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Annunciate le nuove date dell'opera con la regia di Francesco Cabras: un inno alla libertà e all'inclusione

L'Orchestra di Piazza Vittorio presenta il “Va’ Pensiero” di Giuseppe Verdi

Annunciate le nuove date dell'opera con la regia di Francesco Cabras: un inno alla libertà e all'inclusione


 

La multietnica Orchestra di Piazza Vittorio all'Opera, l’ensemble di musicisti che racchiude tutto il mondo, torna ad esplorare in chiave ultra-contemporanea i territori della lirica con uno dei più celebri cori del repertorio operistico, il Va’ pensiero del terzo atto del Nabucco di Giuseppe Verdi.

L'interpretazione è online in un video, che abbiamo incorporato alla fine di questo paragrafo, e gioca sui piani ravvicinati che inquadrano i vari componenti dell’Orchestra, come a voler ribadire che da qualunque parte del mondo si provenga, siamo tutti esseri umani, individui, ognuno con la propria storia, il proprio vissuto, la propria vita.

Alle spalle, una tenda mossa dal vento, un richiamo simbolico al drappo di una bandiera, un'esortazione a prendere coscienza che è arrivato il momento di far cambiare aria a chi la sta infettando.

 

Interpretazione inedita, nuovo significato

L’Orchestra di Piazza Vittorio all'Opera (OPV) si riappropria così di una composizione musicale – nell’opera verdiana riferita agli ebrei prigionieri in Babilonia – che è un inno malinconico alla patria perduta per dargli una nuova sfumatura di senso: in questo caso la patria perduta non è un passato idealizzato di purezza cui guardare con nostalgia, non è quel sentimento di rivalsa contro la modernità e la globalizzazione che sta animando i sovranismi di mezzo mondo.

È al contrario un canto di speranza, un invito a ritrovare quel senso di comunità, quella civiltà fondata – dopo i traumi del nazismo, dell’olocausto e della seconda guerra mondiale – sui valori di rispetto della dignità umana, della solidarietà e della convivenza civile, quei valori della nostra Costituzione che soltanto in questi ultimi anni sono stati messi in discussione da narrazioni che hanno trovato terreno fertile nelle contraddizioni della globalizzazione. L’OPV si riappropria così di un patrimonio culturale storico e musicale per restituirlo a noi tutti. Perché l’Orchestra è sì multietnica ma di fatto è italianissima.

Una realtà unica al mondo che è per sua natura stessa realtà politica. Come è un atto politico la scelta, oggi, di reinterpretare il Va’ Pensiero, per strapparlo a chi indebitamente in questi anni voleva farlo diventare un inno secessionista.

Questa versione inedita del Va’ pensiero, è inclusa nel repertorio de “L’Orchestra di Piazza Vittorio all’Opera”, concerto che propone le arie tratte dalle opere che negli ultimi dieci anni di attività l’Orchestra ha reinterpretato (Il Flauto Magico e il Don Giovanni di Mozart, la Carmen di Bizet), traendo ispirazione dai musicisti dell’Ottocento che nei vicoli di Napoli rappresentavano le partiture di maggiore ispirazione popolare per coinvolgere le classi meno abbienti.

Le date del tour dell'Orchestra di Piazza Vittorio all'Opera

  • 21 febbraio a Pesaro
  • 6 e 7 marzo a Modena
  • 8 marzo a Cesena
  • 9 marzo a Gonzaga (MN)
  • 10 marzo a Cremona

Per conoscere meglio l'Orchestra di Piazza Vittorio all'Opera

  • Voce Mama Marjas
  • Voce Hersi Matmuja
  • Voce Houcine Ataa
  • Voce Carlos Paz Duque
  • Pianoforte, sintetizzatore Leandro Piccioni
  • Oud, Voce Ziad Trabelsi
  • Chitarre Emanuele Bultrini
  • Tastiere Duilio Galioto
  • Percussioni, Voce Pap Yeri Samb
  • Percussioni, Voce Raul Scebba
  • Basso, contrabbasso Pino Pecorelli
  • Batteria, Voce Ernesto Lopez Maturell

Nata nel 2002 sulla spinta di artisti, intellettuali e operatori culturali con la volontà di valorizzare l’omonima Piazza dell’Esquilino di Roma, per antonomasia il rione multietnico della città, l’Orchestra di Piazza Vittorio all'Opera è stata ideata e creata da Agostino Ferrente e Mario Tronco e ha accolto dalla sua nascita oltre 100 musicisti provenienti da ogni parte del mondo e da ambiti musicali differenti.

Gran parte di questi musicisti ha trovato proprio nell’Orchestra un’occasione di riscatto e ha acquisito la cittadinanza italiana.

Il video è stato realizzato grazie al contributo della “Fondazione Cultura e Arte", ente strumentale della "Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale", presieduta dal Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele.

 

 

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