Professione Musicista

Intervista a Marco Felicioni


Proseguono gli appuntamenti di EduMus con Professione Musicista, lo spazio in cui  musicisti di professione si raccontano, condividendo con tutti noi pensieri, ricordi e anche qualche consiglio.

Marco Felicioni, flautista, concertista e docente di Pescara, è il protagonista di questo mese.

Ci ha raccontato del suo rapporto con la musica, dal primo incontro all'affermazione come concertista, dell'attività didattica che persegue con lo stesso entusiasmo di quando era lui stesso un allievo... Mettersi in ascolto è il primo passo per imparare!

 

Nome: MARCO FELICIONI

Età: 48

Professione: Flautista, Concertista e Docente

 

Quando è nata la passione per il flauto?

Ho iniziato a praticare la musica da giovanissimo e mi è piaciuto da subito spaziare da un genere all’altro e da uno strumento all’altro. Ho iniziato con la chitarra con la quale superai l’esame di ammissione per entrare in Conservatorio iniziando a studiare con il grande M° Bruno Battisti D’Amario. Poi, per una storia alquanto bizzarra, mi ritrovai a scegliere (per casualità ma con grande piacere) il flauto traverso.

Durante il corso di Diploma di Flauto in Conservatorio iniziai a suonare anche altri strumenti, tra cui l’organo e il pianoforte, poi fui affascinato dallo studio del canto ed ebbi il piacere e l’onore di prendere le lezioni di canto dal soprano Maria Vittoria Romano; iniziai a suonare il sassofono, fino a dedicarmi anche alla composizione.

L’attenzione che rivolgevo nei confronti della musica mi distoglieva anche dalla scuola e se non avessi avuto i miei genitori presenti e attenti, avrei fatto delle scelte sbagliate. La mia passione per la musica era smisurata e cominciava a manifestarsi quel desiderio di viverla in una dimensione globale. Ho sempre sognato e cercato di diventare un musicista completo.

 

Che ruolo hanno avuto i tuoi insegnanti nel tuo percorso di studi e nella tua carriera?

La scelta dell’istituzione giusta e maggiormente di un buon insegnante fanno sicuramente la differenza e aiutano a raggiungere più in fretta l’obiettivo.

Posso affermare di avere avuto un buon rapporto con i miei insegnanti, con i quali continuo a frequentarmi e a confidarmi. L’incontro con i grandi maestri Angelo Persichilli (presso l’Accademia di Santa Cecilia) e Raymond Guiot (presso l’Accademia Italiana del Flauto) è stato poi determinante per la mia professione e per la mia vita. Li ringrazio tuttora spesso per tutto quello che mi hanno insegnato.

 

Ti dividi tra concerti, studio e insegnamento, le tue giornate saranno sicuramente molto intense, come vivi la tua quotidianità?

Continuo a dedicarmi all’attività concertistica, che ho svolto fino a qualche anno fa come unica professione (e che continuo a svolgere da 30 anni) e da alcuni anni sono assorbito parecchio dall’attività didattica, essendo docente di ruolo ed impegnato su vari ordini scolastici. Insegno infatti, presso la Scuola Secondaria di primo grado e il Liceo Musicale, svolgendo il mio lavoro di docente con dedizione ed attenzione. Inoltre, vengo spesso invitato per tenere masterclass nei Conservatori o altri enti e corsi di perfezionamento musicale. Le mie giornate quindi, sono davvero piene, alternando lavoro, studio e ricerca; poi c’è anche il ruolo di marito e padre: ho una moglie violinista bravissima e premurosa, e due figli straordinari!

 

Hai mai dubitato delle scelte fatte?

Penso che chiunque abbia avuto dei dubbi nella propria vita, soprattutto nella fase adolescenziale.

Anch’io ho vissuto dei momenti di incertezza nello scegliere la strada della musica, nonostante la grande passione e predisposizione. Mi iscrissi anche alla facoltà di Architettura ma da lì a poco iniziai a fare i primi concerti e cominciai presto ad insegnare in piccole scuole private. Così non terminai l’università, ma l’amore per l’architettura e le relazioni tra musica e architettura ancora mi ispirano!

 

Cosa consigli a chi decide di intraprendere la carriera del Musicista?

Vivere di musica è effettivamente sempre più difficile, soprattutto nel campo concertistico.

La situazione in Italia è piuttosto grave ma anche all’estero le cose sono cambiate rispetto a qualche anno fa. Oggi più che mai, sono necessarie passione e determinazione. La crisi che stiamo vivendo non è solo economica ma forse ancor di più culturale; lo dimostrano i tagli alle orchestre (anche quelle più grandi e rinomate) e le attenzioni che i mass media rivolgono alla musica. La situazione non è sicuramente incoraggiante per il campo artistico in generale ma alcune scelte possono tracciare un valido percorso da seguire. Rispetto al passato è diventato più semplice rivolgersi ad un buon docente per perfezionarsi, potersi iscrivere ad un corso specifico per formarsi e diventare un valido professore d’orchestra.

 

Una soddisfazione personale da condividere con tutti noi?

Sicuramente quella di continuare a vivere di musica, facendo il concertista e ricevendo inviti di partecipazione a festival ed eventi di livello internazionale. Ma la famiglia rimane determinante con la sua importanza inderogabile e insostituibile.

 

Impegni per il futuro?

Ho il piacere di segnalare la mia partecipazione al Venice Flute Fest 2015, presso il Conservatorio “B. Marcello” di Venezia, dove verrà presentato il mio nuovo libro “Il Canto del Vento”, che tratta di flauti storici ed etnici. Durante il festival terrò un seminario su queste tematiche ed esporrò la mia collezione di oltre 100 flauti provenienti da tutto il mondo.

Continuo a portare in giro e a presentare in varie città d’Italia un altro mio testo dal titolo “L’evoluzione del flauto traverso”, uscito l’anno scorso e che sta riscuotendo un soddisfacente successo; il libro è stato già adottato da varie istituzioni italiane e sta ottenendo un notevole apprezzamento da parte di docenti ed allievi.

Gli impegni concertistici, che si fanno più fitti in questo periodo dell’anno, mi vedranno protagonista di concerti in Italia e all’estero, anche in veste di solista (date e programmi saranno resi pubblici sulla pagina face book e sui siti di riferimento). Già fissati invece gli appuntamenti ai festival internazionali “Falaut Campus 2015” (3-8 Agosto) presso l’Università di Salerno e “Festival dei Duchi D’Acquaviva” (23-28 Agosto) di Atri (TE), in qualità di docente e concertista.

 

 

Marco Felicioni, flautista, concertista e docente, ha debuttato in qualità di solista con l’orchestra al fianco di Roberto Duarte.Vincitore di vari concorsi nazionali ha intrapreso un’intensa attività concertistica che lo portato a suonare in Italia e all’estero. Ha affiancato al repertorio classico quello contemporaneo effettuando le prime esecuzioni assolute. Ha inciso per Naxos, Sculture d’Aria, Wide Sound, Nova et Antiqua, registrando anche per li cinema.

 

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