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Mendelssohn Rondò Capriccioso
Inviato da: ilariablues
Data: 14 agosto 2012, 15:51

Vorrei dei consigli su come eseguire questo brano..lo sto studiando ora, e per metà settembre dovrei portarlo (fatto bene) all'esame da 6° a 7°..il fatto è che mi viene ancora lento e sporco (la parte del presto...la faccio a 75 al quarto puntato e non riesco a muoverla altrimenti perchè mi verrebbe un disastro)...come fare? trovo soprattutto difficoltà nei salti d'ottava della sinistra (quando la destra fa quella specie di trillo di terze) e negli arpeggi delle ultime 4 pagine, oltre che nelle orrave di entrambe le mani (per esampio nelle ultime battute...questo però penso che sia un problema fisico, dato che prendo giusto un'ottava...ma vorrei comunque pulire questi passaggi)...come potrei migliorarlo? a che tempo dovrebbe uscire? io guardando su internet ho visto che lo fanno a velocità folli, e la mia insegnante stessa mi ha detto che lo fanno troppo veloce, ma non mi ha dato un tempo, per cui chiedo a voi. Grazie!

Re: Mendelssohn Rondò Capriccioso
Inviato da: bacco789
Data: 14 agosto 2012, 21:56

Cara Ilaria, ti consiglio molto di lavorare sul suono. Studia un passaggio alla volta aumentanto gradatamente il metronomo, poi, dopo qualche ora, studia lo stesso passaggio a ritroso con la velocità alla quale eri arrivata...per le ottave non preoccuparti: più ti sforzerai di rilassarti e di concentrare la forza sui polpastrelli e più saranno pulite e sonore. Non cercare di aumentare la velocità dall'oggi al domani, fissati piuttosto un tempo al quale dover arrivare dopo una settimana di duro studio. Se studierai lo stesso pezzo ogni giorno alla stessa ora per diversi giorni vedrai che migliorerai in una maniera incredibile. Accertati ogni volta che stai rispettando le sonorità di ogni passaggio, ci sono dei passaggi virtuosi sia nel forte che nel piano e meritano uno studio differente...buon lavoro e in bocca al lupo!!!

Re: Mendelssohn Rondò Capriccioso
Inviato da: maestrosfredda
Data: 17 agosto 2012, 10:39

Ciao Ilaria. Non scoraggiarti! Mi interessa approfondire questa tua frase: "io guardando su internet ho visto che lo fanno a velocità folli, e la mia insegnante stessa mi ha detto che lo fanno troppo veloce, ma non mi ha dato un tempo". Sicuramente c'è una tendenza diffusa ad esagerare i tempi di stacco dei pezzi, con un obiettivo di creare stupore che spesso non si accorda con l'espressione dell'idea musicale. Mendelssohn, in questo senso, è un compositore molto maltrattato e poco capito, secondo me.

Tu però hai bisogno di una indicazione precisa. Il tempo "giusto" dovrebbe essere quello che tu ritieni efficace per la tua espressione musicale: come ti piacerebbe ascoltarlo e come ti piacerebbe eseguirlo. Non ti consiglio di partire da una velocità predeterminata, ma piuttosto dalla tua necessità espressiva. Questo ti sarà senz'altro di aiuto.

Poi ci sarebbe da approfondire l'aspetto tecnico dello studio, ad esempio delle ottave che tu citi: una questione di metodo di studio, insomma. Dal metodo che applichi dipende il successo della tua esecuzione.

Re: Mendelssohn Rondò Capriccioso
Inviato da: cadenza
Data: 17 agosto 2012, 12:23

Concordo. La velocita' come virtuosismo fine a sè stesso è da concorsista, non da concertista.
Ma è anche vero che nelle composizioni la velocita' è anche parte dell'espressione musicale del pezzo, per cui eseguirlo troppo lentamente, anche ben esprimendo la propria musicalita' si rischia di non interpretare appieno il pezzo.
Il patrimonio tecnico di ognuno di noi e le possibilita' giocano un ruolo importante.
Troppe volte ho sentito eseguire il terzo tempo della Sonata beethoveniana in do diesis minore "al chiaro di luna" ( metto tra virgolette perche' per me è tutt'altro che un chiaro di luna nell'accezione che normalmente si da a questo pezzo) ad una velocita' molto inferiore a quella prevista, perchè tecnicamente non ancora pronti, pur bene esprimendo gli aspetti pre romantici di Beethoven. Il dramma e il dolore urlato di questo movimento purtroppo abbisognano di una velocita' che è quella del presto. Per cui aspettiamo piuttosto un po di tempo prima di affrontare certi pezzi: loro saranno sempre li, pronti a darci tutto il nutrimento al nostro spirito.