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Re: Il mio percorso da profano - richieste di aiut
Inviato da: fabio.m
Data: 30 aprile 2010, 13:54

deltasun Scritto:
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> Buongiorno a tutti!

Ciao. Aggiungo qualcosa in attesa di interventi più qualificati. : )

> Queste successioni sono i *modi* della scala
> diatonica e la nota con cui parto si chiama
> *tonalità*.

> Dunque utilizzando sempre e solo quelle sette note
> specifiche io ottengo sette diversi modi uno per
> ogni tonalità (nota da cui parto).

Io non parlerei di tonalità definita in questo modo. Mi sembra che in un procedimento del genere (estrarre modi da una scala cambiando la nota di partenza) la tonalità non c'entri.

> Una volta precisato cio' mi sembra che si faccia
> salire l'importanza del modo, ossia della
> successione di intervalli. Se io voglio partire
> dal La e suonare un modo maggiore (ttsttts) esco
> dalla sclal diatonica, ottenendo un nuovo set di
> sette note, con alcune alterazioni. Cioè non ho
> più Do Re Mi Fa Sol La Si Do, ma La Si Do# Re Mi
> Fa# Sol# se non sbaglio, quindi ottengo una nuova
> scala, non quella diatonica.

Se vuoi suonare un modo maggiore a partire dal la esci dai tasti bianchi, ma non dalla scala diatonica. Sei su una scala diatonica intonata sul La, cioè sei su un'altra tonalità (ora sì).
Del resto l'hai detto tu che la scala diatonica è individuata dalla successione di intervalli.

> Ora la domanda: se io decido che una composizione
> è, per farla semplice, in Do maggiore, significa
> devo usare solo i tasti bianchi del pianoforte?
> Cioè la scelta del tono+modo (ossia della scala se
> quanto detto sopra è corretto) mi impedisce di
> suonare alcune frequenze? Se si' perchè mai?? Qual
> è il motivo? Semplicemente suona meglio, è più
> bello? Cioè se uso un Do Maggiore posso mettere
> nella mia composizione un -ad esempio - Fa#? Voi
> risponderete, certo che puoi, ognuno fa quel che
> vuole...ma ci sono motivi 'tecnici' per non farlo
> o è solo una regola, diciamo cosi', di buon senso
> estetico?

Una risposta a questa interessa anche a me. Credo comunque che l'aderenza ad una tonalità abbia più a che fare con cose come la risoluzione dellla sensibile e l'uso delle cadenze, piuttosto che con l'esclusione rigorosa delle alterazioni.

Re: Il mio percorso da profano - richieste di aiut
Inviato da: deltasun
Data: 30 aprile 2010, 14:08

> Se vuoi suonare un modo maggiore a partire dal la
> esci dai tasti bianchi, ma non dalla scala
> diatonica. Sei su una scala diatonica intonata sul
> La, cioè sei su un'altra tonalità (ora sì).
> Del resto l'hai detto tu che la scala diatonica è
> individuata dalla successione di intervalli.

Se la scala è definita come successione di intervalli allora non capisco qual è la differenza col *modo* che è pure definito cosi'.
Pensavo che la scala fosse l'insieme delle note, punto. Cioè pensavo che scala diatonica fosse equivalente a ABCDEFG e non a ttsttts come mi pare tu intenda. (ABCDEFG è equivalente a dire ttsttts *solo se parto dal C a 'contare' gli intervalli*)

grazie!



Messaggio modificato il giorno 30/04/2010, 14:10

Re: Il mio percorso da profano - richieste di aiut
Inviato da: clipper
Data: 30 aprile 2010, 14:14

deltasun Scritto:
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> Buongiorno a tutti!
>
> Ho qualche domandina riguardante tonalità e
> modalità.
> Al solito cerco di raccontarvi quel che ho capito
> per farvi capire quel che non ho capito (scusate
> il bisticcio).
>
> Allora, ci sono tre concetti distinti che vorrei
> chiarire:tonalità, modo e scala.
> Mi pare che siano molto legati fra di loro e in
> qualche modo ricorsivi (un serpente che si mangia
> la coda) ma comunque distinti.
> -A monte di tutto sta la scala: scegliere una
> scala significa scegliere alcune frequenze
> specifiche all'interno di un'ottava.

ok

Prendiamo ad
> esempio la scala diatonica, il che significa DO RE
> MI FA SOL LA SI.

scala diatonica: scala di toni e semitoni.
scala modale: scala di toni e semitoni.
scala cromatica: scala di soli semitoni.


> -Scelta una scala ora mi metto a suonare le note
> scelte in successione. A seconda della nota con
> cui parto ottengo delle diverse successioni di
> intervalli.
> Queste successioni sono i *modi* della scala
> diatonica e la nota con cui parto si chiama
> *tonalità*.

ok

in questo caso per "modi" probabilmente alludi ai modi della scala minore, armonica o melodica. Questo tipo di modalità rientra nel concetto di tonalità classica, mentre altre modalità scala esatonale ad esempio o pentafonica o dorica, frigia, misolidica ecc ecc non si usa definirle tonalità....


>
> Dunque utilizzando sempre e solo quelle sette note
> specifiche io ottengo sette diversi modi uno per
> ogni tonalità (nota da cui parto). Ovviamente se
> scegliessi una scala cromatica (dodici note
> equispaziate) otterrei lo stesso modo per ogni
> tonalità.
>

ok ( anche se "modo" è parola impropria... meglio dire una tonalità per ogni suono (12 ) o grado della scala cromatica )


> Una volta precisato cio' mi sembra che si faccia
> salire l'importanza del modo, ossia della
> successione di intervalli. Se io voglio partire
> dal La e suonare un modo maggiore (ttsttts) esco
> dalla sclal diatonica,

non propriamente. scala diatonica: scala formata da toni e semitoni.


ottenendo un nuovo set di
> sette note, con alcune alterazioni. Cioè non ho
> più Do Re Mi Fa Sol La Si Do, ma La Si Do# Re Mi
> Fa# Sol# se non sbaglio, quindi ottengo una nuova
> scala, non quella diatonica.

ottieni una scala ( diatonica ) di la maggiore ( tonalità di la maggiore )

> Quindi, a questo punto è la scelta *tonalità+modo*
> che diventa predominante e mi implica le note che
> devo usare (scala) (per questo dico che è
> ricorsivo)
>
> E' corretto?
>

> Ora la domanda: se io decido che una composizione
> è, per farla semplice, in Do maggiore, significa
> devo usare solo i tasti bianchi del pianoforte?


se usi solo i tasti bianchi del pianoforte partendo da uno di essi entri nelle modalità "antiche" lidio, misolidio, frigio, dorico.... ( anche Do maggiore )


> Cioè la scelta del tono+modo (ossia della scala se
> quanto detto sopra è corretto) mi impedisce di
> suonare alcune frequenze? Se si' perchè mai??
.........
Qual
> è il motivo? Semplicemente suona meglio, è più
> bello? Cioè se uso un Do Maggiore posso mettere
> nella mia composizione un -ad esempio - Fa#? Voi
> risponderete, certo che puoi, ognuno fa quel che
> vuole...ma ci sono motivi 'tecnici' per non farlo
> o è solo una regola, diciamo cosi', di buon senso
> estetico?
>


una determinata regola determina un particolare senso estetico....


quindi riassumendo, vi sono solamente due modi in ambito tonale classico: quello maggiore e quello minore determinanti regole sintattiche di tensione e riposo ( cadenze) non chè concetti relativi a consonanze e dissonanze.
Queste scale, modo minore o maggiore, possono avere come nota fondamentale ( nome tonalità ) un suono qualsiasi della scala cromatica.

se invece da uno qualsiasi di questi 12 suoni costruisci ( scegli ) un tipo di scala differente adotti un sistema-scala di tipo "modale".


> Scusate la solita prolissità
> Ciao a tutti!


scusa l'equivocità delle parole usate dai musici!

ciao

Re: Il mio percorso da profano - richieste di aiut
Inviato da: fabio.m
Data: 30 aprile 2010, 14:46

deltasun Scritto:
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> Se la scala è definita come successione di
> intervalli allora non capisco qual è la differenza
> col *modo* che è pure definito cosi'.
> Pensavo che la scala fosse l'insieme delle note,
> punto. Cioè pensavo che scala diatonica fosse
> equivalente a ABCDEFG e non a ttsttts come mi pare
> tu intenda. (ABCDEFG è equivalente a dire ttsttts
> *solo se parto dal C a 'contare' gli intervalli*)
>
> grazie!

Rispondo a questo punto visto che è indirizzato a me. Per fortuna per il resto è intervenuto clipper (grazie! :) ).

Tu dici: così la definizione di scala si appiattisce su quella di modo e sembra superflua. Bè, in parte: se si mantiene questa gerarchia scala->modo si sottolinea che un gruppo di modi derivano da un'unica scala, e che risultano quindi imparentati.
Per usare un termine matematico la scala sarebbe la "classe" dei modi.

Quello che è certo è che la scala non va fissata ad un'altezza precisa. Questo no, si parla sempre di intervalli relativi.

Spero di aver detto bene.

Re: Il mio percorso da profano - richieste di aiut
Inviato da: deltasun
Data: 01 maggio 2010, 11:50

> Per usare un termine matematico la scala sarebbe
> la "classe" dei modi.

ok, questo mi soddisfa completamente.. scelgo un modo, ossia una serie di intervalli e poi ne derivo gli altri modi partendo da note diverse (ciclicamente) ed ottengo la classe dei modi, la scala. Perfetto, grazie

Re: Il mio percorso da profano - richieste di aiut
Inviato da: deltasun
Data: 01 maggio 2010, 11:53

clipper Scritto:


> scala diatonica: scala di toni e semitoni.
> scala modale: scala di toni e semitoni.
> scala cromatica: scala di soli semitoni.

credo che qui fosse (quasi) tutto il problema...la mia definizione di scala era errata ;-)

> una determinata regola determina un particolare
> senso estetico....

quindi non ci sono motivi tecnici, solo estetici..un po' come scegliere di usare l'acquerello piuttosto che la tempera

Re: Il mio percorso da profano - richieste di aiut
Inviato da: clipper
Data: 01 maggio 2010, 15:22

deltasun Scritto:
-------------------------------------------------------
> clipper Scritto:
>
>
> > scala diatonica: scala di toni e semitoni.
> > scala modale: scala di toni e semitoni.
> > scala cromatica: scala di soli semitoni.
>
> credo che qui fosse (quasi) tutto il problema...la
> mia definizione di scala era errata ;-)
>
> > una determinata regola determina un
> particolare
> > senso estetico....
>
> quindi non ci sono motivi tecnici, solo
> estetici..un po' come scegliere di usare
> l'acquerello piuttosto che la tempera


esatto.

Re: Il mio percorso da profano - richieste di aiut
Inviato da: fabio.m
Data: 07 maggio 2010, 21:19

Un saluto a tutti. Manco da un po' perché per adesso sto impazzendo nella ricerca di una casa... -_-
Desidero condividere un brano che, chissà, forse anch'esso mi ha influenzato quando ero piccolo nell'interesse per la musica.

http://www.youtube.com/watch?v=TRVrv9zwXS8

Lo ricordate?
Mi piacerebbe anche sapere su che tipo di scala si muove la melodia, e cosa è che dà quel tocco di esotismo (specialmente nella seconda parte, quella con l'orchestra).



Messaggio modificato il giorno 07/05/2010, 21:20

Re: Il mio percorso da profano - richieste di aiut
Inviato da: clipper
Data: 08 maggio 2010, 00:52

fabio.m Scritto:
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> Un saluto a tutti. Manco da un po' perché per
> adesso sto impazzendo nella ricerca di una casa...
> -_-
> Desidero condividere un brano che, chissà, forse
> anch'esso mi ha influenzato quando ero piccolo
> nell'interesse per la musica.
>
> http://www.youtube.com/watch?v=TRVrv9zwXS8
>
> Lo ricordate?
> Mi piacerebbe anche sapere su che tipo di scala si
> muove la melodia, e cosa è che dà quel tocco di
> esotismo (specialmente nella seconda parte, quella
> con l'orchestra).


definirla genericamente scala di tipo modale è più che sufficiente:

ttststt (do) re mi fa# sol la sib do re (mib)

esotismo? in effetti queste modalità (antiche?) evocano stilemi mediorientali.... non sono uno specialista di musica antica greca ma consultando l'armonica di Aristosseno mi sembra ...."frigia"

saluti

Re: Il mio percorso da profano - richieste di aiut
Inviato da: fabio.m
Data: 08 maggio 2010, 01:28

Salve. Anzi, buonanotte! :D

clipper Scritto:
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> definirla genericamente scala di tipo modale è più
> che sufficiente:
>
> ttststt (do) re mi fa# sol la sib do re (mib)

Quindi diciamo che l'impressione di non stare proprio in ambito tonale era grossomodo giusta.
Però non ho capito il significato delle note tra parentesi: hanno a che fare con il fatto che questo non è un modo della scala diatonica (e che quindi andando avanti circolarmente si "cambia tasti")?

> esotismo? in effetti queste modalità (antiche?)
> evocano stilemi mediorientali.... non sono uno
> specialista di musica antica greca ma consultando
> l'armonica di Aristosseno mi sembra ...."frigia"
>
> saluti

Bè... esotismo per me. Ma io forse sono troppo condizionato dall'aver ascoltato questa musica in un vecchio spot di quando ero piccolo, che mostrava il deserto.

Poi c'è lo stumento che suona le prime frasi della seconda parte che non capisco se sia uno strumento esotico oppure due legni (uno basso e uno alto, un flauto) che ricreano una sonorità esotica.
Oppure è un normalissimo strumento orchestrale e sono io che sono poco oggettivo (e poco esperto).

Modo frigio dici? Domani lo vado a riguardare sul mio libretto di teoria musicale.

Un saluto, grazie. : )
Buonanotte a tutti.

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