Edumus Forum » Musica Jazz
Interpreti, compositori, discografia e tutto ciò che riguarda la musica jazz.
Re: E' giusto insegnare il jazz????
Inviato da:
Carlos
Data: 19 settembre 2007, 08:45
Io lo ho già chiesto una volta e ci riprovo, chissà, magari mi va meglio:
cari bluenote e bill,
voi cosa suonate (se suonate)?
voi dove suonate (se suonate)?
voi dove insegnate (se insegnate)?
in pratica, voi cosa fate e su quale esperienza basate le vostre
affermazioni così drastiche nei confronti della didattica?
È una curiosità che penso non sia solo mia e che trovo onestamente
legittima.
Messaggio modificato il giorno 19/09/2007, 08:46
cari bluenote e bill,
voi cosa suonate (se suonate)?
voi dove suonate (se suonate)?
voi dove insegnate (se insegnate)?
in pratica, voi cosa fate e su quale esperienza basate le vostre
affermazioni così drastiche nei confronti della didattica?
È una curiosità che penso non sia solo mia e che trovo onestamente
legittima.
Messaggio modificato il giorno 19/09/2007, 08:46
Re: E' giusto insegnare il jazz????
Inviato da:
Lingala
Data: 19 settembre 2007, 12:12
cleveland Ha scritto:
-------------------------------------------------------
> Ma Lingala .... io col cervello sto in pace. Ho
> sempre e solo scritto che per insegnare musica
> jazz il ruolo dell'insegnante deve essere diverso
> da quello che abitualmente conosciamo.
Quale conosciamo? Io conosco insegnanti validissimi. Con chi hai avuto a che fare tu?
Mi tratti
> come un dilettante demente che scrive la prima
> cretinata che gli viene in mente. Magari vedi, per
> insegnare questa non è la forma mentis giusta.
> Proprio nel rispetto del prossimo e dalle opinioni
> diverse nasce anche il rispetto per l'allievo e
> per le sue peculiarità, per la sua personalità
> musicale.
Ma chi ti dice che un insegnante di jazz non sia rispettoso della psicologia di un allievo?
Se non si hanno queste basi umane è
> difficile potere insegnare cose che vanno al di là
> della nozione. Quando dico che per insegnare ci
> vuole un approccio diverso alla vita, alla musica,
> al rispetto del prossimo mi riferisco a questo.
Quale approccio? Quale??? Ancora non spieghi nulla di preciso e concreto. Solo filosofia astratta.
> Ribadisco che se insegnare jazz vuol dire solo
> fornire all'allievo un pò di scale, linguaggi e
> fraseggi di altri, è un limite grande che diventa
> una gabbia.
Ci vuoi spiegare come insegni jazz tu, se lo fai? O come te lo hanno insegnato, se sei stato a lezione da qualcuno???
Quelle nozioni sono solo l'inizio di
> un percorso da fare compiere all'allievo. Per
> copiare un pò di scale e di linguaggi non c'è
> bisogno di andare a scuola e tanto meno di pagare
> un insegnante.
Quaesto lo dici tu ed è la prova che tu non hai studiato.
Il supporto dell'insegnante è
> fondamentale per avere una persona d'esperienza
> che riesce a comprendere l'allievo e a fargli
> sviluppare un suo percorso creativo e artistico
> sfruttando al massimo le sue attitudini musicali.
Ripeto: spiegaci nel pratico COME!
> Per fare questo ci vuole umiltà, disponibilità,
> passione, capacità e un grande rispetto per il
> prossimo (che in questo caso è l'allievo).
Ci vuole umiltà nel parlare di ciò che si sa e non di aria fritta.
IO ho esperienza di studio (15 anni in conservatorio) più seminari vari con nomi illustri, esperienza concertistica ventennale e altrettanta d'insegnamento.
-------------------------------------------------------
> Ma Lingala .... io col cervello sto in pace. Ho
> sempre e solo scritto che per insegnare musica
> jazz il ruolo dell'insegnante deve essere diverso
> da quello che abitualmente conosciamo.
Quale conosciamo? Io conosco insegnanti validissimi. Con chi hai avuto a che fare tu?
Mi tratti
> come un dilettante demente che scrive la prima
> cretinata che gli viene in mente. Magari vedi, per
> insegnare questa non è la forma mentis giusta.
> Proprio nel rispetto del prossimo e dalle opinioni
> diverse nasce anche il rispetto per l'allievo e
> per le sue peculiarità, per la sua personalità
> musicale.
Ma chi ti dice che un insegnante di jazz non sia rispettoso della psicologia di un allievo?
Se non si hanno queste basi umane è
> difficile potere insegnare cose che vanno al di là
> della nozione. Quando dico che per insegnare ci
> vuole un approccio diverso alla vita, alla musica,
> al rispetto del prossimo mi riferisco a questo.
Quale approccio? Quale??? Ancora non spieghi nulla di preciso e concreto. Solo filosofia astratta.
> Ribadisco che se insegnare jazz vuol dire solo
> fornire all'allievo un pò di scale, linguaggi e
> fraseggi di altri, è un limite grande che diventa
> una gabbia.
Ci vuoi spiegare come insegni jazz tu, se lo fai? O come te lo hanno insegnato, se sei stato a lezione da qualcuno???
Quelle nozioni sono solo l'inizio di
> un percorso da fare compiere all'allievo. Per
> copiare un pò di scale e di linguaggi non c'è
> bisogno di andare a scuola e tanto meno di pagare
> un insegnante.
Quaesto lo dici tu ed è la prova che tu non hai studiato.
Il supporto dell'insegnante è
> fondamentale per avere una persona d'esperienza
> che riesce a comprendere l'allievo e a fargli
> sviluppare un suo percorso creativo e artistico
> sfruttando al massimo le sue attitudini musicali.
Ripeto: spiegaci nel pratico COME!
> Per fare questo ci vuole umiltà, disponibilità,
> passione, capacità e un grande rispetto per il
> prossimo (che in questo caso è l'allievo).
Ci vuole umiltà nel parlare di ciò che si sa e non di aria fritta.
IO ho esperienza di studio (15 anni in conservatorio) più seminari vari con nomi illustri, esperienza concertistica ventennale e altrettanta d'insegnamento.
Re: E' giusto insegnare il jazz????
Inviato da:
turnaround
Data: 19 settembre 2007, 14:41
cleveland Ha scritto:
-------------------------------------------------------
> [...] Proprio nel rispetto del prossimo e dalle opinioni
> diverse nasce anche il rispetto per l'allievo e
> per le sue peculiarità, per la sua personalità
> musicale. Se non si hanno queste basi umane è
> difficile potere insegnare cose che vanno al di là
> della nozione. Quando dico che per insegnare ci
> vuole un approccio diverso alla vita, alla musica,
> al rispetto del prossimo mi riferisco a questo.
[...] Il supporto dell'insegnante è
> fondamentale per avere una persona d'esperienza
> che riesce a comprendere l'allievo e a fargli
> sviluppare un suo percorso creativo e artistico
> sfruttando al massimo le sue attitudini musicali.
> Per fare questo ci vuole umiltà, disponibilità,
> passione, capacità e un grande rispetto per il
> prossimo (che in questo caso è l'allievo).
Umiltà... disponibilità... rispetto per il prossimo...
A tal proposito riporto fedelmente alcuni estratti dei suoi interventi in questo forum:
- […] Ho sentito tanti di quei caproni tecnicamente validi...
- […] I jazzisti di cui mi dici hanno fatto la loro scelta magari dopo avere fatto il primo tentativo verso l'arte. Ora sono quanto di peggio la musica jazz poteva esprimere, ne sono l'antitesi concettuale e spirituale e al tempo stesso ne sono la ridicolizzazione... (qui è riferito agli insegnanti)
- […] Le vostre regole son finite nel pentolone e le vostre quinte l'abbian ritrovate...erano nascoste sotto il sedere del docente nostro maestro apparente e puzzolente...
- […] Ho appena affrontato in un altro post una discussione con un insegnate sul modo di impostare un allievo che vuole fare musica jazz o classica. La questione era specifica sul sax. Sono allucinato. Ho fatto leggere i post a due colleghi (sassofonisti tutti e due professionisti) che sono venuti a casa, ancora ridono...
(quell'insegnante ero io... 23 anni di insegnamento...)
- […] Avere tanti "pappagallini" nella musica jazz è molto più aberrante che nella classica. Però purtroppo a questo ci dobbiamo abituare...
- […] Ma fatemi il piacere mi sa che si e no fai qualche serata all'anno e ti devi pure raccomandare per poterla fare... (rivolto ad un professionista con quasi 20 anni di orchestra...)
- […] Chi scrive queste cose è molto più competente di tutti i "cagnaroli" di questo forum..
Ebbene... stando a quello che lei dice a proposito del rispetto e dell'umiltà da applicare nella vita e nell'insegnamento... che conclusioni possiamo trarne?
Saluti.
-------------------------------------------------------
> [...] Proprio nel rispetto del prossimo e dalle opinioni
> diverse nasce anche il rispetto per l'allievo e
> per le sue peculiarità, per la sua personalità
> musicale. Se non si hanno queste basi umane è
> difficile potere insegnare cose che vanno al di là
> della nozione. Quando dico che per insegnare ci
> vuole un approccio diverso alla vita, alla musica,
> al rispetto del prossimo mi riferisco a questo.
[...] Il supporto dell'insegnante è
> fondamentale per avere una persona d'esperienza
> che riesce a comprendere l'allievo e a fargli
> sviluppare un suo percorso creativo e artistico
> sfruttando al massimo le sue attitudini musicali.
> Per fare questo ci vuole umiltà, disponibilità,
> passione, capacità e un grande rispetto per il
> prossimo (che in questo caso è l'allievo).
Umiltà... disponibilità... rispetto per il prossimo...
A tal proposito riporto fedelmente alcuni estratti dei suoi interventi in questo forum:
- […] Ho sentito tanti di quei caproni tecnicamente validi...
- […] I jazzisti di cui mi dici hanno fatto la loro scelta magari dopo avere fatto il primo tentativo verso l'arte. Ora sono quanto di peggio la musica jazz poteva esprimere, ne sono l'antitesi concettuale e spirituale e al tempo stesso ne sono la ridicolizzazione... (qui è riferito agli insegnanti)
- […] Le vostre regole son finite nel pentolone e le vostre quinte l'abbian ritrovate...erano nascoste sotto il sedere del docente nostro maestro apparente e puzzolente...
- […] Ho appena affrontato in un altro post una discussione con un insegnate sul modo di impostare un allievo che vuole fare musica jazz o classica. La questione era specifica sul sax. Sono allucinato. Ho fatto leggere i post a due colleghi (sassofonisti tutti e due professionisti) che sono venuti a casa, ancora ridono...
(quell'insegnante ero io... 23 anni di insegnamento...)
- […] Avere tanti "pappagallini" nella musica jazz è molto più aberrante che nella classica. Però purtroppo a questo ci dobbiamo abituare...
- […] Ma fatemi il piacere mi sa che si e no fai qualche serata all'anno e ti devi pure raccomandare per poterla fare... (rivolto ad un professionista con quasi 20 anni di orchestra...)
- […] Chi scrive queste cose è molto più competente di tutti i "cagnaroli" di questo forum..
Ebbene... stando a quello che lei dice a proposito del rispetto e dell'umiltà da applicare nella vita e nell'insegnamento... che conclusioni possiamo trarne?
Saluti.
Re: E' giusto insegnare il jazz????
Inviato da:
Rashan
Data: 19 settembre 2007, 17:24
cleveland Ha scritto:
-------------------------------------------------------
> ..............................................................Per
> copiare un pò di scale e di linguaggi non c'è
> bisogno di andare a scuola e tanto meno di pagare
> un insegnante. Il supporto dell'insegnante è
> fondamentale per avere una persona d'esperienza
> che riesce a comprendere l'allievo e a fargli
> sviluppare un suo percorso creativo e artistico
> sfruttando al massimo le sue attitudini musicali.
> Per fare questo ci vuole umiltà, disponibilità,
> passione, capacità e un grande rispetto per il
> prossimo (che in questo caso è l'allievo).
Complimenti Cleveland! Apprezzo questo tuo voler insistere sull’aspetto che a mio parere e della maggior parte dei jazzisti contemporanei è fondamentale, ci vuole tanto a capirlo?
Il problema è metterlo in pratica che fa la differenza tra dei mediocri ed eccellenti insegnanti.
Conoscete Olmstead? Lui insegna nel modo che io e Cleveland predichiamo da giorni, un breve ma prolifico aggiornamento vi farebbe senz’altro molto bene e vi farebbe aprire gli occhi su molti aspetti dell’insegnamento jazz che pare evidente non riuscite proprio a notare. Non ve ne do colpa, solo dispiacere per gli ignari studenti che continueranno a perdere tempo.
Al giochino “fatti una domanda e datti una risposta”, aggiungo: Tutti possono insegnare jazz? La risposta è NO! Le vostre risposte lo dimostrano.
Oltre alle caratteristiche individuate ne manca una, la più importante, la ricerca, ma gli anni ’50-’60 non vi hanno insegnato proprio nulla?. Basta con il voler insegnare il jazz con la mentalità preistorica del conservatorio, la musica non s’impara ripetendo tutto come dei pappagalli. Il jazz è arte, i robot hanno vita breve, ripetitiva e noiosa. Poi ci si lamenta che in Italia c’è crisi musicale. Questi sono i frutti del vostro lavoro inutile, dovete prendervela con voi stessi, e non cercate le cause magari nell’ignoranza delle persone, l’ignoranza è di chi la musica la insegna nel modo sbagliato e crea modelli stereotipati.
Se una persona è aritmica e vuole imparare il jazz è saggio e doveroso da parte di un insegnate serio e preparato dirgli di fare altro, senza fargli spendere soldi inutilmente, sempre che questo non sia il fine. I dati si inseriscono nei computer, non nelle persone, vi manca profondamente l’aspetto umano.
Ciao
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> ..............................................................Per
> copiare un pò di scale e di linguaggi non c'è
> bisogno di andare a scuola e tanto meno di pagare
> un insegnante. Il supporto dell'insegnante è
> fondamentale per avere una persona d'esperienza
> che riesce a comprendere l'allievo e a fargli
> sviluppare un suo percorso creativo e artistico
> sfruttando al massimo le sue attitudini musicali.
> Per fare questo ci vuole umiltà, disponibilità,
> passione, capacità e un grande rispetto per il
> prossimo (che in questo caso è l'allievo).
Complimenti Cleveland! Apprezzo questo tuo voler insistere sull’aspetto che a mio parere e della maggior parte dei jazzisti contemporanei è fondamentale, ci vuole tanto a capirlo?
Il problema è metterlo in pratica che fa la differenza tra dei mediocri ed eccellenti insegnanti.
Conoscete Olmstead? Lui insegna nel modo che io e Cleveland predichiamo da giorni, un breve ma prolifico aggiornamento vi farebbe senz’altro molto bene e vi farebbe aprire gli occhi su molti aspetti dell’insegnamento jazz che pare evidente non riuscite proprio a notare. Non ve ne do colpa, solo dispiacere per gli ignari studenti che continueranno a perdere tempo.
Al giochino “fatti una domanda e datti una risposta”, aggiungo: Tutti possono insegnare jazz? La risposta è NO! Le vostre risposte lo dimostrano.
Oltre alle caratteristiche individuate ne manca una, la più importante, la ricerca, ma gli anni ’50-’60 non vi hanno insegnato proprio nulla?. Basta con il voler insegnare il jazz con la mentalità preistorica del conservatorio, la musica non s’impara ripetendo tutto come dei pappagalli. Il jazz è arte, i robot hanno vita breve, ripetitiva e noiosa. Poi ci si lamenta che in Italia c’è crisi musicale. Questi sono i frutti del vostro lavoro inutile, dovete prendervela con voi stessi, e non cercate le cause magari nell’ignoranza delle persone, l’ignoranza è di chi la musica la insegna nel modo sbagliato e crea modelli stereotipati.
Se una persona è aritmica e vuole imparare il jazz è saggio e doveroso da parte di un insegnate serio e preparato dirgli di fare altro, senza fargli spendere soldi inutilmente, sempre che questo non sia il fine. I dati si inseriscono nei computer, non nelle persone, vi manca profondamente l’aspetto umano.
Ciao
Re: E' giusto insegnare il jazz????
Inviato da:
geppino12575
Data: 19 settembre 2007, 17:52
Carlos Ha scritto:
-------------------------------------------------------
> Io lo ho già chiesto una volta e ci riprovo,
> chissà, magari mi va meglio:
> cari bluenote e bill,
> voi cosa suonate (se suonate)?
> voi dove suonate (se suonate)?
> voi dove insegnate (se insegnate)?
> in pratica, voi cosa fate e su quale esperienza
> basate le vostre
> affermazioni così drastiche nei confronti della
> didattica?
> È una curiosità che penso non sia solo mia e che
> trovo onestamente
> legittima.
In realtà la vera domanda è questa.....solo che non si può farla altrimenti qualcuno si offende, finchè si parla di aria fritta siamo tutti sullo stesso livello, ma all'atto pratico, voi dove suonate? Invitateci ai vostri concerti, così possiamo farci un'idea di come le vostre teorie si tramutino in musica.
Per chi volesse replicare chiedendo dove suono io, vi accontento subito: domani, giovedì 20/9 Grottaminarda (Av o forse Bn, non ricordo bene, scusatemi) duo piano & sax, venerdì 21 Nola (Na), mi hanno invitato, sarà una serata di improvvisazione, sabato 22 Bisceglie con il gruppo dei Cimarosa, musica classica napoletana, domenica 23 Mondragone (Ce) sempre con i Cimarosa, e mi fermo qui per non diventare noioso.
Messaggio modificato il giorno 19/09/2007, 17:56
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> Io lo ho già chiesto una volta e ci riprovo,
> chissà, magari mi va meglio:
> cari bluenote e bill,
> voi cosa suonate (se suonate)?
> voi dove suonate (se suonate)?
> voi dove insegnate (se insegnate)?
> in pratica, voi cosa fate e su quale esperienza
> basate le vostre
> affermazioni così drastiche nei confronti della
> didattica?
> È una curiosità che penso non sia solo mia e che
> trovo onestamente
> legittima.
In realtà la vera domanda è questa.....solo che non si può farla altrimenti qualcuno si offende, finchè si parla di aria fritta siamo tutti sullo stesso livello, ma all'atto pratico, voi dove suonate? Invitateci ai vostri concerti, così possiamo farci un'idea di come le vostre teorie si tramutino in musica.
Per chi volesse replicare chiedendo dove suono io, vi accontento subito: domani, giovedì 20/9 Grottaminarda (Av o forse Bn, non ricordo bene, scusatemi) duo piano & sax, venerdì 21 Nola (Na), mi hanno invitato, sarà una serata di improvvisazione, sabato 22 Bisceglie con il gruppo dei Cimarosa, musica classica napoletana, domenica 23 Mondragone (Ce) sempre con i Cimarosa, e mi fermo qui per non diventare noioso.
Messaggio modificato il giorno 19/09/2007, 17:56
Re: E' giusto insegnare il jazz????
Inviato da:
art tatum?
Data: 19 settembre 2007, 18:42
Per Geppino:
in bocca al lupo
in bocca al lupo
Re: E' giusto insegnare il jazz????
Inviato da:
Lingala
Data: 19 settembre 2007, 18:48
> Complimenti Cleveland! Apprezzo questo tuo voler
> insistere sull’aspetto che a mio parere e della
> maggior parte dei jazzisti contemporanei è
> fondamentale, ci vuole tanto a capirlo?
> Il problema è metterlo in pratica che fa la
> differenza tra dei mediocri ed eccellenti
> insegnanti.
Quando tu avrai studiato e fatto musica come qualche professionista fa qua dentro potrai parlare. Adesso non sei in condizione d'insegnare didattica a nessuno, anche perchè dovresti conoscere personalmente i tuoi interlocutori.
> Conoscete Olmstead? Lui insegna nel modo che io e
> Cleveland predichiamo da giorni, un breve ma
> prolifico aggiornamento vi farebbe senz’altro
> molto bene e vi farebbe aprire gli occhi su molti
> aspetti dell’insegnamento jazz che pare evidente
> non riuscite proprio a notare. Non ve ne do colpa,
> solo dispiacere per gli ignari studenti che
> continueranno a perdere tempo.
I miei allievi perdono tempo? Strano, suonano quasi tutti e svolgono la professione. Tu hai allievi? Sei mai stato allievo di qualcuno? Io suono con docenti della Berklee, con cui ho approfondito la didattica del jazz. Sono dei poveri deficenti e tu un illuminato? Ma fammi il piacere!
>
> Al giochino “fatti una domanda e datti una
> risposta”, aggiungo: Tutti possono insegnare jazz?
> La risposta è NO! Le vostre risposte lo
> dimostrano.
E' vero, non tutti possono insegnare jazz. Qualcuno nemmeno è grado di parlarne. E tu sei uno di questi. Fino ad ora hai solo parlato di aria fritta.
>
> Oltre alle caratteristiche individuate ne manca
> una, la più importante, la ricerca, ma gli anni
> ’50-’60 non vi hanno insegnato proprio nulla?.
> Basta con il voler insegnare il jazz con la
> mentalità preistorica del conservatorio,
Ma cosa cavolo ne sai di come i tuoi interlocutori insegnano jazz. Non c'è una ricetta unica, mettitelo in testa. I percorsi didattici si devono cucire addosso gli allievi, trane che a quelli come te, con i quali non credo ci siano speranze. La prima dote di un musicista dovrebbe essere l'umiltà e tu ne sei privo. Sei ignorante e pretendi di dispensare il verbo.
la musica
> non s’impara ripetendo tutto come dei pappagalli.
> Il jazz è arte, i robot hanno vita breve,
> ripetitiva e noiosa.
Ma sto parlando con il nuovo Miles Davis o con chi?
Poi ci si lamenta che in
> Italia c’è crisi musicale. Questi sono i frutti
> del vostro lavoro inutile, dovete prendervela con
> voi stessi, e non cercate le cause magari
> nell’ignoranza delle persone, l’ignoranza è di chi
> la musica la insegna nel modo sbagliato e crea
> modelli stereotipati.
Vuoi farla finita di sparare nel mucchio? Abbiamo capito che sei un ragazzino inesperto, ma basta, per favore...
>
> Se una persona è aritmica e vuole imparare il jazz
> è saggio e doveroso da parte di un insegnate serio
> e preparato dirgli di fare altro, senza fargli
> spendere soldi inutilmente, sempre che questo non
> sia il fine.
Ma sai leggere o no? Non la musica, ma la lingua utaliana. TI pare che qualcuno abbia scritto che una persona a-ritmica geneticamente possa suonare jazz? Accendi il cervello proma di scrivere stupidaggini.
I dati si inseriscono nei computer,
> non nelle persone, vi manca profondamente
> l’aspetto umano.
Anche questa è una tua deduzione. I miei allievi non la pensano come te. Ti direi di chiedere in giro ma non ho bisogno di scrivere il mio curriculum bitae per farmi pubblicità
Tu piuttosto, sembra che voglia dimostrare di essere qualcuno scrivendo luoghi comuni e stupidaggini. Studia e suona, se sei ingrado. E forse tra vent'anni sarai all'altezza di questa discussione che sarebbe seria e costruttiva senza personaggi come te che amalapena conoscono la differenza tra una triade maggiore e una munire.
Non so se sei più ridicolo o penoso.
> insistere sull’aspetto che a mio parere e della
> maggior parte dei jazzisti contemporanei è
> fondamentale, ci vuole tanto a capirlo?
> Il problema è metterlo in pratica che fa la
> differenza tra dei mediocri ed eccellenti
> insegnanti.
Quando tu avrai studiato e fatto musica come qualche professionista fa qua dentro potrai parlare. Adesso non sei in condizione d'insegnare didattica a nessuno, anche perchè dovresti conoscere personalmente i tuoi interlocutori.
> Conoscete Olmstead? Lui insegna nel modo che io e
> Cleveland predichiamo da giorni, un breve ma
> prolifico aggiornamento vi farebbe senz’altro
> molto bene e vi farebbe aprire gli occhi su molti
> aspetti dell’insegnamento jazz che pare evidente
> non riuscite proprio a notare. Non ve ne do colpa,
> solo dispiacere per gli ignari studenti che
> continueranno a perdere tempo.
I miei allievi perdono tempo? Strano, suonano quasi tutti e svolgono la professione. Tu hai allievi? Sei mai stato allievo di qualcuno? Io suono con docenti della Berklee, con cui ho approfondito la didattica del jazz. Sono dei poveri deficenti e tu un illuminato? Ma fammi il piacere!
>
> Al giochino “fatti una domanda e datti una
> risposta”, aggiungo: Tutti possono insegnare jazz?
> La risposta è NO! Le vostre risposte lo
> dimostrano.
E' vero, non tutti possono insegnare jazz. Qualcuno nemmeno è grado di parlarne. E tu sei uno di questi. Fino ad ora hai solo parlato di aria fritta.
>
> Oltre alle caratteristiche individuate ne manca
> una, la più importante, la ricerca, ma gli anni
> ’50-’60 non vi hanno insegnato proprio nulla?.
> Basta con il voler insegnare il jazz con la
> mentalità preistorica del conservatorio,
Ma cosa cavolo ne sai di come i tuoi interlocutori insegnano jazz. Non c'è una ricetta unica, mettitelo in testa. I percorsi didattici si devono cucire addosso gli allievi, trane che a quelli come te, con i quali non credo ci siano speranze. La prima dote di un musicista dovrebbe essere l'umiltà e tu ne sei privo. Sei ignorante e pretendi di dispensare il verbo.
la musica
> non s’impara ripetendo tutto come dei pappagalli.
> Il jazz è arte, i robot hanno vita breve,
> ripetitiva e noiosa.
Ma sto parlando con il nuovo Miles Davis o con chi?
Poi ci si lamenta che in
> Italia c’è crisi musicale. Questi sono i frutti
> del vostro lavoro inutile, dovete prendervela con
> voi stessi, e non cercate le cause magari
> nell’ignoranza delle persone, l’ignoranza è di chi
> la musica la insegna nel modo sbagliato e crea
> modelli stereotipati.
Vuoi farla finita di sparare nel mucchio? Abbiamo capito che sei un ragazzino inesperto, ma basta, per favore...
>
> Se una persona è aritmica e vuole imparare il jazz
> è saggio e doveroso da parte di un insegnate serio
> e preparato dirgli di fare altro, senza fargli
> spendere soldi inutilmente, sempre che questo non
> sia il fine.
Ma sai leggere o no? Non la musica, ma la lingua utaliana. TI pare che qualcuno abbia scritto che una persona a-ritmica geneticamente possa suonare jazz? Accendi il cervello proma di scrivere stupidaggini.
I dati si inseriscono nei computer,
> non nelle persone, vi manca profondamente
> l’aspetto umano.
Anche questa è una tua deduzione. I miei allievi non la pensano come te. Ti direi di chiedere in giro ma non ho bisogno di scrivere il mio curriculum bitae per farmi pubblicità
Tu piuttosto, sembra che voglia dimostrare di essere qualcuno scrivendo luoghi comuni e stupidaggini. Studia e suona, se sei ingrado. E forse tra vent'anni sarai all'altezza di questa discussione che sarebbe seria e costruttiva senza personaggi come te che amalapena conoscono la differenza tra una triade maggiore e una munire.
Non so se sei più ridicolo o penoso.
Re: E' giusto insegnare il jazz????
Inviato da:
turnaround
Data: 19 settembre 2007, 20:02
Rashan Ha scritto:
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> Complimenti Cleveland! Apprezzo questo tuo voler
> insistere sull’aspetto che a mio parere e della
> maggior parte dei jazzisti contemporanei è
> fondamentale, ci vuole tanto a capirlo?
> Il problema è metterlo in pratica che fa la
> differenza tra dei mediocri ed eccellenti
> insegnanti.
Cosa apprezza mi scusi... l'aspetto dell'umiltà???
> Conoscete Olmstead? Lui insegna nel modo che io e
> Cleveland predichiamo da giorni, un breve ma
> prolifico aggiornamento vi farebbe senz’altro
> molto bene e vi farebbe aprire gli occhi su molti
> aspetti dell’insegnamento jazz che pare evidente
> non riuscite proprio a notare. Non ve ne do colpa,
> solo dispiacere per gli ignari studenti che
> continueranno a perdere tempo.
Finalmente abbiamo un nome! E' già qualcosa... Non essendo pianista non ne so molto, e quindi chiedo a degli amici pianisti, non vedo tutta questa innovazione, vi sono analisi, scale, ripasso degli accordi, ripasso degli stili ecc... l'idea non mi pare quella di un percorso alternativo.
Quindi, dove sta tutto quello che lei e cleveland predicate da giorni?
Ricordo che mesi fa chiesi una traccia di percorso alternativo, anche qui cerchiamo di capirci; non ho detto un programma didattico, ho detto una semplice traccia del vostro programma alternativo, e non la chiesi una volta, e non la chiesi a uno solo, iniziai a chiederla sei mesi fa.... sto ancora spettando ora, per favore qualcuno me la potrebbe fornire? Me la potrebbe fornire lei?
Cerchiamo per una volta di non discutere di aria fritta ma su qualcosa di concreto?
Cerchiamo per una volta di non parlare per luoghi comuni e mettere qualche dato reale sul tavolo?
Sono mesi che aspetto, fino ad ora, dopo centinaia di interventi inutili, di specifico è saltato fuori solo un nome che tra l'altro non dice niente di nuovo, non vi sembra un pò poco?
Grazie.
Messaggio modificato il giorno 19/09/2007, 20:04
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> Complimenti Cleveland! Apprezzo questo tuo voler
> insistere sull’aspetto che a mio parere e della
> maggior parte dei jazzisti contemporanei è
> fondamentale, ci vuole tanto a capirlo?
> Il problema è metterlo in pratica che fa la
> differenza tra dei mediocri ed eccellenti
> insegnanti.
Cosa apprezza mi scusi... l'aspetto dell'umiltà???
> Conoscete Olmstead? Lui insegna nel modo che io e
> Cleveland predichiamo da giorni, un breve ma
> prolifico aggiornamento vi farebbe senz’altro
> molto bene e vi farebbe aprire gli occhi su molti
> aspetti dell’insegnamento jazz che pare evidente
> non riuscite proprio a notare. Non ve ne do colpa,
> solo dispiacere per gli ignari studenti che
> continueranno a perdere tempo.
Finalmente abbiamo un nome! E' già qualcosa... Non essendo pianista non ne so molto, e quindi chiedo a degli amici pianisti, non vedo tutta questa innovazione, vi sono analisi, scale, ripasso degli accordi, ripasso degli stili ecc... l'idea non mi pare quella di un percorso alternativo.
Quindi, dove sta tutto quello che lei e cleveland predicate da giorni?
Ricordo che mesi fa chiesi una traccia di percorso alternativo, anche qui cerchiamo di capirci; non ho detto un programma didattico, ho detto una semplice traccia del vostro programma alternativo, e non la chiesi una volta, e non la chiesi a uno solo, iniziai a chiederla sei mesi fa.... sto ancora spettando ora, per favore qualcuno me la potrebbe fornire? Me la potrebbe fornire lei?
Cerchiamo per una volta di non discutere di aria fritta ma su qualcosa di concreto?
Cerchiamo per una volta di non parlare per luoghi comuni e mettere qualche dato reale sul tavolo?
Sono mesi che aspetto, fino ad ora, dopo centinaia di interventi inutili, di specifico è saltato fuori solo un nome che tra l'altro non dice niente di nuovo, non vi sembra un pò poco?
Grazie.
Messaggio modificato il giorno 19/09/2007, 20:04
Re: E' giusto insegnare il jazz????
Inviato da:
Carlos
Data: 19 settembre 2007, 20:11
Vedo che quando c'è da mettere le carte in tavola
si fa finta di non vedere...
Carlos Ha scritto:
-------------------------------------------------------
> Io lo ho già chiesto una volta e ci riprovo,
> chissà, magari mi va meglio:
> cari bluenote e bill,
> voi cosa suonate (se suonate)?
> voi dove suonate (se suonate)?
> voi dove insegnate (se insegnate)?
> in pratica, voi cosa fate e su quale esperienza
> basate le vostre
> affermazioni così drastiche nei confronti della
> didattica?
> È una curiosità che penso non sia solo mia e che
> trovo onestamente
> legittima.
si fa finta di non vedere...
Carlos Ha scritto:
-------------------------------------------------------
> Io lo ho già chiesto una volta e ci riprovo,
> chissà, magari mi va meglio:
> cari bluenote e bill,
> voi cosa suonate (se suonate)?
> voi dove suonate (se suonate)?
> voi dove insegnate (se insegnate)?
> in pratica, voi cosa fate e su quale esperienza
> basate le vostre
> affermazioni così drastiche nei confronti della
> didattica?
> È una curiosità che penso non sia solo mia e che
> trovo onestamente
> legittima.
Re: E' giusto insegnare il jazz????
Inviato da:
geppino12575
Data: 19 settembre 2007, 20:52
art tatum? Ha scritto:
-------------------------------------------------------
> Per Geppino:
>
> in bocca al lupo
Crepi! In realtà l'in bocca al lupo mi serve più che per queste serate, per l'oratorio che sto scrivendo, che sarebbe la prova in 15 giorni del diploma di composizione, finora ho scritto 53 battute. Devo consegnarlo il 2 ottobre, speriamo bene. Purtroppo questi concerti mi portano via del tempo prezioso, ma vedrò di conciliare il tutto.....
Sto musicando la storia di Iefte, re d'Israele, che fa il voto al Signore di sacrificargli la prima persona che uscirà da casa sua, se gli farà vincere la battaglia contro i figli di Ammon. Iefte vince, ma la prima persona che esce di casa è la figlia e lui dovrà sacrificarla, che drammone.....
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> Per Geppino:
>
> in bocca al lupo
Crepi! In realtà l'in bocca al lupo mi serve più che per queste serate, per l'oratorio che sto scrivendo, che sarebbe la prova in 15 giorni del diploma di composizione, finora ho scritto 53 battute. Devo consegnarlo il 2 ottobre, speriamo bene. Purtroppo questi concerti mi portano via del tempo prezioso, ma vedrò di conciliare il tutto.....
Sto musicando la storia di Iefte, re d'Israele, che fa il voto al Signore di sacrificargli la prima persona che uscirà da casa sua, se gli farà vincere la battaglia contro i figli di Ammon. Iefte vince, ma la prima persona che esce di casa è la figlia e lui dovrà sacrificarla, che drammone.....