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Internet e partecipazione
Inviato da: bestellen
Data: 06 novembre 2010, 10:56

Farsi illusioni che le cose vadano meglio vivendo altrove è immediatamente smentito dalla
completa incomunicabilità di internet. Esso offre sì opportunità, però nel concreto è una vetrina dove si offrono cose e pensieri. La comunicazione naturale (conversazione) non pare essere un dato saliente del suo carattere.
Però dirsene delusi mi pare sbagliato. Gli stessi riti e cerimonie, come i giornali e la televisione, sono vetrine. La comunicazione o è mercato o è partecipazione.
Gaber la associava alla libertà, e per noi adesso essa ha le sembianze di internet, altrimenti essa tornerebbe ad essere una questione di appuntamenti, per condividere tempo ed esperienze nel privato. Anche per commentare e fare arte.
Con ciò mi dico lieto di internet: risolve molti problemi, se non altro li stempera.
Come diceva Sartre il limite possono essere gli altri, non il mezzo in sè.

Re: Internet e partecipazione
Inviato da: geppino12575
Data: 06 novembre 2010, 15:14

E quindi....?

Re: Internet e partecipazione
Inviato da: dr.jellyfish
Data: 06 novembre 2010, 15:33

geppino12575 Scritto:
-------------------------------------------------------
> E quindi....?

quoto, ma sei una carogna :-)

Re: Internet e partecipazione
Inviato da: bestellen
Data: 06 novembre 2010, 19:38

quindi è molto utile, se adoperato con grande cautela. Ad ogni modo la sensazione di libertà che ci dà non sostituisce l'opportunità di cavarsela con altri mezzi, compreso carta e matita.
è un pò poco come spiegazione, però anche la domanda quindi non è che sia molto.

Re: Internet e partecipazione
Inviato da: geppino12575
Data: 06 novembre 2010, 20:40

Non ho capito a cosa vuoi arrivare, al fatto di dire che le nuove tecnologie sono utili? Certo, sono utili, meglio avere internet che non averlo, mi sembra ovvio. Come ogni cosa però c'è anche la degenerazione, cioè persone che su internet cercano la felicità o che preferiscono un rapporto virtuale a uno reale, ma questo è colpa di chi usa internet in malo modo, non di chi l'ha inventato.

Re: Internet e partecipazione
Inviato da: bestellen
Data: 06 novembre 2010, 20:53

hai ragione, io neppure ci ho pensato a cosa voglio arrivare. Internet è una vetrina dinamica, permette cose altrimenti impossibili. Quella iniziale era una riflessione che stavo facendo riguardo alla utilità nel migliorare le occasioni di incontro, o per meglio dire di partecipazione. Se queste occasioni sono limitate non è cambiando ambiente reale che certamente miglioreranno.
Anche se ho potuto constatare che vivere in uno spazio più grande e più centrale si vive meglio. Però diciamocelo, almeno io parlo per me: se non ci fosse internet vivremmo nel più completo isolamento. forse Milano dà questa impressione, però ripeto parlo per me.

Re: Internet e partecipazione
Inviato da: bestellen
Data: 06 novembre 2010, 21:00

stavo dimenticando: l'isolamento può essere appunto il risultato della condizione vissuta per fini musicali. Quando si dice l'isolamento, il ruolo del musicista, la sua utilità o inutilità
(specie in una società come la nostra), si dice qualcosa di concreto.
E' piuttosto evidente che l'etica dell'impegno, o se vogliamo chiamarlo sacrificio, sembra
attirare sempre meno persone. In effetti può avere riflessi deleteri, se non associata a
principi di chiarezza esistenziale, personale.

Re: Internet e partecipazione
Inviato da: thallo
Data: 07 novembre 2010, 11:44

bestellen, secondo una tradizione linguistica che va da Wittgenstein a Searle a Lyotard le proposizioni hanno sempre una forma e creano un gioco linguistico intorno a loro.
Le tue hanno la forma del soliloquio.
Quindi, o fai una domanda oppure questo è il thread più inconcludente della storia.

Corollario.
Internet rende soli. Soprattutto se non ci fai partecipare alla discussione.

Re: Internet e partecipazione
Inviato da: ekoc29s
Data: 09 novembre 2010, 21:46

Penso sia un tema cruciale ma, senza offesa, trattato malissimo da chi lo ha proposto.
La domanda che io mi farei è se internet ha sostituito i luoghi deputati a vivere spazi comuni. Io sono cresciuto in un tempo in cui la musica nel territorio andava conquistata pezzo per pezzo, perché piantarsi nel territorio era l'unico modo di dimostrare l'esistenza e la vitalità di ciascuno.
Oggi questo territorio è solo virtuale ed è molto più vasto; ma io non sono affatto sicuro che il "cambio" sia valso la pena, perché lo spazio vitale (di un musicista e di un artista in genere) non può essere solo virtuale.

Re: Internet e partecipazione
Inviato da: bestellen
Data: 10 novembre 2010, 08:52

chiaramente quando si propone qualcosa, lo si è trattato malissimo. Secondo me non è così, anche perchè le visioni originali possono servire a proporre qualcosa, poi qualcun altro
precisa e perfeziona il tutto.. Comunque certo, lo spazio virtuale tende a sostituire gli spazi
dedicati al fare musica. Uno dei problemi è che molto di ciò che si potrebbe fare è proibito:
suonare all'aperto, suonare nei locali etc. e d'altra parte le sale o salette costano, spesso per sparuti gruppetti di ascoltatori.
La musica in casa è limitata dagli effetti acustici etc.

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