Edumus Forum » Strumenti a tastiera
Tecnica strumentale, repertorio, studio dei brani, interpreti, consigli sull'acquisto strumenti e tutte le discussioni specifiche riguardanti gli strumenti a tastiera.
Pagina attuale: 2 di 8
Re: Flauto Traverso o Pianoforte??
Inviato da:
Marcoheart
Data: 02 dicembre 2010, 22:46
Non volevo scoraggiarti. Lo stesso studio scientifico menzionato sopra da speranze anche a chi comincia a studiare alla tua età.
Lo studio e' stato condotto su un campione di otto pianisti professionisti, tutti uomini destrimani, con un'eta' media di 32 anni e su otto volontari, non musicisti della stessa eta'.
E' stata selezionata questa fascia d'eta' perche' si ritiene che la maturazione delle fibre nervose termini intorno ai 30 anni. La distribuzione della mielina e' stata analizzata con una tecnica di indagine che sfrutta la risonanza magnetica, chiamata 'Imaging del Tensore di Diffusione (DTI). Successivamente, i dati raccolti sono stati confrontati con le ore di pianoforte che i partecipanti avevano praticato (iniziando le lezioni intorno ai sei anni d'eta') fino agli 11 anni, tra i 12 ed i 16 anni e dai 17 anni all'eta' attuale. I risultati hanno indicato che, al crescere delle ore passate a suonare il piano durante l'infanzia, aumentava la sostanza bianca nella capsula posteriore del tratto piramidale, la parte del cervello da cui partono i comandi per i movimenti di precisione delle dita. Inoltre, la pratica, compresa quella effettuata nella vita adulta, era associata anche ad un aumento della mielinizzazione delle fibre corticocorticali che passano per il corpo calloso e mettono in comunicazione le aree uditive dei due emisferi.
Per quanto riguarda la difficoltà per eseguire per Elisa al pianoforte partendo da zero, occorrono circa 3 anni (considerando che non studi solo musica)
Tale brano non è nato per il flauto quindi l'esempio non è calzante.
Se il tuo obbiettivo non è diventare una concertista allora scegli il pianoforte. Potrà darti grandi soddisfazioni ma il segreto è la costanza negli esercizi e nello studio quotidiano.
Puoi tutto se hai la volontà !
Lo studio e' stato condotto su un campione di otto pianisti professionisti, tutti uomini destrimani, con un'eta' media di 32 anni e su otto volontari, non musicisti della stessa eta'.
E' stata selezionata questa fascia d'eta' perche' si ritiene che la maturazione delle fibre nervose termini intorno ai 30 anni. La distribuzione della mielina e' stata analizzata con una tecnica di indagine che sfrutta la risonanza magnetica, chiamata 'Imaging del Tensore di Diffusione (DTI). Successivamente, i dati raccolti sono stati confrontati con le ore di pianoforte che i partecipanti avevano praticato (iniziando le lezioni intorno ai sei anni d'eta') fino agli 11 anni, tra i 12 ed i 16 anni e dai 17 anni all'eta' attuale. I risultati hanno indicato che, al crescere delle ore passate a suonare il piano durante l'infanzia, aumentava la sostanza bianca nella capsula posteriore del tratto piramidale, la parte del cervello da cui partono i comandi per i movimenti di precisione delle dita. Inoltre, la pratica, compresa quella effettuata nella vita adulta, era associata anche ad un aumento della mielinizzazione delle fibre corticocorticali che passano per il corpo calloso e mettono in comunicazione le aree uditive dei due emisferi.
Per quanto riguarda la difficoltà per eseguire per Elisa al pianoforte partendo da zero, occorrono circa 3 anni (considerando che non studi solo musica)
Tale brano non è nato per il flauto quindi l'esempio non è calzante.
Se il tuo obbiettivo non è diventare una concertista allora scegli il pianoforte. Potrà darti grandi soddisfazioni ma il segreto è la costanza negli esercizi e nello studio quotidiano.
Puoi tutto se hai la volontà !
Re: Flauto Traverso o Pianoforte??
Inviato da:
fabio.m
Data: 02 dicembre 2010, 23:08
Queste indagini sono sicuramente interessanti, però, da profano pure io, credo di capire l'impatto che hanno su kiakka: il dato scientifico sembra assegnare a noi grandi ritardatari un destino ineluttabile.
Pensa che io ho 26 anni e anche a me piacerebbe un giorno prendere lezioni (e ora scopro che mi rimangono pochi anni preziosi! aiuto! =0 ).
Tutti coloro che amano la musica e ne sono stati lontani da piccoli soffrono un po' di questa sindrome dell'occasione perduta.
Pensa che io ho 26 anni e anche a me piacerebbe un giorno prendere lezioni (e ora scopro che mi rimangono pochi anni preziosi! aiuto! =0 ).
Tutti coloro che amano la musica e ne sono stati lontani da piccoli soffrono un po' di questa sindrome dell'occasione perduta.
Re: Flauto Traverso o Pianoforte??
Inviato da:
fabio.m
Data: 03 dicembre 2010, 00:02
Posso approfittare del thread per chiederti di chiarire questo?
Marcoheart Scritto:
-------------------------------------------------------
> Dal
> punto di vista della fisica meccanica, e' evidente
> che la capacita' di un pianista di esercitare il
> tocco e' condizionata dalla possibilita' di
> controllare le caratteristiche della corsa del
> martello nelle sue diverse fasi, cioe' prima
> l'avvicinamento veloce del martello alla corda e
> poi la caratterizzazione del suono con la
> regolazione dell'impatto del martello secondo
> l'intenzione dell'esecutore
Io so solo vagamente come funziona la meccanica del pianoforte. Mi chiedo: ma perché è importante come avviene la "corsa" del martello? Non è importante solo come picchia?
E dopo che picchia non torna indietro per conto suo, indipendentemente da quello che io possa fare sul tasto?
Grazie. : )
Marcoheart Scritto:
-------------------------------------------------------
> Dal
> punto di vista della fisica meccanica, e' evidente
> che la capacita' di un pianista di esercitare il
> tocco e' condizionata dalla possibilita' di
> controllare le caratteristiche della corsa del
> martello nelle sue diverse fasi, cioe' prima
> l'avvicinamento veloce del martello alla corda e
> poi la caratterizzazione del suono con la
> regolazione dell'impatto del martello secondo
> l'intenzione dell'esecutore
Io so solo vagamente come funziona la meccanica del pianoforte. Mi chiedo: ma perché è importante come avviene la "corsa" del martello? Non è importante solo come picchia?
E dopo che picchia non torna indietro per conto suo, indipendentemente da quello che io possa fare sul tasto?
Grazie. : )
Re: Flauto Traverso o Pianoforte??
Inviato da:
ekoc29s
Data: 03 dicembre 2010, 00:33
kiakka Scritto:
-------------------------------------------------------
> ad esempio prendiamo Per Elisa... al pianoforte e
> con il flauto quanto tempo ci si mette??
> fatemi ,se riuscite, un esempio concreto a
> proposito di questo pezzo..perchè se vi inltrate
> troppo nella tecnica,essendo ignorante in materia,
> non riesco a capire...
Per Elisa è un pezzo per pianoforte; il paragone, sinceramente, non ha molto senso. Posso dirti che, viceversa, un pezzo per flauto suonato sul pianoforte è ridicolo. Sono strumenti completamente e profondamente diversi. Il pianoforte può crescere e decrescere da una nota a un'altra, ma non nel corso della nota stessa: è una corda percossa. Il flauto no: l'emissine di una singola nota isolata ha infinite sfumature, metre l'espressività di una nota suonata al piano ha una relazione e una funzione espressiva solo con l'emissione di altre note che precedono o che seguono. Poi con il pianoforte suoni anche la parte armonica, con il flauto no... e via dicendo.
Non continuo la polemica su quale strumento sia più facile e difficile, perché mi sembra sterile, se non puerile. Non tutti suonano come Rubinstein, ma è anche vero che, con il flauto, non tutti suonano come Gazzelloni: se fosse uno strumento relativamente facile, non ci sarebbero dei virtuosi irragiungibili, come invece ci sono.
Quanto al parragone con il contrabbasso, sinceramente mi sembra fuori luogo: il primo non ha una tradizione virtuosistica (ad eccezione di Bottesini), mentre quella del flauto è, come ho scritto, immensa e paragonabile a quella per violino. I concerti virtuosistici per flauto e orchestra superano addirittura il migliaio (anche perché nel barocco si scriveva molto di più che nell'800) mentre credo che la stessa cosa non si possa dire per il pianoforte.
Resta il fatto che uno strumento si studia per passione, per attrazione, per "innamoramento". Se inizi da subito a porti il problema di quale sia più facile o meno, ... Non credo sia questo l'approccio migliore.
Ascolta la musica per uno strumento o per l'altro, lasciati conquistare dal suono e dalle possibilità espressive; per studiare uno strumento, ci vuole soprattutto tanta passione.
-------------------------------------------------------
> ad esempio prendiamo Per Elisa... al pianoforte e
> con il flauto quanto tempo ci si mette??
> fatemi ,se riuscite, un esempio concreto a
> proposito di questo pezzo..perchè se vi inltrate
> troppo nella tecnica,essendo ignorante in materia,
> non riesco a capire...
Per Elisa è un pezzo per pianoforte; il paragone, sinceramente, non ha molto senso. Posso dirti che, viceversa, un pezzo per flauto suonato sul pianoforte è ridicolo. Sono strumenti completamente e profondamente diversi. Il pianoforte può crescere e decrescere da una nota a un'altra, ma non nel corso della nota stessa: è una corda percossa. Il flauto no: l'emissine di una singola nota isolata ha infinite sfumature, metre l'espressività di una nota suonata al piano ha una relazione e una funzione espressiva solo con l'emissione di altre note che precedono o che seguono. Poi con il pianoforte suoni anche la parte armonica, con il flauto no... e via dicendo.
Non continuo la polemica su quale strumento sia più facile e difficile, perché mi sembra sterile, se non puerile. Non tutti suonano come Rubinstein, ma è anche vero che, con il flauto, non tutti suonano come Gazzelloni: se fosse uno strumento relativamente facile, non ci sarebbero dei virtuosi irragiungibili, come invece ci sono.
Quanto al parragone con il contrabbasso, sinceramente mi sembra fuori luogo: il primo non ha una tradizione virtuosistica (ad eccezione di Bottesini), mentre quella del flauto è, come ho scritto, immensa e paragonabile a quella per violino. I concerti virtuosistici per flauto e orchestra superano addirittura il migliaio (anche perché nel barocco si scriveva molto di più che nell'800) mentre credo che la stessa cosa non si possa dire per il pianoforte.
Resta il fatto che uno strumento si studia per passione, per attrazione, per "innamoramento". Se inizi da subito a porti il problema di quale sia più facile o meno, ... Non credo sia questo l'approccio migliore.
Ascolta la musica per uno strumento o per l'altro, lasciati conquistare dal suono e dalle possibilità espressive; per studiare uno strumento, ci vuole soprattutto tanta passione.
Re: Flauto Traverso o Pianoforte??
Inviato da:
kiakka
Data: 03 dicembre 2010, 01:11
Grazie mille,davvero!! Intanto ho imparato qualcosa che non sapevo,anche interesante dal punto di vista scientifico..
e poi si...ho seguito il vostro consiglio e ho provato ad ascoltare entrambi...
vivaldi per flauto e mozart per il piano..
Ripeto che mi piacciono moltissimo tutt e due,ma le opere suonate con il pianoforte hanno qualcosa di speciale... qualcosa di magico.
Così ho deciso per il pianoforte,non m'importa se un po' è tardi e se mai potrò diventare concertista e se tantomeno non potrò frequentare un conservatorio(l'età per il piano,a quanto so, è massimo 15 anni)
Comincerò a breve a studiare pianoforte con un insegnante privato.. se poi avrò l'esigenza di suonare il flauto sono sempre in tempo a cambiare strumento..
Grazie ancora per le risposte e soprattutto i consigli che mi avete dato! :-)
e poi si...ho seguito il vostro consiglio e ho provato ad ascoltare entrambi...
vivaldi per flauto e mozart per il piano..
Ripeto che mi piacciono moltissimo tutt e due,ma le opere suonate con il pianoforte hanno qualcosa di speciale... qualcosa di magico.
Così ho deciso per il pianoforte,non m'importa se un po' è tardi e se mai potrò diventare concertista e se tantomeno non potrò frequentare un conservatorio(l'età per il piano,a quanto so, è massimo 15 anni)
Comincerò a breve a studiare pianoforte con un insegnante privato.. se poi avrò l'esigenza di suonare il flauto sono sempre in tempo a cambiare strumento..
Grazie ancora per le risposte e soprattutto i consigli che mi avete dato! :-)
Re: Flauto Traverso o Pianoforte??
Inviato da:
ekoc29s
Data: 03 dicembre 2010, 01:24
Bene, lieto per te che tu abbia deciso. Quello che conta di più è l'entusiasmo. E non pensare di essere in ritardo per studiare, con i tuoi 16 anni; altrimenti, quando incontrerai qualche scoglio, finirai con il fartene un alibi... Non è mica vero, che è tardi! Potrei portarti vari esempi di musicisti celebri che hanno cominciato anche ben oltre la tua età. Poi, dipende da quello che vuoi fare, dai generi, ecc.
Ciao, in bocca al lupo e buono studio :-)
Messaggio modificato il giorno 03/12/2010, 01:26
Ciao, in bocca al lupo e buono studio :-)
Messaggio modificato il giorno 03/12/2010, 01:26
Re: Flauto Traverso o Pianoforte??
Inviato da:
Marcoheart
Data: 03 dicembre 2010, 08:51
L'argomento della meccanica del pianoforte è complesso ma è fondamentale la sua conoscenza per poter regolare il tocco dell'esecutore.
La cosa importante è capire che non è importante pigiare sui tasti per regolare la forza del suono ma incrementare la velocità del tocco. La sensibilità per fare tutto ciò è di gran lunga superiore nel pianoforte a coda rispetto al verticale. Nel coda infatti troviamo oltre al doppio scappamento anche la forza di gravità che agisce sul meccanismo, cosa che è meno presente nel verticale a causa della posizione della martelliera.
Il mantenere pigiato un tasto potrebbe anche soffocare la risonanza delle corde per l'intervento eccessivo dei feltri. In tutto ciò gioca un ruolo fondamentale l'esclusione di tutta la muscolatura accessoria per evitare l'irrigidimento del polso e delle dita)
Riguardo al discorso su quale sia lo strumento più facile o più difficile, questo non è affatto puerile per chi si accinge a dover iniziare lo studio di due strumenti a 16 aa essendo completamente indecisa.
Il fatto che si tratti di strumenti completamente diversi è ineludibile.
Ovviamente come per ogni disciplina, vi sono persone talentuose irraggiungibili dagli altri. Ma dall'osservare che un Gazzelloni è irraggiungibile ad equiparare il flauto al pianoforte in termini di difficoltà, ce ne corre. Poi, ripeto che non tutti li strumenti necessitano di 10 aa di studio per il diploma. Aggiungo che 10 aa per il diploma in pianoforte stanno pure stretti !
Ciononostante la ragazza fa bene a intraprendere lo studio del pianoforte perchè è vero che ci sono stati pianisti che hanno iniziato tardi. Se avrà costanza è talento anche il diploma non è impossibile.
La cosa importante è capire che non è importante pigiare sui tasti per regolare la forza del suono ma incrementare la velocità del tocco. La sensibilità per fare tutto ciò è di gran lunga superiore nel pianoforte a coda rispetto al verticale. Nel coda infatti troviamo oltre al doppio scappamento anche la forza di gravità che agisce sul meccanismo, cosa che è meno presente nel verticale a causa della posizione della martelliera.
Il mantenere pigiato un tasto potrebbe anche soffocare la risonanza delle corde per l'intervento eccessivo dei feltri. In tutto ciò gioca un ruolo fondamentale l'esclusione di tutta la muscolatura accessoria per evitare l'irrigidimento del polso e delle dita)
Riguardo al discorso su quale sia lo strumento più facile o più difficile, questo non è affatto puerile per chi si accinge a dover iniziare lo studio di due strumenti a 16 aa essendo completamente indecisa.
Il fatto che si tratti di strumenti completamente diversi è ineludibile.
Ovviamente come per ogni disciplina, vi sono persone talentuose irraggiungibili dagli altri. Ma dall'osservare che un Gazzelloni è irraggiungibile ad equiparare il flauto al pianoforte in termini di difficoltà, ce ne corre. Poi, ripeto che non tutti li strumenti necessitano di 10 aa di studio per il diploma. Aggiungo che 10 aa per il diploma in pianoforte stanno pure stretti !
Ciononostante la ragazza fa bene a intraprendere lo studio del pianoforte perchè è vero che ci sono stati pianisti che hanno iniziato tardi. Se avrà costanza è talento anche il diploma non è impossibile.
Re: Flauto Traverso o Pianoforte??
Inviato da:
ciobbetto
Data: 03 dicembre 2010, 09:21
Vorrei solo portare la mia personalissima esperienza sull'argomento "iniziare in età avanzata" , senza che sia vista come polemica
Io ho iniziato a 26 anni, avevo preso un paio d'anni di lezioni a 5-6 anni e poi abbandonato non so nemmeno perchè...credo questioni economiche, ma tant'è...
Prima di tornare a scuola di musica avevo il dubbio dell' "ormai troppo tardi" anch'io e cercando in rete, come in questo caso, si trovavano idee contrastanti.
Io ho deciso per il "chissenefrega ci proco comunque", ho comprato un digitale economicissimo, per vedere se fossi stato in grado di muovere le dita su una tastiera o fosse veramente troppo tardi...bhè dopo un anno ho dovuto cambiarlo perchè l'ho sorpassato tecnicamente : ) ero più veloce io a ripremere il tasto che lui a farlo tornare su, cercavo suoni che lui non poteva darmi etc...e l'ho cambiato con un altro digitale, più performante, sui mille euro, per vedere che succedeva andando avanti
adesso ho questo digitale da 2 anni (quindi son 3 anni che ho cominciato) e sto iniziando a guardarmi in giro per prendere un pianoforte vero e proprio che anche questo inizia a starmi stretto per le stesse ragioni del primo.
Al mio attivo ho, oltre agli esercizi di czerny e compagni, diversi correnti di bach tratti da suite, 2 bei notturni di chopin, il rondò alla turca di mozart, un momento musicale di schubert, ovvimante per Elisa : ) , il preludio "goccia di pioggia" di chopin...ed altre piccole cose
Son suonate malissimo!, intendiamoci....ma io son tanto contento!!!!
Quindi vai, suona, divertiti e prendi dalla musica quello che tu vuoi che ti dia.
Giusto cerca di esercitarti ogni giorno, altrimenti non se ne cava nulla praticamente.
....e se ti senti in età avanzata per iniziare, calcola che nella mia classe di solfeggio ci son io (prossimo ai 30) un 28enne, 2 50enni, un 48enne...tutti contenti di imparare musica anche sapendo che nessuno di noi diventerà mai Rubinstein, Kissin etc etc
Io ho iniziato a 26 anni, avevo preso un paio d'anni di lezioni a 5-6 anni e poi abbandonato non so nemmeno perchè...credo questioni economiche, ma tant'è...
Prima di tornare a scuola di musica avevo il dubbio dell' "ormai troppo tardi" anch'io e cercando in rete, come in questo caso, si trovavano idee contrastanti.
Io ho deciso per il "chissenefrega ci proco comunque", ho comprato un digitale economicissimo, per vedere se fossi stato in grado di muovere le dita su una tastiera o fosse veramente troppo tardi...bhè dopo un anno ho dovuto cambiarlo perchè l'ho sorpassato tecnicamente : ) ero più veloce io a ripremere il tasto che lui a farlo tornare su, cercavo suoni che lui non poteva darmi etc...e l'ho cambiato con un altro digitale, più performante, sui mille euro, per vedere che succedeva andando avanti
adesso ho questo digitale da 2 anni (quindi son 3 anni che ho cominciato) e sto iniziando a guardarmi in giro per prendere un pianoforte vero e proprio che anche questo inizia a starmi stretto per le stesse ragioni del primo.
Al mio attivo ho, oltre agli esercizi di czerny e compagni, diversi correnti di bach tratti da suite, 2 bei notturni di chopin, il rondò alla turca di mozart, un momento musicale di schubert, ovvimante per Elisa : ) , il preludio "goccia di pioggia" di chopin...ed altre piccole cose
Son suonate malissimo!, intendiamoci....ma io son tanto contento!!!!
Quindi vai, suona, divertiti e prendi dalla musica quello che tu vuoi che ti dia.
Giusto cerca di esercitarti ogni giorno, altrimenti non se ne cava nulla praticamente.
....e se ti senti in età avanzata per iniziare, calcola che nella mia classe di solfeggio ci son io (prossimo ai 30) un 28enne, 2 50enni, un 48enne...tutti contenti di imparare musica anche sapendo che nessuno di noi diventerà mai Rubinstein, Kissin etc etc
Re: Flauto Traverso o Pianoforte??
Inviato da:
ekoc29s
Data: 03 dicembre 2010, 19:13
Marcoheart Scritto:
-------------------------------------------------------
> L'argomento della meccanica del pianoforte è
> complesso ma è fondamentale la sua conoscenza per
> poter regolare il tocco dell'esecutore.
> La cosa importante è capire che non è importante
> pigiare sui tasti per regolare la forza del suono
> ma incrementare la velocità del tocco.
Infatti, è quello che fanno anche il computer e le tastiere digitali: non per niente, si parla di "velocity", sia in rapporto alla dinamica che al volume del suono.
> La
> sensibilità per fare tutto ciò è di gran lunga
> superiore nel pianoforte a coda rispetto al
> verticale. Nel coda infatti troviamo oltre al
> doppio scappamento anche la forza di gravità che
> agisce sul meccanismo, cosa che è meno presente
> nel verticale a causa della posizione della
> martelliera.
> Il mantenere pigiato un tasto potrebbe anche
> soffocare la risonanza delle corde per
> l'intervento eccessivo dei feltri. In tutto ciò
> gioca un ruolo fondamentale l'esclusione di tutta
> la muscolatura accessoria per evitare
> l'irrigidimento del polso e delle dita)
Tutto verissimo e giusto, ma è un discorso un pochino avanzato per chi deve ancora cominciare da zero...
> Riguardo al discorso su quale sia lo strumento più
> facile o più difficile, questo non è affatto
> puerile per chi si accinge a dover iniziare lo
> studio di due strumenti a 16 aa essendo
> completamente indecisa.
> Il fatto che si tratti di strumenti completamente
> diversi è ineludibile.
> Ovviamente come per ogni disciplina, vi sono
> persone talentuose irraggiungibili dagli altri. Ma
> dall'osservare che un Gazzelloni è irraggiungibile
> ad equiparare il flauto al pianoforte in termini
> di difficoltà, ce ne corre.
Perché? Io ho fatto un discorso che mi è parso logico, e cioè: tutti gli strumenti hanno dei limti tecnici, che l'impiego e la letteratura preposta hanno via via spinto in avanti sul piano della difficoltà, fino a limiti estremi. Ciò non vale per il triangolo, ripeto (perché la tradizione non ha spinto lo strumento verso risorse estreme), ma vale tanto per il flauto, quanto per il violino, quanto per il pianoforte, quanto per il fagotto, quanto per gli strumenti ad ancia semplice, quanto per la chitarra, ecc. ecc. O, in ambiti diversi, anche per strumenti "pop", come la batteria o la chitarra elettrica...
> Poi, ripeto che non
> tutti li strumenti necessitano di 10 aa di studio
> per il diploma. Aggiungo che 10 aa per il diploma
> in pianoforte stanno pure stretti !
Gli anni che servono per il diploma sono orientati ad una tradizione accademica che, però, non sempre corrisponde alla realtà della musica, che è in continua evoluzione: chi si diploma nel flauto, se vuole suonare anche il jazz dell'ultimo mainstream, o certe tecniche della musica popolare (discorso dal quale il piano è fuori) deve studiare ancora tantissimo per arrivare alle tecniche di emissione e di respirazione che in conservatorio sono ferme all'800.... Oppure, uno studente si può tranquillamente diplomare in flauto traverso senza saper dove mettere le dita per una diteggiatura a forcella praticata sul flauto d'epoca in tutto il repertorio barocco... La verità è che uno strumento non si finisce di studiare al conservatorio. Non si smette mai di studiare, se si vuole che il proprio studio serva a qualcosa. Quindi, che ci voglia un anno in più o in meno nei programmi ministeriali, non mi sembra così rilevante.
> Ciononostante la ragazza fa bene a intraprendere
> lo studio del pianoforte perchè è vero che ci sono
> stati pianisti che hanno iniziato tardi. Se avrà
> costanza è talento anche il diploma non è
> impossibile.
Meno male, almeno su questo siamo d'accordo...
Messaggio modificato il giorno 03/12/2010, 19:21
-------------------------------------------------------
> L'argomento della meccanica del pianoforte è
> complesso ma è fondamentale la sua conoscenza per
> poter regolare il tocco dell'esecutore.
> La cosa importante è capire che non è importante
> pigiare sui tasti per regolare la forza del suono
> ma incrementare la velocità del tocco.
Infatti, è quello che fanno anche il computer e le tastiere digitali: non per niente, si parla di "velocity", sia in rapporto alla dinamica che al volume del suono.
> La
> sensibilità per fare tutto ciò è di gran lunga
> superiore nel pianoforte a coda rispetto al
> verticale. Nel coda infatti troviamo oltre al
> doppio scappamento anche la forza di gravità che
> agisce sul meccanismo, cosa che è meno presente
> nel verticale a causa della posizione della
> martelliera.
> Il mantenere pigiato un tasto potrebbe anche
> soffocare la risonanza delle corde per
> l'intervento eccessivo dei feltri. In tutto ciò
> gioca un ruolo fondamentale l'esclusione di tutta
> la muscolatura accessoria per evitare
> l'irrigidimento del polso e delle dita)
Tutto verissimo e giusto, ma è un discorso un pochino avanzato per chi deve ancora cominciare da zero...
> Riguardo al discorso su quale sia lo strumento più
> facile o più difficile, questo non è affatto
> puerile per chi si accinge a dover iniziare lo
> studio di due strumenti a 16 aa essendo
> completamente indecisa.
> Il fatto che si tratti di strumenti completamente
> diversi è ineludibile.
> Ovviamente come per ogni disciplina, vi sono
> persone talentuose irraggiungibili dagli altri. Ma
> dall'osservare che un Gazzelloni è irraggiungibile
> ad equiparare il flauto al pianoforte in termini
> di difficoltà, ce ne corre.
Perché? Io ho fatto un discorso che mi è parso logico, e cioè: tutti gli strumenti hanno dei limti tecnici, che l'impiego e la letteratura preposta hanno via via spinto in avanti sul piano della difficoltà, fino a limiti estremi. Ciò non vale per il triangolo, ripeto (perché la tradizione non ha spinto lo strumento verso risorse estreme), ma vale tanto per il flauto, quanto per il violino, quanto per il pianoforte, quanto per il fagotto, quanto per gli strumenti ad ancia semplice, quanto per la chitarra, ecc. ecc. O, in ambiti diversi, anche per strumenti "pop", come la batteria o la chitarra elettrica...
> Poi, ripeto che non
> tutti li strumenti necessitano di 10 aa di studio
> per il diploma. Aggiungo che 10 aa per il diploma
> in pianoforte stanno pure stretti !
Gli anni che servono per il diploma sono orientati ad una tradizione accademica che, però, non sempre corrisponde alla realtà della musica, che è in continua evoluzione: chi si diploma nel flauto, se vuole suonare anche il jazz dell'ultimo mainstream, o certe tecniche della musica popolare (discorso dal quale il piano è fuori) deve studiare ancora tantissimo per arrivare alle tecniche di emissione e di respirazione che in conservatorio sono ferme all'800.... Oppure, uno studente si può tranquillamente diplomare in flauto traverso senza saper dove mettere le dita per una diteggiatura a forcella praticata sul flauto d'epoca in tutto il repertorio barocco... La verità è che uno strumento non si finisce di studiare al conservatorio. Non si smette mai di studiare, se si vuole che il proprio studio serva a qualcosa. Quindi, che ci voglia un anno in più o in meno nei programmi ministeriali, non mi sembra così rilevante.
> Ciononostante la ragazza fa bene a intraprendere
> lo studio del pianoforte perchè è vero che ci sono
> stati pianisti che hanno iniziato tardi. Se avrà
> costanza è talento anche il diploma non è
> impossibile.
Meno male, almeno su questo siamo d'accordo...
Messaggio modificato il giorno 03/12/2010, 19:21
Re: Flauto Traverso o Pianoforte??
Inviato da:
Marcoheart
Data: 03 dicembre 2010, 19:56
E' parso logico a te.
Gli strumenti sono diversi, i limiti tecnici estremi non sono paragonabili tra loro, ergo ...
Ma qui parliamo di limiti estremi che forse nessuno di noi ha mai raggiunto. La ragazza può studiare benissimo ciò che più le piace.
Il ragazzo che ha iniziato a 26 aa riferisce che durante l'infanzia aveva suonato e questo non è un dato indifferente perchè aveva già plasmato il proprio cervello da piccolo anche se per poco tempo. Ciò spiega il breve tempo d'apprendimento ora che ha 26 anni. Diverso è il caso di chi inizia da zero senza aver mai suonato.
Mio padre comunque ha avuto anche allievi che partivano da zero oltre i 40 aa ed hanno fatto bei progressi.
Gli strumenti sono diversi, i limiti tecnici estremi non sono paragonabili tra loro, ergo ...
Ma qui parliamo di limiti estremi che forse nessuno di noi ha mai raggiunto. La ragazza può studiare benissimo ciò che più le piace.
Il ragazzo che ha iniziato a 26 aa riferisce che durante l'infanzia aveva suonato e questo non è un dato indifferente perchè aveva già plasmato il proprio cervello da piccolo anche se per poco tempo. Ciò spiega il breve tempo d'apprendimento ora che ha 26 anni. Diverso è il caso di chi inizia da zero senza aver mai suonato.
Mio padre comunque ha avuto anche allievi che partivano da zero oltre i 40 aa ed hanno fatto bei progressi.
Pagina attuale: 2 di 8