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La musica di Beethoven: la speranza per un futuro migliore

"Sei un vagabondo! Non somigli a un compositore" ripetevano le forze dell'ordine prima di arrestarlo per frode


 

Ludwig Van Beethoven, un artista controcorrente

 

  • Poichè le spie della città indagavano continuamente per scovare i ribelli che cospiravano contro gli aristocratici, Beethoven era diventato il loro bersaglio preferito a causa dell'apparenza sospetta e del suo atteggiamento scontroso; per questo spesso veniva seguito dalle spie che origliavano le sue conversazioni. Per le autorità invece Beethoven era considerato semplicemente un povero pazzo inoffensivo.

 

  • Anche se all'epoca i musicisti erano considerati dei semplici servi di corte, come lo erano cuochi, camerieri e lustrascarpe, Beethoven non accettò mai di essere trattato in quel modo: si rifiutava di sedere a tavola con la servitù o di indossare parrucche e calze di seta come gli altri musicisti. Grazie al suo talento però poteva permettersi certe libertà, poiché come scrisse Carl Czerny "Sapeva come smuovere le emozioni di ciascun individuo fino a provocare pianti e singhiozzi in chiunque lo ascoltasse".

 

 

Beethoven, il genio bambino

 

  • Divenne musicista per volere del padre Johann, che tornando spesso ubriaco dalla taverna in piena notte, lo costringeva a suonare il pianoforte fino all'alba.

 

  • All'età di 11 anni, il padre lo ritirò dalla scuola per far sì che si dedicasse completamente alla musica; Beethoven infatti non ha mai imparato a padroneggiare a pieno l'ortografia o la matematica.

 

  • Si dice che Beethoven abbia iniziato a comporre le sue prime opere a soli 12 anni, tuttavia, poiché Mozart prima di lui aveva girato l'Europa alla tenera età di 7 anni, il padre di Beethoven mentiva spesso sull'età del figlio per farlo sembrare più giovane di quanto fosse.

 

 

La rivoluzione della musica di Beethoven

 

  • Mentre componeva la sua musica, a volte si concentrava a tal punto da battere violentemente le dita sui tasti del pianoforte fino a romperne le corde, finché non fosse soddisfatto del suo lavoro.

 

  • Quando rimase solo al mondo e iniziò a perdere l'udito a causa del fischio all'orecchio, la musica fu l'unico motivo che lo spinse ad andare avanti "Mi è sembrato impossibile lasciare questo mondo senza aver prodotto tutto ciò che sentivo in me", ha scritto.

 

  • Nel 1840, a Bonn si tenne il primo "Beethoven Festival" in onore del compositore e fu rivoluzionario perché prima d'allora a nessun musicista era mai stato riservato un trattamento simile. Grazie a Beethoven la figura dell'artista si trasformò da servo ad individuo che soffre mentre esprime la sua arte e le sue emozioni.

 

  • Le prime orchestre professioniste nacquero con lo scopo di preservare le sue opere.

 

  • Il suo celebre “Inno alla Gioia”, oggi inno nazionale dell'Unione Europea, fu cantato dai bambini nelle latrine di Auschwitz, in tutte le Olimpiadi dal 1956 e nonostante resti oggi attuale come allora, in quanto guerra, disuguaglianza e censura sono realtà che ci affliggono ancora, il suo messaggio d'uguaglianza e il sogno della fratellanza vivranno per sempre nella sua musica.

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