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Intervista a Davide Alogna

Professione Musicista

Intervista a Davide Alogna


"possedere comunicativa, sapersi muoversi nel mondo della musica, sia a livello di relazioni, che manageriale...avere delle idee nuove e dei progetti interessanti da proporre"

 

E' ancora possibile la professione del musicista? Lo abbiamo chiesto a Davide Alogna, Violinista, Solista e Camerista palermitano, considerato uno degli artisti emergenti più completi per la sua attività che spazia dalla musica da camera, al solismo con grandi orchestre. Protagonista del secondo appuntamento con Professione Musicista, il progetto di EduMus dedicato ai giovani studenti e, naturalmente, a tutti gli appassionati. Interviste e conversazioni con musicisti di professione, uomini e donne che hanno fatto della passione per la musica una ragione di vita. Ci racconteranno come vivono la musica quotidianamente, come hanno affrontato i momenti difficili e cosa sognano per il futuro... Mettersi in ascolto è il modo più semplice che abbiamo per imparare...

 

 

Nome: Davide Alogna

Età:34 

Professione: violinista solista

 

E' ancora possibile la professione del Musicista in Italia? In altre parole si può vivere di musica oggi? 

Si è ancora possibile fare di lavoro il musicista oggi, a patto di riuscire a stare al passo coi tempi. Mi spiego meglio: il musicista oggi non puó più essere solo più quello che studia e suona, fai i concorsi e poi i concerti. Il musicista deve essere un personaggio a 360 gradi: deve possedere comunicativa, sapersi muoversi nel mondo della musica, sia a livello di relazioni, che manageriale, essere aperto ad ogni genere musicale e sperimentazione, ed avere delle idee nuove e dei progetti interessanti da proporre. Ovviamente anche l'aspetto dell'insegnamento non va trascurato, pur avendo una carriera concertistica intensa.

 

Hai viaggiato molto, studiando anche all'estero e suonando in alcune tra le più importanti sale da concerto. Hai notato differenze nel modo di concepire la professione del musicista?

Noto semplicemente che per quelli che amministrano il nostro paese, la musica , le arti ed in genere la cultura non sono cose importanti. Probabilmente la musica è ritenuta una cosa superflua, al contrario di qualunque altro paese. Lo si vede dal peso che ha nella scuola. Meno di zero. Se non educhiamo le masse a capire la musica sin dall'infanzia non si svilupperà mai un orecchio ed un vero interesse per la musica colta. In Italia si ascolta solo musica commerciale pop o dance e c'è una grande crisi di pubblico soprattutto nei giovani. 

 

Ti è mai capitato di dire “sono una Musicista” e sentirti chiedere “e di lavoro cosa fai?”

Purtroppo sima cerco di spiegare ogni volta che la mia non è solo una passione, ma un lavoro, e per farlo ci si deve preparare 2000 volte di più di qualunque altra professione. 

 

Come si traduce nel quotidiano la professione del Musicista? Come sono le tue giornate?

Studio 6-7 ore al giorno, poi mi dedico all'organizzazione della mia attività concertistica. Ovviamente 2 giorni a settimana insegno al conservatorio.

 

Hai cominciato a suonare da bambino? 

 A 6 anni il piano (mi sono poi diplomato al conservatorio anche in pianoforte), a 8 il violino e sono entrato in conservatorio a 11.

 

Quando hai capito che la musica sarebbe stata la tua vita?

Quando non dividevo più il tempo dello studio dal tempo dedicato al relax. Forse l'anno in cui ho preparato il quinto di violino.

 

Hai mai pensato di intraprendere una strada diversa?

Mi sarebbe piaciuto fare il medico, ma sarà per la prossima vita.

 

Cosa faresti se non fossi una musicista?

Il medico sicuramente.

 

Quale è stata al momento la tua più grande soddisfazione personale?

Il prossimo concerto sempre!

 

Come definiresti il tuo rapporto con gli insegnanti che hai avuto?

Ho cercato di prendere il meglio da ognuno, ogni insegnante mi ha trasmesso qualcosa di diverso, un aspetto tecnico-strumentale o un aspetto dell'"essere" musicista.

 

Qual è stato il ruolo della tua famiglia nel tuo percorso di studi?

Fondamentale, i miei genitori mi hanno sempre sostenuto ed incoraggiato nei momenti difficili. Non ce l'avrei fatta senza di loro. 

 

Hai un sito web, un profilo facebook ed anche una fan page facebook molto attiva. Essere “connesso” è per te più un piacere o una necessità professionale?

Entrambi, anche se bisogna sempre stare attenti a cosa rendere pubblico della propria vita e cosa no. "Essere connesso" è una bellissima occasione ma anche un arma a doppio taglio, perché si può essere molto più "vulnerabili" rispetto ad un tempo.

 

Lo spartito che non può mancare nella tua valigia?

Concerti e Sonate di Mozart per violino e "Sonate e Partite" di Bach.

 

Il tuo “compositore del cuore”?

Mozart senza dubbio.

 

Uno strumento preferito oltre il violino?

Il pianoforte , avendo conseguito il diploma, ma anche la chitarra, strumento meraviglioso. 

 

Cosa consigli a chi decide di intraprendere la carriera del Musicista?

Studiare sempre, armarsi di pazienza (tanta) e non smettere MAI di credere in se stessi!! 

 

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Una nuova incisione con le concertanti per Violino, Viola e orchestra e un cd cameristico in duo  con la pianista Alessandra Ammara.

 

Puoi anticiparci qualche impegno per il futuro?

Tanti bei concerti nei prossimi mesi. Suoneró da solista al Gasteig di Monaco Mendelssohn il 22 Aprile e avrò diverse date ( Germania, Austria, Polonia, Corea) con il concerto per violino "all'Antica" di Respighi che ho recentemente registrato per Amadeus. Poi il primo maggio con l'Adana Symphony con il concerto per violino di Katchaturyan. Ed il debutto il 2 ottobre alla Salle Cortot per un recital violino piano.

 

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