Avanzata

Perché seguire le leggi della musica?

Inviato da paola90 
Re: Perché seguire le leggi della musica?
23 aprile 2012, 17:55
allora da questo punto di vista mi trovi perfettamente d'accordo, avevo mal intepretato la tua opinione

Abbiamo la stessa idea su Schönberg: anche a me non piace ma lo ritengo tecnicamente intaccabile.

Mi domando però quali siano effettivamente le "regole assolute" su cui si può giudicare la tecnica di un compositore.

Io posso anche essere "tecnicamente" tra i peggiori compositori, posso aver studiato male, posso fare anche molti errori d'armonia, ma allora mii domando perchè pur avendo tutte queste "pecche" esecutori molto stimanti eseguono la mia musica.

Forse perchè queste "pecche" non sono poi cosi grandi da non potermi permettere di comporre musica "accettabile" .

Anche perchè mi domando quanti compositori esistano al livello di Bach e Schönberg?

forse nemmeno l'uno per mille di tutti quelli che compongono musica sulla faccia della terra.

Quindi ritengo che ognuno abbia il dover di migliorarsi tecnicamente, anzi è un obbligo, secondo me, ma detto questo mi domando:

ma allora tutti, se siamo intelletualmente corretti, in qualche modo seguiamo le leggi della musica.
le possiamo seguire più o meno bene ma alla fine siamo consapevoli della loro importanza
Re: Perché seguire le leggi della musica?
30 maggio 2012, 13:52
Bisogna seguire le leggi della musica perchè l'aleatorio non crea forma e senza forma non c'è arte nè musica ma solo una serie di note buttate a casaccio sul pentagramma prive di qualsiasi motivazione, quindi se tu scrivi su un pengramma delle note se non controlli la forma oltre che alle dissonanze armoniche ecc..., diviene una cacofonia sensa senso, se vuoi scrivere liberamnete prima acquista padronanza della teoria e poi fai quello che vuoi, chiaro?
un saluto
Re: Perché seguire le leggi della musica?
30 maggio 2012, 14:28
L'aleatorio senza forma è anche difficile da seguire all'ascolto. Certo, bisogna preoccuparsi della forma, mentre si compone musica: però secondo le leggi dell'autore, non quelle esterne. Sennò saremmo ancora al contrappunto e fuga e alla forma sonata.
Le decisioni dell'autore lo aiutano ad utilizzare il materiale, senza dissiparlo.
Quanto alle leggi della musica mi pare bastino quelle interiorizzate: da tempo ci siamo liberati dai dogmi antichi.
Re: Perché seguire le leggi della musica?
31 maggio 2012, 14:54
non credo si possa parlare di liberazione da dogmi antichi, anzi sono proprio questi dogmi che con i loro vincoli ancora oggi permettono di comporre ed insegnare a comporre:

chi si allontana troppo da questi vincoli crea qualcosa di "informe" "incoeerente" quasi come se fossero una somma di bozze e schizzi senza progetto.



Messaggio modificato il giorno 31/05/2012, 14:58
Re: Perché seguire le leggi della musica?
31 maggio 2012, 20:57
I progetti di composizione possono consistere in grandi linee formali, senza sottostare
alle regole classiche. io certo non sono un esperto di precetti e tradizioni, quanto al moto delle parti, però quello che scrivo corrisponde alle mie finalità.
Secondo me è coerente, anche se dovessero apparire false relazioni ed errori.
Quanto alla musica contemporanea si può fare anche una sintesi parzialmente consonante in linea con i propri gusti.
E' la libertà, irrinunciabile.
Re: Perché seguire le leggi della musica?
02 giugno 2012, 01:39
adreavezzoli Scritto:
-------------------------------------------------------
> non credo si possa parlare di liberazione da dogmi
> antichi, anzi sono proprio questi dogmi che con i
> loro vincoli ancora oggi permettono di comporre ed
> insegnare a comporre:
>
> chi si allontana troppo da questi vincoli crea
> qualcosa di "informe" "incoeerente" quasi come se
> fossero una somma di bozze e schizzi senza
> progetto.

Era da un bel po' che non passavo da queste parti.
Ben ritrovato il Vezzoli con le sue abituali ciance...ti consiglio
di tornare ai tetracordi degli antichi greci altro che dogmi !
Ma mi faccia il piacere !!!!
Re: Perché seguire le leggi della musica?
03 giugno 2012, 16:21
bestellen Scritto:
-------------------------------------------------------
> I progetti di composizione possono consistere in
> grandi linee formali, senza sottostare
> alle regole classiche. io certo non sono un
> esperto di precetti e tradizioni, quanto al moto
> delle parti, però quello che scrivo corrisponde
> alle mie finalità.
> Secondo me è coerente, anche se dovessero apparire
> false relazioni ed errori.
> Quanto alla musica contemporanea si può fare anche
> una sintesi parzialmente consonante in linea con i
> propri gusti.
> E' la libertà, irrinunciabile.

secondo me non è questione di false relazioni o quinte parallele, ma di utilizzo di forme che in fin dei conti si riducono sempre a gli stessi procedimenti elementari:
fondamentalmente l'elaborazione e/o la variazione, anche utilizzando armonie dissonanti, politonali, per quarte... la forma è sempre il fondamento della musica senza di quella nulla sta insieme...

Alla fine anche i grandi compositori del novecento hanno utilizzato le forme classiche Stravinsky ha composto concerti, sonate... cosi come Shostakovich ha composto sinfonie...
pure Schönberg ha composto utilizzando forme del passato...

Nulla può esistere senza un passato, tutto deriva da qualcosa

Per porfirio:
io vado avanti portando avanti le me idee e nessuno mi impedirà di farlo.
anzi più qualcuno cerca di delegittirmarmi più io mi sento la forza di andare avanti con le mie idee che potete pure considerare retrograde, anacranostiche, reazionarie...
Re: Perché seguire le leggi della musica?
03 giugno 2012, 18:53
adreavezzoli Scritto:

>
> Per porfirio:
> io vado avanti portando avanti le me idee e
> nessuno mi impedirà di farlo.
> anzi più qualcuno cerca di delegittirmarmi più io
> mi sento la forza di andare avanti con le mie idee
> che potete pure considerare retrograde,
> anacranostiche, reazionarie...

scusa vezzoli ma tu prima hai parlato di dogmi ...adesso parli di forme...
forse devi chiarirti un pochino le idee. Forma e dogma non sono la stessa cosa...vai pure avanti
per la tua strada, nessuno ti vuole distogliere, ma pero' non scrivere castronerie.
Re: Perché seguire le leggi della musica?
03 giugno 2012, 19:00
adreavezzoli Scritto:
-------------------------------------------------------

> secondo me non è questione di false relazioni o
> quinte parallele, ma di utilizzo di forme che in
> fin dei conti si riducono sempre a gli stessi
> procedimenti elementari:
> fondamentalmente l'elaborazione e/o la variazione,
> anche utilizzando armonie dissonanti, politonali,
> per quarte... la forma è sempre il fondamento
> della musica senza di quella nulla sta insieme...

una cosa e' la forma ed altra cosa e' il procedimento o processo...
O forse le tue forme/dogma hanno natura diversa?
Re: Perché seguire le leggi della musica?
04 giugno 2012, 14:53
il procedimento crea di per se una forma più o meno complessa.

il procedimento della variazione è di per se una forma: A,A',A'',A'''...

il procedimento della ripetinzione di per se porta ad una forma...

quindi in fin dei conti le forme sono sempre le stesse, cambiano i contenuti.

Può esistere una forma sonata anche utilizzando clusters... alternati ad accordi "tonali" o a rumori ...

può esistere un rondò in cui il "ritornello" è formato da 4 battute di pausa...

oppure un tema e variazioni in cui il tema è formato dal suono bianco mammano elaborato...


Anche quando si pensa di trovarsi di fronte a nuove forme, di perse siamo di fronte ad una delle vecchie forme in cui è stato cambiato il contenuto.
Anche le composizioni minimaliste si basano sulle solite forme, solo che i materiali di base, i tempi di elaborazione e la sovvraposizione dei materiali sono diversi da quelli che venivano utilizzati nel classicismo...

Per esempio in C di Reley si basa su una forma tradizionale: il tema con variazioni (i pattern sovvrapposti non sono altro che variazioni del do ripetuto all'infinito che non è altro che il tema).

quindi non sono le forme a cambiare ma i contenuti, le proporzioni...



Messaggio modificato il giorno 04/06/2012, 14:54