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Il cambio di registro

Inviato da lucastinger 
Re: Il cambio di registro
03 novembre 2006, 08:57
mmmhhh molto interessante perche' quel suono cosi ' libero mi interessa molto....
bene rimango in attesa di ulteriori chiarimenti...
ma permettimi di dirti grazie ancora! :)
Re: Il cambio di registro
03 novembre 2006, 15:23
Vorrei continuare il discorso sul cambio di registro affrontando la seconda delle tre modalità di cui disponiamo per fare in modo che le corde vibrino sempre più velocemente per poter raggiungere una altezza tonale maggiore.
Se andiamo al punto 2. del primo post introduttivo a questo argomento, leggiamo che per fare in modo che in un certo punto critico del nostro “range comodo” le corde riescano a vibrare sempre più velocemente, possiamo lavorare attivamente per indurre un aiuto alle corde stesse.

Questo aiuto sarebbe dato dalla inclinazione anteriore della cartilagine tiroidea, la quale allunga in avanti le corde, che subiscono un allungamento passivo, le assottiglia quindi, sgravandole notevolmente dal lavoro sarebbero portate a fare attivamente (come nel caso del falsetto tecnico). Di conseguenza il piano delle corde stesse resta orizzontale perché le corde trovano spazio anteriormente, la pressione sottoglottica diminuisce perché l’aria incontra una resistenza minore in quanto le corde sono assottigliate ed assumono appunto una massa sottile.

Risultato: il suono è morbido, un po’ scuro e si può salire in tale modalità fino alla estremità della propria estensione.
Come si arriva prima a percepire e poi ad inclinare volontariamente la cartilagine tiroidea?
Con una semplice mimica del volto adottata dalla maggior parte delle scuole di canto: IL PIANTO.
Tale atteggiamento del volto induce appunto indirettamente una inclinazione tiroidea e sfido chiunque a dire che nell’opera non avviene. Osservate il volto della maggior parte dei cantanti d’opera: pianto più sbadiglio.
Il pianto per avere un suono morbido ed assettare la massa delle corde su tutto il range e lo sbadiglio per tenere tutta la laringe bassa, allungare il vocal tract e quindi scurire maggiormente il suono.

Il punto è che la mimica, una volta che ci ha aiutato a percepire la “vera” zona di lavoro, andrebbe abbandonata per far sì che il volto sia neutro, quasi amimico.
Quindi posso volontariamente inclinare la tiroidea senza dovermi aiutare con l’atteggiamento del pianto se mi sono esercitato bene e lungamente con la mimica a percepire il vero movimento, la vera zona di lavoro.
Solo in questo modo riusciremo a costruire la mimica del personaggio che dobbiamo interpretare e contemporaneamente mantenere il lavoro all’interno del nostro strumento.

Dico ancora, a scanso di ulteriori equivoci, che il cambio DI REGISTRO (termine convenzionalmente accettato da tutte le scuole e per questo usato anche qui) NON è IL CAMBIO DI RISONANZA come qualcuno erroneamente crede.
Effettuando il cambio di registro non si va nella cosiddetta “voce di testa”; nel cambio di registro siamo ancora un bel po’ lontani da ciò.
Il cambio di risonanza avviene più in alto e ci porta in quella che viene appunto definita “voce di testa”, ma qui non avviene nessuna modificazione (se non è voluta) della massa delle corde che ho dovuto già modificare più o meno volontariamente molto prima.
Quindi è vero che quando vado verso gli acuti estremi non devo fare nulla, soltanto mantenere lo stesso assetto, ma questo assetto sono stato in grado di modificarlo prima e cioè sulla zona appunto del cambio di registro?
Chi asserisce che il cambio di registro non esiste, dice ciò perché assetta una certa massa delle corde praticamente sempre (e quasi sempre quella sottile), indipendentemente dalla zona del suo range in cui è.
E lo fa a ragion veduta, per esempio nel caso di un suono “stile opera”, dove bisogna mantenere sempre e comunque una certa morbidezza di suono, la modificazione della massa delle corde è pressoché costante, per questo per loro non ha senso parlare di cambio di registro ed io sono d’accordo.
Ma l’errore è, secondo me, pretendere chi insegna ignori la fisiologia o peggio che si possa o si debba cantare per forza in una qualità opera.
No, chi insegna non può ignorare la fisiologia, deve sapere cosa succede oggettivamente in uno strumento voce.

Grazie a tutti per l’attenzione.
Riuscirò a scrivere di questo argomento solo dalla prossima settimana in quanto sarò via per il week-end.

Buon fine settimana a tutti. J
Luca
Re: Il cambio di registro
03 novembre 2006, 17:40
Grazie per le spiegazioni,

è proprio come naturalmente faccio, forse perchè nel bolero si piange spesso.

Ora sì che ci capisco di più.

Aspetto con ansia la tua continuazione.

Buon fine settimana

Annis
Re: Il cambio di registro
06 novembre 2006, 20:30
Salve,
finisco il discorso sul cambio di registro parlando della terza possibilità di agire sulla massa delle corde, farle vibrare più velocemente e di conseguenza mantenere il piano delle stesse orizzontale.

Tale modalità, come già accennato, consiste nell’inclinare la cartilagine “cricoidea” inducendo un rotazione della stessa sul proprio asse trasversale (orizzontale).
Ciò si traduce materialmente in una compressione in senso postero-anteriore (dal dietro verso l’avanti) celle corde vocali, le quali si accorciano, assumono una massa molto spessa (detta appunto spessissima), oppongono maggiore resistenza al passaggio dell’aria , riescono a vibrare più velocemente ed il piano resta orizzontale.

Il fatto di opporre maggiore resistenza al passaggio dell’aria fa sì che "si crei" una pressione sottoglottica maggiore per aprirle.
Attenzione, si crea automaticamente una pressione sottoglottica perché massa delle corde e pressione sottoglottica sono direttamente proporzionale.
Ciò significa che non sono io a spingere più aria.
Come pure nel caso della inclinazione tiroidea la pressione sottoglottica diminuiva di conseguenza perché la massa diventava sottile e non perché ero io a mandare meno aria sotto le corde.

Tornando alla massa spessissima indotta dalla inclinazione cricoidea, il primo effetto acustico che abbiamo è un aumento sia della intensità che del volume, suono forte e ricco di armonici medio-alti, l’opposto di ciò che avviene nel suono della massa sottile indotto dalla inclinazione tiroidea.

Per questo tale modalità che ha molto impatto e che somiglia molto ad un urlo è detta anche Belting.
E' il suono di buona parte della musica moderna in generale e del musical (pensate a Liza Minelli in Cabaret).
Ma il Belting se non è eseguito correttamente può essere molto pericoloso.
Basta aumentare anche solo di pochissimo la presione sottoglottica per innescare il meccanismo di costrizione, che lo ricordo è una funzione naturale della laringe a protezione dell’organismo, una sorta di spia di allarme in prossimità di un pericolo.

Ci sono fondamentalmente due modi per inclinare la cricoide:
-simulare un urlo senza emetterlo davvero ancorandosi con le braccia e sentendo il una forza che spinge soto la mandibola;
-oppure percependo un conato di vomito;
In entrambi i casi la sensazione è di non affaticamento delle corde perche sono sì molto accorciate ma lo sono passivamente ma ciò che lavora è appunto tutta la muscolatura esterna a quella vocale.
Ci vuole grande lavoro di appoggio e sostegno per evitare appunto di aumentare la pressine sottoglottica e spostare quindi il lavoro sulla muscolatura esterna a quella vocale.

Io ve li ho descritti per dovere di didattica, ma per favore non provateli da soli a casa, potrebbe essere molto pericoloso.
Vanno fatti solo ed esclusivamente sotto la guida di un insegnante esperto, ok?
Si può vivere anche senza il belting! ;-)

Alla prossima.
Parleremo del mezzo-Belting.

Luca
Re: Il cambio di registro
07 novembre 2006, 00:08
Grazie di vero cuore,

per la prima volta qualche anima nobile in poche parole mi ha fatto capire tantissime cose,

Ho sempre sentito parlare sia del pianto che del vomito, ma nessuno mi ha saputo dire il perchè di tali cose.

Grazie ancora

Annis
Re: Il cambio di registro
08 novembre 2006, 09:59
Grazie a te,
ho risposto al tuo messaggio privato.

Ciao

Luca
Re: Il cambio di registro
09 novembre 2006, 12:49
Salve,
vi avevo accennato nel post sul belting, che avrei parlato anche del MEZZO-BELTING.

Cos'è il Mezzo-belting?
Teoricamente la questione è piuttosto semplice, se avete seguito gli altri post.
Si tratta semplicemente di inclinare cart. tiroidea e cricoidea insieme.
Semplicemente per modo di dire, in reltà è molto dificile riuscirea fare le due cose insieme, in quanto sono due forze opposte: l'una allunga e l'altra accorcia la massa delle corde.
Quindi è un equilibrio abbastanza ostico da ricercare e trovare.

Avremo sempre una massa piuttosto spessa data dalla inclinazione cricoidea, ma anche contemporaneamente un alleggerimento della massa stessa data appunto dalla inclinazione della cart. tiroidea.
Per cui il suono non risulterà più solo molto intenso, forte o fortissimo, ma anche con una certa morbidezza, che lo rende a seconda delle situazioni degli stili e dei gusti, più gradevole soprattutto nella gamma degli acuti.

Vi dico anche che il belting puro (come descritto nell'altro post), l'urlo puro, è usato poco e solo in certe forme espressive musicali.
Il mezzo belting invece è la qualità che si usa maggiormente, proprio perchè unisce intensità e volume, potenza e morbidezza.

Prossimamente tenterò di rivisitare la classificazione e la denominazione dei registri (magari sotto la supervisione da parte di altri insegnanti di questo forum :-)) in una chiave diversa, quella appunto suggerita dalla modificazione della massa delle corde.

Spero possiate concordare. :-)

A presto
Luca
Re: Il cambio di registro
13 novembre 2006, 12:35
Rileggere la classificazione dei registri valutandoli rispetto alla massa delle corde è abbastanza semplice, il problema a limite sarà condividerla con chi non usa questo tipo di approccio.

Ho parlato fondamentalmente di quattro tipi di massa:
-spessa
-sottile
-spessissima
-rigida

Diciamo subito che la massa rigida potrebbe essere esclusa dalla classificazione in quanto produce un suono con l’aria che fino ad adesso almeno non è stato mai preso in considerazione rispetto alla classificazione dei registri poiché ritenuto (classicamente) un errore.

Quindi, esaminando il suono della massa spessa e spessissima possiamo dire che corrisponde al registro di petto o modale.
Il suono della massa sottile corrisponde al registro leggero o di falsetto.
Infine il registro misto è la conseguenza di entrambe le masse sottile e spessa (o spessissima) insieme.
Ho avuto modo di spiegare (anche se non è l’unico caso) quando possiamo avere una massa spessa e sottile insieme, parlando nel post precedente del mezzo-belting.

Fate pure le vostre domande e considerazioni…o contestazioni. :-)

Luca
Re: Il cambio di registro
13 novembre 2006, 13:40
Ciao luca....come sempre molto esaustivo... il top sarebbero' file audio con le varie modalita' o qualche riferimento a qualche canzone...in modo da poter associare il suono alle spiegazioni :)
Re: Il cambio di registro
17 novembre 2006, 09:08
lucastinger Ha scritto:
-------------------------------------------------------
> Rileggere la classificazione dei registri
> valutandoli rispetto alla massa delle corde è
> abbastanza semplice, il problema a limite sarà
> condividerla con chi non usa questo tipo di
> approccio.
>
> Ho parlato fondamentalmente di quattro tipi di
> massa:
> -spessa
> -sottile
> -spessissima
> -rigida
>
mi dispiace di non poter seguire ed intervenire come vorrei in questo tuo interessantissimo argomento.
Mi limito a dirti (cosi per conoscenza di un ennesimo altro modo di dire) la terminologia "stilizzata" che ho addottato io nel corso degl'anni, senza ovviamente nessuna prestesa di essere esaustivo o scentifico.

corda piena- registro modale
mezza corda- meccanismo leggero
corda vuota- falsetto (non quello di Tom, quello dei negramaro.muscolo vocale inattivo ;)
corda tesa-la voce di testa ottenuta con inclinazione della cart.tiroidea
corda doppia-il registro misto

Ciao e grazie per i tuoi preziosi post.
mauri