Edumus Forum » Musica Jazz
Interpreti, compositori, discografia e tutto ciò che riguarda la musica jazz.
Re: E' giusto insegnare il jazz????
Inviato da:
Lingala
Data: 15 settembre 2007, 09:55
geppino12575 Ha scritto:
-------------------------------------------------------
> Ma certo, i grandi jazzisti, del passato e del
> presente erano e sono dei grandi studiosi, di
> musica e non solo, non fate il solito esempio di
> Erroll Garner, perchè si può controbattere con
> Peterson, che era un grande virtuoso dello
> strumento e deve gran parte del suo linguaggio
> jazzistico proprio al suo virtuosismo da
> concertista, cosa che ha acquisito con lo studio
> evidentemente. Oppure Jarrett, che ha studiato il
> contrappunto in maniera capillare, pensate che
> senza questo studio sarebbe stato in grado di
> suonare come sa? Oppure Coltrane, che era un
> grande studioso, chick Corea scrive per orchestra,
> esegue i concerti di Mozart, si è interessato di
> musica elettronica, di flamenco e di tanto altro.
> E' uno che studia o no? Avete mai parlato con
> Bollani? Ha una cultura musicale spaventosa, sa
> tutto, dal canto gregoriano a Luigi Nono e pltre,
> ha una lettura a prima vista davvero incredibile,
> lo stesso dicasi per Pieranunzi. Hanno studiato o
> no? Quindi smettetela con queste storie, il jazz
> si studia e quindi si insegna, lo hanno fatto
> anche i grandi, solo che loro sono grandi proprio
> perchè oltre allo studio serio, sono riusciti a
> creare un proprio stile credibile e magari alcuni
> di loro si sono trovati al posto giusto nel
> momento giusto. Ma avete sentito come suonava
> Chick Corea a 26-27 anni? Era un mostro, altro che
> e non credo che sia tutto un dono del Signore....
> Secondo me chi dice che il jazz non si può
> insegnare cerca solo un alibi alla propria
> svogliatezza, come quando i bambini che vanno male
> in matematica dicono che tanto pure Einstein
> andava male in matematica....
Quoto in pieno e aggiungo che non avremo mai il piacere di sentir suonare questi perrsonaggi nell'ambito di festival internazionali. Non vedremo mai i loro nomi scritti su dischi a fianco di nomi importanti e non assisteremo mai ad una loro lezione sul jazz. Ma forse a loro non serve: sono superiori. Il jazz lo vivono nella chiccchiera spicciola e qualunquista tipica di chi pretende di fare scuola solo perchè ha "sentito" un disco ma non lo ha ascoltato.
-------------------------------------------------------
> Ma certo, i grandi jazzisti, del passato e del
> presente erano e sono dei grandi studiosi, di
> musica e non solo, non fate il solito esempio di
> Erroll Garner, perchè si può controbattere con
> Peterson, che era un grande virtuoso dello
> strumento e deve gran parte del suo linguaggio
> jazzistico proprio al suo virtuosismo da
> concertista, cosa che ha acquisito con lo studio
> evidentemente. Oppure Jarrett, che ha studiato il
> contrappunto in maniera capillare, pensate che
> senza questo studio sarebbe stato in grado di
> suonare come sa? Oppure Coltrane, che era un
> grande studioso, chick Corea scrive per orchestra,
> esegue i concerti di Mozart, si è interessato di
> musica elettronica, di flamenco e di tanto altro.
> E' uno che studia o no? Avete mai parlato con
> Bollani? Ha una cultura musicale spaventosa, sa
> tutto, dal canto gregoriano a Luigi Nono e pltre,
> ha una lettura a prima vista davvero incredibile,
> lo stesso dicasi per Pieranunzi. Hanno studiato o
> no? Quindi smettetela con queste storie, il jazz
> si studia e quindi si insegna, lo hanno fatto
> anche i grandi, solo che loro sono grandi proprio
> perchè oltre allo studio serio, sono riusciti a
> creare un proprio stile credibile e magari alcuni
> di loro si sono trovati al posto giusto nel
> momento giusto. Ma avete sentito come suonava
> Chick Corea a 26-27 anni? Era un mostro, altro che
> e non credo che sia tutto un dono del Signore....
> Secondo me chi dice che il jazz non si può
> insegnare cerca solo un alibi alla propria
> svogliatezza, come quando i bambini che vanno male
> in matematica dicono che tanto pure Einstein
> andava male in matematica....
Quoto in pieno e aggiungo che non avremo mai il piacere di sentir suonare questi perrsonaggi nell'ambito di festival internazionali. Non vedremo mai i loro nomi scritti su dischi a fianco di nomi importanti e non assisteremo mai ad una loro lezione sul jazz. Ma forse a loro non serve: sono superiori. Il jazz lo vivono nella chiccchiera spicciola e qualunquista tipica di chi pretende di fare scuola solo perchè ha "sentito" un disco ma non lo ha ascoltato.
Re: E' giusto insegnare il jazz????
Inviato da:
Rashan
Data: 15 settembre 2007, 11:06
turnaround Ha scritto:
-------------------------------------------------------
> Accettiamo la sua definizione nel modo più
> positivo possibile, ho una notizia per lei...
> tutta la musica d'arte si vive, non solo il jazz!
Dammi pure del "tu" se ti va.
Ecco!, la positività, comunque siamo d’accordo.
> Non mi rimane che prendere atto di non godere
> della sua considerazione, visto che non mi degna
> di una risposta in merito.
La penso come te, ci sono dei grandi in Europa, soprattutto al Nord Europa dove vado spesso ma il Jazz è e rimarrà americano, tutti si ispirano da lì, i movimenti più importanti che hanno fatto la storia del Jazz sono partiti da lì, se volete conoscere una miriade di Jazzisti e fare le più disparate esperienze dovete andare lì, se volete fare il salto di qualità, mettetevelo in testa una volta per tutte.
Riguardo ai conservatori il numero è: 3, la statistica è poco attendibile lo so, ho notato con dispiacere alcune cose che mi hanno non poco innervosito e deluso.
> Se posso, un consiglio, nel futuro valuti meglio
> le sue fonti!
Io non valuto le fonti di nessuno, valuto prima di tutto con la mia testa.
Turnaround, il problema è l’insegnamento e l’emulazione il 90 dei casi su cento non servirà a niente, almeno che tu non sia già molto dotato, vedi i musicisti che suonano musica classica.
Te li ritrovi anche su questo forum e ti chiedono: Bene mi sono diplomato e adesso che faccio??? Divertente no?
Di seguito alcuni spunti, se sono stato di parte aggiungetene altri, possiamo parlarne? Non ho riportato i nomi volutamente.
1) Vi riporto un interessante aneddoto di Karl Berger sulla rivista down beat:
“Quando qualcuno viene alla nostra scuola di Woodstock, noi lo ascoltiamo. Di solito egli esegue qualche cosa imitando qualcuno; invece di fargli rivolgere l’attenzione su chi sta imitando, gli facciamo notare quello che risuona differente dall’imitazione. L’allievo pensa probabilmente che si tratti di errori, invece quella “differenza” è l’esatto inizio della sua propria musica.
2) Non mi preoccupo di queste cose non mi preoccupo di copiare. Non mi appartiene. Se suono, vivo, mi emoziono la faccio a modo mio. Se esprimo un concetto condiviso da altri nella lingua italiana non è un problema. La musica jazz (e non solo) è un modo per comunicare non per emulare.
3) Aggiungerei: comunicare ai cuori
4) La cultura rende liberi di SCEGLIERE cosa e come suonare.
5) Il fulcro dell'apprendimento non è il trasferire nozioni, è conoscere l'allievo, immedesimarsi e riuscire a tirare fuori quanto di meglio c'è in lui. Per fare questo bisogna avere un approccio diverso alla vita alla musica al rispetto del prossimo.
6) Ritengo che il jazz si possa insegnare eccome, se poi al conservatorio lo insegnano in maniera sbagliata, questo è un altro discorso.
7) Per insegnare ci vuole una predisposizione, una capacità. Un grande insegnante è stato Salieri. Insegnare jazz limitandosi all'acquisizione delle scale, dei linguaggi e delle armonizzazioni lo considero riduttivo.
8) Per poter esprimere concetto propri è fondamentale l'acquisizione di concetti altrui che verranno rielaborati dalla propria sensibilità musicale.
9) l'allievo deve camminare e scegliere fra le tante potenzialità di acquisizione, e non voi ad imporre la sua direzione. Bisogna esser bravi a mettere in moto il cervello dell'allievo e non considerarlo, come al solito, un contenitore delle nostre misere verità
10) per questo io dico che bisognerebbe mettere in condizione l'alunno, fin da subito, di essere ricercatore e creatore
11 ) Meglio una pausa tua che cento note copiate. Per copiare non c'è bisogno di andare a scuola.
> Saluti.
Ciao
Messaggio modificato il giorno 15/09/2007, 11:12
-------------------------------------------------------
> Accettiamo la sua definizione nel modo più
> positivo possibile, ho una notizia per lei...
> tutta la musica d'arte si vive, non solo il jazz!
Dammi pure del "tu" se ti va.
Ecco!, la positività, comunque siamo d’accordo.
> Non mi rimane che prendere atto di non godere
> della sua considerazione, visto che non mi degna
> di una risposta in merito.
La penso come te, ci sono dei grandi in Europa, soprattutto al Nord Europa dove vado spesso ma il Jazz è e rimarrà americano, tutti si ispirano da lì, i movimenti più importanti che hanno fatto la storia del Jazz sono partiti da lì, se volete conoscere una miriade di Jazzisti e fare le più disparate esperienze dovete andare lì, se volete fare il salto di qualità, mettetevelo in testa una volta per tutte.
Riguardo ai conservatori il numero è: 3, la statistica è poco attendibile lo so, ho notato con dispiacere alcune cose che mi hanno non poco innervosito e deluso.
> Se posso, un consiglio, nel futuro valuti meglio
> le sue fonti!
Io non valuto le fonti di nessuno, valuto prima di tutto con la mia testa.
Turnaround, il problema è l’insegnamento e l’emulazione il 90 dei casi su cento non servirà a niente, almeno che tu non sia già molto dotato, vedi i musicisti che suonano musica classica.
Te li ritrovi anche su questo forum e ti chiedono: Bene mi sono diplomato e adesso che faccio??? Divertente no?
Di seguito alcuni spunti, se sono stato di parte aggiungetene altri, possiamo parlarne? Non ho riportato i nomi volutamente.
1) Vi riporto un interessante aneddoto di Karl Berger sulla rivista down beat:
“Quando qualcuno viene alla nostra scuola di Woodstock, noi lo ascoltiamo. Di solito egli esegue qualche cosa imitando qualcuno; invece di fargli rivolgere l’attenzione su chi sta imitando, gli facciamo notare quello che risuona differente dall’imitazione. L’allievo pensa probabilmente che si tratti di errori, invece quella “differenza” è l’esatto inizio della sua propria musica.
2) Non mi preoccupo di queste cose non mi preoccupo di copiare. Non mi appartiene. Se suono, vivo, mi emoziono la faccio a modo mio. Se esprimo un concetto condiviso da altri nella lingua italiana non è un problema. La musica jazz (e non solo) è un modo per comunicare non per emulare.
3) Aggiungerei: comunicare ai cuori
4) La cultura rende liberi di SCEGLIERE cosa e come suonare.
5) Il fulcro dell'apprendimento non è il trasferire nozioni, è conoscere l'allievo, immedesimarsi e riuscire a tirare fuori quanto di meglio c'è in lui. Per fare questo bisogna avere un approccio diverso alla vita alla musica al rispetto del prossimo.
6) Ritengo che il jazz si possa insegnare eccome, se poi al conservatorio lo insegnano in maniera sbagliata, questo è un altro discorso.
7) Per insegnare ci vuole una predisposizione, una capacità. Un grande insegnante è stato Salieri. Insegnare jazz limitandosi all'acquisizione delle scale, dei linguaggi e delle armonizzazioni lo considero riduttivo.
8) Per poter esprimere concetto propri è fondamentale l'acquisizione di concetti altrui che verranno rielaborati dalla propria sensibilità musicale.
9) l'allievo deve camminare e scegliere fra le tante potenzialità di acquisizione, e non voi ad imporre la sua direzione. Bisogna esser bravi a mettere in moto il cervello dell'allievo e non considerarlo, come al solito, un contenitore delle nostre misere verità
10) per questo io dico che bisognerebbe mettere in condizione l'alunno, fin da subito, di essere ricercatore e creatore
11 ) Meglio una pausa tua che cento note copiate. Per copiare non c'è bisogno di andare a scuola.
> Saluti.
Ciao
Messaggio modificato il giorno 15/09/2007, 11:12
Re: E' giusto insegnare il jazz????
Inviato da:
Carlos
Data: 15 settembre 2007, 11:28
Ciao. Sarò lapidario per brevità, non assolutamente per scortesia.
I tuoi spunti sono tanti, mi piace affrontarli tutti.
Rashan Ha scritto:
-------------------------------------------------------
> 1) “Quando qualcuno viene [...] quella “differenza” è
> l’esatto inizio della sua propria musica.
Ne sono convinto. Questo non nega assolutamente l'acquisizione di un linguaggio
e soprattutto conferma che, per essere "differente da qualcosa", qualcosa deve essere
stato interiorizzato.
Interiorizzare non significa copiare.
> 2) Non mi preoccupo di queste cose non mi
> preoccupo di copiare. Non mi appartiene. [...]
Vedi sopra.
> 3) [...]
(???)
> 4) La cultura rende liberi di SCEGLIERE cosa e
> come suonare.
Esatto! Cultura: conoscere! Per conoscere: imparare.
Per imparare: qualcuno insegna.
> 5) Il fulcro dell'apprendimento non è il trasferire nozioni,
> è conoscere l'allievo [...]
Quindi...?
> 6) Ritengo che il jazz si possa insegnare eccome,
> se poi al conservatorio lo insegnano in maniera
> sbagliata, questo è un altro discorso.
Perfetto.
> 7) Per insegnare ci vuole una predisposizione, una capacità.
> Un grande insegnante è stato Salieri.
> Insegnare jazz limitandosi all'acquisizione delle scale,
> dei linguaggi e delle armonizzazioni lo considero riduttivo.
Perfetto: ma il titolo del topic è «è giusto insegnare jazz?», non
«è giusto insegnare jazz male e limitandosi a scale e armonizzazioni...?»
> 8) Per poter esprimere concetto propri è fondamentale l'acquisizione di concetti altrui
> che verranno rielaborati dalla propria sensibilità musicale.
Perfetto. Vedi n. 4)
> 9) l'allievo deve camminare e scegliere fra le tante potenzialità di acquisizione [...]
Perfetto. Per scegliere: conoscere. Per conoscere: imparare.
Per imparare: qualcuno insegna.
> 10) per questo io dico che bisognerebbe mettere in condizione l'alunno,
> fin da subito, di essere ricercatore e creatore
Certamente. Bisogna fare in modo che sappia cosa cercare.
Poi saprà cosa vuole "creare".
> 11 ) [...] Per copiare non c'è bisogno di andare a scuola.
Ah no? Copiare è (a prescindere dal valore morale del copiare in sé) un'arte.
I grandi artisti sono sempre andati da grandi maestri per copiare coloro che
volevano raggiungere (non imitare!). Da solo non fa niente nessuno.
I tuoi spunti sono tanti, mi piace affrontarli tutti.
Rashan Ha scritto:
-------------------------------------------------------
> 1) “Quando qualcuno viene [...] quella “differenza” è
> l’esatto inizio della sua propria musica.
Ne sono convinto. Questo non nega assolutamente l'acquisizione di un linguaggio
e soprattutto conferma che, per essere "differente da qualcosa", qualcosa deve essere
stato interiorizzato.
Interiorizzare non significa copiare.
> 2) Non mi preoccupo di queste cose non mi
> preoccupo di copiare. Non mi appartiene. [...]
Vedi sopra.
> 3) [...]
(???)
> 4) La cultura rende liberi di SCEGLIERE cosa e
> come suonare.
Esatto! Cultura: conoscere! Per conoscere: imparare.
Per imparare: qualcuno insegna.
> 5) Il fulcro dell'apprendimento non è il trasferire nozioni,
> è conoscere l'allievo [...]
Quindi...?
> 6) Ritengo che il jazz si possa insegnare eccome,
> se poi al conservatorio lo insegnano in maniera
> sbagliata, questo è un altro discorso.
Perfetto.
> 7) Per insegnare ci vuole una predisposizione, una capacità.
> Un grande insegnante è stato Salieri.
> Insegnare jazz limitandosi all'acquisizione delle scale,
> dei linguaggi e delle armonizzazioni lo considero riduttivo.
Perfetto: ma il titolo del topic è «è giusto insegnare jazz?», non
«è giusto insegnare jazz male e limitandosi a scale e armonizzazioni...?»
> 8) Per poter esprimere concetto propri è fondamentale l'acquisizione di concetti altrui
> che verranno rielaborati dalla propria sensibilità musicale.
Perfetto. Vedi n. 4)
> 9) l'allievo deve camminare e scegliere fra le tante potenzialità di acquisizione [...]
Perfetto. Per scegliere: conoscere. Per conoscere: imparare.
Per imparare: qualcuno insegna.
> 10) per questo io dico che bisognerebbe mettere in condizione l'alunno,
> fin da subito, di essere ricercatore e creatore
Certamente. Bisogna fare in modo che sappia cosa cercare.
Poi saprà cosa vuole "creare".
> 11 ) [...] Per copiare non c'è bisogno di andare a scuola.
Ah no? Copiare è (a prescindere dal valore morale del copiare in sé) un'arte.
I grandi artisti sono sempre andati da grandi maestri per copiare coloro che
volevano raggiungere (non imitare!). Da solo non fa niente nessuno.
Re: E' giusto insegnare il jazz????
Inviato da:
turnaround
Data: 15 settembre 2007, 12:51
Rashan Ha scritto:
-------------------------------------------------------
> La penso come te, ci sono dei grandi in Europa,
> soprattutto al Nord Europa dove vado spesso ma il
> Jazz è e rimarrà americano, tutti si ispirano da
> lì...
Certo che è partito da lì, nessuno dice il contrario, dico solo che una volta acquisite le basi, forse lo sviluppo che vi è stato in Europa è più vicino alla nostra sensibilità.
> Riguardo ai conservatori il numero è: 3, la
> statistica è poco attendibile lo so, ho notato con
> dispiacere alcune cose che mi hanno non poco
> innervosito e deluso.
Vi sono vari fattori in gioco, dall'insegnante, al metodo di insegnamento, al conservatorio, alla incompatibilità tra insegnante e allievo, ecc...
Purtroppo non tutto è rose e fiori, nonostante questo alcuni insegnanti sono molto validi e in grado di insegnare. Il mio pensiero è generale, non riguarda solo il jazz.
> Io non valuto le fonti di nessuno, valuto prima di
> tutto con la mia testa.
E' in grado di valutare con la sua testa perchè è in possesso degli strumenti che le danno la possibilità di farlo. Strumenti che lei nel corso degli anni ha acquisito e siluppato, partendo sicuramente da dei riferimenti.
> Turnaround, il problema è l’insegnamento e
> l’emulazione il 90 dei casi su cento non servirà a
> niente, almeno che tu non sia già molto dotato,
> vedi i musicisti che suonano musica classica.
> Te li ritrovi anche su questo forum e ti chiedono:
> Bene mi sono diplomato e adesso che faccio???
> Divertente no?
Ciò non toglie che comunque quando si parte ci si rifà a dei modelli di riferimento e inevitabilmente si cerca di emulare, poi, una volta acquisite le basi inevitabilmente si sviluppa un proprio linguaggio, un proprio stile, penso che questa cosa avvenga in tempi diversi per ognuno di noi, ma che comunque sia inevitabile che avvenga.
Per la questione dei neodiplomati secondo me alla base c'è un problema molto più grave, la mancanza di lavoro.
> Di seguito alcuni spunti, se sono stato di parte
> aggiungetene altri, possiamo parlarne? Non ho
> riportato i nomi volutamente.
Riguardo agli spunti da lei riportati, penso che Carlos abbia già scritto tutto, momentaneamente non mi viene altro da aggiungere.
Saluti.
-------------------------------------------------------
> La penso come te, ci sono dei grandi in Europa,
> soprattutto al Nord Europa dove vado spesso ma il
> Jazz è e rimarrà americano, tutti si ispirano da
> lì...
Certo che è partito da lì, nessuno dice il contrario, dico solo che una volta acquisite le basi, forse lo sviluppo che vi è stato in Europa è più vicino alla nostra sensibilità.
> Riguardo ai conservatori il numero è: 3, la
> statistica è poco attendibile lo so, ho notato con
> dispiacere alcune cose che mi hanno non poco
> innervosito e deluso.
Vi sono vari fattori in gioco, dall'insegnante, al metodo di insegnamento, al conservatorio, alla incompatibilità tra insegnante e allievo, ecc...
Purtroppo non tutto è rose e fiori, nonostante questo alcuni insegnanti sono molto validi e in grado di insegnare. Il mio pensiero è generale, non riguarda solo il jazz.
> Io non valuto le fonti di nessuno, valuto prima di
> tutto con la mia testa.
E' in grado di valutare con la sua testa perchè è in possesso degli strumenti che le danno la possibilità di farlo. Strumenti che lei nel corso degli anni ha acquisito e siluppato, partendo sicuramente da dei riferimenti.
> Turnaround, il problema è l’insegnamento e
> l’emulazione il 90 dei casi su cento non servirà a
> niente, almeno che tu non sia già molto dotato,
> vedi i musicisti che suonano musica classica.
> Te li ritrovi anche su questo forum e ti chiedono:
> Bene mi sono diplomato e adesso che faccio???
> Divertente no?
Ciò non toglie che comunque quando si parte ci si rifà a dei modelli di riferimento e inevitabilmente si cerca di emulare, poi, una volta acquisite le basi inevitabilmente si sviluppa un proprio linguaggio, un proprio stile, penso che questa cosa avvenga in tempi diversi per ognuno di noi, ma che comunque sia inevitabile che avvenga.
Per la questione dei neodiplomati secondo me alla base c'è un problema molto più grave, la mancanza di lavoro.
> Di seguito alcuni spunti, se sono stato di parte
> aggiungetene altri, possiamo parlarne? Non ho
> riportato i nomi volutamente.
Riguardo agli spunti da lei riportati, penso che Carlos abbia già scritto tutto, momentaneamente non mi viene altro da aggiungere.
Saluti.
Re: E' giusto insegnare il jazz????
Inviato da:
bill
Data: 15 settembre 2007, 19:26
Una volta Miles Davis ha detto
" anche la nota sbagliata è buona".
La verità sta proprio in questo!
" anche la nota sbagliata è buona".
La verità sta proprio in questo!
Re: E' giusto insegnare il jazz????
Inviato da:
bill
Data: 15 settembre 2007, 19:51
Una buona conoscenza della musica del passato e un buon istinto, vale di più, di tutti i corsi di jazz e altro....
Con questo voglio dire che solo cosi si potrà arrivare ad una crescita musicale innovativa e non copiativa......
Il pensiero più è libero da blocchi mentali dovuti alla cosiddetta didattica e più il paziente ( :-) seguirà, e si formerà un suo stile 2nuovo" personale.
" Allontanarsi dalla conoscenza per imparare la conoscenza".
W la montagna!
ciao bill
Con questo voglio dire che solo cosi si potrà arrivare ad una crescita musicale innovativa e non copiativa......
Il pensiero più è libero da blocchi mentali dovuti alla cosiddetta didattica e più il paziente ( :-) seguirà, e si formerà un suo stile 2nuovo" personale.
" Allontanarsi dalla conoscenza per imparare la conoscenza".
W la montagna!
ciao bill
Re: E' giusto insegnare il jazz????
Inviato da:
cleveland
Data: 15 settembre 2007, 20:00
E' giusto insegnare jazz?
Se insegnare jazz è limitarsi all'acquisizione delle scale, dei linguaggi e delle armonizzazioni, no è deleterio e riduce l'allievo ad un mero esecutore. Se nelle scuole si insegna solo a copiare è bene che un allievo lo sappia e che si renda conto che insegnare jazz in questo modo è avvilente per l'insegnante e dannoso per l'allievo.
Mi ripeto: il fulcro dell'insegnamento non è il trasferire nozioni, è conoscere l'allievo, immedesimarsi e riuscire a tirare fuori quanto di meglio c'è in lui. Per fare questo bisogna avere un approccio diverso alla vita alla musica al rispetto del prossimo.
Se insegnare jazz è limitarsi all'acquisizione delle scale, dei linguaggi e delle armonizzazioni, no è deleterio e riduce l'allievo ad un mero esecutore. Se nelle scuole si insegna solo a copiare è bene che un allievo lo sappia e che si renda conto che insegnare jazz in questo modo è avvilente per l'insegnante e dannoso per l'allievo.
Mi ripeto: il fulcro dell'insegnamento non è il trasferire nozioni, è conoscere l'allievo, immedesimarsi e riuscire a tirare fuori quanto di meglio c'è in lui. Per fare questo bisogna avere un approccio diverso alla vita alla musica al rispetto del prossimo.
Re: E' giusto insegnare il jazz????
Inviato da:
bluenote1
Data: 16 settembre 2007, 15:29
per Rashan ed amici...un saluto affettuoso
invece
per raffaele amenta e company...buongiorno e buonasera.
invece
per raffaele amenta e company...buongiorno e buonasera.
Re: E' giusto insegnare il jazz????
Inviato da:
geppino12575
Data: 16 settembre 2007, 19:57
bluenote1 Ha scritto:
-------------------------------------------------------
> per Rashan ed amici...un saluto affettuoso
>
> invece
>
> per raffaele amenta e company...buongiorno e
> buonasera.
Adesso dormiremo più tranquilli....
-------------------------------------------------------
> per Rashan ed amici...un saluto affettuoso
>
> invece
>
> per raffaele amenta e company...buongiorno e
> buonasera.
Adesso dormiremo più tranquilli....
Re: E' giusto insegnare il jazz????
Inviato da:
HBHB
Data: 16 settembre 2007, 22:51
bill Ha scritto:
-------------------------------------------------------
> Una volta Miles Davis ha detto
> " anche la nota sbagliata è buona".
> La verità sta proprio in questo!
Peccato solo che il buon Davis pretendesse che le persone che gli si presentavano conoscessero le scale e gli arpeggi come fosero noccioline e che facessere qualche ora di note lunghe al giorno. Poi uno poteva anche sbagliare una nota nel modo giusto.
Heidi
-------------------------------------------------------
> Una volta Miles Davis ha detto
> " anche la nota sbagliata è buona".
> La verità sta proprio in questo!
Peccato solo che il buon Davis pretendesse che le persone che gli si presentavano conoscessero le scale e gli arpeggi come fosero noccioline e che facessere qualche ora di note lunghe al giorno. Poi uno poteva anche sbagliare una nota nel modo giusto.
Heidi