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tesina

Inviato da clarinettine 
tesina
18 marzo 2011, 14:07
ciao a tutti! all'esame vorrei portare una tesina che parli di musica e interiorità.. io frequento il liceo scientifico per caso potreste aiutarmi un pò sul percorso?
Re: tesina
18 marzo 2011, 21:32
Si stanno muovendo tutti ora per le tesine :-) quasi quasi lo faccio a pagamento ahahah

Il problema dell'interiorità è un problema molto presente a fine '800 e per tutto il '900, l'impatto della psicanalisi e di Freud è immenso su tutta la cultura mondiale.
Ma gli studi sui collegamenti tra musica e interiorità risalgono a ben prima. Il problema è che andiamo su argomenti molto specialistici...

Cerco di farti un percorsino breve, per ogni specifica chiedimi.

La musica influenza l'uomo, i suoi sentimenti. Questa è una teoria greca che si chiama etopoiea.
Fino all'800, però, la musica è così legata alla poesia che questa cosa viene interpretata come relativa più al testo che alle note. Come dire, testo triste, carattere triste, testo movimentato, carattere movimentato, testo allegro, carattere allegro.
Con Sturm und Drang e romanticismo, ci si inizia a chiedere cosa ci sia di inspiegabile nel mondo e nella natura. E allora la poesia diventa evocativa, vaga e indefinita (come in Leopardi), e la musica si stacca dal testo per diventare, precisamente, espressione libera NON DI SIGNIFICATI LETTERARI ma di ... se stessa, diciamo.
Qui iniziano i problemi "tecnici"... io ti potrei dire che la musica nell'800 è espressione dell'io, ma non è vero. La musica diventa l'emblema del sublime, di qualcosa di troppo grande da capire ed in cui è meglio perdersi.

Nella musica l'io si perde, come nella natura. Sono queste le reazioni che l'ascoltatore romantico ha con Wagner, con Beethoven, con Liszt.

Con l'andare del tempo questo mito dell'ascolto passivo e sublime si perde, diventa sempre di più un ascolto attivo, il cosiddetto ascolto strutturale sancito da Adorno e Schenker...
ma sono argomenti davvero difficili da adattare ad un percorso per la maturità, boh...
Re: tesina
19 marzo 2011, 13:38
ahahah quasi quasi ti conviene.. :) mmm non sapevo che si rivelasse così complicato questo discorso.. scusa se te lo chiedo, ma tu hai in mente qualche altro percorso sulla musica che si può rivelare più semplice e diciamo "scolastico" da seguire?
Re: tesina
19 marzo 2011, 17:58
Per come la vedo io, una buona tesina per l'esame di diploma deve adattarsi al tuo programma, non ad un argomento astrattamente interessante.
Che ne so, parlare di nutella può essere interessante ma con la letteratura latina non ha niente a che fare :-)

Argomenti musicali che abbiano a che fare col programma di quinta liceo ce ne sono molti, ma sta a vedere quali sono le tue passioni...

1) Verdi e il Risorgimento.
Puoi parlare di storia, di letteratura italiana (genericamente di patriottismo, con Alfieri, Foscolo, Manzoni), di letteratura straniera (andando a vedere quali sono i modelli che Verdi riprende dai gradi drammaturghi europei), di Filosofia (potresti parlare della nascita della sociologia grazie a Marx, Weber e Durkheim, e di come il ruolo dei popoli sia fondamentale nella filosofia politica di fine 800 inizi 900), di Arte (da Delacroix in poi, le rivolte popolari sono tipiche dell'arte... Pellizza da Volpedo e Hayez sono emblematici). Il latino è sempre un dubbio... ma la Pharsalia di Lucano è un ottimo esempio di come la narrazione di una guerra civile possa diventare una narrazione romanzata, piena di morali e sottotesti.

2) La musica e la poesia.
Sarebbe un tema particolare, molto succoso. Dovresti interrogarti su come la musica entri di forza nell'immaginario letterario.
Dai greci in poi, fare poesia significa cantare. E' un sinonimo che noi non capiamo, ma che nella poesia è presentissimo, perchè la poesia condivide con la musica il metro e il gusto per i suoni.
La musica entra nell'immaginario poetico in vari modi:
a) per immagini. Si canta con un'arpa (Ossian), gli animali e gli uccelli cantano (Leopardi), si appendono le cetre ai salici (Quasimodo).
b) con i suoni. La poesia del "puro suono" è tipica dei poeti francesi (è un'espressione presa da Mallarmè, dalla sua poesia "Ses purs ongles", le sue pure unghie, che però è omofono di "c'est pur son", ovvero "è puro suono"). Le figure di suono vengono adottate moltissimo da D'Annunzio, da Pascoli, da poeti che dicono cose in un certo senso meno importanti ma più belle. Vedi anche i futuristi e i crepuscolari.
c) con i metri. La metrica è musicale, e ci sono molte ricerche metriche nel 900. Soprattutto il vituperato Carducci, che riprende direttamente i metri greci.
Il mito della musica entra anche nella filosofia, con Hegel, che la considera l'arte spirituale per eccellenza, con Nietszche, che scriverà moltissimo sulla musica e su Wagner...
Ma questo rischia di diventare un argomento dispersivo, dovresti trovare tu un solo spunto e seguirlo.

3) teatro musicale e multimedialità.
Ovvero la fusione delle arti. Il mito dell'opera d'arte totale nasce nel 600, ma inizia a svilupparsi davvero nel 900.
Il teatro si rivolge alla musica (D'annunzio e Boito scrivono libretti), il cinema unisce tutte le arti in una (vedi Pirandello ed ancora D'annunzio), l'arte contemporanea diventa multisensoriale (già con futuristi e dadaisti, e poi nel secondo cinquantennio). Nascono forme nuove come i cabaret, i musical, le riviste musicali. La filosofia crea nuovi modelli di comprensione e di interpretazione dell'arte: nasce la semiotica, per esempio, che con Barthes ed Umberto Eco cerca di interpretare tutto come possibile comunicazione, anche l'arredamento o la televisione. Da D'annunzio ad oggi, la società diventa sempre più "edonistica", nel senso che l'arte è ovunque e si esprime in ogni modo, con ogni mezzo.
Fare un inquadramento storico, però, sarebbe un po' difficile...
per letteratura latina, puoi cercare di parlare della forma multimediale per eccellenza, la satura.

4) La canzone.
Facile e versatilissima, tanto che la divido in modo schematico.
ITALIANO: da D'Annunzio in poi, tantissimi hanno scritto canzoni. Ma sarebbe carino parlare anche delle origini del termine, che deriva dalla "canso" dei trovatori.
LATINO: carmina burana tutta la vita. Li cerchi, li traduci, e parli dei clerici vagantes.
STORIA: parla delle canzoni di protesta, ce ne sono tantissime, risorgimentali, sulla prima, sulla seconda guerra, sul Vietnam, su qualsiasi cosa. Potrebbe essere interessante analizzarne una e far vedere COSA colpisce della guerra in una canzone, se i nomi, gli eventi, i morti, i feriti, boh.
FILOSOFIA: qui è dura... dovresti leggere "Sociologia della Musica" di Adorno... oppure parlare della riproducibilità della musica secondo Walter Benjamin ("L'opera d'arte nell'era della sua riproducibilità tecnica").
Re: tesina
20 marzo 2011, 12:13
E se la facessi sul jazz? o su un excursus sulla musica? cioè la sua evoluzione da ieri a oggi? penso che sarebbe più facile collegare tutte le materie..
Per caso conosci qualche letterato o filosofo o altro conosciuto che ha criticato o disprezza la musica o qualcosa del genere?
Re: tesina
20 marzo 2011, 14:45
Nabokov era amusico :-)
Re: tesina
20 marzo 2011, 18:03
clarinettine Scritto:
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> E se la facessi sul jazz? o su un excursus sulla
> musica? cioè la sua evoluzione da ieri a oggi?
> penso che sarebbe più facile collegare tutte le
> materie..
> Per caso conosci qualche letterato o filosofo o
> altro conosciuto che ha criticato o disprezza la
> musica o qualcosa del genere?

Il jazz potrebbe essere un'idea. Per quello che ne so, però, non riuscirei a trovare collegamenti con la letteratura italiana... e neppure col latino...
Anzi no, ho trovato qualcosina online, dà un'occhiata
http://www.storia900bivc.it/pagine/editoria/bergoglio200.html

Sul disprezzo verso la musica, beh, moltissimi filosofi hanno dimostrato di non conoscerne veramente una cippa. Di Kant soprattutto si dice fosse del tutto ignorante musicalmente parlando (il che tra l'altro è rarissimo per un tedesco). Nietszche invece era un grande appassionato, e Adorno è stato anche un compositore (come pure Rousseau). Ma sono curiosità a macchia di leopardo, diciamo...
Il nonno di Mendelssohn era un famoso filosofo, il fratello di Wittgenstein è stato un grandissimo pianista (perse la mano destra nella prima guerra mondiale e Ravel scrisse per lui il concerto pianoforte e orchestra per sola mano sinistra), D'Annunzio adorava Wagner, ma non saprei dirti altro...
Rispetto al link sul jazz di cui sopra, pare che Gramsci non apprezzasse il jazz. Ecco, questo è un atteggiamento tipico anche di molti musicologi, ma è genericamente verso tutta la musica pop e la musica straniera. Ricorda che il Jazz era vietato nella Germania nazista ed in Russia, precisamente come a un certo punto venne vietata la musica dodecafonica, atonale o comunque di sperimentazione. Anche qui dovresti leggere Adorno, uno dei padri della sociologia moderna. Il discorso sulla musica commerciale e sul capitalismo, o comunque sui modelli economici, va di pari passo.

Il problema principale è che se devi fare qualcosa con la musica dovrai un po' rassegnarti all'idea di lasciare qualche materia da parte, o di trattare argomenti lontani dal programma.
Re: tesina
21 marzo 2011, 20:09
Soprattutto il collegamento Jazz-Latino lo vedo arduo, forse potresti fare riferimento al CD di Jan Garbarek con l'Hilliard Ensemble intitolato "Perotinus", i cui testi sono in latino, o cercare qualche messa jazz con testi in latino.
Ci sono poi due libri da cui potresti trarre qualche spunto:
"Jazz e fascismo" di Luca Cerchiari e "Musica degenerata. Il jazz sotto il nazismo di Mike Zwerin.