia il piano, fatti
> prestare le Sonatine di Clementi (le ha
> senz'altro). Vi trovi molti esempi semplici e
> chiari su questo argomento.
Ora vedo cosa posso trovare. Dovevo già mettermi ad analizzare qualche semplice brano (tu già mi avevi "assegnato" quel quartetto d'archi di Mozart ^^ ): mi frena il fatto di avere una lettura molto difficoltosa. Ci metto tantissimo.
> > Sto tentanto di scrivere un pezzo di musica a
> > scopo didattico, per trovare l'applicazione di
> ciò
> > che ho studiato. Se trovo sufficiente faccia
> tosta
> > poi ve lo faccio sentire...
>
> Bene!
Questo incoraggiamento ti rende correo, nei sei consapevole. ^^
Grazie, un saluto.
Fabio
> strumenti a tastiera, serviva a dare il ritmo
> mantenendo il corrretto andamento armonico.
> Non devi trascurare. Devi seguire la progressione
> degli accordi secondo le regole dell'armonia.
Oh, perfetto, è il basso albertino (ricordavo giusto).
Il mio messaggio di sopra è un po' delirante... ma il mio dubbio è molto banale: praticamente io mi chiedo se sia obbligatorio mantenere i movimenti (ascendente, discendente, ascendente).
In altre parole, chi mi presenta l'esempio do-sol-mi-sol mi sta dicendo che lo schema è "basso-tenore-baritono-tenore"; non mi sta dicendo "fondamentale-quinta-terza-quinta". Ed è il primo schema che devo seguire (non dimenticando tutte le altre regole armoniche).
Così quando passo ad un successivo accordo di fa secondo rivolto mi ritrovo a scrivere: do-la-fa-la (diversamente non sarebbe il basso albertino).
> La terza non capita sul tempo forte; in 4/4, il
> basso albertino si scrive in ottavi (o in
> sedicesimi).
Quindi è così "veloce" che non si fa in tempo a sentire l'eventuale terza "isolata".
E in tempo ternario? Si può usare il basso albertino con le quartine?
> Comunque, la cosa non è vietata in
> assoluto; basta che abbia un senso. Per esempio,
> con questa figurazione, la terza al basso sul
> tempo forte si usa molto spesso sul V grado, per
> tornare all'accordo fondamentale di tonica.
> Se conosci qualcuno che studia il piano, fatti
> prestare le Sonatine di Clementi (le ha
> senz'altro). Vi trovi molti esempi semplici e
> chiari su questo argomento.
Ora vedo cosa posso trovare. Dovevo già mettermi ad analizzare qualche semplice brano (tu già mi avevi "assegnato" quel quartetto d'archi di Mozart ^^ ): mi frena il fatto di avere una lettura molto difficoltosa. Ci metto tantissimo.
> > Sto tentanto di scrivere un pezzo di musica a
> > scopo didattico, per trovare l'applicazione di
> ciò
> > che ho studiato. Se trovo sufficiente faccia
> tosta
> > poi ve lo faccio sentire...
>
> Bene!
Questo incoraggiamento ti rende correo, nei sei consapevole. ^^
Grazie, un saluto.
Fabio
Re: Il mio percorso da profano - richieste di aiut
Inviato da:
fabio.m
Data: 10 marzo 2010, 18:47
Allora, ho tentato di rispettare tutte le regole che conosco: ottave, quinte parallele, risoluzione della sensibile. Non sono riuscito a tenere tutti le triadi in posizione stretta.
La melodia c'è ma è solo una specie di scheletro.
Inoltre non sapevo bene come tornare alla tonalità di partenza.
Il tempo è ternario, con le quartine al basso.
Credo che una cosa così indecorosa sia un inedito per questo forum. Astenersi bambini piccoli.
http://www.youtube.com/watch?v=lqxGyy0ZptU
La melodia c'è ma è solo una specie di scheletro.
Inoltre non sapevo bene come tornare alla tonalità di partenza.
Il tempo è ternario, con le quartine al basso.
Credo che una cosa così indecorosa sia un inedito per questo forum. Astenersi bambini piccoli.
http://www.youtube.com/watch?v=lqxGyy0ZptU