Edumus Forum » Educazione Musicale
Metodologia e didattica dell'educazione musicale, discussioni, scambi professionali ed esperienze.
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Re: A che cavolo mi serve il setticlavio?
Inviato da:
Colorarco
Data: 09 dicembre 2006, 14:11
Magari anche non facendo il pianista di professione ti capiterà di accompagnare violisti, violoncellisti cornisti e quanti altri leggono in altre chiavi come già stato detto nelle risposte. Poi magari un cantante rompiscatole ti chiederà di acompagnarlo un tono sotto o sopra a prima vista. Poi perchè così ti flessibilizzi e ti abitui a leggere per intervalli più che per lettura assoluta. Hehehe, serve, serve parecchio ma il problema vero è se serve realmente come si studia nello stile del corso di solfeggio del conservatorio,totalmente avulso dalla vera lettura della musica che è quella cantata e dalla pratica strumentale, questa è la vera questione che nessuno ha il coraggio di porre!!!
Re: A che cavolo mi serve il setticlavio?
Inviato da:
Francesco C
Data: 10 dicembre 2006, 22:41
EdoardoElisei Ha scritto:
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> Caro Francesco Carlesi, ma chi l'ha detto che io
> voglio fare il musicista di professione?
> Io vorrei sapere solo questo.
Non si capisce il senso della tua domanda. NOn vuoi fare il professionista? Affari tuoi. Chiediti allora a cosa serva imparare a leggere la musica, se il tuo unico intento è quello di divertirti a suonare ad orecchio. Se non vuoi campare facendo il musicista e ti poni in un'ottica dilettantesca, chiedi soltanto a che cosa serva il setticlavio e quale uso se ne può fare, lasciando perdere i cavoli. Il tuo modo di domandare sembra quello di uno studente che cerca strade brevi o scorciatoie. al quale non va giù di passare per quelle strade obbligate attraverso le quali si forma un musicista. al di là di una eventuale professione. E quando scrivo "musicista", intendo "appassionato" di musica e di tutto ciò che implica a livello conoscitivo. Sai, ho diversi allievi che non hanno intenzione di diventare professionisti, sia in campo jazzistico che classico, ai quali proprio non va giù l'idea di studiare le scale. Si tratta di persone che cercano la via breve che non esiste. Che diventi un lavoro o meno. la musica ha bisogno di amore, dedizione, rispetto e di molta umiltà. Di gente che crede di aver capito tutto al mondo ce n'è già troppa. Non ti ci mettere anche tu, per favore.
A cosa serve a te il setticlavio? Niente, se vuoi rimanere uno strimpellatore.
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> Caro Francesco Carlesi, ma chi l'ha detto che io
> voglio fare il musicista di professione?
> Io vorrei sapere solo questo.
Non si capisce il senso della tua domanda. NOn vuoi fare il professionista? Affari tuoi. Chiediti allora a cosa serva imparare a leggere la musica, se il tuo unico intento è quello di divertirti a suonare ad orecchio. Se non vuoi campare facendo il musicista e ti poni in un'ottica dilettantesca, chiedi soltanto a che cosa serva il setticlavio e quale uso se ne può fare, lasciando perdere i cavoli. Il tuo modo di domandare sembra quello di uno studente che cerca strade brevi o scorciatoie. al quale non va giù di passare per quelle strade obbligate attraverso le quali si forma un musicista. al di là di una eventuale professione. E quando scrivo "musicista", intendo "appassionato" di musica e di tutto ciò che implica a livello conoscitivo. Sai, ho diversi allievi che non hanno intenzione di diventare professionisti, sia in campo jazzistico che classico, ai quali proprio non va giù l'idea di studiare le scale. Si tratta di persone che cercano la via breve che non esiste. Che diventi un lavoro o meno. la musica ha bisogno di amore, dedizione, rispetto e di molta umiltà. Di gente che crede di aver capito tutto al mondo ce n'è già troppa. Non ti ci mettere anche tu, per favore.
A cosa serve a te il setticlavio? Niente, se vuoi rimanere uno strimpellatore.
Re: A che cavolo mi serve il setticlavio?
Inviato da:
EdoardoElisei
Data: 10 dicembre 2006, 23:46
>>"Se non vuoi campare facendo il musicista e ti poni in un'ottica dilettantesca, chiedi soltanto a che cosa serva il setticlavio e quale uso se ne può fare, lasciando perdere i cavoli."<<
Allora entriamo nella questione lessicale...
Il "cavolo" non era ne dispregiativo, ne segno di superficialità, ne quant'altro.
Era solo un porre una domanda in modo "scherzoso".
Ecco che cosa non sopporto di questo ambiente (ma non è dappertutto così, per fortuna): La serietà ostentata. Io non cerco ne strade brevi ne scorciatoie, perchè non voglio arrivare da nessuna parte...
non mi sembra di aver mancato di umiltà, anzi, se scrivo qui già è segno di umiltà, perchè faccio una domanda e mi aspetto che qualcuno che ne sappia più di me mi risponda.
>>"Di gente che crede di aver capito tutto al mondo ce n'è già troppa. Non ti ci mettere anche tu, per favore.<<
Ottimo, direi. Io ho fatto solo una domanda, e fare una domanda dimostra che io non credo di aver capito tutto al mondo. Poi c'è qualcuno che risponde dicendo che è amico dei migliori jazzisti italiani, che è arrangiatore, è che è un musicista "vero". Ma certe cose, se uno non se le dice da solo, chi gliele dice?
Chiuderei volentieri qui la questione.
Edoardo Elisei
"strimpellatore di pianoforte"
Messaggio modificato il giorno 11/12/2006, 09:52
Allora entriamo nella questione lessicale...
Il "cavolo" non era ne dispregiativo, ne segno di superficialità, ne quant'altro.
Era solo un porre una domanda in modo "scherzoso".
Ecco che cosa non sopporto di questo ambiente (ma non è dappertutto così, per fortuna): La serietà ostentata. Io non cerco ne strade brevi ne scorciatoie, perchè non voglio arrivare da nessuna parte...
non mi sembra di aver mancato di umiltà, anzi, se scrivo qui già è segno di umiltà, perchè faccio una domanda e mi aspetto che qualcuno che ne sappia più di me mi risponda.
>>"Di gente che crede di aver capito tutto al mondo ce n'è già troppa. Non ti ci mettere anche tu, per favore.<<
Ottimo, direi. Io ho fatto solo una domanda, e fare una domanda dimostra che io non credo di aver capito tutto al mondo. Poi c'è qualcuno che risponde dicendo che è amico dei migliori jazzisti italiani, che è arrangiatore, è che è un musicista "vero". Ma certe cose, se uno non se le dice da solo, chi gliele dice?
Chiuderei volentieri qui la questione.
Edoardo Elisei
"strimpellatore di pianoforte"
Messaggio modificato il giorno 11/12/2006, 09:52
Re: A che cavolo mi serve il setticlavio?
Inviato da:
Francesco C
Data: 11 dicembre 2006, 11:04
EdoardoElisei Ha scritto:
-------------------------------------------------------
> >>"Se non vuoi campare facendo il musicista e ti
> poni in un'ottica dilettantesca, chiedi soltanto a
> che cosa serva il setticlavio e quale uso se ne
> può fare, lasciando perdere i cavoli."<<
>
> Allora entriamo nella questione lessicale...
> Il "cavolo" non era ne dispregiativo, ne segno di
> superficialità, ne quant'altro.
> Era solo un porre una domanda in modo
> "scherzoso".
>
> Ecco che cosa non sopporto di questo ambiente (ma
> non è dappertutto così, per fortuna): La serietà
> ostentata.
NON è SERIETà OSTENTATA MA ACCERTATA. Piuttosto la tua è solo una domanda polemica.
Io non cerco ne strade brevi ne
> scorciatoie, perchè non voglio arrivare da nessuna
> parte...
> non mi sembra di aver mancato di umiltà, anzi, se
> scrivo qui già è segno di umiltà, perchè faccio
> una domanda e mi aspetto che qualcuno che ne
> sappia più di me mi risponda.
Tu manchi di argomentazioni, altro che di umiltà. Hai posto una domanda e ti sono state date risposte. Sei tu che cerchi la polemica a tutti i costi.
> >>"Di gente che crede di aver capito tutto al
> mondo ce n'è già troppa. Non ti ci mettere anche
> tu, per favore.<<
>
> Ottimo, direi. Io ho fatto solo una domanda, e
> fare una domanda dimostra che io non credo di aver
> capito tutto al mondo.
Hai avuto le risposte tecniche che ti aspettavi? Allora perchè continuare a polemizzare? Se non ti convincono le argomentazioni di chi fa la professione...arrangiati.
Poi c'è qualcuno che
> risponde dicendo che è amico dei migliori jazzisti
> italiani, che è arrangiatore, è che è un musicista
> "vero". Ma certe cose, se uno non se le dice da
> solo, chi gliele dice?
IO ti ho solo informato di chi io sia, perchè le mie risposte in merito alle tue affermazioni ti convincessero che hai scritto una stupidaggine che con la tua domandainiziale non c'entravano nulla.
E poi non me lo dico da solo, che collaboro con noti jazzisti italiani(e stranieri). Lo dice la mia storia professionale. E la tua qual'è?
>
> Chiuderei volentieri qui la questione.
Finalmente una frase sensata!
> Edoardo Elisei
> "strimpellatore di pianoforte"
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> >>"Se non vuoi campare facendo il musicista e ti
> poni in un'ottica dilettantesca, chiedi soltanto a
> che cosa serva il setticlavio e quale uso se ne
> può fare, lasciando perdere i cavoli."<<
>
> Allora entriamo nella questione lessicale...
> Il "cavolo" non era ne dispregiativo, ne segno di
> superficialità, ne quant'altro.
> Era solo un porre una domanda in modo
> "scherzoso".
>
> Ecco che cosa non sopporto di questo ambiente (ma
> non è dappertutto così, per fortuna): La serietà
> ostentata.
NON è SERIETà OSTENTATA MA ACCERTATA. Piuttosto la tua è solo una domanda polemica.
Io non cerco ne strade brevi ne
> scorciatoie, perchè non voglio arrivare da nessuna
> parte...
> non mi sembra di aver mancato di umiltà, anzi, se
> scrivo qui già è segno di umiltà, perchè faccio
> una domanda e mi aspetto che qualcuno che ne
> sappia più di me mi risponda.
Tu manchi di argomentazioni, altro che di umiltà. Hai posto una domanda e ti sono state date risposte. Sei tu che cerchi la polemica a tutti i costi.
> >>"Di gente che crede di aver capito tutto al
> mondo ce n'è già troppa. Non ti ci mettere anche
> tu, per favore.<<
>
> Ottimo, direi. Io ho fatto solo una domanda, e
> fare una domanda dimostra che io non credo di aver
> capito tutto al mondo.
Hai avuto le risposte tecniche che ti aspettavi? Allora perchè continuare a polemizzare? Se non ti convincono le argomentazioni di chi fa la professione...arrangiati.
Poi c'è qualcuno che
> risponde dicendo che è amico dei migliori jazzisti
> italiani, che è arrangiatore, è che è un musicista
> "vero". Ma certe cose, se uno non se le dice da
> solo, chi gliele dice?
IO ti ho solo informato di chi io sia, perchè le mie risposte in merito alle tue affermazioni ti convincessero che hai scritto una stupidaggine che con la tua domandainiziale non c'entravano nulla.
E poi non me lo dico da solo, che collaboro con noti jazzisti italiani(e stranieri). Lo dice la mia storia professionale. E la tua qual'è?
>
> Chiuderei volentieri qui la questione.
Finalmente una frase sensata!
> Edoardo Elisei
> "strimpellatore di pianoforte"
Re: A che cavolo mi serve il setticlavio?
Inviato da:
Capt nunziatella
Data: 13 dicembre 2006, 20:56
ciao,
quando stavo preparando l'esame di solfeggio anche io mi sono chiesto a cosa servisse il setticlavio (stesa domanda per trasporto e cantato :) ). dopo l'esame, andando avanti con gli studi, mi sono accorto che sono cose importantissime. per un pianista il setticlavio puo essere utile quando deve, per esempio, accompagnare un cantante che, nella tonalità scritta, non riesce a "prendere" le note piu alte o piu basse... in questo caso è necessario trasportare il brano in un'altra tonalità. Per far questo leggendo uno spartito ci sono 2 cose da poter fare:
1) trasporti mentalmente le note man mano che le leggi
2) cambi chiave di lettura
il primo metodo si puo usare se trasporti di 1-2 toni. ma con diversi intervalli dibenterebbe piu complesso (se poi sei un genio musicale altra faccenda naturalmente...). Usando il secondo metodo, invece, basta sostituire la chiave di lettura. In questo caso basta che stai un po piu attento alle alterazioni di passaggio... ma per il resto non devi pensae neinte (se ovviamente sai leggere tutte le chiavi).
Questo è il primo caso che mi è venuto in mente.. ma ci sarebbero altri esempi da fare.
ciaooooo
P.S. spero di essermi spiegato bene... sono un po di fretta ;))
P.S. 2: dato che ci sono aggiungo uno schemino che ho usato per imparare la chiave da usare in un trasporto. "-" indica abbassamento di tonalità; "+"=alzata di tonalità:
chiave di violino:
-1 tono: Chiave di Tenore (chiave di DO sul 4 rigo)
-2 toni: Chiave di Soprano (chiave di Do sul 1 rigo)
-3 toni: Chiave di Baritono (chiave di Fa sul 3 rigo)
-4 toni: Chiave Mezzosoprano (chiave di DO sul 2 rigo)
-5 toni: Chiave di Basso (chiave di FA sul 4 rigo)
-6 toni: Chiave di Contralto (chiave di DO sul terzo rigo)
Per i semitoni invece basta prendere la chiave di un semitono sopra o uno sotto di
quella nota e cambiare alterazioni.
esempio:
ho una tonalità di do maggiore; voglio portarla in La maggiore (un tono e mezzo sotto): levo la chiave di violino e metto la chiave di Soprano che mi consente di eseguire il brano abbassato di 2 toni; quindi il brano verrebbe eseguito in La diesis maggiore. dato che a me serve La maggiore, cambio semplicemente le alterazioni. (Un brano eseguito in La maggiore o La diesis maggiore si differenzia solo dalle alterazioni in chaive e non da come sono scritte le note sul pentagramma)
Questo si puo fare se consoci il setticlavio bene... altrimenti diventa piu complesso
P.S.3: purtroppo penso di non essermi espresso benissimo... però spero sia comprensibile!
ciaoo
salendo di tonalità basta partire dal Contralto.
ultima cosa: oltre alla praticità penso sia bello consocere un po tutto della musica... giusto per avere un po di cultura!
Messaggio modificato il giorno 13/12/2006, 20:58
quando stavo preparando l'esame di solfeggio anche io mi sono chiesto a cosa servisse il setticlavio (stesa domanda per trasporto e cantato :) ). dopo l'esame, andando avanti con gli studi, mi sono accorto che sono cose importantissime. per un pianista il setticlavio puo essere utile quando deve, per esempio, accompagnare un cantante che, nella tonalità scritta, non riesce a "prendere" le note piu alte o piu basse... in questo caso è necessario trasportare il brano in un'altra tonalità. Per far questo leggendo uno spartito ci sono 2 cose da poter fare:
1) trasporti mentalmente le note man mano che le leggi
2) cambi chiave di lettura
il primo metodo si puo usare se trasporti di 1-2 toni. ma con diversi intervalli dibenterebbe piu complesso (se poi sei un genio musicale altra faccenda naturalmente...). Usando il secondo metodo, invece, basta sostituire la chiave di lettura. In questo caso basta che stai un po piu attento alle alterazioni di passaggio... ma per il resto non devi pensae neinte (se ovviamente sai leggere tutte le chiavi).
Questo è il primo caso che mi è venuto in mente.. ma ci sarebbero altri esempi da fare.
ciaooooo
P.S. spero di essermi spiegato bene... sono un po di fretta ;))
P.S. 2: dato che ci sono aggiungo uno schemino che ho usato per imparare la chiave da usare in un trasporto. "-" indica abbassamento di tonalità; "+"=alzata di tonalità:
chiave di violino:
-1 tono: Chiave di Tenore (chiave di DO sul 4 rigo)
-2 toni: Chiave di Soprano (chiave di Do sul 1 rigo)
-3 toni: Chiave di Baritono (chiave di Fa sul 3 rigo)
-4 toni: Chiave Mezzosoprano (chiave di DO sul 2 rigo)
-5 toni: Chiave di Basso (chiave di FA sul 4 rigo)
-6 toni: Chiave di Contralto (chiave di DO sul terzo rigo)
Per i semitoni invece basta prendere la chiave di un semitono sopra o uno sotto di
quella nota e cambiare alterazioni.
esempio:
ho una tonalità di do maggiore; voglio portarla in La maggiore (un tono e mezzo sotto): levo la chiave di violino e metto la chiave di Soprano che mi consente di eseguire il brano abbassato di 2 toni; quindi il brano verrebbe eseguito in La diesis maggiore. dato che a me serve La maggiore, cambio semplicemente le alterazioni. (Un brano eseguito in La maggiore o La diesis maggiore si differenzia solo dalle alterazioni in chaive e non da come sono scritte le note sul pentagramma)
Questo si puo fare se consoci il setticlavio bene... altrimenti diventa piu complesso
P.S.3: purtroppo penso di non essermi espresso benissimo... però spero sia comprensibile!
ciaoo
salendo di tonalità basta partire dal Contralto.
ultima cosa: oltre alla praticità penso sia bello consocere un po tutto della musica... giusto per avere un po di cultura!
Messaggio modificato il giorno 13/12/2006, 20:58
Re: A che cavolo mi serve il setticlavio?
Inviato da:
Erik Lundberg
Data: 14 dicembre 2006, 08:25
Capt nunziatella Ha scritto:
-------------------------------------------------------
>
> chiave di violino:
>
> -1 tono: Chiave di Tenore (chiave di DO sul 4
> rigo)
> -2 toni: Chiave di Soprano (chiave di Do sul 1
> rigo)
> -3 toni: Chiave di Baritono (chiave di Fa sul 3
> rigo)
> -4 toni: Chiave Mezzosoprano (chiave di DO sul 2
> rigo)
> -5 toni: Chiave di Basso (chiave di FA sul 4
> rigo)
> -6 toni: Chiave di Contralto (chiave di DO sul
> terzo rigo)
> Per i semitoni invece basta prendere la chiave di
> un semitono sopra o uno sotto di
> quella nota e cambiare alterazioni.
> esempio:
>
> ho una tonalità di do maggiore; voglio portarla in
> La maggiore (un tono e mezzo sotto): levo la
> chiave di violino e metto la chiave di Soprano che
> mi consente di eseguire il brano abbassato di 2
> toni; quindi il brano verrebbe eseguito in La
> diesis maggiore. dato che a me serve La maggiore,
> cambio semplicemente le alterazioni. (Un brano
> eseguito in La maggiore o La diesis maggiore si
> differenzia solo dalle alterazioni in chaive e non
> da come sono scritte le note sul pentagramma)
Sono perfettamente d'accordo con le premesse, il metodo e le conclusioni.
Solo due piccole osservazioni:
1. Invece di dire "salire o scendere di tono" direi "salire o scendere di grado", così non si equivoca, visto che i passaggi possono essere di tono o semitono.
2. Il tuo esempio del la maggiore va benissimo, ma la discesa di "due toni" a partire da do porta a la bemolle, non a la diesis.
> ultima cosa: oltre alla praticità penso sia bello
> consocere un po' tutto della musica... giusto per
> avere un po di cultura!
Perfetto al 100%. Grazie.
Erik
-------------------------------------------------------
>
> chiave di violino:
>
> -1 tono: Chiave di Tenore (chiave di DO sul 4
> rigo)
> -2 toni: Chiave di Soprano (chiave di Do sul 1
> rigo)
> -3 toni: Chiave di Baritono (chiave di Fa sul 3
> rigo)
> -4 toni: Chiave Mezzosoprano (chiave di DO sul 2
> rigo)
> -5 toni: Chiave di Basso (chiave di FA sul 4
> rigo)
> -6 toni: Chiave di Contralto (chiave di DO sul
> terzo rigo)
> Per i semitoni invece basta prendere la chiave di
> un semitono sopra o uno sotto di
> quella nota e cambiare alterazioni.
> esempio:
>
> ho una tonalità di do maggiore; voglio portarla in
> La maggiore (un tono e mezzo sotto): levo la
> chiave di violino e metto la chiave di Soprano che
> mi consente di eseguire il brano abbassato di 2
> toni; quindi il brano verrebbe eseguito in La
> diesis maggiore. dato che a me serve La maggiore,
> cambio semplicemente le alterazioni. (Un brano
> eseguito in La maggiore o La diesis maggiore si
> differenzia solo dalle alterazioni in chaive e non
> da come sono scritte le note sul pentagramma)
Sono perfettamente d'accordo con le premesse, il metodo e le conclusioni.
Solo due piccole osservazioni:
1. Invece di dire "salire o scendere di tono" direi "salire o scendere di grado", così non si equivoca, visto che i passaggi possono essere di tono o semitono.
2. Il tuo esempio del la maggiore va benissimo, ma la discesa di "due toni" a partire da do porta a la bemolle, non a la diesis.
> ultima cosa: oltre alla praticità penso sia bello
> consocere un po' tutto della musica... giusto per
> avere un po di cultura!
Perfetto al 100%. Grazie.
Erik
Re: A che cavolo mi serve il setticlavio?
Inviato da:
Capt nunziatella
Data: 14 dicembre 2006, 17:53
@ Erik
hai ragione è La bemolle :). ho fatto un po di confusione hihi
grazie per la correzione!
ciaooo
hai ragione è La bemolle :). ho fatto un po di confusione hihi
grazie per la correzione!
ciaooo
Re: A che cavolo mi serve il setticlavio?
Inviato da:
sparafucile
Data: 18 dicembre 2006, 19:23
Capt nunziatella Ha scritto:
-------------------------------------------------------
> ciao,
> quando stavo preparando l'esame di solfeggio anche
> io mi sono chiesto a cosa servisse il setticlavio
> (stesa domanda per trasporto e cantato :) ). dopo
> l'esame, andando avanti con gli studi, mi sono
> accorto che sono cose importantissime. per un
...
Alla faccia della fretta!
comunque è giusto ognuno deve trovare il proprio metodo.
Messaggio modificato il giorno 18/12/2006, 22:52
-------------------------------------------------------
> ciao,
> quando stavo preparando l'esame di solfeggio anche
> io mi sono chiesto a cosa servisse il setticlavio
> (stesa domanda per trasporto e cantato :) ). dopo
> l'esame, andando avanti con gli studi, mi sono
> accorto che sono cose importantissime. per un
...
Alla faccia della fretta!
comunque è giusto ognuno deve trovare il proprio metodo.
Messaggio modificato il giorno 18/12/2006, 22:52
Re: A che cavolo mi serve il setticlavio?
Inviato da:
Giuseppe Orlando
Data: 26 marzo 2007, 10:19
se suoni in un'orchestra e il cantante dice questa sera non ho voce cambiamo la tonalita' esempio un tono sotto,tu leggerai un'altra chiave in questo caso la chiave di tenore.......ecc..ecc.
Re: A che cavolo mi serve il setticlavio?
Inviato da:
rosangela
Data: 17 aprile 2007, 10:57
Ciao sono Rosangela e sono una cantante.Bisogna sapere il setticlavio per una cultura musicale completa sia dal punto di vista pratico che dal pusto di vista storico: per poter essere un direttore d'orchestra o un compositore o un insegnante di musica da camera devi conoscere tutti gli strumenti: come si suonano, in che tessitura suonano,e quindi in che chiave i musicisti devono leggere; per poter cantare la musica barocca: i cantanti di canto barocco leggono direttamente dai manoscritti e quindi devono conoscere tutte le chiavi( anche Bellini scriveva in chiave le parti vocali e mi è capitato di dover studiare l' aria de Il Pirata scritta in chiave di soprano e la mia insegnante di canto del conservatorio non la conosceva!!!) ; suonare il clavicembalo e fare basso continuo accompagnando i cantanti;per suonare il pianoforte in partiture che prevedono presenza di strumenti che leggono in un'altra chiave che non sia quella di violino e di basso, accompagnare cantanti che leggono partiture in chiave.Saper utilizzare le altre chiave per evitare di scrivere la musica con troppi tagli addizionali.Per poter essere un insegnante di solfeggio. E questo è solo l'inizio:essere un musicista non si limita a saper leggere le note e a saper leggere le chiavi di violino e di basso.In bocca al lupo!!! Rosangela
Pagina attuale: 3 di 4