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Improvvisazioni jazz
Inviato da: luca
Data: 08 gennaio 2005, 19:14

Potreste consigliarmi qualche libro che spighi come improvvisare utilizzando lo stile jazzistico.

Grazie,
Luca

Re: Improvvisazioni jazz
Inviato da: Francesco C
Data: 09 gennaio 2005, 01:46

Ascolta più dischi che puoi. I libri da soli non servono a nulla. Magari contatta un buon insegnante.

Re: Improvvisazioni jazz
Inviato da: trombonejam
Data: 10 gennaio 2005, 08:49

ciao , posso consigliarti di Davi Baker's, How to Play Bebop vol 1,2,3, da studiare con un buon insegnante e ascoltando un mare di dischi ! ciao e buona musica.

Re: Improvvisazioni jazz
Inviato da: vikinga
Data: 10 gennaio 2005, 18:17

Gentile Francesco C, io mi rendo conto che chi ha molto talento certe cose le fa d’istinto. Voglio dire che a te, probabilmente, nessuno ha detto come e cosa fare, ma avrai semplicemente fatto. E’ senz’altro giusto far presente l’effettiva (in)utilità di un testo, se si vuole imparare ad improvvisare. Mettere in atto gli altri due consigli, invece, mi sembra un po’ più complicato.
Cosa dovrebbe ascoltare un ragazzino che desidera avvicinarsi a questa musica? Tutto indistintamente? Esistono interpreti, dal punto di vista “didattico”, più efficaci di altri? Per chi desideri addentrarsi nel mondo del jazz ma non sa da dove cominciare, è difficile riuscire, secondo me, a orientarsi e a selezionare gli ascolti. Certo, uno può anche leggersi una storia del jazz, ma non credo che servirebbe più di tanto. Forse mi sbaglio, ma l’ascolto di un determinato tipo di musica allo scopo di impararne le tecniche dovrebbe essere, almeno all’inizio, guidato da una persona esperta.
Però: come si contatta un buon insegnante, da cosa lo si riconosce? Io stessa, pur essendo diplomata in pf. ma digiuna della materia in questione, avrei delle difficoltà a valutarne la qualità. I parametri che utilizzo di solito nel campo classico mi servirebbero a poco. Come si possono “limitare i danni” nella scelta di un insegnante di jazz, se perfino i conservatori hanno i loro problemi nel reclutare docenti adeguati?
Scusa la banalità delle domande.

Cari saluti,
v.



Messaggio modificato (10-01-05 18:38)

Re: Improvvisazioni jazz
Inviato da: Riccardo
Data: 10 gennaio 2005, 23:43

mi permetto di intervenire anche se i quesiti posti da vikinga sono per Francesco, ma vorrei portare il mio pensiero sull'argomento dal punto di vista di pianista classico e non sicuramente jazz...forse diro delle banalità e mi scuso fin da adesso con Francesco e tutti gli esperti del campo jazz in "ascolto" ...trovo una sostanziale differenza a parità di talento tra il grande maestro\pianista classico ed il grande pianista\maestro jazz...il primo si è formato studiando tutti i segreti di una tastiera e delle composizioni scritte per essa con svariati maestri perchè la cultura musicale classica prevedeva la formazione di discepoli da sempre...il secondo si è formato ascoltando e suonando assieme ai grandi esecutori ai loro colleghi nei night club, nei bar di New york Cicago ecc... Oscar Peterson è stato quello che è stato per quello che ha ascoltato e condiviso suonato sul palco e non a lezione da Art tatum che gli spiegava il rilassamento della mano sinistra quando si fanno le ottave...darei una mia personale definizione per spiegare la differenza tra musica classica ed il jazz...la prima si impara la seconda si intuisce, nessuna delle due esclude o sminuisce l'altra...sono due discipline parallele, due pensieri simili ma di respiro differente, il jazz è l'esasperazione della differenza tra il primo movimento di un concerto classico e la sua cadenza, di un tema e le sue variazioni di un tema di una fuga e la fuga stessa...


Re: Improvvisazioni jazz
Inviato da: Francesco C
Data: 11 gennaio 2005, 16:34

Come ci si avvicina al jazz? Racconto la mia esperienza in tre parole. Fin da piccolo ho avuto particolari attitudini all'improvvisazione. Dopo una giornata con una tastiera elettronica (avevo 6 anni) scoprii come funzionava la scala cromatica, riuscendo a suonare qualunque tema ad aorecchio. Poi iniziai a studiare musica classica e nonostante i miei vecchi insegnanti cercassero in tutti i modo di ostacolare la mia tendenza ad armonizzare, imnprovvisare, insiomma a suonare ad orecchio, io lo facevo comunque a loro insaputa. Comunque non conoscevo il linguaggio jazzistico e le mie attitudini allo sviluppo melodico/armonico si limitavano alla capacità di riuscire a trasportare le sonatine di Clementi in tutte le tonalità. verso la fine del percorso nel conservatorio, mio zio (appena diplomato alla Berklee) tornò in Italia e mi introdusse nel mondo del jazz. Studiai e suonai con lui per alcuni anni e poi ottenni il diploma di Jazz in conservatorio con uno dei caposcuola di questo genere nel nostro paese: Gerardo Iacoucci. Come si riconosce un buon insegnante di jazz? Non lo si riconosce. Bisogna affidarsi alla competenza di musicisti che godano di una certa fama nell'ambiente e ascoltare qualunque stile di jazz. Questa musica è come una lingua straniera: non s'impara solo sui libri, ma bisogna parlarla con chi è madrelingua. Tengo a sottolineare anche quest'aspetto. Il jazzista moderno non può esimersi dall'approfondire la propria cultura affrontanfo studi classici. Per una questione di suono, di contaminazione dei linguaggi e per ricercare la raffinatezza espressiva per eseguire le proprie musiche. I jazzisti di oggi possiedono tutti una tecnica micidiale, segno che l'attitudine ad esprimersi attraverso questa musica non è assolutamente e solamente un dono "divino" ma è la conseguenza di studi veramente pesanti, che a confronto l'impegno profuso per ottenere un diploma in conservatorio, diventa quasi irrisorio. Non voglio dire che i jazzisti siano più bravi dei classici, ci mancherebbe altro, ma è importante ribadire che per imparare ad improvvisare significa entrare in un discorso profondamente artistico, frutto di una continua ricerca di materiali e spunti nuovi, che non ha nulla da invidiare alla musica classica per impegno e dedizione.

Re: Improvvisazioni jazz
Inviato da: ku
Data: 18 gennaio 2005, 15:02

ragazzi io penso che per avvicinarsi al jazz l'unica sia suonarlo, ascoltarlo!
e penso che quello che abbia detto riccardo, con tutto il rispetto che ho per la musica classica, sia un autentica baggianata!per parlare del jazz lo devi conoscere e saper suonare!(come anche la musica classica come giustamente ha detto Francesco C.)
puoi inoltre provare a cantare soli e suonarli!cmq un buon maestro è necessario!
in bocca al lupo
ku

Re: Improvvisazioni jazz
Inviato da: Riccardo
Data: 18 gennaio 2005, 21:45

secondo il mio modesto parere caro ku devi capire ciò che leggi...ammesso e concesso che tu sappia leggere...il tuo intervento offensivo e arrogante nei confronti di una semplice opinione che può essere condivisa oppure no, evidenzia solamente la tua ristretta capacità mentale che non credo ti possa aiutare ne a capire la musica classica ne il jazz e nemmeno come ci si comporta in un forum.

tanti saluti ku


Re: Improvvisazioni jazz
Inviato da: luca
Data: 18 gennaio 2005, 22:22

Parliamo di scuole.
Anch'io dopo il diploma di conservatorio ha faticato a chiedere consigli a piu' persone possibili su dove andare a farmi guidare per suonare questo tipo di musica,che mi intrippa.
Son finito in una scuola di una grande città ,che comunque non citero',piena di grandi musicisti,(sboroni e fighetti)che come insegnanti non valgono,perchè non ti sanno rendere conto di quello che fanno\suonano.
Buttano degli"spunti",per dire una cosa prima la dicono in inglese e poi se possibile in italiano nel modo piu' complicato possibile.
Usano termini della teoria musicale a caso,poi passo io per @#$%&...
Pero' suonano da Dio...
Non pigliatemi per il "classico"che ce l'ha coi jazzisti in generale,perchè non è cosi' li stimo e voglio da chi lo sa i nomi di scuole valide,o di corsi di conservatorio validi ,diciamo in lombardia o a distanze ragionevoli.
Grazie.
(Mi è stato buttata li' da un amico l'ipotesi USA,è fattibile?qualcuno l'ha fatta?)
Grazie.

Re: Improvvisazioni jazz
Inviato da: Francesco C
Data: 19 gennaio 2005, 14:07

Sai Luca, sia in ambiente classico che jazzistico, un bravo musicista non è necessariamente un buon insegnante. Credo però, che un pessimo musicista non possa essere un valido docente. Io suono e insegno Jazz da diversi anni e ti assicuro che insegnare jazz è un po' più complicato che insegnare la classica. Nel linguaggio jazzistico, oltre che una ottima base classica, è necessario avere una marcia in più, o meglio un particolare cromosoma, senza il quale, anche con il miglior insegnante, i risultato non arriva. C'è bisogno anche di tanto ascolto perchè il Jazz è un punto di vista, una lingua. Tieni presente che i più grandi musicisti della storia erano anche grandi improvvisatori. Sebbene essi si esprimessero attraverso il loro linguaggio, l'atteggiamento che avevano nei confronti della musica, era lo stesso che abbiamo noi jazzisti. Tornando ai musicisti che non sanno insegnare jazz, non voglio dar loro contro con tutta la forza, perchè l'insegnamento del jazz, ad un certo punto, ha un limite. Io imparo, ad esempio, andando a sentire i concerti. In questo modo faccio mio un certo tipo di fraseggio, un atteggiamento stilistico dell'esecutore, una frase stessa. ogni volta che ascolto un collega che suona, in pratica trascrivo mentalmente quello che lui suona, cercando di capirne il senso e la fonte dalla quale proviene un'idea. Vorrei sottolineare che il jazz non s'impara solo sui libri. Le tecniche fondamentali d'improvvisazione s'imparano da qualunque insegnante minimamente preparato. Il resto, purtroppo o per fortuna, si apperende da soli. Io insegno anche arrangiamento per big band e mi avvalgo delle tecniche compositive per questo organico, per insegnare il modo di sviluppare il concetto pianistico del jazz o vari linguaggi inerenti l'improvvisazione, che valgono per qualsiasi strumentista. Trovati un bravo insegnante/musicista, che segua un metodo scientifico e progressivo e soprattutto, non pretendere di ottenere risultati inportanti da un giorno all'altro: rimarresti deluso, a meno che tu non abbia il talento di Keith Jarrett. Per la cronaca, ho diversi allievi diplomati in conservatorio con il massimo dei voti e ti assicuro che quando si inizia a parlare d'improvvisazione, armonia, ritmo ecc., la maggior parte di loro va nel pallone. Già suonare la scala di do maggiore con il metronomo in levare per molti è un'impresa ardua. Non ti voglio scoraggiare, ma la strada è lunga e faticosa prima di cominciare a capirci qualcosa. L'importante è mettersi l'animo in pace e studiare seriamente.

Buon studio



Messaggio modificato (19-01-05 14:12)

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