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Il cambio di registro

Inviato da lucastinger 
Re: Il cambio di registro
20 maggio 2008, 19:03
Probabilmente si usano vari termini per uno stesso meccanismo, e pianto è uno di questi. Comunque non tutti i cantanti usano lo stesso espediente tecnico per ottenere lo stesso risultato su un medesimo spartito (basterebbe confrontare come la sutherland e la grouberova eseguano Or sai chi l'onore.. ) per questo chiedevo un esempio acustico particolare che mi facesse capire...
era solo curiosità; per me stessa penso che meno parole si usino e meglio si canti (maschera fuoco morbidezza sostegno e poche altre penso bastino) ,altrimenti non ci capisco più niente! :-)))

antonella
Re: Il cambio di registro
20 maggio 2008, 19:07
Magnolia Ha scritto:
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> Probabilmente si usano vari termini per uno stesso
> meccanismo, e pianto è uno di questi. Comunque non
> tutti i cantanti usano lo stesso espediente
> tecnico per ottenere lo stesso risultato su un
> medesimo spartito (basterebbe confrontare come la
> sutherland e la grouberova eseguano Or sai chi
> l'onore.. ) per questo chiedevo un esempio
> acustico particolare che mi facesse capire...
> era solo curiosità; per me stessa penso che meno
> parole si usino e meglio si canti (maschera fuoco
> morbidezza sostegno e poche altre penso bastino)
> ,altrimenti non ci capisco più niente! :-)))
>
> antonella

per avvalorare la tua tesi,cito vitas(uno dei miei cantanti preferiti),che porta poco i suoni in maschera,almeno è questa l'impressione che dà;ma la sua potenza è tale da articolare i suoni in maniera sopraffina,armonizzandoli facendoli risuonare in bocca.Insomma lui ha una postura e morbidezza eccellenti^^
Re: Il cambio di registro
21 maggio 2008, 01:17
Magnolia Ha scritto:
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> Probabilmente si usano vari termini per uno stesso
> meccanismo, e pianto è uno di questi. Comunque non
> tutti i cantanti usano lo stesso espediente
> tecnico per ottenere lo stesso risultato su un
> medesimo spartito (basterebbe confrontare come la
> sutherland e la grouberova eseguano Or sai chi
> l'onore.. ) per questo chiedevo un esempio
> acustico particolare che mi facesse capire...

IO NON CREDO CHE USINO UNA TECNICA DIVERSAQ MA SOLO CHE LA SUTHERLAND HA CORDE DIVERSE, SCIURAMENTE PIU' LUNGHE E PIù SPESSE DELLA GRUBEROVA, INFATTI LA PRIMA è UN DRAMMATICO COLORATURA LA SECONDA UN LIRICO-LEGGERO COLORATURA...PER CUI LA TECNICA è LA STESSA SONO LE CORDE AD ESSERE DIVERSE


> era solo curiosità; per me stessa penso che meno
> parole si usino e meglio si canti (maschera fuoco
> morbidezza sostegno e poche altre penso bastino)
> ,altrimenti non ci capisco più niente! :-)))
>
> antonella

SAREBBE BELLO SE INSEGNASSERO ANCHE IL VOICECERAFT, SPEECH LEVEL ECC..INSOMMA UN Pò DI TENICA, ANATOMIA E FISOLOGIA DEL CANTO NEI CONSERVATORI...E SAREBBE BELLO AVERE UN LINGUAGGIO COMUNE MA PURTROPPO TEMPO FA CI HANNO PROVATO ANCHE QUI NEL FORUM...MA NON SI RIUSCIVA COMUNQUE A COMUNICARE :-(

Arianna
Re: Il cambio di registro
21 maggio 2008, 02:29
Premesso che non faccio il conservatorio; e che conosco abbastanza bene la natura vocale dei cantanti del passato :-) a me basta la vecchia tecnica di scuola belcantista. Ho un maestro che fortunatamente conosce molto bene la fisiologia e i meccanismi vocali e mi invoglia a leggere e documentarmi (Fussi, Magnani etc), pur preferendo poche parole e molta pratica, ossia facendomi funzionare grazie ad esercizi fatti bene e soprattutto insegnandomi a respirare e ad approfondire questa conoscenza giorno dopo giorno (lho scelto per questo); viene prima l'effetto e poi la comprensione della causa insomma.
Anche io vorrei che nei conservatori ci fossero più corsi, almeno base o "informativi" così da completare un'offerta formativa spesso carente .


Lasciatemi dire però < e senza polemica alcuna > anche che la Sutherland, la Grouberova o la Stignani o la Callas etc non hanno mai fatto uso di Voicecraft o altro e non avevano molto probabilmente conoscenze raffinate di anatomia etc etc, eppure sono state immense (anzi la Grouberova lo è ancora) !!!!così come cantanti un gradino sotto di loro neanche si sognavano tanta abbondanza di conoscenza, pur cantando benissimo. Ebbero degli ottimi maestri che hanno insegnato loro a respirare e quindi a fare della voce quello che volevano . Oggi abbiamo molte più tecniche,o metodi, ma che sostanzialmente parlano delle stesse cose con tanti nomi ( un suono sul fiato rimane un suono sul fiato, acusticamente, anche se lo chiami ciccioformaggio e lo emetti a testa in giù ) visto che, o almeno mi sembra, ci siano parametri (ossia fini da raggiungere con la tecnica e mezzi che servono allo spartito) validi sempre: suono libero, ricco di armonici, a fuoco, estensione, omogeneità, legato, uso delle dinamiche....
Sono scettica, ma a ragion veduta: una sedicente insegnante di canto voleva presentarmi un metodo di canto come portatore di chissà quale verità.... faccio tante lezioni con lei (a suon di 60 euro l'una) per sentirmi dire che si canta respirando, che questo metodo è uno dei pochi a permettere l'uso cosciente del fiato e dell'appoggio. Davvero? sarebbe questa la verità? che si canta solo se si sa utilizzare il diaframma sostenendo e appoggiando? sarà,ma Garcia Tosi e Lamperti l hanno detto secoli addietro! mi sentii davvero presa in giro, ma evidentemente lei non conosceva nessuno dei tre...

Ben venga comunque il termine "pianto" se rende comprensibile a qualcuno l'effetto che deve rendere.
saluti carissimi



Messaggio modificato il giorno 21/05/2008, 02:33
Re: Il cambio di registro
21 maggio 2008, 08:59
... è una vecchia e direi piuttosto sterile polemica. Direi che i casi sono due: o si permette che solo i fuori classe, cioè persone che per fortuna sono dotati fin dalla nascita di strumenti già estremamente efficienti, facciano una grande carriera, oppure si mettono in pista tutte quelle conoscenze grazie alle quali anche persone non dotatissime possono realizzare il loro sogno. Non solo, anche tra i nomi che hai citato ci sono cantanti che in fondo hanno fatto carriere piuttosto brevi, proprio a causa di una scarsa coscienza del canto. Ognuno è libero di pensarla come vuole, però a mio avviso ritengo che in un'arte come questa sia bene che ci sia profonda consapevolezza del proprio strumento, di come sfruttarlo al meglio e di rendere più lunga e valida la propria carriera, senza nulla togliere ai fuoriclasse, che ci son sempre stati e ci saranno sempre. Ma, per concludere, è abbastanza vero che non è questione di metodo, ma di serietà e onestà. Se un insegnante è conscio di come si educa perfettamente una voce, e sa farlo, direi che è già sufficiente, non sono le mere conoscenze anatomo-fisiologiche a rendere uno bravo, se alla base non c'è una assimilazione e anche una certa dote di capacità di trasmissione e tanta pazienza!
Ciao
Re: Il cambio di registro
21 maggio 2008, 16:11
Ciao Tom. In realtà non mi sento in contrapposizione né in polemica con chi insegna tecniche complementari o "altre". Ben vengano se aiutano chi lo vuole a imparare e/o perfezionarsi. Tutti sono liberissimi di rincorrere il proprio sogno nel modo che preferiscono, fermo restando che bisogna avere anche le qualità per realizzarlo e una notevole dose di autocritica (io non potrei fare l'indossatrice o la ballerina di classica a un certo livello, giacché molto prima del sogno e oltre alla tecnica è necessaria anche la natura) - oltre a tutte le altre caratteristiche che deve avere .
Io ho scelto il mio metodo benché sia sempre curiosa di provare cose che non conosco, quindi non escludo nulla a priori e mi piace capire. Troppe volte però (ma non voglio riferirmi a nessun metodo in particolare quanto a un modo di fare) i maestri tendono a far passare per unica verità il metodo che essi seguono, quando spesso è una "parafrasi" , magari dal nome esotico, dei metodi che si sono sempre usati.

Io purtroppo (ho 26 anni) non ho visto nessuno degli spettacoli degli artisti del passato (Freni, Tebaldi, Pavarotti, Verret etc..) però gente che ha questo tipo di memoria (magari ha 70 anni e va a teatro da 50) non esita a dire che gli attuali cantanti di prime parti in teatri come il Met o la Scala 30 anni fa sarebbero stati semplicemente degli onesti coristi((((coristi che avranno anche loro sognato di fare i solisti, no? però evidentemente esistevano i fuoriclasse in cima e poi i bravi e via via tutti gli altri, come dovrebbe essere anche oggi )))) E non fatico a crederlo, essendo anche io spettatrice e assistendo spesso a spettacoli (in teatri importanti) in cui si salvano uno o due di un intero cast.... si salvano, ma non è che siano eccezionali, anzi spesso hanno voci senza tecnica o già logore dopo pochi anni di carriera!!! (potrei capire dopo 20 ) però sono considerati l'equivalente dei fuoriclasse o dei bravi di una volta semplicemente perché sono sul palco. Vuol dire, per me, che si è persa un po' la bussola del come si studia e si canta BENE, bene che non fa male alla voce e neanche alle orecchie di chi ascolta. Poi, ovviamente ci sono stati cantanti dlala carriera corta o più corta di altri, ma credo che siano meglio pochi anni cantati dicendo qualcosa (vedi Callas) che molti aprendo la bocca e dando fiato ...

Non credo purtroppo che basti avere un sogno e applicare una tecnica "che permetta a tutti di cantare" per divenire cantanti. Sono piuttosto severa su questo; altrimenti i teatri continueranno a riempirsi di cantanti convintissimi di saper cantare e di essere chissà chi quando invece sono delle ciofeche.... e si continuerà a dire "beh ma in tempi di vacche magre..." e a fare i buonisti,invece che fischiare chi prende in giro pubblico pagante e il Teatro stesso... bisognerebbe studiare a capo chino senza avere la pretesa di essere nati artisti.
Comunque sì, io mi aspetto che Lucia di Lammermoor o Tancredi o Violetta me li canti un fuoriclasse, non uno del terzo anno di conservatorio, con tutto il rispetto! il sogno di cantare ce l'ha il normale come il fuoriclasse ed è giusto che all'apice arrivi quest ultimo prima dell'altro.


qui chiudo l'OT.

baci a tutti :-)



Messaggio modificato il giorno 21/05/2008, 16:14
Re: Il cambio di registro
21 maggio 2008, 20:29
Quello che ho scritto non era riferito in particolare a te magnolia era in generale, mi aspetto che nei conservatori si insegni l'anatomia e fisiologia, ho rammentato le tecniche di canto solo per fare esempi ma basterebbe che insegnassero a dovere anatomia e fisiologia del canto che è uguale per tutti.
Poi dal conservatorio escono anche insegnanti i quali devono assolutamente tenersi aggiornati, per questo ho parlato di metodi e tecniche per i conservatori in particolare. A me piace sapere cosa succede quando canto ed evitare così di danneggiarmi, ma in effetti non è determinante almeno non nel dettaglio.

insomma non volevo far polemica

buona serata

:-)

Arianna
Re: Il cambio di registro
22 maggio 2008, 13:55
Magnolia Ha scritto:
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> Probabilmente si usano vari termini per uno stesso
> meccanismo, e pianto è uno di questi.

Questo è talmente vero che è chiaro a tutti.

>Comunque non
> tutti i cantanti usano lo stesso espediente
> tecnico per ottenere lo stesso risultato su un
> medesimo spartito (basterebbe confrontare come la
> sutherland e la grouberova eseguano Or sai chi
> l'onore.. )

Il pianto, o come lo vuoi chiamare diversamente tu, non è un espediente tecnico, ma un preciso meccanismo laringeo, dunque una "posizione obbligata di tecnica vocale per poter cantare in stile opera".
Che non tutti i cantanti lo usino ed a maggior ragione nella lirica, è una tua personale opinione.
Quello che ho scritto io, rispondendo alla tua domanda, non è una mia opinione, ma un argomento di fisiologia, che tranne che all'estrema periferia della ricerca scientifica, non può essere messo in discussione, ne da me e nè da te, perchè entrambi NON SIAMO dei ricercatori.
Le diversificazioni, peraltro giuste ed evidenti a tutte le "orecchie", tra le cantanti che hai citato, non sono da attribbuire alla presenza della posizone del pianto in una ed in un un altra no, ma ad una differenza di costituzione dello strumento, come ad esempio, la cosa più banale, la diversità del tipo di spessore della corda dell'una e delle altre.
Ma il pianto resta una posizione obbligata per tutti nella lirica e ti ho spiegato anche i motivi (legato, morbidezza, possibilità di fare i piani e pianissimi,leggerezza, ecc) ma non per questo devi pensare che il suono sia identico per tutti i cantanti, perchè il suono "finale", quello che tu e che tutti percepiamo, è un "segnale complesso" ed è la risultante di tanti altri fattori.
Nemmeno queste, preciso, sono mie opinioni o mie idee, ma argomenti di fisiologia e di fisica-acustica.
Per qulacuno sono argomenti importanti per capire certe cose, per qualcun'altro meno importanti, per altri ancora superflue, per altri inutili nel canto, tutte opinioni rispettabilissime perchè ognuno ha il suo personale punto di vista che però non cambia la sostanza delle cose.
Prima di accettarle certe cose bisogna capirle e se le spiegazioni in un forum non bastano, perchè magari chi le spiega non è bravo a spiegarle, allora si possono fare delle approfondite ricerche personali e so che molti lo fanno.
Se poi si pensa che meno cose si sanno e meglio è che meno parole si usano e meglio è, allora mi chiedo perchè si pongono certe domande.
Le parole sevono a chiarire dei concetti ed un forum è fatto solo di parole.

per questo chiedevo un esempio
> acustico particolare che mi facesse capire...
> era solo curiosità;

Io ti ho risposto, ma se tu hai già la tua idea preconcetta è difficile soddisfare la tua curiosità.

>per me stessa penso che meno
> parole si usino e meglio si canti (maschera fuoco
> morbidezza sostegno e poche altre penso bastino)
> ,altrimenti non ci capisco più niente! :-)))

Io ho provato a descriverti le caratteristiche sonore del pianto, me lo hai chiesto tu, tutto qua.
Cosa vuol dire quindi "penso che meno parole si usino e meglio si canti "? Non ti sto mica facendo una lezione di canto (o era questo che volevi tu?)...di teoria semmai e nemmeno, sono solo informazioni che tu mi hai chiesto ed io ho cercato di darti nella maniera più esaustiva possibile. Fine.
Il canto lo fai con il tuo maestro, non qui.

> antonella

Grazie.
Luca
Re: Il cambio di registro
22 maggio 2008, 17:40
Ovviamente, il canto si fa a lezione essendo una pratica;

se avessi idee preconcette non starei su un forum a confrontarmi con altri, ma creerei un blog per diffondere la mia opinione ;

non mi pare di aver messo in discussione la fisiologia e la fisica acustica, non è proprio il mio mestiere ;

con "meno parole" voglio dire che ,almeno per me, è importante capire ciò che accade e perché, ma non è ,SEMPRE PER ME, fondamentale per cantare o meno : se so di avere un muscolo chiamato interaritenoideo o cricotiroideo va bene, ma non credo che pensare a cosa stia facendo mentre canto possa elevare la mia prestazione, anzi magari mi deconcentra o entrerei in paranoia ; una volta che ho imparato a cantare, mi documenterò su quali tecniche siano necessarie per sfruttarli al meglio <cosa che è nelle mie intenzioni> e sono sicura che molti degli esercizi "classici" servano proprio a questo, anche se quando sono stati composti non si sapeva come funzionassero laringe e via dicendo.

Nel parlare di Sutherland e Grouberova, avevo proprio frainteso il concetto di pianto ,ossia credevo fosse un espediente usato ad libitum, come chi usa il colore chiaro e chi lo scuro (come artificio espressivo, non qualità vocale precipua del singolo) , e non facente parte della tecnica "base" . Chiedevo un esempio in questo senso.

Grazie a te, Luca.


Tornando al cambio di registro: ho un amico cantante in carriera il quale mi ha sempre invitata a non pensare al cambio di registro bensì a respirare correttamente, perché se lo si fa il cambio avviene naturalmente, ossia non si sentono i famosi gradini (o sono molto sfumati). In virtù di questo, asserisce che i passaggi non esistano! dal suo punto di vista non ha torto, visto che non li sente, avendo una voce naturalmente portata ad essere omogenea ; chi non ce l'ha credo possa, respirando correttamente, smussare quanto più possibile le asperità ma soprattutto compensare la mancante uguaglianza timbrica (evidentemente non realizzabile per natura dell'organo vocale) con l'uso della voce proiettata sempre nello stesso punto, sempre legata, morbida e rotonda. (esempi pratici: voce omogenea e immacolata Mirella Freni, voce più estesa ma divisa in registri timbricamente definiti Zara Dolukhanova ) . Voi che ne pensate? o cosa preferite?

Zao :-)



Messaggio modificato il giorno 22/05/2008, 17:41
Re: Il cambio di registro
23 maggio 2008, 09:18
Magnolia Ha scritto:
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>
> Tornando al cambio di registro: ho un amico
> cantante in carriera il quale mi ha sempre
> invitata a non pensare al cambio di registro bensì
> a respirare correttamente, perché se lo si fa il
> cambio avviene naturalmente, ossia non si sentono
> i famosi gradini (o sono molto sfumati). In virtù
> di questo, asserisce che i passaggi non esistano!
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Cara Magnolia,
ti posso assicurare che in carriera ci sono tantissimi colleghi che non effettuano il passaggio, molti di più di quanti tu possa immaginare.
Parlarne in un forum, però, è molto difficile perchè, spesso, ci si scontra con idee preconcette basate sulla propria conoscenza e percezione (come se questa fosse una verità assoluta).
Tra l'altro, nei forum, non si sa mai con chi stai parlando. Così si rischia di parlare di "tecnica vocale" con un componente di una band rock, pop, celtica, metal etc. etc. Ora, CON TUTTO IL RISPETTO DOVUTO AD OGNI SINGOLA PERSONA, per me, è come parlare di tecnica cinematografica con un attore di film porno :) (non si arrabbi nessuno, è solo una battuta).
Forse sarebbe meglio dividere il forum in generi per fare in modo che lo scambio culturale avvenga tra persone che abbiano lo stesso linguaggio, lo stesso bagaglio culturale e gli stessi obbettivi.
Ora scatenatevi pure.
Premetto. però, che non risponderò ad illazioni, offese personli etc. etc.

Saluti a tutti