Edumus Forum » Musica Jazz
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Re: E' giusto insegnare il jazz????
Inviato da:
bill
Data: 05 luglio 2008, 15:31
Con il carissimoo Lingala non ci si capisce una maz..a!!
Qui se c'è qualcuno che offende lo abbiamo capito chi è?
Non si riesce a capirsi scrivendo....che ne dice di una pizzetta in qualche parte dell' Italia......
Forse a tavola i discorsi prenderebbero una giusta piega.......(forse)????
Io cerco di far capire che l insegnamento in conservatorio del jazz non possano essere redimensionati a soli tre anni per fare un giovane jazzista.
Il concetto per imparare l' improvvisazione non per forza devono iniziare solo dalla conoscenza delle scale ecc... ma per arrivare all' originalità conviene allontanarsi da tutto questo, impiegare queste ultime poche energie per andare alla ricerca personale, interiore, ascoltare troppo, molto studio, conoscenza di sè , esperienza.
Non tutti lo possono fare, esiste una predisposizione oltre lo studio, forse anche genetica.
Lingala TU non capisci quello che scrivo e continui con la tua testardaggine a controbattere a modo tuo su quello che cerco di far capire con molta difficoltà.
Con questo non voglio essere frainteso non voglio offendere la tua categoria di cui ci faccio parte anch'io. Ma come la si insegna.
Il triennio è un' altra invenzione del conservatorio per restringere e catalogare anche questa pura arte che è il jazz.
10 anni un cprso di pianoforte e tre anni un corso di jazz...MA CHE STIAMO SCHERZANDO!!!!!!!
Questi ragazzi che escono dai veri corsi di jazz possono venire chiamati jazzisti?
Mi dispiace, ma continuando cosi' usciranno solo tanti Allevini.
Una volta alla settimana, per un' ora e mezza, se tutto va bene, è una VERGOGNA PER QUESTA SPLENDIDA ARTE!!!!!!!!!
Noi lotteremo contro chi difende non il jazz come musica ma la sua parte economica!!!!!
Anche il sistema temperato ha le sue colpe! W il grande Bach! anche a lui i posteri hanno fissato le regole.!!!!!!!!!!!!..........
Caro lingala, il piedistallo è troppo grande per te, scendi un pochettino!!!
Se c'è uno che offende questa arte sei proprio tu, con la tua gentile maleducazione.
Qui se c'è qualcuno che offende lo abbiamo capito chi è?
Non si riesce a capirsi scrivendo....che ne dice di una pizzetta in qualche parte dell' Italia......
Forse a tavola i discorsi prenderebbero una giusta piega.......(forse)????
Io cerco di far capire che l insegnamento in conservatorio del jazz non possano essere redimensionati a soli tre anni per fare un giovane jazzista.
Il concetto per imparare l' improvvisazione non per forza devono iniziare solo dalla conoscenza delle scale ecc... ma per arrivare all' originalità conviene allontanarsi da tutto questo, impiegare queste ultime poche energie per andare alla ricerca personale, interiore, ascoltare troppo, molto studio, conoscenza di sè , esperienza.
Non tutti lo possono fare, esiste una predisposizione oltre lo studio, forse anche genetica.
Lingala TU non capisci quello che scrivo e continui con la tua testardaggine a controbattere a modo tuo su quello che cerco di far capire con molta difficoltà.
Con questo non voglio essere frainteso non voglio offendere la tua categoria di cui ci faccio parte anch'io. Ma come la si insegna.
Il triennio è un' altra invenzione del conservatorio per restringere e catalogare anche questa pura arte che è il jazz.
10 anni un cprso di pianoforte e tre anni un corso di jazz...MA CHE STIAMO SCHERZANDO!!!!!!!
Questi ragazzi che escono dai veri corsi di jazz possono venire chiamati jazzisti?
Mi dispiace, ma continuando cosi' usciranno solo tanti Allevini.
Una volta alla settimana, per un' ora e mezza, se tutto va bene, è una VERGOGNA PER QUESTA SPLENDIDA ARTE!!!!!!!!!
Noi lotteremo contro chi difende non il jazz come musica ma la sua parte economica!!!!!
Anche il sistema temperato ha le sue colpe! W il grande Bach! anche a lui i posteri hanno fissato le regole.!!!!!!!!!!!!..........
Caro lingala, il piedistallo è troppo grande per te, scendi un pochettino!!!
Se c'è uno che offende questa arte sei proprio tu, con la tua gentile maleducazione.
Re: E' giusto insegnare il jazz????
Inviato da:
bill
Data: 05 luglio 2008, 15:47
Dimenticavo....
perchè il conservatorio non da la possibilità di insegnare ai corsi di jazz persone del calibro di Antonio Faraò o Ramberto Ciammarughi o molti altri ancora ma senza un diploma!!!
Senza togliere niente agli altri....
ciao,bill
perchè il conservatorio non da la possibilità di insegnare ai corsi di jazz persone del calibro di Antonio Faraò o Ramberto Ciammarughi o molti altri ancora ma senza un diploma!!!
Senza togliere niente agli altri....
ciao,bill
Re: E' giusto insegnare il jazz????
Inviato da:
bill
Data: 05 luglio 2008, 16:29
per Lingala:
Legge cosa dice un grande pianista:
D:Tu hai sempre insegnato jazz sin dagli esordi, come giudichi l'insegnamento di questa disciplina oggi?
R:.: La situazione che si è creata in Italia non mi piace per niente. Ci sono troppi seminari, e molti purtroppo non servono molto agli studenti, sia perché vengono organizzati male ma soprattutto perché non tutti gli insegnanti sono all'altezza. Io è ormai da parecchi anni che insegno e posso dirti che essere un bravo musicista non significa essere un bravo insegnante.
D: Nei Conservatori la situazione è migliore?
R.: No, anche peggio. Per poter insegnare nei conservatori conta molto il punteggio che acquisisci man mano che fai esperienza come musicista, ma non tutte le esperienze dovrebbero essere prese in considerazione. Un musicista che conosco, ad esempio, ha preso un sacco di punteggio per aver partecipato per un paio di puntate alla Corrida! Ti rendi conto?… per non parlare del punteggio che acquisisci con i contratti RAI! E questo è un grosso problema perché poi finiscono ad insegnare jazz dei maestri che del jazz ne sanno poco.
Anche questa è la verità!!
ciao bill
Legge cosa dice un grande pianista:
D:Tu hai sempre insegnato jazz sin dagli esordi, come giudichi l'insegnamento di questa disciplina oggi?
R:.: La situazione che si è creata in Italia non mi piace per niente. Ci sono troppi seminari, e molti purtroppo non servono molto agli studenti, sia perché vengono organizzati male ma soprattutto perché non tutti gli insegnanti sono all'altezza. Io è ormai da parecchi anni che insegno e posso dirti che essere un bravo musicista non significa essere un bravo insegnante.
D: Nei Conservatori la situazione è migliore?
R.: No, anche peggio. Per poter insegnare nei conservatori conta molto il punteggio che acquisisci man mano che fai esperienza come musicista, ma non tutte le esperienze dovrebbero essere prese in considerazione. Un musicista che conosco, ad esempio, ha preso un sacco di punteggio per aver partecipato per un paio di puntate alla Corrida! Ti rendi conto?… per non parlare del punteggio che acquisisci con i contratti RAI! E questo è un grosso problema perché poi finiscono ad insegnare jazz dei maestri che del jazz ne sanno poco.
Anche questa è la verità!!
ciao bill
Re: E' giusto insegnare il jazz????
Inviato da:
Carlos
Data: 05 luglio 2008, 16:44
Lestat Ha scritto:
-------------------------------------------------------
> E secondo te bastano 30 ore mirate di studio da un
> docente competente, sapessi quanti libri ho letto
> di jazz in tutte le lingue più tutti i vari
> aneddoti che mi hanno raccontato, più tutta la mia
> esperienza sul campo ... ti metteresti le mani
> trai i capelli, altro che 30 ore, per favore
> risparmiaci queste battute che sono molto
> offensive per la categoria.
Mah, qui secondo me c'è qualcuno (non solo tu) che avrebbe bisogno di una vacanza.
Allora, perché tu lo sappia, desidero dirti che qualcosina la ho studiata anche io e se parlo
lo faccio con cognizione di causa. Logicamente non pretendo di dire che un corso di 30 ore
possa esaurire tutto ciò che si può sapere/imparare di una disciplina, qualunque sia.
È anche logico che i corsi del Biennio di II livello si rivolgono a persone che hanno una
preparazione di base consolidata (questo anche per dire a bill che il suo «10 anni per un
corso di pianoforte e 3 per un corso di jazz???» c'entra come i cavoli a merenda), quindi
si presume che uno la storia della musica l'abbia studiata per benino e che il corso di
storia del jazz sia un completamento ad alto livello di un argomento che nei corsi tradizionali
si affronta appena. Quello comunque che intendevo dire è che un docente preparato ti può
fornire degli strumenti di ricerca che tu da solo probabilmente non avresti e non individueresti.
Tu puoi naturalmente dissentire e sostenere che dico buffonate, liberissimo, ma funziona
così, per il jazz così come per la storia dell'arte, così come per tutto. La preparazione
universitaria, se fatta da docenti competenti, oltre a fornire un grande bagaglio di informazioni
può fornire un metodo di ricerca, che ogniuno sfrutterà come meglio crede, approfondendo
ciò che più lo interessa. Gli aneddoti forse a scuola non te li raccontano, ma di aneddoti è
pieno il mondo e non credo che conoscerne tanti faccia di nessuno un buon jazzista né un
buono storico del jazz; certo aiutano a comprendere meglio un costume, una tendenza, ma
per piacere, non arriviamo a sostenere che l'aneddotica del jazz possa sostituire un corso
di storia come si deve, sennò non sono certo io ad offendere la "categoria". Buone vacanze.
-------------------------------------------------------
> E secondo te bastano 30 ore mirate di studio da un
> docente competente, sapessi quanti libri ho letto
> di jazz in tutte le lingue più tutti i vari
> aneddoti che mi hanno raccontato, più tutta la mia
> esperienza sul campo ... ti metteresti le mani
> trai i capelli, altro che 30 ore, per favore
> risparmiaci queste battute che sono molto
> offensive per la categoria.
Mah, qui secondo me c'è qualcuno (non solo tu) che avrebbe bisogno di una vacanza.
Allora, perché tu lo sappia, desidero dirti che qualcosina la ho studiata anche io e se parlo
lo faccio con cognizione di causa. Logicamente non pretendo di dire che un corso di 30 ore
possa esaurire tutto ciò che si può sapere/imparare di una disciplina, qualunque sia.
È anche logico che i corsi del Biennio di II livello si rivolgono a persone che hanno una
preparazione di base consolidata (questo anche per dire a bill che il suo «10 anni per un
corso di pianoforte e 3 per un corso di jazz???» c'entra come i cavoli a merenda), quindi
si presume che uno la storia della musica l'abbia studiata per benino e che il corso di
storia del jazz sia un completamento ad alto livello di un argomento che nei corsi tradizionali
si affronta appena. Quello comunque che intendevo dire è che un docente preparato ti può
fornire degli strumenti di ricerca che tu da solo probabilmente non avresti e non individueresti.
Tu puoi naturalmente dissentire e sostenere che dico buffonate, liberissimo, ma funziona
così, per il jazz così come per la storia dell'arte, così come per tutto. La preparazione
universitaria, se fatta da docenti competenti, oltre a fornire un grande bagaglio di informazioni
può fornire un metodo di ricerca, che ogniuno sfrutterà come meglio crede, approfondendo
ciò che più lo interessa. Gli aneddoti forse a scuola non te li raccontano, ma di aneddoti è
pieno il mondo e non credo che conoscerne tanti faccia di nessuno un buon jazzista né un
buono storico del jazz; certo aiutano a comprendere meglio un costume, una tendenza, ma
per piacere, non arriviamo a sostenere che l'aneddotica del jazz possa sostituire un corso
di storia come si deve, sennò non sono certo io ad offendere la "categoria". Buone vacanze.
Re: E' giusto insegnare il jazz????
Inviato da:
Lingala
Data: 06 luglio 2008, 04:52
bill Ha scritto:
-------------------------------------------------------
> per Lingala:
> Legge cosa dice un grande pianista:
> D:Tu hai sempre insegnato jazz sin dagli esordi,
> come giudichi l'insegnamento di questa disciplina
> oggi?
> R:.: La situazione che si è creata in Italia non
> mi piace per niente. Ci sono troppi seminari, e
> molti purtroppo non servono molto agli studenti,
> sia perché vengono organizzati male ma soprattutto
> perché non tutti gli insegnanti sono all'altezza.
Significa che MOLTI sono organizzati male, non TUTTI.
> Io è ormai da parecchi anni che insegno e posso
> dirti che essere un bravo musicista non significa
> essere un bravo insegnante.
D'accordo, anche perrchè questo concetto ribadisce l'importanza di aver studiato la materia tecnicamente, sapersi esprimere e ad aver affrontato studi si pedagogia, psicologia e didattica in generale. In breve, i titoli di studio servono e non sono carta straccia.
>
> D: Nei Conservatori la situazione è migliore?
> R.: No, anche peggio. Per poter insegnare nei
> conservatori conta molto il punteggio che
> acquisisci man mano che fai esperienza come
> musicista, ma non tutte le esperienze dovrebbero
> essere prese in considerazione.
Vero. Servirebbe un titolo d'accesso relativo alal materia che s'intende insegnare.
Conosco bravi arrangiatori e strumentisti che non sanno da parte cominciare per insegnare la loro materia perchè a loro volta non l'hanno appresa in mod metodico e progressivo.
Un musicista che
> conosco, ad esempio, ha preso un sacco di
> punteggio per aver partecipato per un paio di
> puntate alla Corrida!
Il problema non è di chi presenta i titoli ma dei suoi amici in commissione che li valutano.
Ci sono i ricorsi per questo tipo di problema.
Io conosco gente che insegna in conservatorio perchè è riuscito a spacciare per concerti, le serate fatte durante le crociere in nave come pianobarista.
il problema è tipicamente italiano. Pensa ai falsi invalidi. Secondo me sono maggiormente responsabili le commissioni mediche che danno la pensione d'invalidità a chi invalido non è, piuttosto del soggetto che finge di esserlo.
Ti rendi conto?… per non
> parlare del punteggio che acquisisci con i
> contratti RAI!
Qui dissento. Io ho lavorato e ancora lavorerò in RAI come arrangiatore, pianista e direttore d'orchestra e credo che si tratti di un lavoro tecnico e specifico che ha un peso ai fini della valutazione dei titoli idonei all'insegnamento.
Oppure vogliamo dire che Pippo Caruso perchè lavora in RAI da sempre, non sarebbe idoneo ad insegnare arrangiamento?
Quando ti fai il mazzo per scrivere arrangiamenti a tempo di record, per un'orchestra di 30 elementi, è probabile che tu sia competente piuttosto che scarso.
Anche lì si può trovare la persona sbagliata al posto giusto, sta di fatto che non tutti quelli che si alzano la mattina possono entrare in RAI e pretendere di scrivere e suonare.
Oppure vogliamo dire che Pippo Caruso perchè lavora in RAI da sempre, non sarebbe idoneo ad insegnare arrangiamento?
E questo è un grosso problema
> perché poi finiscono ad insegnare jazz dei maestri
> che del jazz ne sanno poco.
> Anche questa è la verità!!
> ciao bill
Per fortuna non tutti gl'incompetenti hanno cattedre in conservatorio.
Io c'insegno da quest'anno e i miei allievi mi apprezzano e imparano.
Messaggio modificato il giorno 06/07/2008, 04:52
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> per Lingala:
> Legge cosa dice un grande pianista:
> D:Tu hai sempre insegnato jazz sin dagli esordi,
> come giudichi l'insegnamento di questa disciplina
> oggi?
> R:.: La situazione che si è creata in Italia non
> mi piace per niente. Ci sono troppi seminari, e
> molti purtroppo non servono molto agli studenti,
> sia perché vengono organizzati male ma soprattutto
> perché non tutti gli insegnanti sono all'altezza.
Significa che MOLTI sono organizzati male, non TUTTI.
> Io è ormai da parecchi anni che insegno e posso
> dirti che essere un bravo musicista non significa
> essere un bravo insegnante.
D'accordo, anche perrchè questo concetto ribadisce l'importanza di aver studiato la materia tecnicamente, sapersi esprimere e ad aver affrontato studi si pedagogia, psicologia e didattica in generale. In breve, i titoli di studio servono e non sono carta straccia.
>
> D: Nei Conservatori la situazione è migliore?
> R.: No, anche peggio. Per poter insegnare nei
> conservatori conta molto il punteggio che
> acquisisci man mano che fai esperienza come
> musicista, ma non tutte le esperienze dovrebbero
> essere prese in considerazione.
Vero. Servirebbe un titolo d'accesso relativo alal materia che s'intende insegnare.
Conosco bravi arrangiatori e strumentisti che non sanno da parte cominciare per insegnare la loro materia perchè a loro volta non l'hanno appresa in mod metodico e progressivo.
Un musicista che
> conosco, ad esempio, ha preso un sacco di
> punteggio per aver partecipato per un paio di
> puntate alla Corrida!
Il problema non è di chi presenta i titoli ma dei suoi amici in commissione che li valutano.
Ci sono i ricorsi per questo tipo di problema.
Io conosco gente che insegna in conservatorio perchè è riuscito a spacciare per concerti, le serate fatte durante le crociere in nave come pianobarista.
il problema è tipicamente italiano. Pensa ai falsi invalidi. Secondo me sono maggiormente responsabili le commissioni mediche che danno la pensione d'invalidità a chi invalido non è, piuttosto del soggetto che finge di esserlo.
Ti rendi conto?… per non
> parlare del punteggio che acquisisci con i
> contratti RAI!
Qui dissento. Io ho lavorato e ancora lavorerò in RAI come arrangiatore, pianista e direttore d'orchestra e credo che si tratti di un lavoro tecnico e specifico che ha un peso ai fini della valutazione dei titoli idonei all'insegnamento.
Oppure vogliamo dire che Pippo Caruso perchè lavora in RAI da sempre, non sarebbe idoneo ad insegnare arrangiamento?
Quando ti fai il mazzo per scrivere arrangiamenti a tempo di record, per un'orchestra di 30 elementi, è probabile che tu sia competente piuttosto che scarso.
Anche lì si può trovare la persona sbagliata al posto giusto, sta di fatto che non tutti quelli che si alzano la mattina possono entrare in RAI e pretendere di scrivere e suonare.
Oppure vogliamo dire che Pippo Caruso perchè lavora in RAI da sempre, non sarebbe idoneo ad insegnare arrangiamento?
E questo è un grosso problema
> perché poi finiscono ad insegnare jazz dei maestri
> che del jazz ne sanno poco.
> Anche questa è la verità!!
> ciao bill
Per fortuna non tutti gl'incompetenti hanno cattedre in conservatorio.
Io c'insegno da quest'anno e i miei allievi mi apprezzano e imparano.
Messaggio modificato il giorno 06/07/2008, 04:52
Re: E' giusto insegnare il jazz????
Inviato da:
Lingala
Data: 06 luglio 2008, 05:17
bill Ha scritto:
-------------------------------------------------------
> Con il carissimoo Lingala non ci si capisce una
> maz..a!!
>
> Qui se c'è qualcuno che offende lo abbiamo capito
> chi è?
> Non si riesce a capirsi scrivendo....che ne dice
> di una pizzetta in qualche parte dell'
> Italia......
> Forse a tavola i discorsi prenderebbero una giusta
> piega.......(forse)????
> Io cerco di far capire che l insegnamento in
> conservatorio del jazz non possano essere
> redimensionati a soli tre anni per fare un
> giovane jazzista.
E chi ha mai affermato il contrario?
Secondo te dieci anni di conservatorio fanno necessariamente un nuovo Pollini?
Mi pare di aver già espresso questo concetto, che è stato ignorato.
> Il concetto per imparare l' improvvisazione non
> per forza devono iniziare solo dalla conoscenza
> delle scale ecc... ma per arrivare all'
> originalità conviene allontanarsi da tutto questo,
> impiegare queste ultime poche energie per andare
> alla ricerca personale, interiore, ascoltare
> troppo, molto studio, conoscenza di sè ,
> esperienza.
Sbagliato. Lo studio dell'armonia, delle scale ecc., deve avvenire in contemporanea con lo studio del linguaggio. Non lo dico io, lo dicono TUTTI i più grandi insegnanti di jazz.
se vuoi ti faccio nomi e cognomi, ma ci vorrebbe una settimana per elencarli tutti.
>
> Non tutti lo possono fare, esiste una
> predisposizione oltre lo studio, forse anche
> genetica.
Su questo concordo. Il jazz e anche la musica in generale non è per tutti. La predisposizione è una conditio sine qua non.
>
> Lingala TU non capisci quello che scrivo e
> continui con la tua testardaggine a controbattere
> a modo tuo su quello che cerco di far capire con
> molta difficoltà.
Io ho capito benissimo, tranquillo.
> Con questo non voglio essere frainteso non
> voglio offendere la tua categoria di cui ci faccio
> parte anch'io. Ma come la si insegna.
Ma perchè devi generalizzare?
Invece di sparare nel mucchio perchè non fai nomi e cognomi di chi ritieni danneggi gli allievi attraverso una pessima didattica pagata fior di quattrini?
> Il triennio è un' altra invenzione del
> conservatorio per restringere e catalogare anche
> questa pura arte che è il jazz.
Non si cataloga e restringe niente.
Il Jazz è nei conservatri, finalmente. Il problema è la struttura del nuovo ordinamento.
Di questo si può discutere.
> 10 anni un cprso di pianoforte e tre anni un corso
> di jazz...MA CHE STIAMO SCHERZANDO!!!!!!!
> Questi ragazzi che escono dai veri corsi di jazz
> possono venire chiamati jazzisti?
Si accede (o almeno si dovrevve accedere) al triennio/biennio solo dopo un esame d'ammissioni che attesti un livello di preparazione idoneo dei candidati a studiare materie varie e complesse.
Anche lì il problema è di quelle commissioni che ammettono studenti a digiuno anche delle più elementari nozioni di base.
> Mi dispiace, ma continuando cosi' usciranno solo
> tanti Allevini.
Ripeto: colpa di chi ammette allievi impreparati.
> Una volta alla settimana, per un' ora e mezza, se
> tutto va bene, è una VERGOGNA PER QUESTA SPLENDIDA
> ARTE!!!!!!!!!
Un'ora e mezza che cosa? Musica d'insieme? Sicuramente ce ne vorrebbe di più è vero, ma è anche vero che anche gli stessi allievi dovrebbero organizzarsi e suonare.
Nel conservatorio dove insegno, si organizzano jam session per gli allievi, in un club, al di là dell'orario di studio specifico. Quelli che hanno voglia di sperimentare ciò che ha siegato e dimostrato il docente, di solito frequentano questo posto, altri ne ne infischiano. Tira tu le conclusioni.
> Noi lotteremo contro chi difende non il jazz come
> musica ma la sua parte economica!!!!!
> Anche il sistema temperato ha le sue colpe! W il
> grande Bach! anche a lui i posteri hanno fissato
> le regole.!!!!!!!!!!!!..........
> Caro lingala, il piedistallo è troppo grande per
> te, scendi un pochettino!!!
Io non sto su alcun piedistallo. Svolgo il mio lavoro con serietà e competenza e i risultati, credimi, si vedono eccome. Tu non sai chi io sia, non hai mai assistito ad una mia lezione e quindi dovresti avere il buon gusto di non giudicare chi non conosci e il proprio operato. O devo pensare che tu faccia il veggente anzichè il musicista?
> Se c'è uno che offende questa arte sei proprio tu,
> con la tua gentile maleducazione.
Io onoro la musica con la mia professione, senza pregiudizi, schemi, dogmi e presunzione. Credo che il ruolo del docente sia importante quanto quello dell'allievo. Credo anche che sia maleducazione inveire contro una categoria intera sparando nel mucchio, generalizzando.
Penso di svolgere bene il mio compito di didatta e musicista, nella consapevolezza che ci sia sempre qualcosa da imparare e che lo si possa fare in qualunque modo e da chiunque.
Ritenere inutile alla crescita intellettuale ciò che non si conosce e che a naso non ci convince del tutto, è un errore madornale nonchè un atteggiamento che denota poco sincero amore per la musica, piuttosto un amore per sé stessi esagerato che sfocia nell'egocentrismo più smodato e che si traduce a sua volta in presunzione ed incompetenza.
-------------------------------------------------------
> Con il carissimoo Lingala non ci si capisce una
> maz..a!!
>
> Qui se c'è qualcuno che offende lo abbiamo capito
> chi è?
> Non si riesce a capirsi scrivendo....che ne dice
> di una pizzetta in qualche parte dell'
> Italia......
> Forse a tavola i discorsi prenderebbero una giusta
> piega.......(forse)????
> Io cerco di far capire che l insegnamento in
> conservatorio del jazz non possano essere
> redimensionati a soli tre anni per fare un
> giovane jazzista.
E chi ha mai affermato il contrario?
Secondo te dieci anni di conservatorio fanno necessariamente un nuovo Pollini?
Mi pare di aver già espresso questo concetto, che è stato ignorato.
> Il concetto per imparare l' improvvisazione non
> per forza devono iniziare solo dalla conoscenza
> delle scale ecc... ma per arrivare all'
> originalità conviene allontanarsi da tutto questo,
> impiegare queste ultime poche energie per andare
> alla ricerca personale, interiore, ascoltare
> troppo, molto studio, conoscenza di sè ,
> esperienza.
Sbagliato. Lo studio dell'armonia, delle scale ecc., deve avvenire in contemporanea con lo studio del linguaggio. Non lo dico io, lo dicono TUTTI i più grandi insegnanti di jazz.
se vuoi ti faccio nomi e cognomi, ma ci vorrebbe una settimana per elencarli tutti.
>
> Non tutti lo possono fare, esiste una
> predisposizione oltre lo studio, forse anche
> genetica.
Su questo concordo. Il jazz e anche la musica in generale non è per tutti. La predisposizione è una conditio sine qua non.
>
> Lingala TU non capisci quello che scrivo e
> continui con la tua testardaggine a controbattere
> a modo tuo su quello che cerco di far capire con
> molta difficoltà.
Io ho capito benissimo, tranquillo.
> Con questo non voglio essere frainteso non
> voglio offendere la tua categoria di cui ci faccio
> parte anch'io. Ma come la si insegna.
Ma perchè devi generalizzare?
Invece di sparare nel mucchio perchè non fai nomi e cognomi di chi ritieni danneggi gli allievi attraverso una pessima didattica pagata fior di quattrini?
> Il triennio è un' altra invenzione del
> conservatorio per restringere e catalogare anche
> questa pura arte che è il jazz.
Non si cataloga e restringe niente.
Il Jazz è nei conservatri, finalmente. Il problema è la struttura del nuovo ordinamento.
Di questo si può discutere.
> 10 anni un cprso di pianoforte e tre anni un corso
> di jazz...MA CHE STIAMO SCHERZANDO!!!!!!!
> Questi ragazzi che escono dai veri corsi di jazz
> possono venire chiamati jazzisti?
Si accede (o almeno si dovrevve accedere) al triennio/biennio solo dopo un esame d'ammissioni che attesti un livello di preparazione idoneo dei candidati a studiare materie varie e complesse.
Anche lì il problema è di quelle commissioni che ammettono studenti a digiuno anche delle più elementari nozioni di base.
> Mi dispiace, ma continuando cosi' usciranno solo
> tanti Allevini.
Ripeto: colpa di chi ammette allievi impreparati.
> Una volta alla settimana, per un' ora e mezza, se
> tutto va bene, è una VERGOGNA PER QUESTA SPLENDIDA
> ARTE!!!!!!!!!
Un'ora e mezza che cosa? Musica d'insieme? Sicuramente ce ne vorrebbe di più è vero, ma è anche vero che anche gli stessi allievi dovrebbero organizzarsi e suonare.
Nel conservatorio dove insegno, si organizzano jam session per gli allievi, in un club, al di là dell'orario di studio specifico. Quelli che hanno voglia di sperimentare ciò che ha siegato e dimostrato il docente, di solito frequentano questo posto, altri ne ne infischiano. Tira tu le conclusioni.
> Noi lotteremo contro chi difende non il jazz come
> musica ma la sua parte economica!!!!!
> Anche il sistema temperato ha le sue colpe! W il
> grande Bach! anche a lui i posteri hanno fissato
> le regole.!!!!!!!!!!!!..........
> Caro lingala, il piedistallo è troppo grande per
> te, scendi un pochettino!!!
Io non sto su alcun piedistallo. Svolgo il mio lavoro con serietà e competenza e i risultati, credimi, si vedono eccome. Tu non sai chi io sia, non hai mai assistito ad una mia lezione e quindi dovresti avere il buon gusto di non giudicare chi non conosci e il proprio operato. O devo pensare che tu faccia il veggente anzichè il musicista?
> Se c'è uno che offende questa arte sei proprio tu,
> con la tua gentile maleducazione.
Io onoro la musica con la mia professione, senza pregiudizi, schemi, dogmi e presunzione. Credo che il ruolo del docente sia importante quanto quello dell'allievo. Credo anche che sia maleducazione inveire contro una categoria intera sparando nel mucchio, generalizzando.
Penso di svolgere bene il mio compito di didatta e musicista, nella consapevolezza che ci sia sempre qualcosa da imparare e che lo si possa fare in qualunque modo e da chiunque.
Ritenere inutile alla crescita intellettuale ciò che non si conosce e che a naso non ci convince del tutto, è un errore madornale nonchè un atteggiamento che denota poco sincero amore per la musica, piuttosto un amore per sé stessi esagerato che sfocia nell'egocentrismo più smodato e che si traduce a sua volta in presunzione ed incompetenza.
Re: E' giusto insegnare il jazz????
Inviato da:
bluenote1
Data: 06 luglio 2008, 13:05
Caro Lingala, il Mondo della musica è vasto, immenso. Nessuno mette in dubbio l'onestà del tuo operato, però tu non puoi sparare sulla folla solo per dar credito alle tue idee. Esiste solo un metodo giusto...il rapporto di fiducia, onestà fra l'allievo e l'alunno ( insegnante ). Tutto il resto sono solo parole o meccanismi strani.
Comunque ti dico che abbiamo un amico in comune.
Comunque ti dico che abbiamo un amico in comune.
Re: E' giusto insegnare il jazz????
Inviato da:
bluenote1
Data: 06 luglio 2008, 13:43
Precisazione:
per folla si intende:
bill e bluenote1
per folla si intende:
bill e bluenote1
Re: E' giusto insegnare il jazz????
Inviato da:
Lestat
Data: 06 luglio 2008, 15:37
Carlos Ha scritto:
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> ...Buone vacanze.
Grazie, vado a settembre e tu?
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> ...Buone vacanze.
Grazie, vado a settembre e tu?
Re: E' giusto insegnare il jazz????
Inviato da:
bill
Data: 06 luglio 2008, 16:25
cari amici.....andate a leggere!!!!!
http://www.consaq.it/online/04_07/46.pdf
ciao, bill
http://www.consaq.it/online/04_07/46.pdf
ciao, bill
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