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Re: Jazz, come arte estemporanea, improvvisativa
Inviato da:
alessioissela
Data: 11 dicembre 2007, 21:17
Per le classica non credo ci sia molto sull'argomento. Per sfruttare il bagaglio culturale che già possiedi potresti sfogliare il real book e cercare qualche standard che ti piaccia (a me piace blue bossa). Potresti consultare qualsiasi manuale di contrappunto e rileggere il capitolo "imitazioni". Nel Dubois ce ne sono nove tipi: moto retto, moto contrario, retrogrado, aggravamento, diminuzione, contrattempo, imitazione interrotta, periodica e canonica. Sottoponi il tema a queste variazioni, a cominciare dalle più semplici. Puoi consultare anche il manuale di contrappunto di De la Motte nel capitolo su Beethoven e il "lavoro motivico", è molto interessante, o in generale qualsiasi manuale di armonia laddove si parla di "note estranee all'armonia". Naturalmente tutto va adattato nello stile sincopato jazz. Questa però è solo teoria. Come notava acutamente Frank occorre molta pratica e quindi bisogna che trovi qualcuno che suoni insieme a te in duo, trio o altre formazioni.
Spero di esserti stato utile.
Ciao
Spero di esserti stato utile.
Ciao
Re: Jazz, come arte estemporanea, improvvisativa
Inviato da:
roby_jam
Data: 12 dicembre 2007, 10:03
si molto, proverò a fare delle piccole imitazioni partendo dal tema. Grazie per le info.
Re: Jazz, come arte estemporanea, improvvisativa
Inviato da:
fkt
Data: 28 dicembre 2007, 17:32
Appofitto del topic di roby_jam per allargare un pò il discorso.
Se fossimo degli scultori o dei pittori avremmo la possibilità di esprimerci in modo estemporaneo? Non penso, però aspetto smentite.
Lo chiedo in quanto essendo musica, pittura, scultura, etc..etc.. delle arti, tutte dovrebbero avere dei fattori comuni.
Mi chiedo come mai un opera estemporanea dovrebbe avere più valore rispetto ad una scritta; visto che poi non tutte le arti danno la possibilità di esprimersi estemporaneamente.
E mi spiego meglio, finchè si parla di approccio ok, ma sul risultato potrei nutrire dei dubbi; il fatto di scrivere e soprattutto di rileggere (più che altro risuonare) non dovrebbe essere garanzia di un lavoro migliore?
L'approccio improvvisativo è quello sposato da tutti i grandi maestri del passato e del presente (come giustamente ricordano i Jazzisti e comunque i buoni musicisti in genere), ma all fine, stringi stringi, anche loro hanno scritto il risultato della loro estemporanerità e francamente nutro forti dubbi che non abbiano apportato nessuna revisione/selezione (vedi l'amico Beethoven, ad esempio).
Frank
Messaggio modificato il giorno 28/12/2007, 17:32
Se fossimo degli scultori o dei pittori avremmo la possibilità di esprimerci in modo estemporaneo? Non penso, però aspetto smentite.
Lo chiedo in quanto essendo musica, pittura, scultura, etc..etc.. delle arti, tutte dovrebbero avere dei fattori comuni.
Mi chiedo come mai un opera estemporanea dovrebbe avere più valore rispetto ad una scritta; visto che poi non tutte le arti danno la possibilità di esprimersi estemporaneamente.
E mi spiego meglio, finchè si parla di approccio ok, ma sul risultato potrei nutrire dei dubbi; il fatto di scrivere e soprattutto di rileggere (più che altro risuonare) non dovrebbe essere garanzia di un lavoro migliore?
L'approccio improvvisativo è quello sposato da tutti i grandi maestri del passato e del presente (come giustamente ricordano i Jazzisti e comunque i buoni musicisti in genere), ma all fine, stringi stringi, anche loro hanno scritto il risultato della loro estemporanerità e francamente nutro forti dubbi che non abbiano apportato nessuna revisione/selezione (vedi l'amico Beethoven, ad esempio).
Frank
Messaggio modificato il giorno 28/12/2007, 17:32
Re: Jazz, come arte estemporanea, improvvisativa
Inviato da:
Gelsiana
Data: 28 dicembre 2007, 17:46
Ciao a tutti!
Non so perchè ma in questo periodo mi sto fissando della musica jazz!
Per cortesia,qualche gentile anima può scrivermi il programma d'ammissione al conservatorio pianoforte jazz vecchio ordinamento?
Non so perchè ma in questo periodo mi sto fissando della musica jazz!
Per cortesia,qualche gentile anima può scrivermi il programma d'ammissione al conservatorio pianoforte jazz vecchio ordinamento?
Re: Jazz, come arte estemporanea, improvvisativa
Inviato da:
roby_jam
Data: 28 dicembre 2007, 17:49
fkt Ha scritto:
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> Se fossimo degli scultori o dei pittori avremmo la
> possibilità di esprimerci in modo estemporaneo?
> Non penso, però aspetto smentite.
Non mi intendo molto d'arte, ma credo che le cosiddette extempore di pittura siano simili all'improvvisazione. Ho degli amici scultori che vanno a dei simposi di scultura (di durata variabile, di solito una settimana) dove un po' improvvisano con i materiali che gli vengono forniti. Credo che ovviamente la differenza sostanziale stia nel fatto che la musica esiste solo "durante" l'esecuzione mentre una scultura o un quadro evidentemente no: ritengo sia diverso dire che un quadro esiste solo se lo vedi dal dire che la musica esiste solo se la senti. La musica non sarà mai due volte perfettamente uguale. Registrazioni a parte!
>
> Mi chiedo come mai un opera estemporanea dovrebbe
> avere più valore rispetto ad una scritta; visto
> che poi non tutte le arti danno la possibilità di
> esprimersi estemporaneamente.
> E mi spiego meglio, finchè si parla di approccio
> ok, ma sul risultato potrei nutrire dei dubbi; il
> fatto di scrivere e soprattutto di rileggere (più
> che altro risuonare) non dovrebbe essere garanzia
> di un lavoro migliore?
Credo anch'io. Però se, come me, credi anche che tra chi suona e chi ascolta possa formarsi un collegamento di tipo empatico, il discorso di rileggere e correggere sarà sempre un'altra cosa rispetto al vivere musicalmente un certo momento, sempre e comunque unico. In ogni caso ripeto che credo che le cose meditate si possano considerare "migliori" perchè più curate, ma non è facile trasmettere il senso della parola "migliori".
ciao
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> Se fossimo degli scultori o dei pittori avremmo la
> possibilità di esprimerci in modo estemporaneo?
> Non penso, però aspetto smentite.
Non mi intendo molto d'arte, ma credo che le cosiddette extempore di pittura siano simili all'improvvisazione. Ho degli amici scultori che vanno a dei simposi di scultura (di durata variabile, di solito una settimana) dove un po' improvvisano con i materiali che gli vengono forniti. Credo che ovviamente la differenza sostanziale stia nel fatto che la musica esiste solo "durante" l'esecuzione mentre una scultura o un quadro evidentemente no: ritengo sia diverso dire che un quadro esiste solo se lo vedi dal dire che la musica esiste solo se la senti. La musica non sarà mai due volte perfettamente uguale. Registrazioni a parte!
>
> Mi chiedo come mai un opera estemporanea dovrebbe
> avere più valore rispetto ad una scritta; visto
> che poi non tutte le arti danno la possibilità di
> esprimersi estemporaneamente.
> E mi spiego meglio, finchè si parla di approccio
> ok, ma sul risultato potrei nutrire dei dubbi; il
> fatto di scrivere e soprattutto di rileggere (più
> che altro risuonare) non dovrebbe essere garanzia
> di un lavoro migliore?
Credo anch'io. Però se, come me, credi anche che tra chi suona e chi ascolta possa formarsi un collegamento di tipo empatico, il discorso di rileggere e correggere sarà sempre un'altra cosa rispetto al vivere musicalmente un certo momento, sempre e comunque unico. In ogni caso ripeto che credo che le cose meditate si possano considerare "migliori" perchè più curate, ma non è facile trasmettere il senso della parola "migliori".
ciao
Re: Jazz, come arte estemporanea, improvvisativa
Inviato da:
fkt
Data: 28 dicembre 2007, 17:55
roby_jam Ha scritto:
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> In ogni caso ripeto che
> credo che le cose meditate si possano considerare
> "migliori" perchè più curate, ma non è facile
> trasmettere il senso della parola "migliori".
>
> ciao
Penso proprio che la parola giustà sia più curata, infatti faticavo alquanto a trovare un termine appropriato.
Curata nel senso che più pensi sia perfetta e più sembra lontana dalla perfezione, un qualcosa che difficilmente (almeno personalmente) riesco a gestire durante l'improvviasazione.
Ovviamente vale sempre il discorso dell'approccio; senza improvvisazione non ci sarebbe musica o solo quella già scritta.
Frank
Messaggio modificato il giorno 28/12/2007, 17:55
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> In ogni caso ripeto che
> credo che le cose meditate si possano considerare
> "migliori" perchè più curate, ma non è facile
> trasmettere il senso della parola "migliori".
>
> ciao
Penso proprio che la parola giustà sia più curata, infatti faticavo alquanto a trovare un termine appropriato.
Curata nel senso che più pensi sia perfetta e più sembra lontana dalla perfezione, un qualcosa che difficilmente (almeno personalmente) riesco a gestire durante l'improvviasazione.
Ovviamente vale sempre il discorso dell'approccio; senza improvvisazione non ci sarebbe musica o solo quella già scritta.
Frank
Messaggio modificato il giorno 28/12/2007, 17:55
Re: Jazz, come arte estemporanea, improvvisativa
Inviato da:
roby_jam
Data: 28 dicembre 2007, 18:05
fkt Ha scritto:
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> Curata nel senso che più pensi sia perfetta e più
> sembra lontana dalla perfezione, un qualcosa che
> difficilmente (almeno personalmente) riesco a
> gestire durante l'improvviasazione.
Non so se ho compreso quello che intendi dire. A me capita, improvvisando, di suonare delle cose che mi sembrano migliori di quelle che riesco a fissare sulla carta. In realtà non so se sia effettivamente così o se sia solo un'impressione dovuta al coinvolgimento del momento.
> Ovviamente vale sempre il discorso dell'approccio;
> senza improvvisazione non ci sarebbe musica o solo
> quella già scritta.
>
> Frank
Non so, della musica estremamente ragionata credo possa avere pochi punti di contatto con l'improvvisazione, ma la cosa non mi sembra negativa in se.
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> Curata nel senso che più pensi sia perfetta e più
> sembra lontana dalla perfezione, un qualcosa che
> difficilmente (almeno personalmente) riesco a
> gestire durante l'improvviasazione.
Non so se ho compreso quello che intendi dire. A me capita, improvvisando, di suonare delle cose che mi sembrano migliori di quelle che riesco a fissare sulla carta. In realtà non so se sia effettivamente così o se sia solo un'impressione dovuta al coinvolgimento del momento.
> Ovviamente vale sempre il discorso dell'approccio;
> senza improvvisazione non ci sarebbe musica o solo
> quella già scritta.
>
> Frank
Non so, della musica estremamente ragionata credo possa avere pochi punti di contatto con l'improvvisazione, ma la cosa non mi sembra negativa in se.
Re: Jazz, come arte estemporanea, improvvisativa
Inviato da:
fkt
Data: 31 dicembre 2007, 09:31
roby_jam Ha scritto:
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> Non so se ho compreso quello che intendi dire. A
> me capita, improvvisando, di suonare delle cose
> che mi sembrano migliori di quelle che riesco a
> fissare sulla carta. In realtà non so se sia
> effettivamente così o se sia solo un'impressione
> dovuta al coinvolgimento del momento.
..............è anche vero che a volte (direi: "molto a volte") delle buone idee possono venire pasticciate su carta, però io non parlo dell'idea che nasce proprio improvvisando, mi riferisco allo sviluppo e alla rifinitura della stessa.
Spesso capita di dire delle frasi (intendo parlando) che sembrano strabilianti, le metti su carta tutto felice, vai a dormire, le leggi il giorno dopo e ti accorgi che poi alla fine......
.... l'idea, il contenuto, tutto resta valido ma forse la forma, la punetggiatura, qualche termine che potrebbe essere sostituito con sinonimi più efficaci...... non so se ho chiarito.
Prova ad improvvisare utilizzando una tastiera collegata al PC. Lascia il riusltato memorizzato su Finale e riguardalo il giorno dopo......e sappimi dire.
Secondo me fatto 1000 il risultato, qualcosa la vai a migliorare. La volta dopo il to nuovo 1000 sarà più alto del precedente ma avrà sempre punti da migliorare.
E' chiaro che presi due soggetti probabilmente uno improvviserà da 100 e l'altro da 1000, però entrambi avranno sempre margini di miglioramente ..... il lavoro su carta penso che sia essenziale.
Frank
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> Non so se ho compreso quello che intendi dire. A
> me capita, improvvisando, di suonare delle cose
> che mi sembrano migliori di quelle che riesco a
> fissare sulla carta. In realtà non so se sia
> effettivamente così o se sia solo un'impressione
> dovuta al coinvolgimento del momento.
..............è anche vero che a volte (direi: "molto a volte") delle buone idee possono venire pasticciate su carta, però io non parlo dell'idea che nasce proprio improvvisando, mi riferisco allo sviluppo e alla rifinitura della stessa.
Spesso capita di dire delle frasi (intendo parlando) che sembrano strabilianti, le metti su carta tutto felice, vai a dormire, le leggi il giorno dopo e ti accorgi che poi alla fine......
.... l'idea, il contenuto, tutto resta valido ma forse la forma, la punetggiatura, qualche termine che potrebbe essere sostituito con sinonimi più efficaci...... non so se ho chiarito.
Prova ad improvvisare utilizzando una tastiera collegata al PC. Lascia il riusltato memorizzato su Finale e riguardalo il giorno dopo......e sappimi dire.
Secondo me fatto 1000 il risultato, qualcosa la vai a migliorare. La volta dopo il to nuovo 1000 sarà più alto del precedente ma avrà sempre punti da migliorare.
E' chiaro che presi due soggetti probabilmente uno improvviserà da 100 e l'altro da 1000, però entrambi avranno sempre margini di miglioramente ..... il lavoro su carta penso che sia essenziale.
Frank
Re: Jazz, come arte estemporanea, improvvisativa
Inviato da:
roby_jam
Data: 31 dicembre 2007, 12:45
fkt Ha scritto:
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[...]
>
> E' chiaro che presi due soggetti probabilmente uno
> improvviserà da 100 e l'altro da 1000, però
> entrambi avranno sempre margini di miglioramente
> ..... il lavoro su carta penso che sia
> essenziale.
>
> Frank
Credo anch'io. Tutto sommato penso che per migliorare le proprie qualità improvvisative la carta possa risultare forse quasi dannosa, nel senso che potrebbe impigrire la mente. Viceversa ripeto che per rendere al meglio un'idea musicale ritengo che questa vada razionalizzata, e la scrittura è probabilmente il metodo migliore. Senza contare tutte le porte che si aprono nel momento in cui un'idea musicale è appunto scritta.
auguri
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[...]
>
> E' chiaro che presi due soggetti probabilmente uno
> improvviserà da 100 e l'altro da 1000, però
> entrambi avranno sempre margini di miglioramente
> ..... il lavoro su carta penso che sia
> essenziale.
>
> Frank
Credo anch'io. Tutto sommato penso che per migliorare le proprie qualità improvvisative la carta possa risultare forse quasi dannosa, nel senso che potrebbe impigrire la mente. Viceversa ripeto che per rendere al meglio un'idea musicale ritengo che questa vada razionalizzata, e la scrittura è probabilmente il metodo migliore. Senza contare tutte le porte che si aprono nel momento in cui un'idea musicale è appunto scritta.
auguri
Re: Jazz, come arte estemporanea, improvvisativa
Inviato da:
fkt
Data: 31 dicembre 2007, 12:49
roby_jam Ha scritto:
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> auguri
Anche a te e tutti i frequentatori di edumus.
Frank
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> auguri
Anche a te e tutti i frequentatori di edumus.
Frank
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