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Re: Quando rumori e/o suoni diventano musica ?
Inviato da: raffbaldo
Data: 31 gennaio 2007, 16:13

Vedi queste regole sono quelle che non sono scritte in una partitura, (per rifarmi alla frase bella di maler che citasti) sono implicite ma non esplicite. In un certo senso queste "regole" presiedono il modo di "leggere" una partitura; indirizzano il D.O. (ma non solo), ad effettuare l'analisi classica (se si puo' dire cosi') verso determinati punti strategici al fine di rendere logicamente comprensibile l'opera; di ritrovare l'unicità, l'omogeneità e la coerenza della partitura al fine di rendere riconoscibile e per tutti, la "ratio" di quei suoni.
Il vero senso del fare musica è questo! Gli strumenti sono poi tutto il bagaglio di conoscenza che voi professionisti avete.
Ma se non vi si dice dove, come, quando e perchè usarli, che ci fate?
Per assurdo è meglio averne pochi (di strumenti) ma sapere cosa farci che averne tanti e non sapere a che servono.

Ecco, in questo senso celibidache credo abbia avuto una poetica certa e cosciente.

Ora, io mi sono sempre dichiarato non musicista (nel senso professionale del termine); ma l'argomento ahime per voi, mi interessa.
Delle mie opinioni fate quello che volete. Io vi dico solo quello che ho capito, in modoi da rendere queste opinioni non vuote, almeno.

Cmq sono qui per imparare.

saluti



Messaggio modificato il giorno 31/01/2007, 16:16

Re: Quando rumori e/o suoni diventano musica ?
Inviato da: tom207
Data: 31 gennaio 2007, 16:47

fkt Ha scritto:
-------------------------------------------------------
Prova a dare un occhiata al link allegato http://cronologia.leonardo.it/cerv01.htm
>
> Franck

Grazie!! Consiglio a tutti di dare un'occhiata, che è, abbastanza scorrevolmente, l'argomento cui stavo appunto accennando, anche se ritengo una dissertazione più eloquente, senza essere proibitiva, quella contenuta nel libro di Daniel Goleman "intelligenza emotiva". Qui manca forse un elemento chiaro e illuminante sul tema proposto. Faccio un esempio, tanto per chiarire ciò di cui parlo. Tra tutti i suoni che colpiscono il nostro orecchio in continuazione, facciamo delle selezioni. Alcuni non ricordiamo affatto di averli sentiti, altri invece ci richiamano l'attenzione, in quanto il nostro cervello compara di continuo ciò che percepiamo con ciò che c'è nelle nostre memorie. Quando un suono viene associato a qualcosa di già presente, può indurre o meno reazioni a seconda del tipo di stimolo o emozione a cui è associato. Un clacson ad es. è associato a un rumore di attenzione, e quindi se camminiamo e ne sentiamo uno vicino, prestiamo attenzione o addirittura ci blocchiamo o ci scansiamo. Il verso di un animale sarà legato ad esperienze negative o positive (con le reazioni conseguenti, neutralità, interesse o paura) o addirittura legate a memorie dell'infanzia, che si fissano, e persino ancestrali! Naturalmente il cervello più antico e istintivo, per agire rapidamente, non può dettagliare troppo, e quindi capita che ci si spaventi, e non di rado, per suoni o immagini che grossolanamente vengono associate a qualcosa di pauroso, ma che non lo sono! Ovviamente il suono musicale non è, a mio avviso, legato all'aspetto istintivo, che come dicevo è troppo poco raffinato, ma alla neocorteccia, che è in grado di elaborare le informazioni e tradurle in qualcosa di più importante che non le emozioni arcaiche, paura, terrore, attenzione, fuga, ecc. Si tratta, però, anche qui di vedere questi suoni a cosa vengono associati... questo è in fondo il vero tema del topic! che ne dite?

Re: Quando rumori e/o suoni diventano musica ?
Inviato da: fkt
Data: 31 gennaio 2007, 17:30

Direi di dare un occhiata anche a:

http://auriol.free.fr/psychosonique/chiave.htm

Ed il libro:
Christine Temple : "Il nostro cervello - Come funziona e come usarlo"

Frank

Re: Quando rumori e/o suoni diventano musica ?
Inviato da: HBHB
Data: 31 gennaio 2007, 19:26

Bravo Frank!

Heidi

Re: Quando rumori e/o suoni diventano musica ?
Inviato da: tom207
Data: 31 gennaio 2007, 20:58

fkt Ha scritto:
-------------------------------------------------------
> Direi di dare un occhiata anche a:
>
> http://auriol.free.fr/psychosonique/chiave.htm
>
> Ed il libro:
> Christine Temple : "Il nostro cervello - Come
> funziona e come usarlo"
>
> Frank

Ahh! molto interessante anche questo! merci!

Re: Quando rumori e/o suoni diventano musica ?
Inviato da: Enri67
Data: 31 gennaio 2007, 21:57

cara Heidi, veramente ci sono ben altri ordini di spiegazioni delle ragioni della dodecafonia, musicali, ed extramusicali, che il positivismo logico:
- la dodecafonia nasce in ambiente berlinese; la Berlino del primo dopoguerra era piena di fermenti che guardavano tutti alla Neue Sachlichkeit, Nuova Oggettività, come il teatro di Brecht, la Bauhaus e il costruttivismo; in campo politico, lo spartachismo, la visione marxiana di Rosa Luxemburg. Musicalmente, il metodo dodecafonico risponde a questi impulsi, più in generale l'arte sentiva l'esigenza, dopo l'irrazionalismo espressionista, del Gesamtkunstwerk, l'opera d'arte totale, interamente dedotta da pochi leggi.
- la mitologia ebraica, che non dovette contare molto solamente per l'ebreo Schoenberg (si pensi a Kafka o Meyrink, per fare SOLO due esempi): il ruolo della legge, e l'espressione della legge: forse uno degli esempi più chiari per capire la dodecafonia si può trovare nel Moses und Aaron, di Schoenberg: la triangolazione legge-intuizione della legge-espressione della legge (Dio, Mosé muto, Aronne come bocca di Mosé): la legge è il canone di espressione, la macchina per produrre segni musicali: la serie.
- in campo musicale, questa volta dall'ambiente viennese, la pratica di impiegare tutti i dodici suoni prima di riperne uno era già in largo uso dal 1909. La prima Bagatella di Webern (op. 9) esponele dodici note; nel primo Webern il campo seriale è già ampiamente utilizzato.
Come vedi, ci sono ben altre suggestioni che il programma di Betrand Russell, per altro mandato in cantina abbastanza presto dal teorema dell'indecidibilità di Godel.
Quano a Frova, stendo un pietoso velo... Non ne parlo, finantoché lui non mi organizzerà un convegno in cui io potrò presentare un Paper in cui demolirò tutti i dettami più avanzati della fisica quantistica, dicendo che non sono validi perché al di là dell'esperienza sensibile della coscienza umana, e proporrò un ritorno alla fisica aristotelica, e nella credenza delle fate.
Saluti a tutti.



Messaggio modificato il giorno 31/01/2007, 21:57

Re: Quando rumori e/o suoni diventano musica ?
Inviato da: HBHB
Data: 01 febbraio 2007, 01:31

Enri67 Ha scritto:
-------------------------------------------------------
> cara Heidi, veramente ci sono ben altri ordini di
> spiegazioni delle ragioni della dodecafonia,
> musicali, ed extramusicali, che il positivismo
> logico:
> - la dodecafonia nasce in ambiente berlinese; la
> Berlino del primo dopoguerra era piena di fermenti
> che guardavano tutti alla Neue Sachlichkeit, Nuova
> Oggettività, come il teatro di Brecht, la Bauhaus
> e il costruttivismo; in campo politico, lo
> spartachismo, la visione marxiana di Rosa
> Luxemburg. Musicalmente, il metodo dodecafonico
> risponde a questi impulsi, più in generale l'arte
> sentiva l'esigenza, dopo l'irrazionalismo
> espressionista, del Gesamtkunstwerk, l'opera
> d'arte totale, interamente dedotta da pochi
> leggi.
> - la mitologia ebraica, che non dovette contare
> molto solamente per l'ebreo Schoenberg (si pensi a
> Kafka o Meyrink, per fare SOLO due esempi): il
> ruolo della legge, e l'espressione della legge:
> forse uno degli esempi più chiari per capire la
> dodecafonia si può trovare nel Moses und Aaron, di
> Schoenberg: la triangolazione legge-intuizione
> della legge-espressione della legge (Dio, Mosé
> muto, Aronne come bocca di Mosé): la legge è il
> canone di espressione, la macchina per produrre
> segni musicali: la serie.
> - in campo musicale, questa volta dall'ambiente
> viennese, la pratica di impiegare tutti i dodici
> suoni prima di riperne uno era già in largo uso
> dal 1909. La prima Bagatella di Webern (op. 9)
> esponele dodici note; nel primo Webern il campo
> seriale è già ampiamente utilizzato.

Assolutamente grazie per la completezza.
Proprio durante gli studi mi domandavo se non fosse in realtà proprio Webern il punto di svolta della Vienna di primo '900. Mi ha sempre colpito come la sua relativamente poca produzione fosse sproporzionata rispetto al valore.

> Come vedi, ci sono ben altre suggestioni che il
> programma di Betrand Russell, per altro mandato in
> cantina abbastanza presto dal teorema
> dell'indecidibilità di Godel.
> Quano a Frova, stendo un pietoso velo... Non ne
> parlo, finantoché lui non mi organizzerà un
> convegno in cui io potrò presentare un Paper in
> cui demolirò tutti i dettami più avanzati della
> fisica quantistica, dicendo che non sono validi
> perché al di là dell'esperienza sensibile della
> coscienza umana, e proporrò un ritorno alla fisica
> aristotelica, e nella credenza delle fate.
> Saluti a tutti.

Cioè, applichi il teorema di Gödel?
La coscienza umana non può essere completamente descritta da qualunque sistema formale elaborato dalla coscienza umana, e le fate sono il chiaro esempio di come sia indecidibile dimostrare la loro esistenza?

Mi piace!!!!!!

Heidi

Re: Quando rumori e/o suoni diventano musica ?
Data: 01 febbraio 2007, 10:03

raffbaldo Ha scritto:
-------------------------------------------------------
> Insomma, un conto è parlare di spirtio e una altro
> è sapere come far diventare dei suoni musica e
> preparare, di conseguenza, per lo spirito un bella
> pietanza da mangiare.
> Come dire, "so quello che vuoi, anche se non so
> esattamente chi sei".

Scusa ma se non sai chi sono come fai a sapere quello che voglio?

Re: Quando rumori e/o suoni diventano musica ?
Inviato da: ruckers
Data: 01 febbraio 2007, 19:26

Raffbaldo scrive:

Ora, parlare di "spirito" è impresa a dir poco titanica. Le implicazioni sono troppo vaste e gli esiti ALTAMENTE OPINABILI ED INCERTI.

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Ecco spiegato da Raffbaldo, perché Frova non ci racconta cosa pensi LUI della dimensione dell' "Oltre", preferendo rimanere, da uomo di buonsenso qual'è, legato ai fatti e tenendo per sè le sue esperienze spirituali che, per loro natura, sono assolutamente individuali.

Re: Quando rumori e/o suoni diventano musica ?
Data: 02 febbraio 2007, 00:41

ruckers Ha scritto:
-------------------------------------------------------
> Raffbaldo scrive:
>
> Ora, parlare di "spirito" è impresa a dir poco
> titanica. Le implicazioni sono troppo vaste e gli
> esiti ALTAMENTE OPINABILI ED INCERTI.
>
> ---------------------------------
>
>
> Ecco spiegato da Raffbaldo, perché Frova non ci
> racconta cosa pensi LUI della dimensione dell'
> "Oltre", preferendo rimanere, da uomo di buonsenso
> qual'è, legato ai fatti e tenendo per sè le sue
> esperienze spirituali che, per loro natura, sono
> assolutamente individuali.


Bene... Bravo .....Grazie.....
parole Sante Ruckers
dal dinamico cemabalista Romano

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