Condividi su Facebook

Sapevate che studiare musica fa diventare più intelligenti?

Sei cose che non sapevi sui vantaggi di studiare musica

Sapevate che studiare musica fa diventare più intelligenti?


Secondo diversi studi, studiare musica stimolerebbe lo sviluppo delle capacità cognitive. La teoria scientifica, elaborata nel 1993 dai fisici Gordon Shaw e Frances Rauscher, spiega inoltre come il solo ascolto della sonata in re maggiore per due pianoforti di Wolfgang Amadeus Mozart incrementerebbe lo sviluppo di queste capacità.
Questo fenomeno è chiamato “effetto Mozart”e anche se oggi non esistono prove scientifiche della sua efficacia, tentar non nuoce.
Potreste provare per esempio ad ascoltarla mentre studiate per un esame (se dovesse funzionare, nessuno potrà scoprire il vostro segreto!)
Insomma reinterpretando il proverbio, “Ogni mattina in Africa, come sorge il sole, non importa che tu sia leone o gazzella, l'importante è che cominci ad ascoltare Mozart”.

Tuttavia studiare musica può portare numerosi altri vantaggi, se sappiamo scelgliere lo strumento musicale adatto a noi. A questo proposito è utile svolgere il quiz orientativo sulla scelta dello strumento musicale ideale e leggere le agevolazioni del Bonus Stradivari sull'acquisto di strumenti musicali, comunicato dall'Agenzia delle Entrate.

Soltanto chi studia musica infatti, può riconoscere maggiormente questi vantaggi:

Incremento dello sviluppo cognitivo

Anche se spesso non ce ne accorgiamo, la nostra mente attiva una sorta di risparmio energetico, quando non riceve stimoli costanti. Vi sarà capitato ad esempio, di ascoltare qualcuno che vi parla per molto tempo e di non riuscire a restare concentrati. Quando ci succede questo, sperimentiamo un calo d'attenzione e tendiamo ad entrare in modalità stand-by: quasi non ci accorgiamo di quello che succede intorno a noi e la nostra mente inserisce un “pilota automatico”.


La musica invece, risveglia la mente, permettendoci di attivare più aree cerebrali contemporaneamente mentre suoniamo uno strumento o cantiamo. Chi studia musica inoltre, sa che nessun pezzo può essere suonato o cantato in maniera meccanica, altrimenti non si tratterebbe di interpretazione, ma di semplice esecuzione. Il musicista infatti, fonde tecnica ed anima, perché chi ama la musica sente il bisogno di trasmettere ciò che prova a qualcun altro. Tuttavia, per poter catturare l'attenzione altrui, è fondamentale non perdere la propria, per questo abbiamo bisogno di stimoli, ed è la musica ad offrirceli. Come fare per riuscire a coglierli? La risposta è nella sottile differenza tra chi sente e chi ascolta, perché chi ricorda il film August Rush, sa che “alcuni sentono la musica, ma non tutti ascoltano”.

Miglioramento in calcolo e matematica

Per tutti quelli che non ci credono sì, la musica aiuta a diventare più bravi nella matematica e questo perché la musica è matematica. Studiando musica, ci imbattiamo nei calcoli di tempi, pause, durate, sia nella pratica, che nel solfeggio. Col tempo la mente tende ad immagazzinare tutti questi dati e ad assimilarli, permettendoci di concentrarci su più cose contemporaneamente.

Miglioramento della coordinazione mentale/corporea e del ritmo

Attivando diverse aree del cervello contemporaneamente, la mente assume più controllo e sviluppa le capacità ritmiche di organizzazione e coordinazione, applicandole spesso, anche al corpo.

Educazione dell'orecchio

Non stupitevi se vi capiterà di accorgervi di suoni a cui non avevate mai fatto caso, di riuscire ad identificarli o a localizzarli più facilmente. Mentre vi abituerete  infatti, a captare anche i vostri più piccoli errori mentre suonate, il vostro orecchio diventerà sempre più allenato e il vostro udito raffinato.

Funzione antistress attraverso il rilascio di dopamina

Quando ascoltiamo la nostra musica preferita, come quando riceviamo un dolce abbraccio, mangiamo il nostro piatto preferito o alcuni cibi che ne contengono, come il cioccolato, avviene nel nostro corpo un rilascio di dopamina. Questo neurotrasmettitore, che trasmette i segnali tra le cellule nervose del cervello (neuroni), ci “rende felici” e ci aiuta a rilassarci.

Tuttavia, nel caso della musica, riscontriamo anche altri processi somatici, come variazioni del battito cardiaco, del respiro e della temperatura. Ecco spiegato perché quando ascoltiamo un brano come “Thriller” di Michael Jackson, ci viene la pelle d'oca. Nel caso in cui siamo noi a suonare o a cantare, ci lasciamo trascinare ancora di più dal mood del brano, ecco perché spesso anche chi non è musicista, quando ascolta un brano particolarmente gradevole, finge di suonare l'assolo di chitarra o di cantare davanti allo specchio. Maggiore è il piacere che proviamo nell'ascoltare un brano, maggiore è il rilascio di dopamina.

Sviluppo di una dipendenza benefica

La verità è che studiare musica crea dipendenza, perchè non riusciremmo mai a separarci dal nostro strumento o dal nostro microfono, o allontanarcene per troppo tempo; ne abbiamo bisogno e ci fa star bene.



Il bello della musica è che quando ti colpisce non senti dolore.
Bob Marley

2016 © Edumus.com è proprietà di Export Digitale Srl - Sede legale e operativa: Via L. de Libero, 8 - 04022 Fondi (LT)
P.IVA, C.F. e CCIAA di Latina IT02851780599 - Cap. Soc. 10.000€ i.v. - REA: LT-204311

int(1)