Edumus Forum » Strumenti a tastiera
Tecnica strumentale, repertorio, studio dei brani, interpreti, consigli sull'acquisto strumenti e tutte le discussioni specifiche riguardanti gli strumenti a tastiera.
Trascrizioni e riduzioni
Inviato da:
musicodolce
Data: 12 maggio 2012, 12:02
Vorrei esprimere alcune mie idee, pur sapendo che potrebbero essere non condivise, ma sono certo che comunque possano aprire una discussione costruttiva per chiunque sia interessato all' argomento. Chiarisco innanzitutto che con il termine "trascrizione" intendo qualcosa di ben diverso da "riduzione". Ma ovviamente, man mano che leggerete capirete quello che intendo.
Faccio una premessa affinchè non venga frainteso il senso di quello che ho da dire: sono un pianista considerato esperto nell' accompagnare gli strumentisti e sono molto richiesto proprio per questa ragione. Quindi ciò che sto per esternare non è assolutamente legato alle difficoltà di esecuzione, ma proprio al fatto che sono visceralmente infastidito dal trovarmi regolarmente ad eseguire "riduzioni" dall' orchestra sempre e sistematicamente pietose e orripilanti e spesso anche pretenziose giacchè a fronte della morbosa meticolosità con cui ti indicano da quale strumento provengono le note riportate sulla parte, che definirei assolutamente antipianistica, non c'è la minima attenzione al fatto che le note scritte in quel modo possano essere eseguibili, nè alcuna cura su quale possa essere il risultato di insieme. Fra l' altro la parte è sempre regolarmente infarcita e piena zeppa di pause e pausette (quando non anche di altri segni per l' appunto pretenziosi come ho gia detto, vedi es. "Corno" opp. "Viole" ecc.) in mezzo alle quali per trovare le note da suonare devi sguerciarti! Non ne posso più!!!! Scusate lo sfogo, ma se questo accade è perchè la parte pianistica è semplicemente una "riduzione" ossia prende le note dell' orchestra e le dispone in accollatura (anti)pianistica senza cura per nessun altro particolare. Così ogni volta tutti noi accompagnatori siamo obbligati a riarrangiare la parte affinchè sia eseguibile e soprattutto affinchè produca un risultato di insieme migliore, giugendo ad eseguire quello che a mio avviso può essere chiamato "riduzione adattata" ma non una trascrizione.
Trascrizione invece secondo me è una cosa molto più importante e nobile, a patto che sia degna di essere considerata tale. Infatti io sono convinto che se un' lavoro musicale vale veramente, una degna trascrizione per un altro strumento o per un' altra formazione strumentale non possa far altro che onorarlo nuovamente (a patto anche che il lavoro sia ben eseguito) permettendogli di splendere sotto altre luci. Insomma la bellezza della musica a mio avviso è nella musica stessa non nello strumento che la suona, un po' come un romanzo o una poesia tradotti in altre lingue rimangono validi solo se sono validi in partenza e se le traduzioni che ne vengono fatte sono degne di essere dette tali e li riportano fedelmente. E così deve essere una trascrizione. Pensate ad es. a quanto i Quadri di una esposizione di Mussorgski siano stati onorati dalla versione orchestrale che ne ha fatto Ravel. Beh, comunque sfogo a parte non pretendo assolutamente che mi si faccia tutte trascrizioni pianistiche delle parti orchestrali dei concerti solistici, anche perchè a onor del vero vi è una considerazione di segno opposto: nel riadattare la parte noi pianisti abbiamo comunque l' occasione di imparare molto sul funzionamento della musica.
Faccio una premessa affinchè non venga frainteso il senso di quello che ho da dire: sono un pianista considerato esperto nell' accompagnare gli strumentisti e sono molto richiesto proprio per questa ragione. Quindi ciò che sto per esternare non è assolutamente legato alle difficoltà di esecuzione, ma proprio al fatto che sono visceralmente infastidito dal trovarmi regolarmente ad eseguire "riduzioni" dall' orchestra sempre e sistematicamente pietose e orripilanti e spesso anche pretenziose giacchè a fronte della morbosa meticolosità con cui ti indicano da quale strumento provengono le note riportate sulla parte, che definirei assolutamente antipianistica, non c'è la minima attenzione al fatto che le note scritte in quel modo possano essere eseguibili, nè alcuna cura su quale possa essere il risultato di insieme. Fra l' altro la parte è sempre regolarmente infarcita e piena zeppa di pause e pausette (quando non anche di altri segni per l' appunto pretenziosi come ho gia detto, vedi es. "Corno" opp. "Viole" ecc.) in mezzo alle quali per trovare le note da suonare devi sguerciarti! Non ne posso più!!!! Scusate lo sfogo, ma se questo accade è perchè la parte pianistica è semplicemente una "riduzione" ossia prende le note dell' orchestra e le dispone in accollatura (anti)pianistica senza cura per nessun altro particolare. Così ogni volta tutti noi accompagnatori siamo obbligati a riarrangiare la parte affinchè sia eseguibile e soprattutto affinchè produca un risultato di insieme migliore, giugendo ad eseguire quello che a mio avviso può essere chiamato "riduzione adattata" ma non una trascrizione.
Trascrizione invece secondo me è una cosa molto più importante e nobile, a patto che sia degna di essere considerata tale. Infatti io sono convinto che se un' lavoro musicale vale veramente, una degna trascrizione per un altro strumento o per un' altra formazione strumentale non possa far altro che onorarlo nuovamente (a patto anche che il lavoro sia ben eseguito) permettendogli di splendere sotto altre luci. Insomma la bellezza della musica a mio avviso è nella musica stessa non nello strumento che la suona, un po' come un romanzo o una poesia tradotti in altre lingue rimangono validi solo se sono validi in partenza e se le traduzioni che ne vengono fatte sono degne di essere dette tali e li riportano fedelmente. E così deve essere una trascrizione. Pensate ad es. a quanto i Quadri di una esposizione di Mussorgski siano stati onorati dalla versione orchestrale che ne ha fatto Ravel. Beh, comunque sfogo a parte non pretendo assolutamente che mi si faccia tutte trascrizioni pianistiche delle parti orchestrali dei concerti solistici, anche perchè a onor del vero vi è una considerazione di segno opposto: nel riadattare la parte noi pianisti abbiamo comunque l' occasione di imparare molto sul funzionamento della musica.
Re: Trascrizioni e riduzioni
Inviato da:
fats
Data: 01 giugno 2012, 14:53
Sono completamente d'accordo con la tua considerazione. Anch'io accompagno cantanti e spesso devo 'scremare' queste orribili riduzioni eleminando raddoppi e seconde voci inutili che non rendono possibile realizzare l'accompagnamento alla velocità dell'orchestra; di solito mi comporto, nel leggere questi spartiti, in questo modo: prima leggo molto lentamente ( anzi, al 'rallentatore') tutto come è scritto, cantando contemporaneamente le varie parti vocali, poi ripercorro le sezioni medesime alla velocità più prossima a quella di esecuzione suonando solo la parte strumentale, modificando periodo per periodo la parte pianistica ( per es. sostituendo ribattuti con trilli e tremoli, piu' fluidi, togliendo doppie note e ripieni negli accordi, riducendo al minimo salti e movimenti di collegemento tra battute che impediscano la scorrevolezza e la libertà del fraseggio alle velocità indicate, quando poi è necessario elimino le voci secondarie e i controcanti non indispensabili al cantante per avere eventuali aiuti ritmici per attacchi dopo qualche battuta vuota, ecc.). Al contempo sono un pianista che ama suonare, nel repertorio solistico, le trascrizioni dei grandi pianisti e compositori come Liszt e soci: qui, eccetto casi rari, il problema consiste nel trovare i giusti equilibri di tempo, sonorità e fraseggio connessi al gesto strumentale necessario a far 'uscire' adeguatamente queste pagine tremende, ma straordinarie ( esempio tipico, Petruska o Ouverture da G. Tell di Rossini/Liszt); qui il 'trucco' c'è e spesso è nel gesto connesso ad un effetto dinamico-timbrico ( lo diceva Busoni nelle sue Regole per il Pianista; io ho avuto la fortuna di studiare con un'allieva di Agosti, uno dei pochi discepoli di Busoni, che tra l'altro ha trascritto Danza, Berceuse e Finale dall'Uccello di Fuoco di Stravinsky dedicandolo proprio a Busoni). In fine sono anche d'accordo sul fatto che sia utile dover comunque penare su queste riduzioni: oltre a imparare i meccanismi della musica, si diventa paradossalmente più pianisti di quanto non lo si diventi con i 'pianisticissimi' ( seppur assai difficili) studi di Chopin, Rachmaninov e soci) e Richter, maestro accompagnatore ad inizio carriera e onnivoro di pagine 'scritte male' per tutta la sua vita, ne è a mio avviso l'esempio più illustre..
Re: Trascrizioni e riduzioni
Inviato da:
musicodolce
Data: 09 giugno 2012, 19:53
Mi scuso per aver visto solo ora la risposta. Credo che abbiamo esperienza simile. Infatti anche io amo suonare non solo il repertorio strettamente pianistico, ma anche le trascrizioni dei grandi come ad es. quelle di Busoni. Convengo con te anche nella considerazione che quelle malefiche riduzioni non sono solo utili a comprendere i meccanismi della musica, come avevo detto, ma anche e proprio quelli della tecnica pianistica.
Re: Trascrizioni e riduzioni
Inviato da:
eilbousan
Data: 11 giugno 2012, 10:40
Mah,non so.....come hai detto tu ci sono trascrizioni e trascrizioni.....
Alcune da orchestra a pianoforte francamente sono molto cervellotiche e poco efficaci;comunque questi errori sono stati fatti anche da un grandissimo come Liszt con le sinfonie di Beethoven ad esempio che,effettivamente,non sono un granchè a mio parere.
Alcune da orchestra a pianoforte francamente sono molto cervellotiche e poco efficaci;comunque questi errori sono stati fatti anche da un grandissimo come Liszt con le sinfonie di Beethoven ad esempio che,effettivamente,non sono un granchè a mio parere.
Re: Trascrizioni e riduzioni
Inviato da:
eilbousan
Data: 11 giugno 2012, 10:42
eilbousan Scritto:
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> Mah,non so.....come hai detto tu ci sono
> trascrizioni e trascrizioni.....
>
> Alcune da orchestra a pianoforte francamente sono
> molto cervellotiche e poco efficaci;comunque
> questi errori sono stati fatti anche da un
> grandissimo come Liszt con le sinfonie di
> Beethoven ad esempio che,effettivamente,non sono
> un granchè a mio parere.
"non sono un granchè" LE TRASCRIZIONI ovviamente:)
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> Mah,non so.....come hai detto tu ci sono
> trascrizioni e trascrizioni.....
>
> Alcune da orchestra a pianoforte francamente sono
> molto cervellotiche e poco efficaci;comunque
> questi errori sono stati fatti anche da un
> grandissimo come Liszt con le sinfonie di
> Beethoven ad esempio che,effettivamente,non sono
> un granchè a mio parere.
"non sono un granchè" LE TRASCRIZIONI ovviamente:)
Re: Trascrizioni e riduzioni
Inviato da:
fats
Data: 11 giugno 2012, 15:39
Per rispondere ad Eilbousan, in effetti, le trascrizioni di Beethoven fatte da Liszt hanno, come anche altre dello stesso periodo, qualcosa che pare non 'girare' a dovere, rispetto, per esempio, al Mefisto waltz n.1, che altro poi non è che una trascrizione di Liszt di un proprio pezzo orchestrale e , salti a parte, è scritta con un rapporto sforzo-effetto insuperabile. Secondo me il problema di quelle beethoveniane ha 3 possibili motivi:
- Liszt era giovane e il suo virtuosismo era in quel momento assurdamente esasperato e forse solo lui riusciva a rendere il rapporto suono-scrittura -velocità in rapporto agli originali nel modo più fedele e, al contempo, creativo, possibili.
-Il pianoforte del 1830 ed ancora per almeno altri 25-30 anni aveva non solo una meccanica più leggera, ma soprattutto la differenza timbrica tra i 3 registri ( basso nasale , medio più corposo e cantabile, acuto sfocatino) che risolveva molti problemi di tocco sia a livello dinamico che , appunto, timbrico ( ho avuto la fortuna di suonare un programma lisztiano su un Pleyel del 1850 circa e posso giurare che quasi metà dei problemi, una volta che ci si è abituati alla tastiera e al suono, vanno a posto quasi da sè, oltre al piacere immenso che ne deriva a suonarci sopra..)
-Liszt , secondo me, negli anni 30 e 40 dell'8oo, è ancora talmente egocentricamente volto ( seppur con generosità e idealismo altrettanto grandi) alle musiche altrui ,da impossessarsene, più che servirle con vera fedeltà e obiettività: Liszt non trascrive Beethoven, ma lo aggiorna; lo divora, metabolizza e 'risputa' ( scusate il termine..) facendolo diventare Liszt/ Beethoven, con suono, fraseggio (e gestualità strumentale ad essi connessa) 'suoi', sadicamente e soggettivamente suoi, perchè il suo aderire all'Io romantico di quel momento storico è questo ( per esempio, la seconda versione degli studi da Paganini del 1851 è una splendida e fedele, anche nel timbro asciutto che esce, trascrizione e per certi aspetti , in proporzione, meno 'difficile', rispetto a ciò che l'originale sembra comportare per i violinisti ; ma la prima versione del 1838, oltre che quasi impossibile, a me pare una versione che si vuol porre come equivalente alternativa, con una effettiva corrispondenza, in termini di difficoltà e delirio timbrico, dell'originale paganiniano, ed infatti... chi la suona, questa versione?Il fatto è che Liszt nel 1851 si pone al servizio dei posteri , pianisti in particolare, scrive in maniera tale che anche gli altri possano assimilare il suo sapere, 'umanizzandone' le difficoltà). Sia chiaro, forse le mie sono sciocchezze, ma la mia esperienza su queste pagine mi ha portato, almeno per ora, ad intravedere questi livelli di risposta. Per me ,comunque, le migliori trascrizioni di Liszt, in termini di sforzo-effetto, sono quelle da Wagner e di qualche proprio pezzo originale ( quella da Thannauser è semplicemente stupefacente ed, al contempo ancora, tra le più tremende!)
- Liszt era giovane e il suo virtuosismo era in quel momento assurdamente esasperato e forse solo lui riusciva a rendere il rapporto suono-scrittura -velocità in rapporto agli originali nel modo più fedele e, al contempo, creativo, possibili.
-Il pianoforte del 1830 ed ancora per almeno altri 25-30 anni aveva non solo una meccanica più leggera, ma soprattutto la differenza timbrica tra i 3 registri ( basso nasale , medio più corposo e cantabile, acuto sfocatino) che risolveva molti problemi di tocco sia a livello dinamico che , appunto, timbrico ( ho avuto la fortuna di suonare un programma lisztiano su un Pleyel del 1850 circa e posso giurare che quasi metà dei problemi, una volta che ci si è abituati alla tastiera e al suono, vanno a posto quasi da sè, oltre al piacere immenso che ne deriva a suonarci sopra..)
-Liszt , secondo me, negli anni 30 e 40 dell'8oo, è ancora talmente egocentricamente volto ( seppur con generosità e idealismo altrettanto grandi) alle musiche altrui ,da impossessarsene, più che servirle con vera fedeltà e obiettività: Liszt non trascrive Beethoven, ma lo aggiorna; lo divora, metabolizza e 'risputa' ( scusate il termine..) facendolo diventare Liszt/ Beethoven, con suono, fraseggio (e gestualità strumentale ad essi connessa) 'suoi', sadicamente e soggettivamente suoi, perchè il suo aderire all'Io romantico di quel momento storico è questo ( per esempio, la seconda versione degli studi da Paganini del 1851 è una splendida e fedele, anche nel timbro asciutto che esce, trascrizione e per certi aspetti , in proporzione, meno 'difficile', rispetto a ciò che l'originale sembra comportare per i violinisti ; ma la prima versione del 1838, oltre che quasi impossibile, a me pare una versione che si vuol porre come equivalente alternativa, con una effettiva corrispondenza, in termini di difficoltà e delirio timbrico, dell'originale paganiniano, ed infatti... chi la suona, questa versione?Il fatto è che Liszt nel 1851 si pone al servizio dei posteri , pianisti in particolare, scrive in maniera tale che anche gli altri possano assimilare il suo sapere, 'umanizzandone' le difficoltà). Sia chiaro, forse le mie sono sciocchezze, ma la mia esperienza su queste pagine mi ha portato, almeno per ora, ad intravedere questi livelli di risposta. Per me ,comunque, le migliori trascrizioni di Liszt, in termini di sforzo-effetto, sono quelle da Wagner e di qualche proprio pezzo originale ( quella da Thannauser è semplicemente stupefacente ed, al contempo ancora, tra le più tremende!)
Re: Trascrizioni e riduzioni
Inviato da:
eilbousan
Data: 11 giugno 2012, 16:30
fats Scritto:
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Sia chiaro, forse
> le mie sono sciocchezze, ma la mia esperienza su
> queste pagine mi ha portato, almeno per ora, ad
> intravedere questi livelli di risposta.
No,non sono sciocchezze.....ora,io non sono uno "scienziato" della musica di Liszt e della musica in generale pero' posso dire che sul primo punto sono assolutamente d'accordo.
Quello era un Liszt relativamente giovane,il Liszt "animale da palcoscenico","demonio" della tastiera e anche un pochettino meno attento a certe cose;quindi sicuramente c'entra anche la questione dell'eta' e del periodo:del resto piu' Liszt andava avanti con gli anni e piu' la sua scrittura si "razionalizza".....penso,sperando di non dire castronerie,che ci fu proprio un'evoluzione anche del personaggio-Liszt:da supremo virtuoso osannato ad "asceta" per certi aspetti".
Cmq questa cosa delle trascrizioni è un buon topic:
questa cosa delle trascrizioni fu ripresa anche da grandi pianisti come Horowitz e Cziffra (anche su Liszt stesso)anche se,senza offesa,piu' orientati allo show-business che alla musica.
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Sia chiaro, forse
> le mie sono sciocchezze, ma la mia esperienza su
> queste pagine mi ha portato, almeno per ora, ad
> intravedere questi livelli di risposta.
No,non sono sciocchezze.....ora,io non sono uno "scienziato" della musica di Liszt e della musica in generale pero' posso dire che sul primo punto sono assolutamente d'accordo.
Quello era un Liszt relativamente giovane,il Liszt "animale da palcoscenico","demonio" della tastiera e anche un pochettino meno attento a certe cose;quindi sicuramente c'entra anche la questione dell'eta' e del periodo:del resto piu' Liszt andava avanti con gli anni e piu' la sua scrittura si "razionalizza".....penso,sperando di non dire castronerie,che ci fu proprio un'evoluzione anche del personaggio-Liszt:da supremo virtuoso osannato ad "asceta" per certi aspetti".
Cmq questa cosa delle trascrizioni è un buon topic:
questa cosa delle trascrizioni fu ripresa anche da grandi pianisti come Horowitz e Cziffra (anche su Liszt stesso)anche se,senza offesa,piu' orientati allo show-business che alla musica.
Re: Trascrizioni e riduzioni
Inviato da:
Cinghiale
Data: 12 giugno 2012, 10:17
Notevoli anche i concerti di Vivaldi accommodati per l'Organo da Johann Sebastian Bach.
Re: Trascrizioni e riduzioni
Inviato da:
fats
Data: 12 giugno 2012, 14:36
Hai perfettamente ragione, Eilbousan, Liszt è cambiato nel modo che dici tu e insieme a lui il suo modo di scrivere e di pensare la musica e , forse, la vita: la musica sacra tipo Via Crucis che ha scritto sulla settantina è ancora più stupefacente di tutte le sue trascrizioni messe insieme. Quanto agli Cziffra/ Horowitz trascrittori ( che io ammiro come straordinari virtuosi della tastiera), devo dire che le loro trascrizioni ( soprattutto quelle di Cziffra, di cui ci sono video Youtube con lo spartito della musica che scorre sotto gli occhi), per quanto bellissime, non mi paiono così innovative e originali, rispetto a quelle di Liszt, Busoni e Godowsky e compagnia; ma, al contempo, sempre su Youtube ho visto e sentito alcune trascrizioni ( meglio dire 'riscritture' che investono anche forma e linguaggio pianistico e musicale) di Marc-Andrè Hamelin, che a mio avviso è tra i più grandi pianisti viventi, suona davvero tutto e pure trascrive e compone cose stuzzicanti; certo, non è Richter nè Busoni o Rachmaninov quanto a personalità interpretativa, ma a chi idolatra il pur dotatissimo Lang Lang consiglierei di ascoltare Hamelin nel concerto di Busoni in video o in alcuni studi di Godowsky: fa piuttosto paura.. D'accordissimo anche con Cinghiale, le trascrizioni per organo di Bach da Vivaldi sono magnifiche, io ho cominciato a studiare quella dal famoso concerto per violino e orchestra BWW 593 in la minore. Tra l'altro Stradal, poco conosciuto allievo di Liszt, ha trascritto per pianoforte i Brandeburghesi di Bach ed alcuni concerti per vionino e orchestra di Vivaldi ( tra cui quello suddetto); inoltre ha anche trascritto quasi tutti i poemi sinfonici di Liszt e la sinfonia K 550 di Mozart in sol min ( a cui però preferisco quella di Hummel che ha trascritto anche la Jupiter..)