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Tecnica strumentale, repertorio, studio dei brani, interpreti, consigli sull'acquisto strumenti e tutte le discussioni specifiche riguardanti gli strumenti a tastiera.

memoria
Inviato da: musicodolce
Data: 03 aprile 2011, 08:32

La mia memoria è sempre stata qualcosa che poteva favorire o danneggiare le mie esecuzioni in modo notevole. Ho sempre avuto enorme facilità ad imparare a memoria qualunque pezzo.... da ragazzino mi bastava una sola lettura e poi tra il ricordo delle note fissato con l' orecchio assoluto e quello dei movimenti delle mani sui tasti continuavo a studiare senza spartito. Alle volte la memoria conferiva alla mia esecuzione una tale facilità che mi faceva presumere che non potesse essere altro che un indubbio vantaggio. Ma con l' andare avanti del tempo ho cominciato a rendermi conto che in questo modo trascuravo tanti segni, di dinamica, di fraseggio, di agogica e perfino qualche nota o qualche alterazione... insomma la mia esecuzione, per quanto fosse pienamente scorrevole era tuttaltro che precisa. L' aspetto peggiore però era ciò che poteva accadere quelle volte (in verità rare) in cui il ricordo del movimento delle mani sui tasti aveva una pausa.... dalla quale era impossibile riprendermi senza consultare lo spartito. Cominciai a provare ad eseguire con la parte. Già, ma quando incontravo una difficoltà nel ricordare i miei occhi non sapevano dove cercare per poter proseguire. Inutile poi dire quali conseguenze derivarono dal fatto di eseguire sempre a memoria.... una insicurezza di fondo in qualunque esecuzione ed una vera e propria inettitudine nella lettura a prima vista. Ad un certo punto mi sono risolto a cambiare il metodo di apprendimento dei brani che studiavo: mi obbligavo a mantenere il segno sulla parte nota per nota e a non guardare mai le mani, solo le note. E' sta una violenza fatta su me stesso che però ha portato i suoi frutti: le mie esecuzioni da allora non hanno più punti di arresto e nella lettura a prima vista sono migliorato tanto da non riconoscermi più. Per contro, la mia memoria capacità di memorizzare è diminuita. Ma diciamo anche più chiaramente che in quanto non sopporto che la mia memoria possa rovinare completamente la mia esecuzione, mi sono risolto a non suonare più a memoria, neppure nei concerti. Nelle regole di Schumann vi è scritto che non si è appreso bene nessun pezzo che non siamo in grado di eseguire a memoria.... già, ed io sono in grado di farlo, solo che non voglio più farlo per importanti ragioni. So che la maggior parte di voi criticherà tutto questo, ma in fondo anche il grande Richter non suonava più a memoria e quindi io non trovo disdicevole l' eseguire con la parte davanti. O almeno non è più disdicevole che non sentirsi tranquilli e perciò meno liberi anche da un punto di vista interpretativo oltre che tecnico.
Che rapporto avete con l' eseguire a memoria?

Re: memoria
Inviato da: Cinghiale
Data: 03 aprile 2011, 09:35

Cui prodest?

Re: memoria
Inviato da: musicodolce
Data: 03 aprile 2011, 10:15

ad esempio per insegnare... non vi capita che i vostri allievi tendono ad eseguire solo a memoria pur di non leggere? Ma anche per confrontare metodi di memorizzazione. Tutto qui

Re: memoria
Inviato da: Carlos
Data: 03 aprile 2011, 11:54

Ho letto con attenzione il tuo resoconto delle difficoltà a suonare a memoria, del problema della
fedeltà al segno, del problema dei "buchi di memoria".
Le due cose hanno un'origine comune, a mio parere, ma il 'difetto' è risolvibile, non solo suonando
con la carta davanti.
Una prima lettura può consentire di eseguire a memoria (dipende da cosa, in ogni modo), ma
senza dubbio non consente di 'trattenere' l'intero corpus di segni, che di fatto fa parte della musica.
Sapere a memoria le note non vuol dire saper a memoria il pezzo.
Se poi a questo si uniscono errori di lettura, beh allora è davvero un problema.
Tu parli di orecchio assoluto e memoria digitale, ma è evidente da quello che dici che è la seconda quella
sulla quale tu facevi più affidamento: il fatto che mancando un tassello del movimento digitale tu non
fossi più in grado di proseguire ne è la riprova.
Posto che è impossibile suonare alcuni pezzi del repertorio con la carta (sfido chiunque a leggere
nota per nota uno Studio da concerto di Liszt ad esempio), a mio parere c'è un altro sistema per
suonare a memoria e non avere problemi di buchi: utilizzare un altro tipo di memoria, non escludendo
gli altri due (quella acustica e quella digitale), bensì completandoli: la memoria visiva.
La ritengo fondamentale, soprattutto quando ci si trovi a dover fronteggiare un momento di defaillance,
che si traduce in un vuoto.
Inoltre non sottovaluterei un aspetto che generalmente gli strumentisti invece trascurano, che è
l'analisi, ma a tavolino, non alla tastiera. Conoscere un pezzo nelle sue strutture, nel suo perscorso
armonico, ma in maniera 'astratta', ossia lontani dallo strumento, credo possa solidificare poi lo studio
che si fa sullo strumento, garantendo che la memoria sia non solo una memoria di superficie, bensì una
memoria più completa.



Messaggio modificato il giorno 03/04/2011, 11:55

Re: memoria
Inviato da: Marcoheart
Data: 03 aprile 2011, 19:00

per memoria visiva intendi quella che si rifà all'immagine dello spartito o quella che richiama alla mente la posizioni delle mani ed i movimenti sulla tastiera (immagino la prima)
Grazie Carlos !

Re: memoria
Inviato da: Carlos
Data: 04 aprile 2011, 08:38

Marcoheart Scritto:
-------------------------------------------------------
> per memoria visiva intendi quella che si rifà
> all'immagine dello spartito o quella che richiama
> alla mente la posizioni delle mani ed i movimenti
> sulla tastiera (immagino la prima)
> Grazie Carlos !

Certo, la prima. Si dice anche memoria fotografica proprio perché è come aver impressa in mente una fotografia
della musica e questo aiuta a non "perdersi" affidandosi solo alla memoria meccanica (quella delle dita per intandersi).

Re: memoria
Inviato da: Cinghiale
Data: 05 aprile 2011, 08:07

Oltre alla necessaria analisi formale, pratica purtroppo, poco comune fra i pianisti, mentre gli organisti sono educati a farlo fin dal principio, occorre avere la carta come schema di sicurezza: non si leggerà ogni nota singolarmente, ma si osserverà il disegno generale delle note quale richiamo e qualche elemento difficile sarà, invece, letto nel modo tradizionale. Tuttavia, non vedo l'utilità dell'esecuzione integrale a memoria: inutile sforzo a scopo esibizionistico.

Re: memoria
Inviato da: musicodolce
Data: 05 aprile 2011, 08:44

Sono d' accordo con quanto mi suggerisce Carlos ed anche abbastanza con le considerazioni di Cinghiale. Purtroppo io non riesco a fare alcun affidamento alla memoria visiva.... io ho un tipo di memoria più concettuale e una volta che chiudo la parte non riesco a visualizzare nè con la memoria nè con l' immaginazione neanche una riga di spartito, meno che mai le note. Dunque è ovvio che io abbia cercato di trovare altri tipi di memoria. Certamente quando avevo il problema dei "buchi" ciò che conduceva troppo la mia esecuzione era la memoria digitale. Tuttavia mi è accaduto sempre molto raramente di avere buchi in quanto l' orecchio assoluto mi ha sempre supportato in modo importante. E' però ovvio che io abbia corredato anche di una analisi armonica e strutturale l' apprendimento di qualunque pezzo io debba eseguire in pubblico.... ma per come sono fatto, mi sento ugualmente più soddisfatto di poter controllare continuamente la mia esecuzione leggendo. Devo però confessare che in verità mentre sto suonando io non leggo proprio nota per nota e d' altra parte come dice Carlos non sarebbe possibile in passaggi estremamente complicati e magari molto veloci. La lettura però guida tutti gli altri tipi di memoria, perfino quella fotografica che io non ho. Per questo mi da sicurezza e tranquillità tenere la parte davanti e sono oramai parecchi anni che faccio così e mi trovo abbastanza bene..... salvo per il fatto di dovermi sempre occupare di chi può svolgere il compito di starmi accanto per voltare le pagine. Ho in effetti un allievo diplomato da alcuni anni che, bontà sua, si offre sempre per questo compito. Ma quando lui non c' è ho un po' di ansia anche perchè qualche volta chi lo ha sostituito non è stato all' altezza di quel compito e seppure non sono mai stato danneggiato da ciò, questo è qualcosa che mi fa stare in ansia. Condivido anche Cinghiale, vorrei però dire che quando eseguivo a memoria non lo facevo per esibizionismo, ma solo perchè convinto che fosse il miglior modo per sentirmi più libero nell' interpretazione e nella tecnica. Ora sono invece convinto che ero in errore perchè sento più sicurezza tenendo la parte davanti.
Un grazie a tutti.

Re: memoria
Inviato da: Carlos
Data: 05 aprile 2011, 09:33

musicodolce Scritto:
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> Purtroppo io non riesco a fare alcun affidamento alla memoria visiva...
> io ho un tipo di memoria più concettuale e una volta che chiudo la parte non riesco a visualizzare nè con la
> memoria nè con l' immaginazione neanche una riga di spartito, meno che mai le note.

Beh a questo si può porre rimedio allenando la memoria visiva, in ogni modo. Poco per volta, sforzandosi di leggere
magari due righi alla volta (lontani dallo strumento) e una volta chiusi gli occhi provare a richiamarli.
Nemmeno io utilizzavo la memoria visiva (tutti ce l'hanno, ma non la utilizzano) ma con l'esercizio ho imparato ad
usarla.

> Condivido anche Cinghiale.

Io no. È il solito atteggiamento snobistico degli organisti che ritengono i pianisti che eseguono a memoria degli esibizionisti.
Ha la stessa validità concettuale che avrebbe l'affermazione contraria, cioè che gli organisti hanno sempre la carta davanti
perché leggono a prima vista.



Messaggio modificato il giorno 05/04/2011, 09:33

Re: memoria
Inviato da: Cinghiale
Data: 05 aprile 2011, 11:52

Il suonare a memoria da parte della maggioranza dei pianisti è solo un'usnza, stupida come tutte le usanze.