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memorizzazione

Inviato da inkink 
memorizzazione
14 maggio 2008, 10:37
Volevo chiedere a chiunque ha voglia di rispondermi, chi è favorevole e chi contrario alla memorizzazione dei pezzi da suonare e magari un accenno alle tecniche usate.

Grazie
fkt
Re: memorizzazione
14 maggio 2008, 11:47
Incomincia a dare un occhiata a:
"http://www.edumus.com/forum/read.php?21,50929,page=1"

Frank
Re: memorizzazione
15 maggio 2008, 23:40
Credo (almeno per me) che la memorizzazione sia la conseguenza di un buono studio e soprattutto ottenuto dalla piena consapevolezza di ciò che si opera, in tutti i casi ci sono degli ottimi consigli sulla memorizzazione nel libro di (Chuan C. Chang) "i fondamenti
dello studio del pianoforte", lo trovato molto interessante, consiglio a tutti una lettura.
Bosendorfer
fkt
Re: memorizzazione
16 maggio 2008, 11:12
bosendorfer Ha scritto:
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> Credo (almeno per me) che la memorizzazione sia la
> conseguenza di un buono studio e soprattutto
> ottenuto dalla piena consapevolezza di ciò che si
> opera, in tutti i casi ci sono degli ottimi
> consigli sulla memorizzazione nel libro di (Chuan
> C. Chang) "i fondamenti
> dello studio del pianoforte", lo trovato molto
> interessante, consiglio a tutti una lettura.
> Bosendorfer

Nel topic
http://www.edumus.com/forum/read.php?21,46741,page=2

ti chiedevo a tal proposito delle informazioni, probabilmente non hai visto il mio pecedente post.

Approfitto per rinnovarti l'invito.

Frank
Re: memorizzazione
16 maggio 2008, 13:02
Ciao a tutti!
Io cerco di mandare subito a memoria il pezzo, studiandolo poche battute alla volta e a mani separate, anche perchè mi sono accorta che se non faccio così dall'inizio, poi quando vado a testare la memoria, per esempio velocizzando il tempo o suonandolo davanti ad altre persone, tendo a dimenticare molte note.
Nel libro di Chang si distinguono tanti tipi di memoria e credo che abbia ragione, perchè la memoria "intuitiva", di mano, è quella più facile ad instaurarsi ma anche quella più fallace alla prova del nove... almeno questa è la mia piccola esperienza in merito.
Tenete conto però che suono solo da 7 mesi e che anch'io sono in cerca di tanti piccoli consigli per migliorare... tutto!!!
:-)
Re: memorizzazione
17 maggio 2008, 21:32
ciao, mandare giù spartiti di pianoforte a memoria è un ottimo esercizio mnemonico, ti rende un po' più indipendente e amplia il tuo repertorio, ma si perde un sacco di tempo che si potrebbe utilizzare in altri modi... magari per rafforzare la tecnica... o imparare un nuovo brano.
Di solito gli insegnanti fanno imparare a memoria i brani solo quando ci sono dei concerti in vista. Poi alcuni libri (come il classico beyer) invitano l'allievo a memorizzare sempre i brani e ad esercitare la memoria con ogni mezzo possibile.
Re: memorizzazione
23 maggio 2008, 17:05
Grazie a tutti per le risposte.
Io ho sempre e solo suonato con lo spartito e solo da un qualche tempo ho provato a memorizzare, quindi ancora non ho capito quale possa essere per me la tecnica migliore.
Ho letto da qualche parte che Mozart e Bach sarebbero autori piuttosto difficili da memorizzare, sapete dirmi se questo è vero e se è cosi quali sono gli autori migliori per questo tipo di esercizio.

Grazie a tutti
Re: memorizzazione
23 maggio 2008, 18:00
Provaci anche con bach e mozart !!! 10/15 minuti al gg ma provaci !!!!!!!! E' un esercizio importantissimo
Io per esempio che sono ormai 15 anni senza suonare ho riiniziato a dicembre 2007 _ ho imparato la fuga xxii del 2 libro del cl.bentemperato + la 1 variazione goldemberg di bach - studiandole a mani separate; ripetendole gg per giorno ; poi a 2 mani; con e senza spartito per collegare tutto il pezzo fino a suonarlo senza grossi problemi. I pezzi li devi amare e solo la passione che ti trasmettono ti permettono di superare l'ostacolo. NE VALE VERAMENTE LA PENA !!!
PENSA CHE 10 MIN NON TI TOGLIERANNO SPAZIO PER FARE LE ALTRE COSE !!!!!
Re: memorizzazione
24 maggio 2008, 07:05
Fatica inutile. Infatti, come già scritto su:

http://www.edumus.com/forum/read.php?21,50929,page=4

cui prodest? Il leggio vuoto, tanto decantato soprattuto dai Pianisti, fa molta scena, ma non aggiunge alcun valore all'esecuzione musicale. Quando un brano è stato studiato a dovere, la partitura sul leggio non si legge nota per nota, ma trattasi di lettura semicosciente, che, però, i nostri centri superiori percepiscono ugualmente: in questo consiste la sicurezza fornita dalla lettura in sede concertistica. Chiaramente, molte cose, dopo un lungo, attento, meditato e consapevole studio restano a memoria, mentre la partitura serve quale memento per elementi e dettagli che non si sono fissati a sufficienza.



Messaggio modificato il giorno 24/05/2008, 07:05
Re: memorizzazione
25 maggio 2008, 11:08
Salve a tutti

Sicuramente non ho l'autorevolezza, né la presunzione, di stabilire se sia più opportuno per un esecutore (ma direi "interprete") eseguire un brano leggendo una partitura o affidarsi alla propria "memoria" poiché dal "basso" dei miei tre anni (...e qualcosa) di studio, non ho a disposizione molti "credits"
Ma vorrei comunque dire la mia.

L'egregio M.o Cinghiale apre dicendo "fatica inutile". E questo, in parte, mi trova e non mi trova d'accordo.
Fatica!? Perchè "fatica"? La musica, questo linguaggio mediante il quale è possibile, cosi come con le parole, siano esse in versi che in prosa, esprimere tutti i sentimenti dell'animo umano, non può, non deve essere una "fatica".
E a quanti staranno obiettando che sto facendo confusione tra "musica" (...che amiamo) e "memorizzazione" (...che è fatica) dirò che la memorizzazione, (aggiungerei, "meccanica") è quella che si faceva allorchè, scolaretti alle scuole elementari ed anche alle medie, mandavamo a memoria interi paragrafi di storia o geografia o poesie di cui non capivamo il senso ed il significato.
In questo senso la memorizzazione è fatica inutile ed il ricercare formule o metodi che ci facilitino il "ricordare a memoria" non risolve il problema.
Operare una memorizzazione meccanica, questo, sì, genera fatica (su questo posso essere d'accordo con il M.o Cinghiale) e ciò deve essere per forza in antitesi con il piacere che, invece, dovrebbe dare l'arte in genere e, in questo caso, la musica.

La soluzione, secondo me, è semplice: bisogna amare ciò che si fa.

Bisogna fare propria, la musica che si sta suonando; bisogna assimilarla; bisogna che diventi "nostra"; ed è anche in questo modo che riusciremo a trasmettere qualcosa agli eventuali ascoltatori, altrimenti avremo solo una caterva di note vuote e senza significato: meglio lasciar perdere. In questo senso sarebbe meglio ricercare ed eseguire autori che ci sono più congeniali, che sentiamo più vicini a noi.

Vi immaginate un Eduardo De Filippo che se ne va in giro sulla scena di "Questi fantasmi" o di "Natale in casa Cupiello" con dei foglietti in mano ai quali butta un occhio di tanto in tanto, per rinfrescare la memoria, per essere sicuro di non sbagliare la battuta successiva? E con lui, ovviamente, tutti i suoi comprimari?
O Giorgio Albertazzi che recita Amleto nelle stesse condizioni?
O un Pavarotti, con in mano la partitura del Duca di Mantova sulla scena del Rigoletto con, a fianco, Renato Bruson nelle stesse condizioni. Noooooooooo...per carità!

La memorizzazione non deve essere una fatica e non lo è se si ama quello che si suona (parlo di suonare ma questo è un discorso che può essere esteso a qualsiasi altro campo dello scibile umano).

Qualcuno, nel thread indicato da Frank e dallo stesso M.o Cinghiale, diceva che "anche" Myra Hess eseguiva con la partitura. Ebbene, io ho un dvd il cui titolo è "The Art of Piano" in cui Myra Hess esegue l'Appassionata di Beethoven e non si vede nessuno spartito sul leggio e come lei cosi un'altra quindicina di interpreti da Paderewsky o Hoffman a Richter o Michelangeli.

Sono convinto, egregio M.o Cinghiale, che non è semplicemente una questione di "scena" il fatto che un grande interprete esegua senza partitura. E' che egli, quella musica, la "possiede" e pertanto della partitura non ne ha assolutamente bisogno (se non nel leggerla la prima volta).

Ho letto che una volta Richter preparò un concerto per pianoforte ed orchestra in quattro o cinque giorni, dal momento in cui ebbe a procurarsi la partitura, al momento dell'esecuzione...molto probabilmente, in quell'occasione, dovette usare - presumo poiché non è dato sapere - la partitura durante il concerto...ma era stato cosi breve il tempo per prepararlo che qualche dubbio avrebbe potuto anche assalirlo e la partitura, in questo caso, gli avrà sicuramente infuso una maggiore sicurezza.

saluti
sigurt