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Crisi dei cori amatoriali?
Inviato da: chewbecca
Data: 01 luglio 2012, 19:32

ciao a tutti!
ho l'impressione che ci sia un momento di crisi nei cori amatoriali: alcuni chiudono i battenti, quelli che rimangono in piedi sono formati prevalentemente da anziani. Gli uomini poi pare che non cantino più..
Risulta anche a voi? Quali idee potrebbero riportare la gente a cantare in coro, magari su note di bach, handel, vivaldi, ma anche faure, poulenc, verdi ecc. ecc. ?

Re: Crisi dei cori amatoriali?
Inviato da: MIMMINA
Data: 06 luglio 2012, 13:27

Il problema è che, nessuno osa ammetterlo tra i non addetti, la musica è una cosa seria e, come tale, richiede tanto tanto studio e impegno. Il corista amatoriale è perlopiù il "dopolavorista" che crede di andare a trascorrere il suo tempo più o meno rilassatamente nell'associazione corale come andrebbe nel circolo dove si gioca a carte. Toccare repertori che richiedano un certo livello di competenza costa molta fatica al maestro di coro, il quale, pur se animato dall'entusiasmo e dalla fiducia in un buon risultato, rimane spesso deluso dinanzi ad un atteggiamento passivo del corista. Tale atteggiamento però non è dovuto a sua colpa, ma a mancanza appunto di quelle competenze musicali indispensabili ad affrontare certe difficoltà, così, nonostante la buona volontà, si finisce per desistere. Come affrontare, ad esempio, un repertorio madrigalistico con chi canta solo ad orecchio?
Però guai a lasciar intendere al corista i propri limiti!



Messaggio modificato il giorno 06/07/2012, 13:28

Re: Crisi dei cori amatoriali?
Inviato da: Robertina
Data: 06 luglio 2012, 13:56

E' tutto desolatamente vero, il rovescio della medaglia è che chi come me vuole continuare ad imparare non trova cori di livello che vada oltre la mediocrità a meno di non imbarcarsi in attività semi-professionale. Purtroppo in un paese che ha dato tanto alla musica il canto e la cultura corale è molto ma molto indietro rispetto al resto di Europa.

Re: Crisi dei cori amatoriali?
Inviato da: tavernola
Data: 15 luglio 2012, 11:48

E' innegabile, chi come me da oltre vent'anni fa parte di un coro amatoriale conosce bene il problema. Ho iniziato da bambina e negli anni ho potuto vedere diversi elementi aggiungersi per poi lasciare dopo poco, mentre i veri appassionati che cantavano vent'anni fa ci sono ancora oggi, con tutti i limiti che l'avanzare dell'età impone.

Il nostro è un coro che certamente è musicalmente cresciuto e che moltissimo avrebbe ancora da migliorare, tuttavia la mancanza di un ricambio faceva presupporre un inevitabile declino e forse anche lo scioglimento in un prossimo futuro.

Da qui la volontà di cercare una soluzione efficace, per non vedere sfumare una tradizione corale centenaria. Non riuscendo di fatto a coinvolgere elementi giovani adulti, abbiamo pensato di creare un percorso di avvicinamento al canto corale per voci bianche, nella speranza che alcuni di questi ragazzi scoprano il piacere di continuare l'esperienza anche da adulti.

Non credo il problema possa essere risolto da una scelta di repertorio, tanto più che ci si deve scontrare con la realtà di coristi adulti, poco "malleabili", che per quanto possano impegnarsi non possono colmare il vuoto di una esigua (per non dire inesistente) preparazione vocale e musicale. D'altro canto far parte di un coro amatoriale è anche questo, saper accettare il limite musicale e godere del fatto che nessuno è escluso.

(per chi volesse saperne di più http://tavernolaincanto.altervista.org)

Re: Crisi dei cori amatoriali?
Inviato da: rosarita
Data: 27 agosto 2012, 18:06

Non tutti i cori amatoriali sono in crisi... a Bologna l'Euridice va avanti benissimo, entrano 5, 6 nuovi coristi l'anno e molti rimangono... quella che è in crisi è la cultura, per cui un coro di quel livello in una città come Bologna viene sfrattato dal Comune e deve scendere in piazza.

Re: Crisi dei cori amatoriali?
Inviato da: elvenexian
Data: 22 ottobre 2012, 22:49

Salve, mi sono appena iscritto nonostante anche in precedenza io abbia letto alcuni degli argomenti trattati nel forum. Non ho certo alcun titolo accademico per attestare quanto dico, ma ritengo che la posizione enunciata da Mimmina sia quantomeno pessimista. Ho fatto parte per 20 anni di un coro non professionista, dal quale mi sono staccato circa 10 anni fa e con il quale ho avuto altre temporanee esperianze nel frattempo, essenzialmente per motivi legati al lavoro ma, nonostante fosse stato fondato 3 anni prima del mio arrivo, a tutt'oggi, ovvero 36 anni dalla sua fondazione, vive e prospera. E' chiaro che nel frattempo è molto cambiato, nel tempo ah subito trasformazioni e momenti "critici" ma nonostante tutto è ancora lì.
Ritengo che tutto stia nei principi che si vogliono e si riescono a divulgare. Il Maestro fondatore, oggi defunto, ha infuso in ciascuno di noi il principio che la socialità poteva creare una struttura che si rinnova nel tempo e, al tempo stesso, consente di crescere e ambire a traguardi di sicuro rilievo. Non parlo di concerti cittadini o al più qualche uscita in altre città, parlo di tournee in Ungheria, in Germania, in Francia; parlo del concerto di apertura del Festival Vivaldi a Palazzo Ducale a Venezia, parlo della messa in scena per la Biennale Teatro dell'unica opera Rag-Time mai scritta, parlo della esecuzione dei Carmina Burana al Teatro Malibran di Venezia (Teatro secondo solo alla Fenice). In tutto questo tempo ci siamo alternati come membri del coro in almeno 5/600 persone ma i risultati sono sempre stati di eccellenza e tutto è dipeso dalla volontà e dalla capacità di "fare gruppo" per fare musica. Non date colpe ad altri se c'è "stanchezza", pensate che dietro l'angolo c'è sicuramente qualcuno che è in grado di fare molto e che non sa di averne il desiderio nè la capacità.

Re: Crisi dei cori amatoriali?
Inviato da: dematthaeis
Data: 26 novembre 2012, 16:17

Oddio Mimmina che cose brutte che hai scritto!

Hai usato dei termini cattivi.. "dopolavorista" viene usato spesso da una frangia ben emarginata di studentelli di conservatorio che certi della loro professione infoltiscono le percentuali della disoccupazione!

Il problema che nessuno osa ammettere è che chi dirige il coro è incapace di tenere in piedi un gruppo - incapace di fare scuola - incapace di interessare i giovani.
Il problema del lavoro assilla tutti anche quelli che tu etichetti "dopolavoristi" che grazie a loro le associazioni corali vivono - purtroppo le figure capaci si formare e seminare oggi sono poche.. diciamo che sono sempre state poche ... ma siamo cresciuti in maniera esponenziale e pure la domanda di coro è stata in qualche modo preferita ad altre specialità...
Come mettere su dei bei Madrigali di Monteverdi ? Semplicemente insegnando la musica a chi non la sa.. con santa pazienza, facendo scoprire ai ragazzi che la musica è necessaria e non è un fatto meramente estetico per cui darsi un tono una volta accumulati inutili primi e secondi livelli di conoscenze trite e ritrite.
Le competenze musicali ordunque vanno trasferite - il compito del direttore non è quello di ricevere un bell'assortimento di cantori preparati ma spesso è in prima linea costruendo passioni musicali che potrebbero sbocciare col tempo.
Magari.. avessimo un ventaglio di personaggi desdierosi di cantare Palestrina, con un bel diploma di canto rinascimentale (perchè esiste ? ... ) in tasca! Ma te dirò.. pensi che quelli con il diploma di canto siano in grado di cantare Gesualdo o Cipriano de Rore ? Glielo insegni tu... come si canta un madrigale - ti riderebbero dietro sulle note di qualche operetta ...
Purtroppo oggi viviamo una crisi musicale da ricercare nella scuola e nella formazione - chi esce dal conservatorio non è in grado di integrarsi nel tessuto lavorativo - l'offerta inadeguata della scuola specialistica è anacronistica e fa si che ai bordi, ai margini della fruizione musicale ..ovvero nei cori amatoriali ci sia un forte stallo - in altre parole non si vede il fine ... ma queste finalità purtroppo non le vedono nemmeno gli stessi musicisti che purtroppo fanno vita grama.

Il corista purtroppo non ha limiti...

Quello... finita la serata torna a casa e il giorno dopo va a lavorare. Il musicista che fa ?
p.

Re: Crisi dei cori amatoriali?
Inviato da: ledibi
Data: 27 novembre 2012, 18:27

bravissima Mimmina!! Quoto in pieno!

Re: Crisi dei cori amatoriali?
Inviato da: ilmastro
Data: 30 novembre 2012, 10:27

dematthaeis Scritto:
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> Purtroppo oggi viviamo una crisi musicale da ricercare nella scuola e nella formazione

Chi sa se ci sono delle analogie con il medio evo, quando poi finalmente arrivò il rinascimento :)

Re: Crisi dei cori amatoriali?
Inviato da: dematthaeis
Data: 30 novembre 2012, 13:20

> > Purtroppo oggi viviamo una crisi musicale da
> ricercare nella scuola e nella formazione
>
> Chi sa se ci sono delle analogie con il medio evo,
> quando poi finalmente arrivò il rinascimento :)

dura la risposta...
Io non vedo poi così male il medioevo - il rinascimento ha praticamente fatto tabula rasa di antiche modalità a favore di nuovi centri di ricchezza.
L'affermarsi del credo religioso portò commerci e ordinamenti cittadini nuovi - il rinascimento fu pagato a caro prezzo.
Oggi, con quale spinta ci sbarazzeremo delle consuetudini ?

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