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Boom di candidature da tutto il mondo ma i posti sono soltanto 12. I consigli del Maestro Gianni Tangucci per passare le selezioni: “Mandate registrazioni di alta qualità”.

Accademia del Maggio Musicale Fiorentino: torna il Corso di perfezionamento per cantanti lirici

Boom di candidature da tutto il mondo ma i posti sono soltanto 12. I consigli del Maestro Gianni Tangucci per passare le selezioni: “Mandate registrazioni di alta qualità”.


Stanno arrivando da tutto il mondo le candidature per partecipare al Corso di alto perfezionamento per cantanti lirici e per Maestri collaboratori bandito dall'Accademia del Maggio Musicale Fiorentino.

A fronte di oltre 300 richieste, saranno soltanto dodici i giovani talenti che avranno la preziosa possibilità di partecipare per un intero anno, da novembre 2018 a ottobre 2019, a lezioni frontali, masterclass e laboratori scenico-musicali interdisciplinari con percorsi formativi individuali pensati a misura del candidato selezionato. Il valore aggiunto del corso, oltre alla rilevanza professionale di tutti i docenti, è però la possibilità che viene data agli allievi di seguire da vicino la frenetica attività di una realtà artistica di fama internazionale quale di fatto è il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino.

«Questa è la scuola che avvia alla professionalità – spiega il Maestro Gianni Tangucci, ideatore del progetto artistico e coordinatore dell'Accademia – e in un teatro la professionalità si acquisisce principalmente stando sul palcoscenico.

Il percorso formativo viene poi delineato a misura degli artisti selezionati che, quando escono dalla scuola, sono pronti ad affrontare qualunque tipo di palcoscenico in qualunque parte del mondo». Non solo dizione, canto o ballo, dunque, ma anche lingua italiana per gli allievi stranieri, incontri frontali con psicologi e dietologi e persino lezioni con esperti commercialisti e fiscalisti per insegnare a ciascun artista come relazionarsi con un contratto o come gestire, anche dal punto di vista economico, il proprio divenire artistico.

Non stupisce, insomma, che le richieste per partecipare alla quarta edizione di una delle più prestigiose proposte formative dello Young artists program stiano arrivando da tutto il mondo: dal Giappone, come dalla Corea, dalla Russia come dalla Cina, ma anche dalla Spagna e dalla stessa Italia. Qualunque sia il paese di provenienza, ai dodici selezionati verrà data una borsa di studio di mille euro al mese per vitto e alloggio a Firenze e per poter quindi frequentare giornalmente le lezioni presso il teatro di Piazzale Vittorio Gui.

Come prepararsi al meglio alle selezioni? Il primo passo è sicuramente quello di superare la fase eliminatoria che consiste nell'invio del curriculum ma, soprattutto, delle registrazioni video di due arie d'opera.

«Oggigiorno esistono tecnologie di elevatissima qualità a buon mercato – consiglia il Maestro Tangucci a tutti coloro che hanno intenzione di inviare la propria candidatura – certo, la giuria ha una grande esperienza e il talento traspare anche tramite supporti scadenti però, in linea di massima, maggiore è la qualità della registrazione maggiori sono le possibilità di essere selezionati. Inoltre, se qualcuno ha già avuto la fortuna di debuttare in palcoscenico con un'orchestra, può sicuramente trattarsi di un valore aggiunto. In questi casi si denota infatti il profilo dell'artista a tutto tondo a differenza di chi, per esempio, invia un'aria registrata in studio. La nostra tendenza, ad ogni modo, è quella di ascoltare dal vivo quanti più candidati possibile, almeno un centinaio secondo il trend degli scorsi anni».

In totale sono dunque dodici i borsisti ma, in caso di un numero maggiore di artisti considerati eccellenti, l'organizzazione dà la possibilità a qualche corsista in più di seguire le lezioni gratuitamente. Vitto e alloggio, però, saranno a carico dell'allievo non vincitore di borsa di studio.

L'Accademia del Maggio Fiorentino è davvero una fucina di talenti? Stando ai piccoli grandi risultati conquistati dai corsisti delle precedenti edizioni sembra proprio di sì.

«Dopo tanti anni di teatro posso dire che la carriera è fatta non solo di talento e dedizione – conclude il Maestro Tangucci – a volte sono gli incontri e le occasioni a decretare il successo di un artista. Altre volte la critica e il pubblico hanno un ruolo fondamentale. Nel complesso, sembra che gli allievi usciti dalla scuola nelle ultime tre edizioni stiano emergendo in maniera interessante. Alcuni lavorano presso il nostro teatro, altri sono tornati all'estero e sono impegnati in lavori importanti. Certo, tre anni sono pochi per valutare la carriera di un artista, soprattutto nel caso di allievi giovanissimi».

Un esempio tra i tanti? Il tenore Patrick Kabongo: dopo essere stato, nel 2016, uno degli artisti più apprezzati dell'Opera di Firenze nel ruolo di Lindoro ne “L'Italiana in Algeri” di Rossini, questo straordinario congolese di nascita ma parigino d'azione è infatti attualmente impegnato in una prestigiosa turnée in giro per l'Europa.

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