Edumus Forum » Strumenti a tastiera
Tecnica strumentale, repertorio, studio dei brani, interpreti, consigli sull'acquisto strumenti e tutte le discussioni specifiche riguardanti gli strumenti a tastiera.
scelta pianoforte
Inviato da:
alberto80
Data: 27 febbraio 2011, 14:52
Salve a tutti!!!
Dopo alcuni anni di stop pianistico causa lavoro ho ricominciato a suonare e studiare il pianoforte.
Sto valutando l'opportunità di acquistare un 1/4 o 1/2 coda a prezzo contenuto,visto che suono per diletto;vorrei solo avere uno strumento discreto,con un bel suono e un bel mobile.
Ho fatto qualche giro e ho trovato un Bluthner da 1/4 oppure uno Steingraber 1/2 coda ;credo che i due pianoforti in questione fossero opportunamente ricondizionati perché erano su con gli anni....cmq a mio avviso suonavano molto bene.
Il budget a mia disposizione è di circa 5000-6000 euro e acquistando uno dei due spenderei più o meno questa cifra.
Ho cercato anche Kawaii e Yamaha ma mi sembra di capire che andiamo più su con la spesa (intorno ai 9000,tuttavia mi hanno offerto pianoforti piuttosto nuovi)
Voi che pianoforte cerchereste con la cifra a mia disposizione?
Le offerte per il Bluthner e lo Steingraber vi sembrano buone?
Vorrei inoltre capire se acquistare un pianoforte anzianotto ma messo bene può creare problemi o se invece vale la pena spendere qualcosa di più ed avere uno strumento giovane.
Grazie a tutti
Dopo alcuni anni di stop pianistico causa lavoro ho ricominciato a suonare e studiare il pianoforte.
Sto valutando l'opportunità di acquistare un 1/4 o 1/2 coda a prezzo contenuto,visto che suono per diletto;vorrei solo avere uno strumento discreto,con un bel suono e un bel mobile.
Ho fatto qualche giro e ho trovato un Bluthner da 1/4 oppure uno Steingraber 1/2 coda ;credo che i due pianoforti in questione fossero opportunamente ricondizionati perché erano su con gli anni....cmq a mio avviso suonavano molto bene.
Il budget a mia disposizione è di circa 5000-6000 euro e acquistando uno dei due spenderei più o meno questa cifra.
Ho cercato anche Kawaii e Yamaha ma mi sembra di capire che andiamo più su con la spesa (intorno ai 9000,tuttavia mi hanno offerto pianoforti piuttosto nuovi)
Voi che pianoforte cerchereste con la cifra a mia disposizione?
Le offerte per il Bluthner e lo Steingraber vi sembrano buone?
Vorrei inoltre capire se acquistare un pianoforte anzianotto ma messo bene può creare problemi o se invece vale la pena spendere qualcosa di più ed avere uno strumento giovane.
Grazie a tutti
Re: scelta pianoforte
Inviato da:
Marcoheart
Data: 01 marzo 2011, 20:49
Il miglior rapporto qualità/prezzo puoi trovarlo con uno strumento di 10 aa Kawai o Yamaha.
Ovviamente il nuovo è meglio
No ai ricondizionati
Ovviamente il nuovo è meglio
No ai ricondizionati
Re: scelta pianoforte
Inviato da:
ekoc29s
Data: 02 marzo 2011, 00:08
I parametri da dover prendere in considerazione sono troppi. Tu dici Blutner (che è uno dei pochi marchi storici "assoluti"), ma dipende. Altri ti dicono "Yamaha", ma dipende.
Non c'è un Quattroruote dei pianoforti, ma qualche idea ce se la può fare chiedendo consigli diretti a qualche disinteressato (ma che abbia modo di vedere e toccare gli strumenti che ti sono offerti, non così a naso...!). E chiedendo anche, ad una persona di fiducia ben informata, di darti una mano secondo le tue esigenze.
Io, questi giorni, sto comprando una macchina usata; che faccio? Chiedo al mio meccanico di fiducia, gli faccio dare un'occhiata, ma cerco di informarmi e di capire bene anch'io cosa guardare nel motore o in altre parti essenziali, per capire se sia o meno un buon affare.
Ma poi, come con le automobili, con uno strumento bisogna sentirsi a proprio agio. Bisognerebbe provare diversi tipi di meccanica... Insomma, bisognerebbe innamorarsi di tutto lo strumento. Mettendoci sopra le mani, bisognerebbe sentire un brivido che induce alla complicità e alla confidenza, non al dover espugnare una fortezza.
Io, per esempio, mi sono pentito, negli anni, di aver scelto una meccanica molto migliore "sulla carta", ma che non mi piaceva sentire sotto le dita.
Ce n'era un'altra, invece, che costava meno, sempre ottima; e, tornando indietro la preferirei di sicuro. Conta anche "come ci si sente", con uno strumento.
Altrimenti, si rischia di comprare solo un bel mobile, da usare per far brutta figura casomai capitasse qualcuno che sa suonare il piano e osservi lo stato d'abbandono cui l'avrete tenuto, non suonandolo...
Non c'è un Quattroruote dei pianoforti, ma qualche idea ce se la può fare chiedendo consigli diretti a qualche disinteressato (ma che abbia modo di vedere e toccare gli strumenti che ti sono offerti, non così a naso...!). E chiedendo anche, ad una persona di fiducia ben informata, di darti una mano secondo le tue esigenze.
Io, questi giorni, sto comprando una macchina usata; che faccio? Chiedo al mio meccanico di fiducia, gli faccio dare un'occhiata, ma cerco di informarmi e di capire bene anch'io cosa guardare nel motore o in altre parti essenziali, per capire se sia o meno un buon affare.
Ma poi, come con le automobili, con uno strumento bisogna sentirsi a proprio agio. Bisognerebbe provare diversi tipi di meccanica... Insomma, bisognerebbe innamorarsi di tutto lo strumento. Mettendoci sopra le mani, bisognerebbe sentire un brivido che induce alla complicità e alla confidenza, non al dover espugnare una fortezza.
Io, per esempio, mi sono pentito, negli anni, di aver scelto una meccanica molto migliore "sulla carta", ma che non mi piaceva sentire sotto le dita.
Ce n'era un'altra, invece, che costava meno, sempre ottima; e, tornando indietro la preferirei di sicuro. Conta anche "come ci si sente", con uno strumento.
Altrimenti, si rischia di comprare solo un bel mobile, da usare per far brutta figura casomai capitasse qualcuno che sa suonare il piano e osservi lo stato d'abbandono cui l'avrete tenuto, non suonandolo...
Re: scelta pianoforte
Inviato da:
alberto80
Data: 02 marzo 2011, 19:24
Grazie a tutti per i consigli....
il suono di Kawai e Yamaha mi piace molto....sembra molto "moderno"....per mia fortuna però ho avuto modo di provare solo Kawai e Yamaha di media fascia....mi piacerebbe provare anche i quartini per vedere se sono molto diversi rispetto a quelli che ho provato....
cmq anche il Bluthner mi è piaciuto molto...ha un suono di grande personalità....qualcuno sa darmi informazioni aggiuntive in merito a questa marca di pianoforti?
il suono di Kawai e Yamaha mi piace molto....sembra molto "moderno"....per mia fortuna però ho avuto modo di provare solo Kawai e Yamaha di media fascia....mi piacerebbe provare anche i quartini per vedere se sono molto diversi rispetto a quelli che ho provato....
cmq anche il Bluthner mi è piaciuto molto...ha un suono di grande personalità....qualcuno sa darmi informazioni aggiuntive in merito a questa marca di pianoforti?
Re: scelta pianoforte
Inviato da:
stefanomusica
Data: 05 aprile 2011, 22:41
Ciao, sono nuovo di qui quindi scusate se faccio qualche errore.
Il Bluthner è un marchio storico e molto buono ma mi pare tu non abbia parlato di età degli strumenti e questo è un dato importante per capire cosa si sta comprando.
Il Bluthner è un marchio storico e molto buono ma mi pare tu non abbia parlato di età degli strumenti e questo è un dato importante per capire cosa si sta comprando.
Re: scelta pianoforte
Inviato da:
francoc
Data: 06 aprile 2011, 15:57
alberto80 Scritto:
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> Grazie a tutti per i consigli....
> il suono di Kawai e Yamaha mi piace
> molto....sembra molto "moderno"....per mia fortuna
> però ho avuto modo di provare solo Kawai e Yamaha
> di media fascia....mi piacerebbe provare anche i
> quartini per vedere se sono molto diversi rispetto
> a quelli che ho provato....
> cmq anche il Bluthner mi è piaciuto molto...ha un
> suono di grande personalità....qualcuno sa darmi
> informazioni aggiuntive in merito a questa marca
> di pianoforti?
Il mio pianoforte è un Bluthner mod. 6 del 1988.
Bluthner è uno dei marchi "storici".
Le tre "B" ovvero Bosendorfer, Bechstein e Bluthner insieme a Steinway e Fazioli
rappresentano il meglio dei pianoforti prodotti.
Bluthner, per lunghi anni e per la sua collocazione (Lipsia), ha rappresentato l'unico
fornitore ufficiale di "punta" per l'Est Europeo (ex Unione Sovietica ovviamente compresa).
Questo ha conferito alla Bluthner (Azienda di Stato) il titolo di unica concorrente alla
produzione occidentale. Trattandosi di "prestigio" per chi come me ricorda quanto questo
fosse importante in una "competizione" Est - Ovest, la produzione ne ha tratto benefici in
ottica di materiali e qualità.
Successivamente al 1989 si è avuto un "impoverimento" nei termini di qualità che ha
permesso un notevole abbassamento dei costi di produzione e dei prezzi degli strumenti
(secondo gli standard occidentali).
Caratteristiche costruttive:
Bluthner ha depositato (nella sua storia) 2 principali brevetti (ora scaduti).
Gli occhielli, posizionati dopo le caviglie, hanno tanti fori quante sono le corde (3, 2 o
1) e non un'unica apertura "larga", con conseguente mancanza di spostamenti anche minimi laterali (l'accordatura teneva di più); tale soluzione è poi stata adottata anche dagli
altri costruttori.
Il più importante ha oggetto la curvatura della tavola armonica che ha il suo culmine
(punto più alto) in diagonale in corrispondenza ai ponticelli. Questa peculiarità determina
un grande equilibrio bassi/acuti, tenuta dell'accordatura, ecc..
Ancora oggi, per quel che so, è l'unico costruttore ad adottare questa soluzione.
Fino al 1988 la tavola armonica era di "abete di Romania"; successivamente (anche ora) non più. La qualità di questo legno è anche visibile (le venature sono estremamente sottili e regolari ed il legno è di colore estremamente chiaro); inoltre le sue caratteristiche
permettevano di produrre listelli con uno spessore minore (- 2 millimetri delle tavole
armoniche concorrenti). Da qui la "tenuta" del suono.
La meccanica, dalla metà dagli anni 60 è Renner originale non modificata, corde Rosslau e
martelliera Abel.
La lavorazione è artigianale e si vede chiaramente.
Il modello meglio riuscito è il 6 (191 cm.) ed è anche il più ricercato.
francoc
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> Grazie a tutti per i consigli....
> il suono di Kawai e Yamaha mi piace
> molto....sembra molto "moderno"....per mia fortuna
> però ho avuto modo di provare solo Kawai e Yamaha
> di media fascia....mi piacerebbe provare anche i
> quartini per vedere se sono molto diversi rispetto
> a quelli che ho provato....
> cmq anche il Bluthner mi è piaciuto molto...ha un
> suono di grande personalità....qualcuno sa darmi
> informazioni aggiuntive in merito a questa marca
> di pianoforti?
Il mio pianoforte è un Bluthner mod. 6 del 1988.
Bluthner è uno dei marchi "storici".
Le tre "B" ovvero Bosendorfer, Bechstein e Bluthner insieme a Steinway e Fazioli
rappresentano il meglio dei pianoforti prodotti.
Bluthner, per lunghi anni e per la sua collocazione (Lipsia), ha rappresentato l'unico
fornitore ufficiale di "punta" per l'Est Europeo (ex Unione Sovietica ovviamente compresa).
Questo ha conferito alla Bluthner (Azienda di Stato) il titolo di unica concorrente alla
produzione occidentale. Trattandosi di "prestigio" per chi come me ricorda quanto questo
fosse importante in una "competizione" Est - Ovest, la produzione ne ha tratto benefici in
ottica di materiali e qualità.
Successivamente al 1989 si è avuto un "impoverimento" nei termini di qualità che ha
permesso un notevole abbassamento dei costi di produzione e dei prezzi degli strumenti
(secondo gli standard occidentali).
Caratteristiche costruttive:
Bluthner ha depositato (nella sua storia) 2 principali brevetti (ora scaduti).
Gli occhielli, posizionati dopo le caviglie, hanno tanti fori quante sono le corde (3, 2 o
1) e non un'unica apertura "larga", con conseguente mancanza di spostamenti anche minimi laterali (l'accordatura teneva di più); tale soluzione è poi stata adottata anche dagli
altri costruttori.
Il più importante ha oggetto la curvatura della tavola armonica che ha il suo culmine
(punto più alto) in diagonale in corrispondenza ai ponticelli. Questa peculiarità determina
un grande equilibrio bassi/acuti, tenuta dell'accordatura, ecc..
Ancora oggi, per quel che so, è l'unico costruttore ad adottare questa soluzione.
Fino al 1988 la tavola armonica era di "abete di Romania"; successivamente (anche ora) non più. La qualità di questo legno è anche visibile (le venature sono estremamente sottili e regolari ed il legno è di colore estremamente chiaro); inoltre le sue caratteristiche
permettevano di produrre listelli con uno spessore minore (- 2 millimetri delle tavole
armoniche concorrenti). Da qui la "tenuta" del suono.
La meccanica, dalla metà dagli anni 60 è Renner originale non modificata, corde Rosslau e
martelliera Abel.
La lavorazione è artigianale e si vede chiaramente.
Il modello meglio riuscito è il 6 (191 cm.) ed è anche il più ricercato.
francoc